Visualizzazioni totali

giovedì 15 dicembre 2016

Aleppo Est, città in rovina e in agonia: l'evacuazione sotto i bombardamenti

Aleppo est, evacuazione iniziata sotto i bombardamenti



L'annuncio del via libera alle operazioni di evacuazione, arrivato giovedì mattina, è durato solo poche ore: mentre la prima ambulanza con i feriti, approfittando della tregua, stava lasciando la zona orientale della città, in direzione delle campagne ad Ovest, sono partiti dei colpi, probabilmente dalle milizie filo-iraniane, che hanno costretto tutti i mezzi di soccorso a tornare indietro. Il bilancio di quest'ultimo attacco, secondo l'Ansa, è di quattro feriti e quattro morti. Il piano infatti prevedeva l'evacuazione tempestiva dei feriti, seguiti a ruota dai civili e dai ribelli. Il centro di pianificazione russo in Siria, secondo quanto riporta il Corriere, aveva infatti comunicato: "L’evacuazione si farà a bordo di 20 pullman e 10 ambulanze che percorreranno un corridoio speciale in direzione di Idlib. Le autorità siriane garantiscono la sicurezza a tutti i membri dei gruppi armati che hanno deciso di abbandonare i quartieri orientali di Aleppo".

A tal proposito, l'osservatorio siriano per i diritti umani aveva stimato a circa 15 mila, la cifra complessiva di persone che doveva seguire il piano di evacuazione. L'accordo per consentire il tutto era avvenuto dopo che i negoziatori sembravano aver superato le opposizioni dell'Iran. Secondo i ribelli siriani è stata la Turchia a ricoprire un ruolo decisivo, spingendo la Russia di Putin a esercitare pressione su Damasco, con l'obiettivo di rispettare l'intesa raggiunta dalla stessa Russia e dalla Turchia di Erdogan, rimandata poi a mercoledì. Sempre secondi i ribelli e fonti dell'Onu, l'Iran avrebbe seguito posto nuove condizioni, esigendo la contemporanea evacuazione dei feriti da due villaggi assediati.

Renzi, giorni neri: incidente per Agnese Chi manda all'ospedale in auto / Guarda

Agnese Renzi urta un motorino con l'auto: motociclista all'ospedale



Agnese Renzi, moglie dell’ex  presidente del Consiglio Matteo Renzi, questa mattina è rimasta  coinvolta in un incidente stradale a Firenze, nella zona di Gavinana.  Agnese si trovava a bordo della sua auto quando avrebbe urtato un  motorino. Il passeggero è caduto a terra ma non è rimasto ferito in modo grave.  L’uomo alla guida del motociclo avrebbe, infatti, riportato lesioni lievi: è stato portato all’ospedale di Ponte a Niccheri per essere  medicato. È stata la moglie dell’ex premier, che si è fermata subito a prestare soccorso (come testimonia la foto di Sara Frangini su Facebook), ad avvisare il 118. Sul posto è arrivata anche la polizia municipale, che ha condotto gli accertamenti del caso. L’incidente è  avvenuto intorno alle 9 in piazza Gavinana. Agnese Landini è  insegnante di lettere all’istituto Peano di Firenze.

Laura Boldrini si candida premier Intervista horror: il suo programma

La Boldrini si candida premier. Intervista horror: il suo programma



Una sorta di manifesto programmatico: Laura Boldrini si candida premier, magari alla guida della sinistra extra-Pd o forse alle primarie democratiche ("È ancora prematuro parlarne", si schermisce lei) e traccia anche le linee guida di quello che farebbe lei a Palazzo Chigi. In altre parole: un film horror.

Intervistata da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, la Boldrini chiarisce subito alcuni punti-chiave, prendendo le distanze da Matteo Renzi. "Dobbiamo riunire la sinistra attorno ai suoi valori, se vogliamo vincere le elezioni. Renzi non può far finta di niente, come se non avesse prevalso il No". E Paolo Gentiloni le offre l'opportunità per un'altra pugnalata all'ex premier: "C'è una discontinuità. Ha uno stile diverso dal precedente premier, è stato notato da tutti anche in Aula". Ad esempio? "Ha detto subito che la legge elettorale sarà prerogativa del Parlamento, e che il governo avrà il compito di accompagnare". Come dire: per fortuna che non c'è più il premier pigliatutto. Il messaggio anche al Pd è chiaro: "Ora dovrà cogliere il malessere del Paese che si è manifestato con il referendum. Altrimenti saranno altri a farlo, a loro modo: con slogan efficaci ma non praticabili; con ricette che non funzionano". I suoi No secchi all'uscita dall'euro e alla gestione "leghista" dell'immigrazione non sono una sorpresa, ma mai la presidente della Camera era uscita così allo scoperto, con prese di posizione politiche. "Mi auguro che la sinistra, e soprattutto il Pd, riprenda il dialogo con le forze sociali, con i corpi intermedi. Le riforme vanno bene quando si coinvolgono i sindacati, che hanno il compito di trasferire a chi è al potere le istanze delle persone, e di spiegare alle persone il senso delle riforme che hanno condiviso. Altrimenti si crea il cortocircuito. E si verifica il paradosso per cui riforme che stabilizzano decine di migliaia di persone, come quella della scuola, finiscono per creare molti disagi".

Altro punto programmatico: rivedere il Jobs Act: "I voucher hanno creato ancora più precariato: bisognerà rimetterci le mani in tempo utile". E poi le tasse: "I grandi patrimoni devono pagare di più; il lavoro deve essere meno tassato. È questo che deve fare la sinistra, piuttosto che togliere l'imposta sulla prima casa a chi, possedendo grandi proprietà, potrebbe pagarla. I giganti del web devono pagare le imposte nei Paesi in cui fanno affari d'oro, non là dove le imposte sono più basse. La sinistra si deve riappropriare dei suoi valori che ha considerato desueti: combattere le disuguaglianze, lottare contro le nuove forme di schiavitù, tra i migranti ma anche tra gli italiani. E arginare i danni della globalizzazione, che ha creato un nuovo esercito di espulsi: lavoratori cui vengono negate la dignità, la sopravvivenza". Insomma, si candida a riorganizzare l'area a sinistra dei dem (magari a fianco di Giuliano Pisapia) e la prova più evidente è il suo rifiuto a svelare cos'ha votato il 4 dicembre: "Non lo dico perché il mio ruolo mi richiede terzietà, e anche perché penso non sia utile alla discussione futura". Chi ha orecchie per intendere... Di sicuro, il messaggio chiaro è per Renzi: "Non sta a me decidere il suo futuro. C'è una discussione aperta nel Pd ma non si può fare finta di niente, come se il voto referendario non ci fosse stato; bisogna leggerlo e dargli una risposta adeguata in termini di nuove politiche. La priorità non può essere il ponte sullo Stretto; la priorità è la messa in sicurezza del territorio, e lo dico oggi che la Camera ha appena approvato all'unanimità il decreto sul terremoto. E poi dobbiamo ripartire dal Sud: Gentiloni ha fatto bene a istituire un nuovo ministero. E al Sud servono investimenti pubblici e privati sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e per creare lavoro".

Il sondaggio che sfascia il Pd Quanto vale oggi Renzi (da solo)

Sondaggio: Matteo Renzi vale il 21%, il resto del Pd il 12



Il Pd è a un passaggio-chiave, quello del congresso. Matteo Renzi lo vorrebbe accelerare la minoranza no. Ma per arrivare entro Marzo alle primarie ed eleggere così il nuovo segretario, secondo il regolamento interno del partito Renzi dovrebbe dimettersi entro domenica e lasciare il partito a una reggenza che farebbe capo al presidente Matteo Orfini. Una scelta, quella di dimettersi, che Renzi non è sicuro di voler fare in un momento non facile come quello attuale. D'altra parte, potrebbe essere tentato dall'idea di stanare la minoranza e obbligarla a contarsi. Una prospettiva che Bersani e soci non vogliono assolutamente dover affrontare in tempi brevi. Perchè, come riporta il quotidiano "Il Giornale", secondo un sondaggio commissionato da "Porta a Porta", Renzi da solo varrebbe il 21%, mentre il resto del partito si fermerebbe al 12%. Cioè, alla metà delle preferenze di un eventuale partito dell'ex premier che partisse ora, da zero. L'insieme delle due percentuali darebbe, appunto, quel 33% di consensi che la maggior parte dei sondaggi attribuisce in queste settimane al Pd.

La nuova tassa sulla casa è realtà Follia: se è esposta al sole, paghi

La nuova frontiera della tassa sulla casa: una tassa sulla casa esposta al sole



La nuova frontiera della tassa sulla casa: una tassa sulle case... esposte al sole. La follia fiscale arriva dal Portogallo, dove il Parlamento pochi giorni fa ha approvato la riforma del valore catastale degli immobili inserendovi, appunto, la gabella "sul sole" che riguarda case di lusso e abitazioni normali. La proposta del governo del socialista Antonio Costa, scrive il Giornale, si cela dietro il linguaggio comicamente burocratese: "Per l'immobile situato in una particolare localizzazione e dotato di varie funzionalità, tra cui una certa qualità ambientale", aumenta il valore catastale e annessa imposta immobiliare. Tradotto: una patrimoniale mascherata dal momento che in Portogallo, affacciato sull'Oceano Atlantico e famoso per il bel clima e i paesaggi struggenti, quasi tutte le abitazioni godono di suddetta "qualità ambientale". L'Erario portoghese conta di incassare un miliardo di euro. Chissà che qualcuno, in Italia, non ci faccia un pensierino.

La polizia nell'ufficio della Raggi Che cosa cercavano gli agenti

Nomine in Campidoglio: la polizia perquisisce gli uffici della Raggi



La sezione della polizia giudiziaria specializzata nei reati contro la pubblica amministrazione e guidata da Maurizia Quattrone si è presentata ieri in Campidiglio per acquisire una serie di atti e documenti relativi alle nomine di dirigenti dell’amministrazione Raggi. Il blitz degli investigatori è legato all’inchiesta della Procura di Roma che procede contro ignoti per verificare la regolarità delle nomine dei dirigenti Raffaele Marra, Carla Raineri, Salvatore Romeo decise dal sindaco Virginia Raggi.

LA BOSCHI ORDINA Dopo la nomina, il diktat: "Adesso chiamatemi così"

Maria Elena Boschi: "Chiamatemi sottosegretaria di Stato"



Può sembrare incredibile, ma all'interno dei palazzi del potere Laura Boldrini docet. Fa scuola, tendenza, moda. Fate voi. E non sugli ultimi arrivati, ma addirittura su chi sta a Palazzo Chigi. Scrive oggi il quotidiano "La Verità" che nientemeno che Maria Elena Boschi da oggi sia da annoverarsi fra le truppe della presidente della Camera. Gli alti papaveri della Presidenza del Consiglio, nelle scorse ore, hanno infatti ricevuto una quantomeno singolare comunicazione. La circolare dispone che "tutti gli atti alla firma o in visione al sottosegretario di Stato dovranno essere scritti con la sottoindicata dicitura: 'la Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Onorevole Maria Elena Boschi".