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venerdì 16 dicembre 2016

Da generale di Corpo d’Armata a capogruppo del Consiglio regionale “De Luca Presidente”: ecco l’onorevole Carmine De Pascale

Da generale di Corpo d’Armata a capogruppo del Consiglio regionale “De Luca Presidente”: ecco l’onorevole Carmine De Pascale



di Antonio Parrella
per il Notiziario sul web


Gen. On. Carmine De Pascale

NAPOLI -  “L’inaugurazione dei primi tre reparti del nuovo ospedale del Mare rappresenta un passo importante per la risoluzione della difficile situazione degli ospedali in Campania”. Sul taglio del nastro del polo ospedaliero del Mare è intervenuto l’onorevole Carmine De Pascale, capogruppo regionale di “De Luca Presidente” e generale di corpo d’armata. “Questo è davvero un momento di buona sanità - commenta De Pascale - un altro obiettivo è stato raggiunto per dare risposte concrete ed in tempi brevi ai residenti non solo della città di Napoli e provincia, ma di tutte le città campane”.  Nei giorni scorsi De Pascale ha presentato anche una proposta di legge sulla “Tutela e Benessere degli animali d’affezione e prevenzione al randagismo”, che ha visto scendere in campo associazioni nazionali e locali che la sostengono fortemente. “Ho voluto ascoltare e lavorare in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e di settore - commenta De Pascale - abbiamo lavorato tanto a questa proposta di legge, che si pone l’intento innovativo di salvaguardare e tutelare l’intera vita dei nostri amici a quattro zampe e questo è stato possibile solo grazie al lavoro di concerto fatto con le varie associazioni. Credo sia stato molto importante ascoltare le associazioni e collaborare sinergicamente con esse. Adesso tutti aspettiamo fiduciosi che il consiglio regionale faccia il suo lavoro. Se diventasse legge sarebbe un enorme passo avanti fatto dalla Regione Campania, poiché diventerebbe una delle prime regioni ad allinearsi con le normative vigenti a livello nazionale”. E sulle guardie ambientali, De Pascale precisa che la legge regionale che fa riferimento al “Servizio Volontario di vigilanza ambientale”, è stata da lui voluta con forza con l’obiettivo di difendere e proteggere il territorio regionale anche attraverso il volontariato”. Ma De Pascale non ha mai dimenticato le sue origini  lavorative. Prima di essere consigliere regionale  è stato Generale di Corpo d’Armata, facendosi promotore del “Premio Nassiriya”, che onora 12 militari che durante l’anno si sono distinti per atti di coraggio o per la lotta alla criminalità. “Certamente non  posso dimenticare le mie origini. L’impegno che per anni ho profuso per i cittadini e per il mio Paese. Oggi più di ieri i militari sono chiamati a servire i cittadini ed il territorio, vengono impiegati concretamente per la sicurezza delle città in concorso alle forze dell’Ordine”. E alle critiche che spesso vengono rivolte ai militari, che, forse, potrebbero  fare di più,  il generale così risponde: “I militari  sono ormai coscienti del nuovo ruolo si cui sono stati investiti,  controllo del territorio e la lotta alla criminalità. I militari eseguono i comandi che gli vengono impartiti e si attengono strettamente alle consegne. Questo è il loro compito. Il problema appare quindi lo spettro d’azione dei militari, che sembra limitato, tenuto conto delle  loro potenzialità. Dunque è auspicabile che vengano ampliati i compiti dei militari, considerate le loro capacità operative. Oggi essi si trovano ad operare in maniera integrata con le forze dell’ordine, proprio per questo sarebbe necessario prevedere  una preparazione di base per i compiti svolti dai militari il più possibile simile a quella dei colleghi delle forze di polizia. Inoltre, occorrerebbe che i militari venissero equipaggiati in modo adeguato al ruolo ed alle molte difficoltà che si trovano ad affrontare in ambiente urbano”. Ma da sempre De Pascale è attento alle esigenze dei cittadini, in particolare a quelli in difficoltà. Sostiene associazioni e collabora con associazioni.  “Considero da sempre le associazioni come organi di mediazione tra le Istituzioni e la comunità territoriale e quindi rappresentano un valore aggiunto. La mia azione politica - aggiunge De Pascale - è finalizzata al sostegno di quelle associazioni che si occupano di coloro che hanno più bisogno , che curano l’integrazione sociale, sottraendo in tal modo manovalanza alla criminalità e di coloro che sono vicini alle persone colpite da disabilità”.

Tiziana Cantone, l'ultima vergogna: la richiesta (oscena) a sua mamma

Tiziana, avvocato vergognoso: cosa ha avuto il coraggio di chiedere alla madre



Nuovo, tristissimo capitolo nella vicenda di Tiziana Cantone, la 31enne suicida dopo che alcuni video hard che la vedevano protagonista hanno fatto il giro del web.  L'avvocato di una delle società che la ragazza aveva citato in Tribunale per ottenere la rimozione dei video, ha chiesto alla madre il pagamento delle spese legali, circa 5000 euro. Si tratta di Francesco Pianese, legale di "App Ideas srl", che edita il sito chiccheinformatiche.com, citata da Tiziana Cantone con altri siti Internet. Pianese ha notificato alla Giglio l'ordinanza del giudice civile di Aversa che condannava la Cantone a pagare le spese legali ad "App Ideas" ed altre società, che erano state citate senza che ve ne fossero i presupposti.

Immediata la reazione di Andrea Orefice, legale di Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana. "Non credevo che si potesse fare una cosa del genere, specie dopo le parole di solidarietà umana espresse in seguito alla morte di Tiziana. Google e YouTube hanno rinunciato mentre Facebook ha deciso di compensare".

Todt: "Perché ho mollato la Ferrari" Quel commovente ricordo su Schumi

Jean Todt privatissimo: "Perché ho mollato la Ferrari"... e quel ricordo strappalacrime con Schumi



A Maranello Jean Todt è ancora un'istituzione e una maledizione per chi è stato costretto a prendere il suo posto dopo quei sedici anni a capo del Team del Cavallino. Con la Rossa, l'attuale capo della Fia ha vinto otto titoli costruttori, sei Mondiali piloti, poi l'addio. Al Corriere della sera, Todt spiega perché è andato via: "Non ne potevo più di sopportare la pressione di chi deve vincere ogni domenica. E poi ogni ciclo va chiuso. Avevo raggiunto i miei obiettivi, ero interessato a misurarmi con una sfida diversa. No, non vivo di rimpianti. Penso al passato solo quando qualcuno me lo ricorda".

Oltre un decennio in Ferrari legato a doppio filo alla leggenda di Michael Schumacher, con il quale Todt può vantare un rapporto speciale: "Sono molto legato a Michael. Non è mai stata una persona facile nel concedere la propria amicizia. Con me lo fece e queste cose creano relazioni molto forti. Amicizia e affetto, per sempre".

Clamoroso, torna la Democrazia Cristiana Chi c'è dietro (pure un big) e che faranno

Clamoroso, è tornata la DC. Chi c'è dietro (pure un big) e che faranno



Ci provano da anni a resuscitare la Democrazia cristiana, in pochi se non forse nessuno davvero ci era ancora riuscito. Almeno finché il tribunale di Roma, ha sbloccato una diatriba che si trascinava da almeno il 2012. A far emergere l'ordinanza dei giudici è stato Gabriele Maestri, blogger autore de I simboli della discordia, rilanciato dal Tempo.

Circa quattro anni fa, un gruppo di reduci democristiani guidati da Alberto Alessi aveva convocato il Consiglio nazionale della Dc, eleggendo come segretario l'ex ministro Gianni Fontana. Per i giudici però quell'assemblea non era regolare. Alessi non si è arreso e dopo una cavillosa battaglia legale ne è uscito vincitore.

Per il prossimo febbraio, Alessi ha convocato una nuova assemblea democristiana nella mega-sala dell'hotel Ergife, anche se difficilmente riusciranno a riempire gli oltre 2mila posti disponibili. L'operazione non è solo in chiave nostalgica, il simbolo Dc ha ancora un suo peso e alle prossime Politiche potrebbe ancora strappare qualche punto percentuale. L'operazione ha già trovato la sonora bocciatura di Pierluigi Castagnetti, già segretario del Ppi, ma non di Gianfranco Rotondi, animatore di Rivoluzione Cristiana, da sempre convinto di una riunificazione di tutte le anime democristiane sparse tra centrodestra e centrosinistra.

Tutto risolto? Non proprio perché lo stesso Alessi, figlio del primo presidente Dc della Sicilia oltre che autore del simbolo dello Scudo crociato, già si aspetta una valanga di ricorsi da ex Ppi e schegge impazzite della diaspora democristiana. Ma Alessi non è tipo che si arrende facilmente, anche dopo aver subito la batosta in tribunale contro il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, che aveva usato il termine democristiano in accezione negativa.

C'è una clamorosa frase rubata Governo a scadenza, la conferma

Frase rubata: "Solo per quattro mesi". Governo a scadenza, c'è la conferma



Il governo di Paolo Gentiloni è a tempo. Anche piuttosto limitato, a giudicare da quanto ha confidato il premier ai suoi ministri. Dal vertice Ue di Bruxelles il Corriere della Sera fa filtrare una indiscrezione a dir poco significativa. Prima di lasciare Palazzo Chigi, ha chiesto a tutta la sua squadra di preparargli un programma concreto, ministero per ministero, per i prossimi 4 mesi. Quattro, non di più. Tradotto: l'orizzonte di governo di Gentiloni è quello di marzo, inizio primavera. Poi? Il Corriere precisa che al momento non è dato sapere se si tratti di una previsione o di un metodo di lavoro, ma di sicuro i tempi combacerebbero con la volontà di qualcuno (magari Matteo Renzi) di tornare al voto tra maggio e giugno. Era stato proprio un ministro, quello del Welfare Giuliano Poletti, a rivelare come si sarebbe di certo tornati al voto prima del referendum sul Jobs Act, altra potenziale pietra tombale su governo, Renzi e Pd. "Uno scivolone", aveva poi spiegato imbarazzato. Quello di Gentiloni, però, non lo è affatto.

Ecco i nuovi responsabili "Con i nostri voti il governo non cade": chi sono (e cos'hanno chiesto in cambio)

"Coi nostri voti il governo non cade": chi sono (e cos'hanno chiesto in cambio"



Il Senato è pieno di responsabili. No, non solo i verdiniani di Ala, anzi. Il governo Gentiloni ha guadagnato la fiducia a Palazzo Madama grazie al generoso contributo, non sempre disinteressato, di qualche insospettabile. I numeri sono ballerini e, si sa, una mano va sempre accettata. Mattia Feltri, su La Stampa, traccia la mappa di questo guazzabuglio di Sì. Luciano Uras e Dario Stefàno, per esempio, hanno lasciato Sinistra e libertà (che ha votato No alla fiducia) per approdare al Gruppo Misto e sentirsi liberi di sostenere il neo-premier. Uras, suggerisce Feltri, ha però chiesto in pegno a Gentiloni una promessa: "Sostegno al Mezzogiorno e alla Sardegna", essendo il senatore-sindacalista sardo di Iglesias. E Gentiloni ha obbedito, mettendo gli aiuti al Sud tra i punti cruciali del suo programma (senza però citare mai la Sardegna perché, ironizza il cronista, "non è momento di sfacciataggini", ance se nel discorso è spuntata la formula molto democristiana "il Mezzogiorno continentale e insulare"). In soccorso a Gentiloni è arrivato anche il voto di Patrizia Bisinella, "tosiana" e soprattutto compagna del sindaco di Verona Flavio Tosi. E mentre i verdiniani hanno deciso di non partecipare al voto (in 10 propendevano per il No ma hanno vinto gli altri 7) ecco l'apporto significativo di Gal, con tre Sì. E Paolo Naccarato riassume al meglio la filosofia delle Grandi Autonomie: "Non dovete calcolare quanti voti di fiducia avrà nel pomeriggio il governo, ma se ci saranno i voti sufficienti a farlo cadere. Oggi ci saranno? No. Domani? No. Dopodomani? No. Fra tre giorni? No. Fra quattro...". 

Sala indagato, ora trema anche Milano: "Mi autosospendo", sospetto sulle toghe

Sala indagato a Milano, la Raggi rischia a Roma: le mani delle toghe sull'Italia



Il sindaco di Milano Beppe Sala indagato, quella di Roma Virginia Raggi forse ma con sul groppone l'arresto stamattina del suo capo gabinetto Raffaele Marra. Una bufera giudiziaria in 24 ore, aperta dalle perquisizioni della Polizia giovedì mattina in Campidoglio e chiuse con l'ufficialità dell'inchiesta meneghina a tarda serata. E puntuali tornano i sospetti, fondati o meno, di "complotti" e "giustizia a orologeria". Da una parte gli ambienti vicini a Sala tirano in ballo il "clima post-referendum", con la sconfitta di Matteo Renzi. Non è un mistero che Milano sia stata, di fatto, l'ultimo grande successo dell'ex premier alle urne, forse il punto da cui ripartire dopo la caduta, l'ultimo baluardo del renzismo. E di "complotto" parlano senza mezzi termini molti grillini (Beppe Grillo definisce "bufale" le accuse alla giunta capitolina): se Milano è la città da cui Renzi vuole rialzarsi, Roma è quella da cui il Movimento 5 Stelle vuole spiccare il volo verso Palazzo Chigi e una amministrazione già in difficoltà pratica difficilmente sopporterebbe un colpo giudiziario. Di sicuro c'è solo una cosa: dopo la giornata di ieri M5S e Pd rischiano di essere molto più deboli.

Sala si autosospende - Su Sala gravano le ombre di Expo, di cui era commissario e per cui ora è accusato di falso ideologico in relazioni ai lavori della "Piastra", l'appalto più rilevante dell'esposizione universale del 2015. La Procura ha chiesto altro tempo perché l'indagine potrebbe allargarsi. L'inchiesta va avanti da tempo, nel 2012, e secondo i più maliziosi era stata "congelata" o perlomeno rallentata in concomitanza con le elezioni della scorsa primavera. Sala, dopo una telefonata con il premier Paolo Gentiloni, ha deciso di "autosospendersi" perché "con l'onestà non si scherza, non ci sto a farmi schiacciare". I poteri passano ora alla vicesindaca Anna Scavuzzo, giovane renziana. 

Perché la Raggi rischia - Al di là dell'arresto di Marra (inchiesta non correlata) anche le indagini romane vanno avanti da mesi ma l'impressione è che, dopo l'accelerazione, la posizione della sindaca ora sia più traballante. Tutto nasce dall'esposto dell'ex capo gabinetto della Raggi, Carla Raineri e nel mirino dei magistrati ci sono proprio le nomine della Prima cittadina e i relativi compensi. Nel dossier consegnato ai colleghi dal magistrato Raineri si intuisce l'ipotesi di accusa per la Raggi: abuso d'ufficio per la nomina di Salvatore Romeo (capo dello staff) e per il modo in cui è stata allontanata la stessa Raineri. Tutto questo a poche ore dall'allontanamento della giunta dell'assessora Paola Muraro, anche lei indagata.