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venerdì 16 dicembre 2016

Feltri: tutta la verità su Gentiloni Ecco chi ci governa davvero

Feltri: tutta la verità su Gentiloni Ecco chi ci governa davvero 


di Vittorio Feltri



Se anche Mario Calabresi attacca brandelli di governo vuol dire che siamo messi male. L'orfano non è uno che si sbilancia gratis, e se da un paio di giorni si scaglia contro Maria Elena Boschi e i suoi referenti (o protettori, fate voi) significa che Gentiloni, aristocomunista forse pentito e forse no, non ha un futuro radioso. Magari durerà a lungo per mancanza di idonei concorrenti, ma la sua strada sarà disseminata di trabocchetti. Chi se ne frega.

Il primo ostacolo che egli dovrà affrontare lo troverà in Senato dove ha una maggioranza risicata. Infatti Verdini ha dichiarato di non dargli la fiducia. Ovvio, perché dovrebbe dargliela visto che è stato escluso dalla spartizione delle poltrone ministeriali? Da che mondo è mondo governare significa gestire il potere, ma se tu, premier, non dai ad Ala una fetta del medesimo potere, automaticamente Ala ti manda a ramengo e il suo appoggio te lo scordi. Gentiloni quindi parte più debole del suo predecessore anche in termini numerici. Di conseguenza a Palazzo Madama la sua vita sarà grama. Basterà qualche assenza causata da epidemia influenzale per sbattere in minoranza l'esecutivo. La compagine ministeriale tra l' altro è deboluccia.

Infatti alle debolezze che aveva quella renziana, se ne sono aggiunte altre: Valeria Fedeli all'Istruzione garantisce lo sfacelo della scuola e dell' Università. Sarà odiata dal mondo cattolico e dai conservatori, perché poveraccia è ciucca di luoghi comuni veteroprogressisti, si appiattirà sul peggiore politicamente corretto, perseguirà obiettivi allineati alla cultura di genere, ne combinerà di tutti i colori pur di eliminare il finanziamento agli istituti privati, in particolare cattolici, e di dare soldi a quelli pubblici notoriamente onerosi e sbracati, sporchi e inadeguati. Il livello dell' educazione scivolerà in basso con buona pace della eccellente scuola pretesa da Renzi. Un disastro che continua da decenni.

L'istruzione è stata distrutta dalle riforme. Dalla media unificata in poi i politici si sono impegnati per demolirla. Ci fu un tempo che gli idioti abolirono i voti. Al posto dei quali furono introdotti i giudizi scritti dagli insegnanti. Dei quali ricordo la prosa sgangherata e infarcita di fesserie sociologiche e pedagogiche. Un fallimento cui si tentò di rimediare ripescando i voti.

Un'ammissione postuma di imbecillità. Con la Fedeli al timone ci siamo assicurati la retrocessione nel peggio. Portiamo pazienza. La Sanità rimane nelle mani incapaci della Lorenzin, già berlusconiana e ancora inabile al lavoro intellettuale, dotata di una preparazione indegna e neppure equivalente a quella di una infermiera. In pochi anni siamo così passati da Umberto Veronesi a Beatrice Lorenzin, come dire da Shakespeare a Pingitore.

L'unico furbo della compagnia del filo di ferro è Angelino Alfano. Il quale ha mollato il Viminale per la Farnesina scaricando la grana dei profughi finti, e autentici clandestini, sulle spalle dell' incauto Minniti che sarà oberato di guai visto che le norme europee gli impediranno di rimandare gli stranieri dove meritano di andare: a casa loro.

L'esperienza di Gentiloni a Palazzo Chigi sarà una sciagura a meno che non serva a traghettare la legislatura verso il suo termine naturale, il 2018, primavera. Nel qual caso il suo, più che un governo decisionista, sarà un governo attendista, teso ad allungare i tempi di resistenza per consentire a circa 600 parlamentari di raggiungere l' anzianità necessaria alla riscossione del vitalizio. Tutto il resto è bla bla; come si faccia a non capirlo è un mistero.

La storia di Verdini è comica. Costui è indispensabile al Senato per ragioni aritmetiche, pertanto dovranno imbarcarlo per non affondare. Gli daranno una raffica di sottosegretariati. Gli daranno la mancia. Gli daranno qualcosa allo scopo di incassarne i voti. L' alternativa è la morte, e ca nisciuno è fesso. Per quanto riguarda Matteo Renzi, sarà obbligato a giocare la sua partita nel Pd; se resterà segretario avrà carte da giocare in futuro, altrimenti salutame a soreta.

INDAGATO BEPPE SALA Il sindaco: "Non ne ho idea Ora mi auto-sospendo..."

Expo, indagato il sindaco di Milano Beppe Sala



Giuseppe Sala, sindaco di Milano ed ex ad di Expo, risulta indagato nell'inchiesta sulla Piastra dei servizi dalla Procura generale di Milano. Riporta Ansa.it che da una richiesta di proroga indagini, era emerso che la procura generale, dopo aver avocato l'inchiesta alla procura, ha iscritto nuovi nomi nel registro degli indagati. Tra loro appunto c'è quello di Beppe Sala.

Da quanto riporta Repubblica, Sala si auto-sospende dalla carica di sindaco: "Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di sindaco, determinazione che formalizzerò stamattina nelle mani del Prefetto di Milano".

giovedì 15 dicembre 2016

Fifa, Mondiali rivoluzionati: 48 squadre e basta pareggi per evitare i biscotti

Fifa, Mondiali rivoluzionati: 48 squadre e basta pareggi per evitare i biscotti



Mai più pareggi, mai più "biscotti" ai Mondiali. Gianni Infantino, presidente della Fifa, ha illustrato il nuovo format della Coppa del Mondo: da 32 a 48 squadre, divise in 16 gironi da 3 con le prime due qualificate ed eliminazione diretta dai sedicesimi. In attesa della proposta ufficiale, c'è anche un'altra succulenta novità: l'eliminazione dei pareggi nei gironi, per evitare accordi sotto-banco in stile Svezia-Danimarca 2-2 che eliminò l'Italia di Trapattoni da Euro2004. Se al 90' il risultato sarà di pareggio, si procederebbe con i calci di rigore. Ancora da valutare l'assegnazione dei punti. 

Aleppo Est, città in rovina e in agonia: l'evacuazione sotto i bombardamenti

Aleppo est, evacuazione iniziata sotto i bombardamenti



L'annuncio del via libera alle operazioni di evacuazione, arrivato giovedì mattina, è durato solo poche ore: mentre la prima ambulanza con i feriti, approfittando della tregua, stava lasciando la zona orientale della città, in direzione delle campagne ad Ovest, sono partiti dei colpi, probabilmente dalle milizie filo-iraniane, che hanno costretto tutti i mezzi di soccorso a tornare indietro. Il bilancio di quest'ultimo attacco, secondo l'Ansa, è di quattro feriti e quattro morti. Il piano infatti prevedeva l'evacuazione tempestiva dei feriti, seguiti a ruota dai civili e dai ribelli. Il centro di pianificazione russo in Siria, secondo quanto riporta il Corriere, aveva infatti comunicato: "L’evacuazione si farà a bordo di 20 pullman e 10 ambulanze che percorreranno un corridoio speciale in direzione di Idlib. Le autorità siriane garantiscono la sicurezza a tutti i membri dei gruppi armati che hanno deciso di abbandonare i quartieri orientali di Aleppo".

A tal proposito, l'osservatorio siriano per i diritti umani aveva stimato a circa 15 mila, la cifra complessiva di persone che doveva seguire il piano di evacuazione. L'accordo per consentire il tutto era avvenuto dopo che i negoziatori sembravano aver superato le opposizioni dell'Iran. Secondo i ribelli siriani è stata la Turchia a ricoprire un ruolo decisivo, spingendo la Russia di Putin a esercitare pressione su Damasco, con l'obiettivo di rispettare l'intesa raggiunta dalla stessa Russia e dalla Turchia di Erdogan, rimandata poi a mercoledì. Sempre secondi i ribelli e fonti dell'Onu, l'Iran avrebbe seguito posto nuove condizioni, esigendo la contemporanea evacuazione dei feriti da due villaggi assediati.

Renzi, giorni neri: incidente per Agnese Chi manda all'ospedale in auto / Guarda

Agnese Renzi urta un motorino con l'auto: motociclista all'ospedale



Agnese Renzi, moglie dell’ex  presidente del Consiglio Matteo Renzi, questa mattina è rimasta  coinvolta in un incidente stradale a Firenze, nella zona di Gavinana.  Agnese si trovava a bordo della sua auto quando avrebbe urtato un  motorino. Il passeggero è caduto a terra ma non è rimasto ferito in modo grave.  L’uomo alla guida del motociclo avrebbe, infatti, riportato lesioni lievi: è stato portato all’ospedale di Ponte a Niccheri per essere  medicato. È stata la moglie dell’ex premier, che si è fermata subito a prestare soccorso (come testimonia la foto di Sara Frangini su Facebook), ad avvisare il 118. Sul posto è arrivata anche la polizia municipale, che ha condotto gli accertamenti del caso. L’incidente è  avvenuto intorno alle 9 in piazza Gavinana. Agnese Landini è  insegnante di lettere all’istituto Peano di Firenze.

Laura Boldrini si candida premier Intervista horror: il suo programma

La Boldrini si candida premier. Intervista horror: il suo programma



Una sorta di manifesto programmatico: Laura Boldrini si candida premier, magari alla guida della sinistra extra-Pd o forse alle primarie democratiche ("È ancora prematuro parlarne", si schermisce lei) e traccia anche le linee guida di quello che farebbe lei a Palazzo Chigi. In altre parole: un film horror.

Intervistata da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, la Boldrini chiarisce subito alcuni punti-chiave, prendendo le distanze da Matteo Renzi. "Dobbiamo riunire la sinistra attorno ai suoi valori, se vogliamo vincere le elezioni. Renzi non può far finta di niente, come se non avesse prevalso il No". E Paolo Gentiloni le offre l'opportunità per un'altra pugnalata all'ex premier: "C'è una discontinuità. Ha uno stile diverso dal precedente premier, è stato notato da tutti anche in Aula". Ad esempio? "Ha detto subito che la legge elettorale sarà prerogativa del Parlamento, e che il governo avrà il compito di accompagnare". Come dire: per fortuna che non c'è più il premier pigliatutto. Il messaggio anche al Pd è chiaro: "Ora dovrà cogliere il malessere del Paese che si è manifestato con il referendum. Altrimenti saranno altri a farlo, a loro modo: con slogan efficaci ma non praticabili; con ricette che non funzionano". I suoi No secchi all'uscita dall'euro e alla gestione "leghista" dell'immigrazione non sono una sorpresa, ma mai la presidente della Camera era uscita così allo scoperto, con prese di posizione politiche. "Mi auguro che la sinistra, e soprattutto il Pd, riprenda il dialogo con le forze sociali, con i corpi intermedi. Le riforme vanno bene quando si coinvolgono i sindacati, che hanno il compito di trasferire a chi è al potere le istanze delle persone, e di spiegare alle persone il senso delle riforme che hanno condiviso. Altrimenti si crea il cortocircuito. E si verifica il paradosso per cui riforme che stabilizzano decine di migliaia di persone, come quella della scuola, finiscono per creare molti disagi".

Altro punto programmatico: rivedere il Jobs Act: "I voucher hanno creato ancora più precariato: bisognerà rimetterci le mani in tempo utile". E poi le tasse: "I grandi patrimoni devono pagare di più; il lavoro deve essere meno tassato. È questo che deve fare la sinistra, piuttosto che togliere l'imposta sulla prima casa a chi, possedendo grandi proprietà, potrebbe pagarla. I giganti del web devono pagare le imposte nei Paesi in cui fanno affari d'oro, non là dove le imposte sono più basse. La sinistra si deve riappropriare dei suoi valori che ha considerato desueti: combattere le disuguaglianze, lottare contro le nuove forme di schiavitù, tra i migranti ma anche tra gli italiani. E arginare i danni della globalizzazione, che ha creato un nuovo esercito di espulsi: lavoratori cui vengono negate la dignità, la sopravvivenza". Insomma, si candida a riorganizzare l'area a sinistra dei dem (magari a fianco di Giuliano Pisapia) e la prova più evidente è il suo rifiuto a svelare cos'ha votato il 4 dicembre: "Non lo dico perché il mio ruolo mi richiede terzietà, e anche perché penso non sia utile alla discussione futura". Chi ha orecchie per intendere... Di sicuro, il messaggio chiaro è per Renzi: "Non sta a me decidere il suo futuro. C'è una discussione aperta nel Pd ma non si può fare finta di niente, come se il voto referendario non ci fosse stato; bisogna leggerlo e dargli una risposta adeguata in termini di nuove politiche. La priorità non può essere il ponte sullo Stretto; la priorità è la messa in sicurezza del territorio, e lo dico oggi che la Camera ha appena approvato all'unanimità il decreto sul terremoto. E poi dobbiamo ripartire dal Sud: Gentiloni ha fatto bene a istituire un nuovo ministero. E al Sud servono investimenti pubblici e privati sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e per creare lavoro".

Il sondaggio che sfascia il Pd Quanto vale oggi Renzi (da solo)

Sondaggio: Matteo Renzi vale il 21%, il resto del Pd il 12



Il Pd è a un passaggio-chiave, quello del congresso. Matteo Renzi lo vorrebbe accelerare la minoranza no. Ma per arrivare entro Marzo alle primarie ed eleggere così il nuovo segretario, secondo il regolamento interno del partito Renzi dovrebbe dimettersi entro domenica e lasciare il partito a una reggenza che farebbe capo al presidente Matteo Orfini. Una scelta, quella di dimettersi, che Renzi non è sicuro di voler fare in un momento non facile come quello attuale. D'altra parte, potrebbe essere tentato dall'idea di stanare la minoranza e obbligarla a contarsi. Una prospettiva che Bersani e soci non vogliono assolutamente dover affrontare in tempi brevi. Perchè, come riporta il quotidiano "Il Giornale", secondo un sondaggio commissionato da "Porta a Porta", Renzi da solo varrebbe il 21%, mentre il resto del partito si fermerebbe al 12%. Cioè, alla metà delle preferenze di un eventuale partito dell'ex premier che partisse ora, da zero. L'insieme delle due percentuali darebbe, appunto, quel 33% di consensi che la maggior parte dei sondaggi attribuisce in queste settimane al Pd.