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lunedì 26 dicembre 2016

Fmsi. Federazione medico sportiva Il decalogo del benessere dell'atleta

Fmsi. Federazione medico sportiva Il decalogo del benessere dell'atleta


di Eugenia Sermonti



In un mondo della medicina che si evolve in continuazione, conoscere e utilizzare ‘scelte sagge’ e ‘la giusta dose’ terapeutica di un farmaco sono punti di partenza per un approccio valido e responsabile nella vita professionale quotidiana di ogni medico, in particolare dello specialista in medicina dello sport. È quanto emerge dalla ‘Indagine epidemiologica nazionale’, vasto progetto di studio rivolto agli sportivi, agonisti e non, condotto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (Fmsi). Lo sportivo, e soprattutto i genitori dei milioni di minorenni praticanti sport agonistico, chiedono allo specialista in medicina dello sport non solo che conceda l’idoneità alla pratica della disciplina sportiva, ma anche che sia accanto all’atleta, grande e piccolo, nella gestione della salute, della nutrizione e dei traumi minori che con grande frequenza capitano nelle attività.

Su questa base, la Fmsi ha selezionato 50 medici dello sport, impegnati nella promozione della salute e attivi sul ‘campo sportivo’ al fianco dell’atleta, con l’obiettivo di stilare una sorta di ‘consensus conference’, un sintetico ‘decalogo’ di corrette procedure per il benessere dell’atleta, e tra queste suggerimenti da seguire per il trattamento del dolore provocato dai traumi minori nel corso di attività sportiva. In particolare su quest’ultimo aspetto, nel ‘decalogo’ sono presenti l’importanza di saper riconoscere e monitorare il dolore e di considerarlo al pari degli altri parametri vitali. Una volta riconosciuta la causa del dolore, è doveroso scegliere la classe di farmaci analgesici cui fare riferimento. La ‘consensus conference’, in sintesi, suggerisce tra l’altro:

- Non prescrivere analgesici al bisogno, ma ad orari e per durata prestabiliti

- Il dosaggio analgesico del paracetamolo nell’adulto è di 1 grammo assunto 3 volte al giorno, a intervalli non inferiori a 4 ore

- L’ottimo profilo di efficacia e sicurezza della nimesulide nel dolore infiammatorio è al dosaggio di 100 mg, assunta 2 volte al giorno, in cicli di massimo 15 giorni di trattamento

- La disponibilità della combinazione paracetamolo 500 mg - ibuprofene 150 mg, assunta in singola o doppia somministrazione a seconda dell’intensità del dolore, è fino a 3 volte al giorno, ad intervalli non inferiori alle 6 ore. La combinazione permette di ridurre il dosaggio dell’antiinfiammatorio, minimizzandone i rischi e garantendone l’efficacia grazie alla sinergia con il paracetamolo

- Nel bambino, affinché il paracetamolo abbia efficacia analgesica, occorre raggiungere un dosaggio di 15 mg/Kg (senza superare i 60-75 mg/Kg somministrati nell’intera giornata)

"Le ‘scelte sagge - puntualizza il presidente della Fmsi Maurizio Casasco - pur non avendo pretese di esaustività, vogliono piuttosto essere un richiamo per stimolare l’attenzione su punti specifici in merito al fatto che nel trattamento del dolore dell’atleta la conoscenza della giusta dose è punto di partenza fondamentale per lo sviluppo di una terapia che abbini efficacia a sicurezza terapeutica”.

Struggente regalo di Natale: gli organi Così una donna salva la vita a 7 italiani

Arezzo, dona gli organi nel giorno di Natale: salva la vita a 7 persone



Uno struggente regalo di Natale, che salva la vita a sette persone. La storia arriva da Arezzo, dove una donna di 58 anni è stata colpita da un acuto evento cerebrale. Il marito ha deciso di donare gli organi della donna. Il gesto, come detto, ha salvato la vita a diversi pazienti proprio nel giorno di Natale, persone che attendevano da tempo gli organi. La donna ha donato cuore, reni, polmoni, fegato, cornee e cute della signora.

Questo ragazzo salverà Stasi? Quei cinque dettagli clamorosi

Delitto di Garlasco, i cinque elementi sul nuovo indagato Andrea Sempio


di Alessandro Dell'Orto 
e Cristiana Lodi



Andrea Sempio ha 28 anni, la barba incolta, il sorriso solare, un carattere introverso e gli occhi di tutti puntati addosso - curiosità, sospetti, comprensione - perché è entrato prepotentemente in uno dei casi di cronaca nera più complessi e controversi degli ultimi anni: l'omicidio di Chiara Poggi, la ragazza uccisa in casa la mattina del 13 agosto 2007. È lui l'ultimo colpo di scena di un giallo che secondo la giustizia avrebbe trovato un colpevole (l'ex fidanzato Alberto Stasi, in carcere a Bollate dopo la condanna a 16 anni), ma secondo i più ha ancora molto da raccontare.

Andrea Sempio è il nuovo indagato nell'ambito dell' inchiesta bis aperta a Pavia dopo l'esposto presentato dai legali di Alberto Stasi.

Un atto dovuto, questo, che per ora non significa nulla e che non deve far pensare a un nuovo colpevole, ma che però riapre un un questione che sembrava ormai chiusa. Ma come si è arrivati ad Andrea? Perché proprio lui? Sempio - che ha da poco fatto uno stage di due mesi in una società di comunicazione di Garlasco e ha avuto esperienze come insegnante di sostegno e a "Tre Italia" - era un amico di Marco, il fratello di Chiara, abitava proprio vicino a loro e frequentava la villetta di via Pascoli 8, muovendosi in bicicletta: secondo una perizia di parte alcune tracce del suo Dna sarebbero state trovate trovate sotto le unghie della ragazza uccisa.

L'ALIBI E IL PIGIAMA Ecco perché, al termine dell'indagine difensiva dei legali dello studio Giarda (che assistono la famiglia Stasi) insieme a una società di investigazioni, la Procura di Pavia ha aperto una seconda inchiesta accogliendo l'esposto della mamma di Alberto, Elisabetta Ligabò, e iscrivendo nel registro degli indagati proprio Andrea, che all'epoca dei fatti era da poco maggiorenne.

Nel corso degli anni Sempio era già stato interrogato due volte dai carabinieri, una pochi giorni dopo il delitto e l'altra l'anno successivo. Da chiarire, secondo l'indagine della difesa di Stasi, ci sarebbero però diversi elementi che all'epoca dei fatti vennero solo parzialmente vagliati dagli inquirenti. Uno di questi è l'alibi, che pur considerato solido presenterebbe alcune incongruenze: il ragazzo avrebbe mentito sui propri movimenti convinto di non venire smascherato, come peraltro inizialmente era avvenuto. Non solo. Sempre secondo la difesa Chiara avrebbe aperto al suo assassino in pigiama (venne uccisa vicino alle scale con un'arma rimasta misteriosa), segno che probabilmente era una persona conosciuta, e Andrea era di casa.

GLI ORARI E LA BICI Poi c'è la questione delle scarpe: il ragazzo avrebbe un numero di piede molto simile (tra il 42 e il 42,5) a quello dell'impronta (ritenuta poi dai giudici quella di Alberto Stati) rinvenuta in casa Poggi e ritenuta appartenente all'assassino di Chiara. Infine la bicicletta.

Andrea Sempio era solito girare in bicicletta e proprio la mattina dell'omicidio due testimoni affermarono di aver visto una bici (da donna) appoggiata sul muro di cinta della villetta di Chiara, proprio nel lasso di tempo ritenuto poi quello in cui la ragazza veniva uccisa. Cioè nel periodo compreso tra le 9.23 e le 10.20, orario in cui Stasi (fu lui poi a scoprire il cadavere della fidanzata e a chiamare i soccorsi) era a casa sua, intento a scrivere la propria tesi di laurea al computer.

Ora la Procura Generale di Milano ha trasmesso le carte alla Corte d' Appello di Brescia che aspetterà gli esiti dell'inchiesta di Pavia e poi, sulla base di questi, deciderà se sospendere l'esecuzione della pena inflitta a Stasi (in cella dal 12 dicembre del 2015: la Cassazione ha confermato la condanna dopo una vicenda processuale durata 14 anni e nel corso della quale era stato assolto anche due volte) e rifare il processo oppure rigettare la richiesta di celebrare un nuovo giudizio.

Aereo caduto, la soffiata dell'intelligence: "Forse è terrorismo". Un agguato a Putin?

Aereo precipitato nel Mar Nero, fonti dell'intelligence: "Forse è terrorismo"



Un aereo russo con 91 persone a bordo - 84 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio - è scomparso dagli schermi radar poco dopo la partenza da Sochi, sul Mar Nero. Il velivolo appartiene al ministero della Difesa di Mosca e per questa ragione c’è chi sospetta l’aereo possa avere subito un dirottamento o un attentato. Il Tupolev 154, un velivolo di linea a tre motori, decollato alle 5.20 ora locale era diretto alla base aerea russa di Latakia, in Siria, e trasportava i membri dell’Alexandrov Ensemble, coro e orchestra ufficiale delle Forze Armate russe, la storico coro dell'Armata Rossa. A bordo dell'aereo si trovavano anche nove giornalisti.

Il ministero della Difesa di Mosca ha fatto sapere che "resti del velivolo" e "un corpo" sono stati individuati nel Mar Nero, a circa un chilometro e mezzo dalla costa di Sochi, a una profondità compresa fra i 50 e i 70 metri. Sono stati individuati anche alcuni effetti personali dei passeggeri. Il velivolo, che secondo la Tass è decollato in "condizioni meteo favorevoli", era diretto alla base militare di Khmeimim, nella zona di Latakia, per il concerto di Capodanno per i militari russi. Sul caso è stata aperta un'inchiesta. A bordo dell’aereo anche 9 giornalisti tra cui tre reporter di Channel One Russia e tre del canale televisivo Zvezda Tv.

Il portavoce del Cremlino Dimitry Peskov ha fatto sapere che "é troppo presto per stabilire cosa abbia causato l'incidente", ma successivamente il governo aveva "escluso l'ipotesi terrorismo". Ma la neonata commissione inquirente, nel corso della giornata, ha aggiunto che l'ipotesi di una attacco terroristico debba essere presa in considerazione. Il ministro dei Trasporti Maxim Sokolov ha aggiunto che non sono state ancora ritrovate le due scatole nere del trireattore i cui resti giacciono ad una profondità di 50/70 metri ad una distanza di appena 1,5 km dalla costa di Sochi.

Quella del terrorismo "è un'opzione - ha dichiarato al sito Lenta.Ru una fonte della sicurezza -, non può essere confermata o esclusa finché non avremo le informazioni dei registratori di volo, ma viene presa in considerazione". La stessa fonte ha sottolineato che sui voli militari le ispezioni sugli aerei e i controlli possono essere meno rigidi rispetto a quelli per i voli civili. Inoltre, il fatto che l'aereo fosse diretto in Siria e avesse a bordo il coro dell'Armata Rossa poteva renderlo un obiettivo per un'azione terroristica. Sui media russi, per onor di cronaca, si è parlato anche della possibilità di uno stormo di uccelli finiti in un reattore.

Al presidente russo Vladimir Putin ha espresso il suo cordoglio l'omologo siriano, Bashar al-Assad. Come pure la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Putin, come detto, ha ordinato un'inchiesta per accertare le cause dell'accaduto.

MORTO GEORGE MICHAEL 2016 maledetto, altro addio: grave lutto per la musica

È morto a 53 anni il cantante George Michael



È morto a 53 anni George Michael. Secondo i paramedici intervenuti nella sua casa nel Thames Valley, a nord di Londra, il cantante sarebbe morto "serenamente nella sua abitazione". La Bbc ha confermato che la polizia locale non ha riscontrato circostanze sospette. Negli anni '80 aveva iniziato la sua carriera nel duo pop Wham! per poi cominciare una fortunata carriera da solista, vendendo oltre 100 milioni di dischi.

domenica 25 dicembre 2016

È festa, godete (e fate questa cosa) Socci, la sfida di Natale al Papa

Antonio Socci: è Natale, godete. Per celebrarlo davvero siate consumisti


di Antonio Socci


Antonio Socci

L'altroieri, nell'editoriale di Avvenire, giornale dei vescovi, Enzo Bianchi assicurava che i terroristi di Berlino non ce l'avevano con il Natale cristiano: A Berlino la calamita per l'attentatore non è stato il Natale in sé, ma la sua commercializzazione diffusa: non certo la celebrazione del mistero cristiano dell'incarnazione, bensì la sua riduzione - sovente lamentata anche dagli stessi cristiani - a gioioso mercato di doni e di regali, di profitti e di buoni sentimenti a basso prezzo.

Ma è proprio sicuro il Bianchi che i terroristi, pianificando la strage, abbiano distinto (come fini intellettuali) il cosiddetto Natale consumistico (da esecrare e colpire) dalla celebrazione del mistero cristiano dell'incarnazione che invece loro rispetterebbero? Ed è sensato fare una simile distinzione di fronte a un massacro tanto crudele e demenziale? Peraltro è assurdo pensare che un semplice mercatino di Natale, con normali bancarelle dove si comprano cosucce a pochi euro, possa essere considerato un simbolo di consumismo.

Ma il tormentone clericale (e pure laico) contro i regali ci viene inflitto da tempo ed è ormai insopportabile il moralismo che ogni anno, sui giornali o nelle chiese, lancia invettive contro il presunto Natale consumistico, di cui oltretutto - e purtroppo - non si vede traccia, considerate la crisi e le ristrettezze delle famiglie italiane.

Magari avessimo un Natale consumistico. Sarebbe se non altro una boccata d' aria per l' economia italiana (che vorrebbe dire più occupazione e benessere per tutti).

Voglio dire che per me è infinitamente più religioso il cosiddetto Natale consumistico di certi editoriali di Avvenire. È più cristiano il Natale di coloro che in questi giorni si arrabattano, con un po' di allegria residua, a far regali ad amici e persone care, di certe noiose prediche moralistiche e pauperiste che ci vengono ammannite dai pulpiti.

Non è una boutade. Infatti l'idea stessa del dono coglie al cuore il significato del Natale. Che non è affatto la festa di un astioso moralismo, di un cupo rigorismo penitenziale, ma la celebrazione del Grande Scialo divino, lo stupore per un (supermiliardario) Dio folle di amore che dopo averci regalato tutto - il mondo, il cielo, le stelle, il mare, la vita, l'esistenza, l' aria che respiriamo - ci fa il regalo supremo: Se stesso. Si rovina per amore. Si rovina per noi.

Un grande Padre della Chiesa, Sant'Ireneo, scrisse: Cristo portò ogni novità (cioè ogni dono) portando se stesso. Natale è proprio la festa del Dono supremo: il dono della stessa divinità che Gesù fa agli uomini. Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio, dice un altro grande Padre, Sant'Atanasio di Alessandria. E sentite san Tommaso d'Aquino: L'unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei. E la cosa più incredibile è che questo infinito regalo, oltreché immeritato, è gratuito (come sono gratuiti il dono della vita e il mondo intero).

Una follia che Gesù indicò come modello di vita e invito alla missione: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10,8).

Dunque, scialate in doni, almeno a Natale, come segni di amore, di amicizia, di affetto. Regalate soprattutto voi stessi (o almeno un po' del vostro tempo, del vostro impegno, della vostra vita). È l'affare migliore che si possa fare: Così vi farete un tesoro nei Cieli (Lc 12,33), ci assicura il Gigante che attraversa le pagine del Vangelo.

Un giorno, da giovane, sentii dire da un grande uomo di Dio, a una platea di ventenni: Sbrigatevi a donare la vostra vita, prima che il tempo ve la rubi, perché donandola non la perderete più. Eccheggiava il Maestro: Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? (Mt 126, 25-26).

Come sono belle le persone che sono state "prese", folgorate da questo conquistatore di cuori, le persone che vivono così... Non è per questo che ci commuove così tanto quel giovane ricco di Assisi che diventò il mendicante di Dio, san Francesco? Eppure fu "denunciato" dal padre proprio per la follia del suo scialo, perché stava sprecando in regali tutta la fortuna della sua famiglia. E davanti alla (umanamente comprensibile) protesta del padre, lui gli restituì pure i vestiti e, nudo, donò ciò che gli era rimasto aveva: se stesso, la sua fede e la sua letizia.

Ho la fortuna di essere amico di alcuni santi dei nostri tempi. Amici che hanno regalato la propria intera vita andando in Africa a curare i lebbrosi (i bambini lebbrosi), ma anche restando qua, donando la propria vita a chi ha bisogno di essere difeso fin dal seno materno. E conosco giovani che, crocifissi per anni su un letto o su una sedia a rotelle, donano silenziosamente se stessi, gli anni più belli della vita, al mondo intero, come preghiera e offerta per il bene di tutti.

Questi sono gli eroi. I loro sono i doni più grandi. Ma è eroico pure l'amore che i padri e le madri donano ai figli.

Ed è eroico chi rischia la vita e la salute nel proprio lavoro. Del resto anche il più piccolo dono natalizio può essere il segno di un tesoro grande che si chiama amore.

Dunque è bella e commovente la tradizione dei doni natalizi che reca in sé (implicitamente tutti lo sanno) la gioia e lo stupore del grande dono di Dio che celebriamo.

Ci ricorda che tutte le cose importanti della vita ci sono state donate. Perciò è così bello e così cristiano gioire pure per gli addobbi e le luci, gli alberi, i presepi, i Babbi Natale, gli zampognari e anche per la corsa ai regali e i negozi pieni. Perché no?

Anche se non ce lo diciamo, è un modo per celebrare il Natale di Gesù. È un gioioso affannarsi. E sono certo che la Madre di Betlemme - che parteggia per noi come le mamme che stravedono per i figli - farà in modo di "computare" questo nostro affanno natalizio per i regali, come l' affanno dei pastori per portare coperte e caciotte alla grotta e come l'affanno dei Magi che arrivarono con i loro (appunto) doni. La grotta di Betlemme (che vuol dire Casa del pane) è stata da subito il luogo dei doni. Lì dove c'era quel Bambino è cominciata la civiltà del dono, che poi è la civiltà cristiana in cui la prosperità è fiorita.

Ci sono storici che hanno dimostrato il nesso diretto fra le due cose: cristianesimo e prosperità. Benedetto XVI, nella sua enciclica sociale Caritas in veritate, ha mostrato l'importanza economica e politica della cultura del dono. Scrive: Talvolta l' uomo moderno è erroneamente convinto di essere il solo autore di se stesso, della sua vita e della società. È una presunzione che è stata causa di molti mali. Specie nel Novecento degli esperimenti sociali sulla pelle dei popoli. L'insufficienza di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell'esistenza è dimostrata anche dal fallimento delle tecnocrazie (sia quelle comuniste che quelle mercatiste).

Del resto possiamo constatare che, se l'Italia in questi anni ha resistito sotto i colpi di una crisi pesantissima, è solo perché hanno tenuto le famiglie e il volontariato, le due tipiche istituzioni del dono.

Benedetto XVI scrive ancora: Da un lato la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall'esterno e, dall'altro, lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità. Il papa suggeriva anche il legame fra dono e perdono: La carità supera la giustizia e la completa nella logica del dono e del perdono.

E l'Italia avrebbe un immenso bisogno di per-dono.

Cioè di ricominciare a sentirci ed essere un popolo.

Alleanza con l'ultra-destra tedesca Mossa di Putin, è caos in Europa

Putin mette un piede in Europa: accordo con l'estrema destra austriaca



Vladimir Putin mette un piede in Europa. Il suo partito, Russia Unita, ha infatti stipulato un accordo ufficiale con il Partito della Libertà austriaco, l'estrema destra che è uscita sconfitta di un soffio dalle presidenziale tenutesi appena qualche settimana fa.

L'accordo è valido per i prossimi cinque anni e prevede una partnership stretta a più livelli. I due partiti si impegnano a condividere le informazioni su questioni che riguardano la Federazione della Russia e la repubblica d'Austria e le relazioni bilaterali internazionali. Collaboreranno per potenziare l'educazione dei giovani in uno spirito di patriottismo.

L'accordo fa dell'Fpö la quinta colonna di Putin in Europa, ha dichiarato il deputato ecologista Karl Öllinger a Le Monde. Un affronto verso la cancelliera tedesca Angela Merkel, in campagna elettorale per la propria rielezione, che ha giocato tutta la propria influenza a Bruxelles perché la Ue rinnovasse le sanzioni economiche alla Russia, prese nel 2014 all'indomani del conflitto con l'Ucraina.

Norbert Hofer, candidato dell'Fpö alle elezioni presidenziali austriache del 4 dicembre, ma uscito sconfitto dalle urne, faceva parte della delegazione austriaca a a Mosca per siglare l'intesa con il partito di Putin, resa pubblica attraverso Facebook.