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sabato 24 dicembre 2016

Delitto Garlasco, chi è il nuovo indagato Nome clamoroso: ora Stasi spera davvero

Delitto di Garlasco, il nuovo indagato è Andrea Sempio: la clamorosa svolta



Dopo la lettera di aiuto spedita a Le Iene e le rivelazioni sul Dna di una seconda persona sotto alle unghie di Chiara Poggi, sembra che ci sia uno spiraglio per Alberto Stasi, condannato a sedici anni di carcere per l'omicidio della fidanzata. L'analisi delle traccie di dna ha infatti trovato corrispondenza in un un'amico di Marco, fratello della vittima che, a quanto risulta dalle indagini, frequentava l'abitazione di via Pascoli 8, spesso raggiungendola proprio in bicicletta. Il giovane, Andrea Sempio, era già finito nei radar delle forze dell'ordine: era già stato sentito dai carabinieri due volte e ora - a parte la prova del dna, che si dovrà ripetere - ci sono ulteriori che rendono la sua posizione scomoda. Tanto che il giovane, ora, risulta indagato.

Riesaminando l'alibi fornito inizialmente, considerato allora solido, sono state evidenziate delle incongruenze. Il giovane avrebbe infatti mentito su i suoi spostamenti, ulteriore circostanza che, ora, viene riconsiderata degli inquirenti. Al racconto che risulta falso, ora si aggiunge anche il fatto che Sempio abbia lo stesso numero di scarpa rivenuta sul pavimento insanguinato di Garlasco (uno degli elementi decisivi per la definitiva condanna di Stasi). Inoltre il fatto che le due testimoni, Franca Bermani e Manuela Travain, avessero notato all'esterno della villetta una bici, nella mattina dell'omicidio, è soltanto l'ultimo tassello che getta nuovi sospetti sul nuovo indagato.

Siluro di Natale: Luca Lotti è indagato Tutti i misteri di una strana inchiesta

Luca Lotti indagato: Consip, favoreggiamento e rivelazione di segreto



Una strana inchiesta, a Napoli. Un'inchiesta in cui Luca Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell'ambito dell'indagine sulla corruzione in Consip. La notizia viene riportata da Il Fatto Quotidiano, secondo cui il fascicolo contenente le ipotesi di reato sulle fughe di notizie è stato stralciato dal filone principale dell'indagine sulla corruzione - che vede indagati Alfredo Romeo e il dirigente della Consip, Marco Gasparri - ed è poi finito a Roma per competenza territoriale.

Il neo-sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro dello Sport risulterebbe indagato a seguito delle dichiarazioni del suo amico, Luigi Marroni, ex assessore alla sanità della Regione Toscana, che ha tirato in ballo anche il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, indagato per le medesime ipotesi di reato. La questione sorge da una bonifica contro le microspie: l'amministratore della Consip Marroni, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, poche settimane fa aveva incaricato una società di far rimuovere eventuali cimici dai suoi uffici. Le microspie vennero trovate e rimosse. Dunque, lo scorso martedì, carabinieri e polizia tributaria sono entrati in Consip per acquisire dei documenti sull'inchiesta relativa a un appalto, il facility management 4. Nell'inchiesta - toh, che caso - c'è lo zampino di Henry John Woodcock, che insieme a Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo hanno interpellato l'ad Marroni.

Quest'ultimo, dunque, ha riferito di aver saputo dell'indagine dal presidente di Consigp, Luigi Ferrara, che a sua volta era stato informato dal comandante dei carabinieri Tullio Del Sette. Dunque ha fatto altri nomi, tra i quali quello di Lotti e del generale Emanuele Saltalamacchia. Secondo quanto affermato da Marraoni, lo avrebbero avvertito dell'esistenza dell'indagine. Come sottolinea anche Il Fatto Quotidiano, pur notando che la bonifica delle microspie è in effetti andata a segno, "sembra davvero difficile immaginare una corsa a chi avvertiva la Consip dell'indagine" da parte di Lotti, ma tant'è. Il sottosegretario, interpellato dal Fatto Quotidiano che ha chiesto se "ha mai parlato dell'esistenza di un'indagine su Consip con Marroni" ha risposto in modo secco: "No". Inoltre ha aggiunto di non sapere nulla sull'inchiesta a suo carico.

Forza, eroe! L'agente ferito a Milano: ecco come lo ha ridotto il terrorista / Guarda

Christian Movio, la foto dall'ospedale dell'agente ferito da Anis Amri



Morto. Ucciso. Ammazzato. Sono due gli eroi italiani che hanno fermato la furia omicida di Anis Amri, il terrorista islamico responsabile delle stragi di Berlino che era arrivato fino a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. A sparare il colpo che ha freddato il fanatico è stato Luca Scatà, illeso. L'agente, in prova, ha messo mano alla fondina soltanto dopo che Amri aveva aperto il fuoco contro un suo collega, Christian Movio, che vedete nella foto dopo il ricovero in ospedale: l'eroe è stato colpito alla spalla e non è in pericolo di vita, ha confermato il ministro dell'Interno Marco Minniti.

Banche, dopo Montepaschi non è finita Gli altri 3 istituti sull'orlo del baratro

Le tre banche italiane a rischio dopo Mps


di Francesco Pellegrino



La partita da 20 miliardi per Mps va ben oltre il salvataggio dell'istituto bancario senese: come scrive il quotidiano Il Messaggero, a breve sono dati per probabili interventi di salvataggio di altre banche. A cominciare da Veneto Banca, Popolare Vicenza e Carige. Non a caso, in Parlamento, Padoan ha parlato di "strategia complessiva". Un cambio netto di linea rispetto alla pur recentissima era-Renzi. L'ex premier, infatti, predicava la solidità del sistema bancario italiano. Come s'è visto, erano solo parole.

venerdì 23 dicembre 2016

Esclusiva il Notiziario / l'On. Laura Ravetto al nostro blog: "Plauso ai nostri Agenti, via maestra rafforzare EUROPOL"

Esclusiva il Notiziario / l'On. Laura Ravetto (F.I) al nostro blog: "Plauso ai nostri Agenti, via maestra rafforzare EUROPOL"


di Gaetano Daniele


Laura Ravetto, deputata FI
Presidente del Comitato parlamentare
di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen

"Un plauso convinto alla Polizia di Stato e agli Agenti che sono intervenuti uccidendo il terrorista di Berlino: "hanno fatto onore al Paese in Europa e hanno dimostrato l'altissima professionalità delle nostre Forze dell'Ordine". Così l'On. di Forza Italia, Laura Ravetto ai nostri microfoni, e nota: "I fatti di oggi dimostrano un radicamento preoccupante del terrorismo in Italia e in particolare nel milanese, una zona dove non è più possibile negare il problema e dove occorre stringere le maglie dei controlli e dell'intelligence. A questo proposito l'unica risposta possibile è il rafforzamento di Europol, con incremento di risorse e mezzi per sostenere il lavoro coordinato delle Polizie europee. L'Europa deve anche essere ferma contro le forme di collateralismo culturale e politico con il terrorismo che esistono in troppi Paesi arabi: secondo il deputato tunisino Tarek Ftiti (Unione Patriottica Libera), Amri "non era un criminale", ed era anzi caratterizzato da "buona condotta" durante la sua permanenza in Italia". "Mi auguro  - conclude l'On. Ravetto - che il Governo tunisino prenda le distanze: in caso contrario l'Unione Europea valuti se sia opportuno continuare con gli accordi bilaterali con la Tunisia, a partire da quello appena siglato sulle importazioni di olio tunisino". 

Il dettaglio inquietante in stazione: cosa ha fatto il terrorista islamico

Quel dettaglio inquietante alla Stazione. Che cosa ha fatto il terrorista a Milano



Anis Amri è riuscito ad arrivare a Milano dalla Germania senza essere mai fermato. Il viaggio del terrorista islamico che ha ucciso dodici persone al mercatino di Natale di Berlino, grazie a quasi 24 ore di vantaggio sulla polizia tedesca che aveva arrestato l'uomo sbagliato, è poi finito questa notte alle tre a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, dove durante un controllo e una sparatoria con gli agenti italiani è rimasto ucciso. 

Le ultime ore - Ma cerchiamo di ricostruire le ultime fasi della sua vita perché ancora non è chiaro cosa abbia fatto tra una stazione e l'altra, e soprattutto se abbia incontrato qualcuno. Amri è "sicuramente passato dalla Francia e all'una era in Stazione centrale a Milano", afferma il questore di Milano, Antonio De Iesu. Un biglietto trovato sul corpo del tunisino rivela che si era recato dalla Francia a Torino con un treno ad alta velocità e poi aveva preso un treno regionale per arrivare nei sobborghi di Milano, secondo quanto riferisce a Reuters una fonte giudiziaria, aggiungendo che la polizia aveva avuto una soffiata secondo cui Amri poteva trovarsi nella zona di Milano e per questo erano state mandate pattuglie aggiuntive per cercarlo. Non si sa come abbia raggiunto Sesto dalla Stazione centrale e bisogna accertare se ha avuto "coperture". 

Salva il collega poliziotto dall'islamico Così l'agente-eroe ha ammazzato Anis

Il poliziotto eroe: difende il collega e ammazza Amri



Quando Anis Amri durante il controllo ha estratto la pistola dallo zaino e ha sparato contro l'agente, Christian Movio, l'altro, Luca Scatà, che è già considerato un eroe, lo ha freddato, mettendo così la parola fine alla caccia al terrorista che il 19 dicembre a Berlino ha travolto e ucciso con il suo camion dodici persone. "Christian Movio è stato attinto a parti non vitali", spiega il ministro dell'Interno Marco Minniti in conferenza stampa al Viminale, "è ricoverato ma non è in pericolo di vita. Ci ho parlato personalmente. Il ragazzo è molto motivato, una persona straordinaria". 

La sparatoria è avvenuta intorno alle 3 di notte in piazza I Maggio, vicino alla stazione di Sesto San Giovanni. Secondo la prima ricostruzione della questura l'uomo, un magrebino che camminava a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti ha estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e ha sparato a due agenti di una volante che lo avevano fermato per un controllo, colpendone uno alla spalla. L'uomo ha urlato "Allah Akbar". I poliziotti hanno risposto al fuoco, uccidendolo. Il poliziotto colpito alla spalla, invece, non è grave ed è stato portato all'ospedale di Monza.