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lunedì 19 dicembre 2016

Incubo meningite, nuovo caso in Sicilia Ricoverato un 33enne: rischiano in 50

Incubo meningite in Sicilia. Ricoverato un 33enne: 50 persone a rischio



Un caso di meningite virale accertato a Piazza Armerina (Enna). Si tratta di un trentatreenne che venerdì si è presentato all’ospedale «Chiello», con forte cefalea e rigidità muscolare. L’uomo, sottoposto agli accertamenti che hanno confermato i sospetti dei sanitari, è stato così trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Enna. I familiari del trentatreenne, tutto il personale medico e paramedico e quanti si trovavano al pronto soccorso e nell’astanteria dell’ospedale Chiello sono stati sottoposti alla profilassi. In tutto si tratta di circa 50 persone entrate in contatto con l’uomo, ma sono in corso gli accertamenti per risalire alla possibile fonte di contagio del giovane, le cui condizioni sono definite serie

Santanché, è terremoto in Forza Italia Nuovo nome e pure il simbolo / Guarda

Nuovo nome e un simbolo suo. Santanché, la mossa che fa tremare Forza Italia



Si respirava aria di Natale, ma più odore di campagna elettorale, alla cena per lo scambio degli auguri organizzata venerdì sera da Forza Italia, anzi da una sua parte, in un albergo alle porte di Milano. Un afflusso consistente di persone riempiva l'ampia sala in cui erano disposti i tavoli, in fondo un palchetto dal quale la platea è stata intrattenuta da un talk live di Paolo Del Debbio, che ha intervistato i fautori dell'evento, tra cui spiccano la deputata Daniela Santanchè e il senatore Mario Mantovani. Ospite onorario il campione del mondo di ciclismo Mario Cipollini, che ha abbandonato di corsa (non in bici) l'albergo prima dell'inizio della cena, come Del Debbio. Più che una cena di Natale sembrava una cena con delitto. Infatti aleggiava nella sala delle feste un mistero inquietante al quale nessun commensale sapeva rispondere: cosa significava il simbolo impresso sul menù?

Molti lo hanno visto e ignorato, altri non lo hanno proprio notato, più interessati a cosa avrebbero gustato per cena. Così alla nostra richiesta di delucidazioni, ci hanno risposto: «Io non lo so cos'è questa cosa qui», oppure «mai visto prima», o «io sono qui per Forza Italia, non mi frega». Ci eravamo quasi arresi quando a fare chiarezza è intervenuto il deputato Luca Squeri che ha svelato l'arcano: «Questo è il simbolo di una nuova corrente interna a Forza Italia che fa il suo esordio ufficiale questa sera». Il pensiero sorge spontaneo: con tutte queste correnti non ci verrà un bel raffreddore?

Renzi, lo psichiatra gli entra in testa: "Dopo la sconfitta, ecco cosa rischia"

Renzi, lo psichiatra gli entra in testa. Che cosa deve evitare



La botta subita dopo la sconfitta referendaria è stata clamorosa per Matteo Renzi. Peggio va se a subirla è una persona con il carattere dell'ex premier, notoriamente narcisista e orgoglioso. L'analisi del cervello renziano non può che farla per bene uno specialista come Paolo Crepet, psichiatra noto al grande pubblico per le sue frequenti ospitate televisive. Al Fatto quotidiano, Crepet ha analizzato la reazione del segretario Pd, a partire dalle prime ore, quelle degli scatoloni.

Mentre Renzi faceva le valigie a Palazzo Chigi, ha scritto un post su Facebook carico di rabbia, sembrava volesse mollare tutto. Dopo quel messaggio, arrivato a casa sua ha trovato l'energia per riorganizzare il proprio tempo, dedicandosi di più anche alla famiglia. Ed è in questo momento che arriva la fase più dura, secondo Crepet, quella depressiva: "in cui si fanno i conti con i propri errori, con quello che si poteva fare e non si è fatto, e si tira una riga tra gli amici veri e quelli che non lo sono. Il telefono squilla di meno, non ti cercano più: allora sono molto importanti gli affetti veri, la famiglia. È un momento molto delicato da cui o ci si risolleva oppure si può sprofondare nella terza fase, quella in cui si ritiene di non avere più speranze. E allora si diventa indifferenti, apatici. Non glielo auguro".

Al di là dell'analisi del voto, le ragioni della sconfitta potrebbero nascondersi anche negli anfratti del suo carattere, visto che in molti hanno rimproverato all'ex premier di essere apparso fin troppo antipatico, soprattutto quando ostentava troppa sicurezza in se stesso. Crepet è in parte d'accordo: "Se fossi un suo consigliere, gli cambierei il look. Via quei completi scuri e quelle camicie bianche da riunione di marketing, più camice azzurre e niente cravatta". Renzi paga il prezzo di tanti uomini di potere, sempre più staccati dalla realtà: "In più è caduto nel tranello del web: se stai nei social allore sei in mezzo al popolo. Niente di più sbagliato. La rete non è un campione della società e forse qui si è fatto mal consigliare dal suo Giglio magico, tutti 35enni smanettoni del web".

Fatta la diagnosi, Crepet prova a prescivere una cura perché Renzi recuperi almeno l'umore: "Meno arroganza, più umiltà e ascoltare anche quelli con i capelli bianchi e non solo quelli con i riccioli biondi".

Parla Renzi, Grillo lo travolge di insulti: "Bugiardo, dovevi...". Siluro alla Boschi

Parla Renzi, Grillo lo travolge di insulti: "Bugiardo, ma non dovevi..."



Renzi non può ordinare al Parlamento quale legge elettorale fare. Beppe Grillo sbarra la strada al segretario Pd che oggi ha detto di voler ripercorrere la strada del Mattarellum. "Ancora tu - dice Grillo - oggi da segretario del Pd a dire cosa deve fare il Parlamento per la legge elettorale. Tu che hai lasciato un disastro nel Paese, morale, economico e istituzionale. Hai fiaccato moralmente e spaccato in due il Paese sul tema della Costituzione - continua il leader M5S nella sua requisitoria - proponendo una riforma che nessun italiano aveva dato mandato di fare a te, non eletto. Hai lasciato un disastro economico con il record assoluto di poveri, un’ecatombe di imprese e un aumento di tasse che neppure Monti ci aveva spremuto così tanto. Hai sfasciato l’assetto istituzionale lasciandoci senza una legge elettorale pronta all’uso perchè hai pensato solo ai fatti tuoi. Ci hai lasciato il governo più odiato degli ultimi 70 anni con un ministro degli esteri che stenta a parlare inglese, un ministro dell’istruzione che non ha neppure il diploma e dice di avere una laurea".

"Un sottosegretario, di fatto vicepremier, che come te - continua Gtillo - aveva promesso di andarsene e invece è lì incollata alla poltrona: Maria Elena Bostik. Ancora tu. Avevi promesso di lasciare la politica e invece hai messo lì come tuo avatar Gentiloni e sei sempre segretario dal Pd a insultare il MoVimento 5 Stelle e gli italiani. Ti permetti di dire che diciamo bugie, tu che hai sventolato davanti agli italiani una scheda elettorale del Senato falsa per convincerli che avrebbero votato i senatori con la tua riforma, quando sapevi che non era vero". "Ti permetti di dire che la più grande forza politica del Paese, nata senza soldi e che rifiuta milioni di rimborsi elettorali, è un’azienda, tu che hai un partito che è una banca (chiedere per fino ai piccoli azionisti MPS). Hai perso perché sei bugiardo e gli italiani lo sanno. Non hai avuto neppure l’accortezza di fare un bagno di umiltà. Ti sei ripresentato al popolo con l’arroganza di sempre". "Mantieni la promessa, fatti da parte, accetta uno di quei lavori che dici che ti abbiano offerto. Noi vogliamo andare al voto subito, con una legge elettorale che abbia il vaglio della Consulta che si esprimerà il 24 gennaio. Tu vuoi aprire il mercato delle vacche e allungare il brodo per discussioni infinite sulla legge elettorale? Risparmiarcelo. #RenziFattiDaParte. L’hai detto tu: ma non dovevamo vederci più?", domanda infine Grillo.

domenica 18 dicembre 2016

La sciagura in chiesa, Napoli trema: presagio funesto (c'entra il Vesuvio)

Napoli, la sciagura in chiesa: il sangue di San Gennaro non si è sciolto



Il sangue di San Gennaro non si è sciolto. Non è avvenuto quindi il "miracolo" di dicembre, uno dei tre che tradizionalmente si ripetono ogni anno, e che il 16 dicembre ricorda l'eruzione del Vesuvio del 1631 fermata, così narra la leggenda, proprio dalle reliquie di San Gennaro che i napoletani esposero con la speranza di fermare l'arrivo della lava in città.

Le reliquie del Santo Patrono sono state esposte nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all'interno del Duomo, dalle 9.30 di sabato mattina, quando si è tenuta la prima celebrazione eucaristica. Alle 16 l'abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio ha ripetuto il cosiddetto "rito del bacio" dei fedeli all'ampolla contenente il sangue di San Gennaro, ma ha dovuto constatare che, a differenza dello scorso anno quando pure il prodigio era avvenuto nel pomeriggio, "stavolta non accenna minimamente a sciogliersi". Nulla è accaduto fino alle 19 quando il monumentale cancello della Cappella, realizzato nel Seicento da Cosimo Fanzago, è stato chiuso.

"Faccio quello che voglio, tanto lei..." Disastro Raggi, le carte imbarazzanti

"Faccio ciò che voglio, tanto lei...". Disastro Raggi, le carte che la travolgono



Dagli interrogatori e dalle prime carte dell'inchiesta che ha portato all'arresto del dirigente del Comune di Roma, Raffaele Marra, emerge forte quanto l'ex braccio destro di Virginia Raggi non era per niente "uno dei 23 mila dipendenti del Comune", come lo aveva definito lo stesso sindaco in un'infelice dichiarazione a poche ore dall'arresto.

Ogni riunione convocata dal sindaco non poteva neanche cominciare se al suo fianco non era presente Marra. A spifferarlo ai magistrati è stato Rodolfo Murra, capo dell'avvocatura del Campidoglio, ascoltato lo scorso venerdì. Come riporta il Corriere della sera, Murra era stato tra i primi a marcare "l'illegittimità della nomina a capo della segreteria di Salvatrore Romeo", anche se dopo una riunione tesissima, la Raggi aveva chiesto di non mettere per iscritto il suo parere: "Una scelta - avrebbe detto Murra - presa in accordo con lo stesso Romeo e con Marra, che stavano sempre con lei".

Prima ancora che fosse Beppe Grillo a commissariare di fatto il sindaco di Roma, ci avevano pensato Marra e Romeo. Lo stesso Marra avrebbe confermato di poter fare: "tutto ciò che voglio, tanto lei mi copre". E per i magistrati si apre un nuovo fronte che potrebbe coinvolgere la Raggi e i suoi eventuali abusi. Il prossimo martedì l'Anac di Raffaele Cantore si esprimerà anche sulla nomina del fratello di Marra come responsabile del Turismo. E poi c'è la stessa nomina di Marra che la Raggi non ha mai disconosciuto: "Il ruolo del dottor Raffaele Marra - è stato riportato nella relazione consegnata all'Anac - è stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte. Si è limitato a compiti di mero carattere compilativo".

L'URLO DAL PALCO PD "Hai la faccia come il culo" Renzi, le mani nei capelli

"Hai la faccia come il culo", caos al Pd in diretta: Renzi mani nei capelli, è rivolta



"Sulla legge elettorale mi sembra di giocare al gioco dell'oca... Roberto Speranza hai la faccia come il culo, avete la faccia come il culo". Caos all'hotel Ergife di Roma, all'Assemblea del Pd. Perché a parlare non è un peone dem ma Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera ed ex candidato sindaco a Roma. Appena pronuncia queste parole Matteo Renzi, lì vicino, si mette le mani nei capelli, una parte della platea applaude, alcuni delegati lasciano la sala. È il caos, una immagine perfetta di come il Partito democratico, oggi, sia spaccato tra fazioni e correnti. "Quando potevamo votare il ritorno al Mattarellum Speranza era capogruppo", continua ancora Giachetti, prima che il presidente Matteo Orfini lo richiami all'ordine. "Chiedo scusa - ha aggiunto allora Giachetti - segnalo che quella parola è ormai sdoganata, diciamo che avete la faccia di bronzo".