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sabato 24 dicembre 2016

Sport, punti Fragola, scrittura e... Renzi, vita da casalingo disperato

Matteo Renzi, la sua vita da casalingo disperato: sport, punti Fragola, scrittura



Dopo l'abbandono al governo, Matteo Renzi si gode la vita e la famiglia lontano dai riflettori. L'ex premier passa il suo tempo tra Pontassieve e le vacanze con moglie e figli che lo porteranno lontano per un po' di tempo. Tornerà in gioco dopo l'Epifania. Va alle udienze scolastiche dei figli, come riporta il Corriere, fa la spesa per tutta la famiglia, munito di carrello e di lista apposita (come ha mostrato Chi), mangia la sua amata pizza, riprende le vecchie frequentazioni.

Si è buttato in due nuove sfide. Il triathlon, la disciplina che unisce corsa, nuoto e ciclismo. E poi ha iniziato a scrivere un libro che uscirà a febbraio, pubblicato da Feltrinelli. Nel volume racconta la sua esperienza, da quando si è buttato al governo a oggi, da quel "Enrico stai sereno" rivolto a Letta al Referendum.

In questi giorni Renzi ha incontrato diversi esponenti del Pd a cui avrebbe detto: "Sarà lunga, calma e gesso. Sappiate che c' è chi vorrebbe far durare questa legislatura addirittura altri tre anni". Insomma, è pronto a tornare in campo. E non in un ruolo da Serie B.

La Raggi a casa, Di Battista sindaco Terremoto a Roma: la data del blitz

Alessandro Di Battista sindaco di Roma: il piano del M5s per il dopo-Raggi



Ore contate per Virginia Raggi, la sindaca del più rapido, clamoroso e strepitoso disastro Capitale. Sostanzialmente scaricata da Beppe Grillo e da quasi tutto il M5s, l'unico obiettivo è trovare un modo per "paracadutarla" lontana dal Campidoglio. I vertici grillini, secondo quanto scrive Il Tempo, avrebbero ben chiaro l'obiettivo: dimissioni e nuove elezioni già quest'anno. E una clamorosa sorpresa: già, perché si sussurra che, stavolta, a candidarsi potrebbe davvero essere Alessandro Di Battista, il pasionario col vizio del congiuntivo sbagliato e dalla parlata (eccessivamente) enfatica il quale, suppongono i pentastellati, potrebbe riuscire nell'impresa di rivincere le elezioni dopo il disastro di Virginia.

Malattia di crohn, psoriasi e artrite idiopatica giovanile

Malattia di crohn, psoriasi e artrite idiopatica giovanile


di Laura Fusillo



Psoriasi, artrite e malattie infiammatorie intestinali sono sempre più diffuse nei bambini. Si tratta di patologie diverse, ma con un denominatore comune: uno stato infiammatorio cronico a indicare che qualcosa nel sistema immunitario non funziona a dovere. Oggi gli esperti le raggruppano sotto il nome di Malattie Infiammatorie Immuno-Mediate (IMID) e nella stragrande maggioranza dei casi la causa resta ancora sconosciuta. Le conseguenze possono essere rilevanti sia in termini di diagnosi, assistenza e qualità di vita che di impatto fisico e psicologico sui più piccoli e sulle loro famiglie. Una recente analisi condotta sulle tante conversazioni on line su blog, forum dedicati e social network, rileva il bisogno dei genitori di avere maggiori informazioni e il desiderio che il proprio figlio possa vivere una vita ‘normale’. Magari con qualche attenzione in più. Un genitore su 5 è preoccupato dell’impatto che queste malattie potrebbero avere sulla qualità di vita dei loro piccoli, 2 genitori su 3 sono alla ricerca di informazioni sulla patologia, i sintomi, il decorso clinico e consigli su farmaci e centri di cura specializzati. In una conversazione su tre i genitori si scambiano consigli pratici su come affrontare la malattia: alimentazione, sport, stili di vita e scuola, spesso molto puntuali e precisi e in ogni caso basati sull’esperienza diretta di altri genitori.

Le Malattie Infiammatorie Immuno-Mediate – psoriasi, malattie infiammatorie croniche intestinali e artrite idiopatica giovanile – fino a pochi anni fa erano considerate rare in pediatria ma oggi colpiscono sempre più bambini, soprattutto nei paesi industrializzati, con conseguenze negative sulla qualità di vita e sui costi sociosanitari. In Italia circa mezzo milione di persone ha ricevuto la diagnosi di psoriasi prima della maggiore età e circa 70 mila bambini soffrono di questa malattia. L’età media d’insorgenza della Colite Ulcerosa è di 10 anni mentre quella della Malattia di Crohn è di 12 anni con un’incidenza che sembra essere raddoppiata nell’ultimo decennio. Inoltre il processo infiammatorio può condizionare la crescita e lo sviluppo. L’Artrite Idiopatica Giovanile, patologia che colpisce dai 50 ai 90 bambini ogni 100 mila, è oggi tra le malattie a decorso cronico più frequente in età pediatrica. Sebbene queste patologie si manifestino con quadri sintomatologici eterogenei, tra loro apparentemente non correlati, numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che le IMID dipendono da meccanismi patogenetici comuni. Una delle teorie più accreditate suggerisce che queste malattie siano dovute a una regolazione difettosa del sistema immunitario con un'esagerata risposta immunologica e conseguente sviluppo di infiammazione cronica. Si tratta quindi di una produzione esagerata di molecole che accendono e mantengono l'infiammazione: le citochine, come il TNF-alfa. Il motivo per cui questo accada non è ancora chiaro, anche se gli esperti parlano di una genetica sfavorevole, molto complessa, combinata a cause ambientali.

La buona notizia è che esistono Centri pediatrici di eccellenza in Italia in grado di affrontare efficacemente le Malattie Infiammatorie Immuno-Mediate e limitare i disagi per il bambino e la famiglia, assicurare una rapida diagnosi, prevedere l’evoluzione della malattia e indicare con sicurezza le cure più efficaci. Le nuove terapie – in grado di bloccare il TNF-alfa – rappresentano una vera e propria rivoluzione nell’approccio terapeutico peri piccoli pazienti che possono finalmente tornare a vivere una vita normale. 

Roma. Contro le dipendenze gravi le ‘stimolazioni elettromagnetiche’

Roma. Contro le dipendenze gravi le ‘stimolazioni elettromagnetiche’


di Flavia Marincola



Una nuova frontiera si dischiude nel trattamento delle dipendenze gravi da droga e alcool grazie a un approccio di tipo tecnologico che si fonda su solide basi medico-scientifiche e cliniche: è la Transcranial Magnetic Stimulation (TMS), forte di un'avanzata sperimentazione negli Usa con risultati confortanti e crescenti aspettative: Roma ha recepito questa occasione di cura grazie all'iniziativa dell'Associazione 'La Promessa' Onlus, fondata e diretta dallo psicoterapeuta Fabrizio Fanella - con sede in via Catone 21 - che da anni si occupa di trattamenti riabilitativi per le dipendenze patologiche, con assistenza d'eccellenza medica, psicologica e familiare.

La TMS è una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale grazie alla quale è possibile attivare il funzionamento dei circuiti e delle connotazioni neuronali all'interno del cervello. La Stimolazione Magnetica Transcranica è una tecnica d'intervento conosciuta già in passato per il suo utilizzo nella clinica dei disturbi depressivi. Negli ultimi anni è in uso soprattutto negli Usa, in Canada, in Giappone e in alcuni Paese europei, nella clinica dei disordini da dipendenze patologiche: in particolare, per la cura dei soggetti cocainomani e alcolisti. Oltre che contro le dipendenze da fumo e da gioco d'azzardo. Le risposte cliniche sono molto positive con grandi prospettive nel recupero di persone colpite da tali dipendenze. In Italia da qualche anno si sta utilizzando la TMS con eccellenti risultati, riportati soprattutto dal professor Luigi Gallimberti e dal professor Antonello Bonci a Padova e, recentemente, dal professor Marco Diana a Cagliari. La Stimolazione Magnetica Transcranica Ripetitiva è un trattamento approvato dalla CE per la cura della depressione.

Dunque, con la TMS è  possibile superare l'ossessiva  percezione del bisogno della sostanza o del comportamento del quale si è dipendenti: a differenza dei farmaci, la terapia agisce modulando direttamente le aree del cervello alterate dalla patologia. La TMS utilizza impulsi elettromagnetici concentrati sull'area cerebrale di interesse, applicati con modalità specifiche per ciascuna condizione patologica: applicati in modo ripetitivo, gli impulsi modulano le connessioni tra i neuroni e inducono cambiamenti duraturi e persistenti nell'attività cerebrale. Agendo così, si invertono i modelli anomali e si ristabilisce l'equilibrio pre-patologia.

La terapia non è invasiva, non prevede restrizioni, non richiede anestesia o sedazione: in questo modo il paziente può continuare le normali attività quotidiane sùbito dopo il trattamento. I risultati sono lusinghieri e incoraggianti, soprattutto se la TMS viene abbinata in parallelo a una terapia di tipo riabilitativo seguendo modelli in uso da molti anni e ampiamente testati da Fabrizio Fanella e della sua équipe di esperti psichiatri e psicoterapeuti. L'Associazione 'La Promessa' Onlus nasce nel 1994 a Roma per iniziativa, appunto, di Fabrizio Fanella: da allora garantisce un'assistenza qualificata di eccellenza medica, psicologica e familiare nel campo della prevenzione e della cura dei trattamenti riabilitativi per le dipendenze patologiche. Ma non è solo la capitale d'Italia a beneficiare di questo tipo di servizio: infatti, l'area geografica d'interesse comprende l'intero Centro-Sud coinvolgendo un numero purtroppo crescente di soggetti dipendenti da cocaina, alcol, fumo e gioco d'azzardo compulsivo.

Feltri stana il deputato islamico Pd "Vuol farci fare una brutta fine"/ Foto

Feltri: il deputato islamico vuole per Libero la fine di Charlie Hebdo


di Vittorio Feltri



Non era pachistano, ma tunisino. Il macellaio di Berlino era incazzato perché in Italia non lo avevano riconosciuto per profugo. Costui aveva preso un barcone in Africa. Il famoso viaggio della speranza (di ammazzarci). Purtroppo non è annegato nella traversata. I bastardi non affogano. Approdato da noi ha incendiato il centro di accoglienza dove era stato fraternamente nutrito e accudito. Strano ma vero: è stato condannato e spedito in carcere. Una volta fuori di cella, siamo tornati alla ottusa normalità italiana, cioè è stato immerso nella bambagia dell'ospitalità suicida.

Cacciarlo? Figuriamoci. Offriamogli una seconda chance. Teniamolo qui. C'è la sua bella comunità di confratelli pronti a rieducarlo, sostenerlo, e se scivola nella tentazione, lo denunciano al volo. Così, invece di essere rispedito a casa sua, ha spedito al Creatore i suoi nemici: ha preso la strada della Germania, e ha ammazzato dodici cristiani con un Tir.

L'ora successiva alla notizia e alle immagini della devastazione ho pigiato sui tasti e pubblicato su Libero la mia trascurabile ma sentita opinione, che rispolvero per i dimentichi: fuori dai coglioni, non prendiamoci più in casa gente così. L'albero lo giudichiamo dai frutti: se la mela è avvelenata, e ammazza innocenti al mercatino di Natale, tagliamo la pianta tossica, reimbarchiamola, impediamole di proliferare. Ho scritto questo, ho avuto ragione alla lettera. Come spesso accade, il primo sentimento è quello giusto. Non è stata la pancia a suggerirmi questi semplici concetti, ma la testa, assai sensibile all'adrenalina della paura, la stessa che consente alle gazzelle di sottrarsi alle unghie e ai denti del leone, scappando a velocità supersonica. Gli uomini, e specialmente gli anziani come il sottoscritto, piuttosto che darsela a gambe, ritengono più razionale far usare le gambe a chi non ha nessun diritto di invadere il nostro Paese, non ha intenzioni pacifiche, insomma è un potenziale bastardo. Non fugge dalla guerra, ma viene qui a farcela.

Non so se l'avete notato. Non ho usato apposta la parola islamico, non ho tirato in ballo Allah. Ma lo stiamo pensando tutti. Ignorare la fede dell'assassino è come pretendere di raccontare una strage rinunciando a prenderne in considerazione la causa. Il movente non è stata la follia, ma un'ideologia omicida che trova una giustificazione esplicita in una interpretazione non squilibrata ma letterale di alcuni passi del Corano. Questo lo ha scritto Claudio Cerasa del Foglio, il quale è giovane e forbito. Io lo sono di meno, sia giovane sia forbito, ma concordo e constato che la religione c'entra, e nello specifico quella musulmana, perché i terroristi sterminano la gente inerme in nome di Allah e non di San Giuseppe. Prendono esempio dal loro fondatore, che tagliò centinaia di gole israelitiche, ordinò la conquista del mondo, e loro da mille e cinquecento anni ci provano.

Cacciare il milione e mezzo di islamici oggi in Italia? Colpevolizzarli tutti come assassini? Mai scritto questo. Mi sono limitato a dire che devono menare le tolle quanti vengono ospitati da noi e non rispettano la nostra civiltà, coltivando adepti alla causa del nostro sgozzamento. È noto: i terroristi islamici a volte trovano ospitalità in parrocchia, ma non è lì che sono catechizzati. Sono funghi che spuntano nel bosco islamico. Estirpiamo le piante sotto cui usano buttar fuori la cappella le amanite falloidi. Non chiedo la deforestazione, ma la disinfestazione selettiva sì. Infatti questi figli di puttana musulmana nuotano sereni nelle acque dell'immigrazione clandestina islamica, e poi si occultano con facilità nei quartieri a prevalenza etnica. Ecco: consegnateli alla polizia, allontanate i coltivatori diretti dell'odio.

Sono costretto a scrivere queste banalità perché un deputato del Pd, un renziano doc, mi ha insultato pubblicamente a sangue, ha riferito in modo menzognero le mie parole, per poi chiedere al capo dello Stato la chiusura di Libero e invocare per me un'incriminazione da parte delle Procure e un processo per incitamento all'odio razziale e religioso. Soprattutto ha sostenuto che farei comunella con l'Isis, e spingerei come loro alla guerra di religione. Non sono i suoi fratelli che sbagliano a praticarla, ma io a volerla, in combutta con Abu Bakr Al Baghdadi e la buon'anima, si fa per dire, di Osama Bin Laden. Chiamatemi Vittorio Bin Feltri. Fa ridere, mica tanto.

Sto riferendo i giudizi dell'onorevole Khalid Chaouki, il quale mi dicono sia l'unico musulmano presente in Parlamento. Deduco pertanto sia il più autorevole esponente dei cittadini italiani di fede islamica. Questo mi fa persino più paura delle frange estremiste degli imam barbudos. Costui infatti passa per un moderato, e come tale gremisce i programmi televisivi di Mediaset, che quasi tutte le sere gli fa un monumento. Se vuole estromettermi dalla comunità italiana, e confinarmi nel lazzaretto dei razzisti e spedirmi in galera, il leader degli islamici buoni e liberali, come saranno quelli non dico cattivi, non sia mai, ma quelli severi e un po' nervosi?

Vuol dire che ormai è fatta. Siamo sottomessi. Rinuncio a dire che se io osassi sostenere il reciproco in terra di mezzaluna, attaccando un quotidiano islamico, sarei impalato. Ebbene, questo signore mi ha trattato da criminale alla Zanzara, su Radio 24. Noto che per dare forza ai suoi argomenti ha dichiarato che l'Isis è un gruppo piccolissimo. Ma lo sa questo scienziato islamico dell'antiterrorismo che solo in Siria sono arrivati 90mila foreign fighter arruolati dal Califfo? Che l'Isis controlla un territorio grande come l'Inghilterra, e governa 11 milioni di persone? Che vaste zone d'Africa sono sotto il suo tallone? Invece Chaouki: pochissimi.
E allora forza, siete milioni in Europa, metteteli in mano alla giustizia, invece che offrire me alla vendetta dei vostri fratelli un po' esagerati.

P.S. Ho aspettato un giorno a rispondere, per vedere l'effetto che fa. Nessuno - al momento in cui scrivo - ha difeso Libero e tanto meno il sottoscritto. Amen.

IN DIRETTA Una strage di Capodanno Perchè la Rai adesso trema

Terrorismo, blindato il Capodanno Rai in diretta da Potenza



E adesso il Capodanno della Rai in diretta da Potenza diventa un "obiettivo sensibile". Quanto successo lunedì scorso a Berlino ha riacceso i timori che i terroristi, nelle festività natalizie, possano colpire i luoghi di grande assembramento: fiere, mercati, concerti, eventi e manifestazioni pubbliche. Tra questi balza in primo piano la diretta del 31 dicembre: sul palco ci saranno Teo Teocoli e Amadeus, in piazza Mario Pagano migliaia di persone. E milioni di telespettatori davanti ai teleschermi per lo spettacolo e il conto alla rovescia. C'è bisogno di aggiungere altro?

Il Viminale, tra le misure di sicurezza adottate nelle scorse ore ha blindato anche l'evento della tv di Stato: come riporta il quotidiano Il Giornale, ci saranno agenti in borghese dell'antiterrorismo sul palco e nella piazza, cecchini sui tetti degli edifici circostanti, metal detector e barriere anti-camion nelle vie d'accesso, afflusso degli spettatori contingentato. In più, niente ambulanti, bancarelle e fuochi pirotecnici. In tutto saranno almeno trecento gli agenti di polizia e carabinieri presenti in divisa sul luogo dell'evento.

Aereo dirottato, dopo 4 ore la resa I pirati volevano puntare su Roma

Aereo dirottato: "Lo facciamo esplodere". Poi i pirati si arrendono



Un volo interno della Libia è stato dirottato a Malta ed è atterrato sull’isola. Lo riporta il quotidiano Times of Malta, spiegando che si tratta di un volo di Afriqiyah Airways con 118 persone a bordo. Su Twitter il premier maltese, Joseph Muscat, scrive: "Sono stato informato di una potenziale situazione di dirottamento di un volo interno della Libia verso Malta. Siamo pronti a operazioni di sicurezza ed emergenza". Secondo Times of Malta, l’aereo copriva la tratta da Sebha a Tripoli e due dirottatori hanno minacciato di far esplodere una bomba. Qualche ora dopo tutti i passeggeri, ad eccezione dei membri dell'equipaggio, sono stati liberati. Intorno alle 17, ovvero quattro ore dopo l'atterraggio a Malta, i dirottatori si sono arresi. Cessato allarme. I piloti, dopo la liberazione, avrebbero dichiarato che i dirottatori volevano puntare su Roma per chiedere asilo politico. Sostenitori di Gheddafi, volevano la liberazione del figlio del Colonnello.