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lunedì 19 dicembre 2016

Terremoto in Campidoglio: 10 arrestati Blitz della Finanza, dirigenti nei guai

Terremoto in Campidoglio: 10 arrestati. Il blitz della Finanza



Lavori di manutenzione straordinaria in quattro edifici scolastici, nella zona di Monte Mario nel 14esimo municipio di Roma, pagati ma in realtà mai eseguiti. È quanto emerso dalle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo speciale anticorruzione della guardia di finanza di Roma nell’ambito dell’operazione Sistema contro peculato, corruzione, truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e frode fiscale. A quanto si apprende dalla guardia di finanza, sono stati arrestati dieci tra imprenditori e rappresentati legali delle società coinvolte. 

Sono complessivamente 27 gli indagati nell’ambito dell’operazione ’Sistemà dei finanzieri del Nucleo speciale anticorruzione della guardia di finanza di Roma. A quanto si apprende dalla guardia di finanza, tra gli indagati ci sono anche cinque dirigenti e funzionari pubblici. I fatti contestati, legati a lavori mai eseguiti di ristrutturazione in alcuni edifici scolastici del municipio 14esimo e ai lavori di ristrutturazione di via del Melone, risalgono al 2013 e al 2015.

Costretto all'atterraggio d'emergenza Il giallo del volo dei militari di Putin

Siberia Atterraggio d'emergenza. Il giallo del volo dei militari di Putin



Un aereo su cui viaggiava personale militare è precipitato in Siberia. A bordo si trovavano 39 persone. Secondo l’agenzia russa Tass, sei persone sono state al momento tratte in salvo. Tre militari che si trovavano a bordo dell’aereo Ilyushin Il-18 costretto ad un atterraggio di emergenza nel distretto di Bulunsky, nella regione siberiana della Jakuzia, sono rimasti gravemente feriti, altri tredici hanno riportato ferite meno gravi, gli altri (in tutto i ricoverati sarebbero 23) sono attualmente sotto osservazione. È quanto riporta una fonte dell’ospedale Tiksi citata dalla Tass. L’aereo, decollato dall’aeroporto Koltsovo di Ekaterinburg questa mattina, è precipitato a 27 chilometri dal villaggio di Tiksi. A bordo 39 persone, 11 militari e 7 membri di equipaggio. Le operazioni di soccorso hanno impegnato 100 militari e due Mi-8 elicotteri, riferisce la Tass.

Addio alla vera leggenda di Hollywood Bellissima, "pazza" e mangiauomini

Lutto nel mondo del cinema, addio a un mito assoluto di Hollywood



Addio a Zsa Zsa Gabor, leggenda del cinema hollywoodiano, l’attrice che ha aperto la strada alle moderne celebrities, una delle prime attrici ad essere più famosa per le gesta nella vita che sullo schermo. Malata da 5 anni, l’attrice, che aveva 99 anni, è morta per una crisi cardiaca nella sua casa di Bel Air, a Los Angeles. La notizia è stata data dal marito, il nono, Frederic von Anhalt. La coppia si era sposata nel 1986 e quello con il misterioso principe tedesco era stato il matrimonio più lungo della star. Protagonista di una lunga serie di film tra cui, il primo, Moulin Rouge di John Houston (dove interpretava una modella di Toulouse-Lautrec), l’attrice deriva la sua fama soprattutto dallo stile, la passione per gli uomini milionari e i nove matrimoni tra i quali il magnate del mondo alberghiero, Conrad Hilton, dal quale nel 1947 aveva avuto una figlia, Francesca Hilton. Voluttuosa bellezza ungherese nata a Budapest nel 1917, Zsa Zsa Gabor aveva una passione per gli abiti che ne mettevano in risalto le curve. E a Hollywood, l’attrice, che a febbraio avrebbe compiuto 100 anni, aveva raggiunto una fama andata oltre lo schermo. «Famosa per essere famosa», come aveva detto lei stessa, era stata la protagonista di scandali che la portarono a ripetizione sulle cronaca rosa. Nella sua autobiografia del 1993, «Una vita non è sufficiente», aveva raccontato di aver perso la verginità a 15 anni con Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna. Tra le sue conquiste Sean Connery, Frank Sinatra, Howard Hughes; mentre aveva rifiutato le avances -o almeno così raccontava- di John Kennedy, Elvis Presley, John Huston ed Henry Fonda. Famosa per il suo darling, con cui si rivolgeva a tutti, aveva spiegato un giorno di usare l’appellativo perchè faceva fatica a ricordarsi i nomi delle persone. Mordace e capace di prendersi in giro, alcune sue frasi sono rimaste nella storia: «Non ho mai odiato tanto un uomo da restituirgli i gioielli»

"Stasi innocente, ecco la prova: cosa c'era sul corpo di Chiara"

"Stasi innocente, ecco la prova: cosa c'era sul corpo di Chiara"



Non è di Alberto Stasi il Dna trovato e isolato sotto le unghie di Chiara Poggi. Secondo il Corriere della sera, le tracce analizzate sul corpo della studentessa 26enne uccisa nel 2007 a Garlasco apparterebbero a una persona di sesso maschile, probabilmente una delle amicizie che la Poggi frequentava in quel periodo.

L'analisi arriva dal riscontro dei risultati del lavoro di un noto genetista incaricato dagli avvocati dello studio Giarda che si sono affidati a una società di investigazioni di Milano. Da un anno Stasi, nove anni fa studente alla Bocconi e oggi 33enne, è rinchiuso nel carcere di Bollate, dopo la condanna definitiva, preceduta da due assoluzioni. Nel frattempo sua madre, Elisabetta Ligabò non si è mai arresa e non ha mai smesso di credere all'innocenza del figlio.

Sulla base di una prova che ritiene decisiva, la madre di Stati presenterà un esposto per chiedere la revisione del processo. Il figlio è stato condannato a 16 anni di carcere, non lo ha mai ritenuto capace di quell'omicidio: "Non ho fatto che ripeterlo - ha detto al Corriere - e finalmente ne ho la conferma. Mai e poi mai Alberto avrebbe potuto uccidere Chiara. Si amavano e avevano progetti in comune. La sera prima erano andati a cena insieme. Di lì a poco sarebbero partiti per le vacanze. Erano felici, uniti, erano spensierati, vivevano con la gioia e la fiducia nel futuro tipica dei giovani fidanzati".

A colpire l'opinione pubblica è sempre stato l'atteggiamento apparentemente passivo di Stasi, quasi impassibile davanti alle telecamere. Intorno a lui invece si sarebbe creato un clima omertoso, chi sapeva non è mai uscito allo scoperto: "Chi sa del delitto ha continuato a non parlare e stare nascosto - ha aggiunto la signora Ligabò - scegliendo il silenzio, un silenzio terribile, asfissiante, un silenzio atroce che ha coperto e depistato. Così facendo non ha reso giustizia a una ragazza morta e, allo stesso tempo, sta uccidendo una seconda persona".

Fulmine Radu, Lazio-Fiorentina 3-1 Agganciato il Napoli. Miracolo Palermo

Fulmine Radu, Lazio-Fiorentina 3-1. Si affolla il terzo posto: Napoli preso



La Lazio supera 3-1 la Fiorentina nel posticipo della 17ma giornata di Serie A. Keita e Biglia segnano nel primo tempo, Zarate accorcia le distanze al 19' della ripresa. È Radu al 45' a calare il tris che permette ai biancocelesti di agganciare il Napoli al terzo posto in classifica con 34 punti. Viola invece fermi a 26.

Il Palermo supera 4-3 in trasferta il Genoa nel posticipo della 17ma giornata di Serie A. Dopo le reti nel primo tempo di Simeone e Quaison, nella ripresa i liguri si portano sul 3-1 per i gol ancora di Simeone e di Ninkovic. I rosanero reagiscono e nel giro di venti minuti ribaltano il risultato grazie ai gol di Goldaniga, Rispoli e Trajkovski. I siciliani salgono così a 9 punti, mentre il Genoa resta fermo a 23.

Tsunami Mertens, Napoli - Toro 5-3 Dramma Pescara, Oddo resta a secco

Tsunami Mertens, Napoli - Toro 5-3 Dramma Pescara, Oddo resta a secco



Il ciclone Mertens si è abbattuto sul Torino e sul campionato con una violenza che, probabilmente, nemmeno il piccolo attaccante belga aveva immaginato. In meno di mezz’ora, per la precisione in 22 minuti, Mertens ha schiantato i granata infilando, uno dopo l’altro, tre gol, diventando il protagonista assoluto del Napoli, cancellando l’ombra lunga di Higuain (raggiunto nella classifica marcatori), confezionando il poker nella ripresa con un cucchiaio alla Maradona. Dieci reti, già, in barba a tutti e all’infortunio di Milik che può guarire in pace e senza fretta. Alzi la mano chi l’avrebbe mai detto: nessuno, infatti Mertens è la sorpresona dell’ultima parte del 2016. E il Torino? Per un’ora non è sceso in campo, probabilmente penalizzato dalle scelte di Mihajlovic che, dopo il derby perso, ha deciso di rivoluzionare la difesa (dentro De Silvestri e Moretti) e di menomare il tridente offensivo sostituendo Iago Falque con un terzino, Zappacosta. Idee non proprio brillantissime. Infatti, inserito lo spagnolo, Lukic e Maxi Lopez a inizio della ripresa, il peso specifico dei granata è aumentato, Belotti è riuscito a sbatterla dentro, Rossettini ha sfruttato un papera di Reina, Iago Falque ha trasformato un rigore in maniera da salvare per lo meno la faccia. La forza del Napoli è stata Mertens, ma non solo. Giocando in scioltezza, tutta la squadra di Sarri ha saputo offrire un calcio frizzante ed efficace, in particolare con Insigne e Callejon, gli altri due componenti del trittico d’attacco. Non a caso, dalle loro iniziative sono nate molte chance per i partenopei e tutte le reti: Callejon ha servito l’assist a Mertens per la prima e da una sua conclusione ribattuta da Hart è scaturita la terza. Insoddisfatto, ha scodellato a Chiriches il pallone del quarto centro. Il rigore del 2-0, invece, è figlio di un goffo intervento di Barreca sullo stesso belga: il talentino granata, che già era stato beffato da Higuain nella stracittadina, ha mostrato segni evidenti di ingenuità, là dove pure sul gol del 1-0 non è stato esente da responsabilità. Crescerà, sicuramente, ma i tifosi devono avere molta pazienza. E Miha pure.

Il pelo nell'uovo napoletano sta nel difetto di non aver capitalizzato le numerose opportunità costruite nei 90 minuti e di aver rimesso in partita il Torino nella fase finale. La vittoria non è mai stata in discussione, però Sarri si è giustamente infuriato per alcune leggerezze offensive e difensive. D’altronde, la discontinuità è il difetto congenito dei partenopei, in grado di segnare a chiunque e di subire gol da chiunque. Proprio riflettendo su questo aspetto, il Torino può solo coltivare rimpianti grandi e grossi: con un atteggiamento - e una formazione - diversi, forse ci sarebbe stata una contesa diversa. O forse no, considerato cosa ha combinato quel diavolo di Mertens, sette gol in sette giorni. L’anti-Higuain adesso ha un nome e un volto.

Dormi poco? Cosa succede al tuo corpo dopo un giorno, una settimana, un mese

Diabete, infarto, obesità, infertilità. Ecco cosa ti succede quando dormi poco



Dormire poco, è risaputo, non fa bene alla salute, ma grazie a un recente articolo dell'Huffington Post, che ha unito i più recenti studi sull'argomento, sono stati individuati gli effetti più gravi sul nostro organismo, alcuni dei quali riconoscibili dopo appena una notte di sonno mancato. Dormire meno di sei ore infatti potrebbe scatenare alcuni sintomi, come l'aumento dell'appetito, problemi di memoria e soprattutto perdita di tessuto cerebrale. Questi i sintomi principali, per non parlare poi della maggiore emotività, l'aumento della possibilità di contrarre l'influenza e sul piano estetico l'aspetto ne risente gravemente.

Quando invece non si dorme bene per un po' di tempo, la situazione diventa drammatica: aumentano in modo esponenziale il rischio d'infarto (+400%), il rischi d'obesità, diabete e soprattutto quello di formazione di alcune forme cancrogene. Per gli uomini in particolare, un ulteriore problema: secondo uno studio del 2013, pubblicato sull'American Journal of Epidemology eseguito su 953 giovani danesi, la mancanza di sonno diminuisce del 29% la concentrazione degli spermatozoi.

In conclusione gli studi portati avanti da tutte queste riviste ha evidenziato come dormire meno di 6 ore a notte aumenti fondamentalmente il rischio di mortalità.