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mercoledì 14 dicembre 2016

L'ultras, la verità sulla rissa col nigeriano L'ultimo atto: cos'ha ammesso il giudice

Killer del nigeriano: Amedeo Mancini si farà quattro anni di carcere



E’ stato raggiunto un accordo, avallato anche dal giudice Maria Grazia Leopardi, sul patteggiamento per Amedeo Mancini, unico imputato per la morte di Emmanuel Chidi Namdi: migrante nigeriano ucciso dopo un diverbio in strada a Fermo, nel luglio 2016.

 Il Gup Leopardi ha mediato tra la richiesta dei difensori di Mancini, che chiedevano di sollevare il loro assistito dalle aggravanti di futili motivi, recidività e sfondo razziale, e quella dell’accusa, che in ultima istanza auspicava il mantenimento dell’ultima aggravante, negoziando per l’attenuante della provocazione.

Badilata su Corona, le carte tombali: così i giudici lo hanno già condannato

Fabrizio Corona: "Ha una inusuale inclinazione a delinquere", ecco le parole del riesame alla vigilia dell'udienza



I guai per Fabrizio Corona sembrano non avere mai fine. Non si mette affatto bene per l'ex paparazzo che, alla vigilia dell'udienza preliminare che dovrà decidere se mandarlo a processo, di nuovo, si trova a digerire le dure parole, appena depositate, dal Tribunale del Riesame di Milano. Parole poco lusinghiere per l'ex re dei paparazzi, in cella dal 10 ottobre: all'imputato è stata riconosciuta una "inusuale inclinazione a delinquere", "le modalità di esecuzione e organizzazione" del reato di intestazione fittizia di beni (2,6 milioni di euro, in contanti, trovati in un controsoffitto) non fanno altro che dimostrare "una sicura capacità delinquenziale, oltre che l'inserimento in un contesto organizzato e ben collaudato".

C'è quindi il "pericolo concreto e attualissimo" che possa continuare a commettere "analoghe condotte criminose", motivo per cui si esclude per il fotografo dei vip l'occasionalità della condotta, giustificazione più che sufficiente per negargli gli arresti domiciliari, concessi invece alla sua collaboratrice, Francesca Persi, imputata in quanto suo prestanome. La ciliegina su una situazione già di per sè complicata è arrivata con l'ulteriore accusa di "pericolo di inquinamento probatorio", in quanto l'avvocato difensore, Ivano Chiesa, ha provato insistentemente a rintracciare Geraldine Darù, testimone chiave dell'indagine. Corona, dato il quadro non proprio roseo, è meglio che cominci a pregare, anche se è difficile che questa volta Don Mazzi possa ancora aiutarlo. 

Boom: indagato il cognato di Fini In manette il big della politica / Foto

Soldi in nero, indagato Giancarlo Tulliani e arrestato Amedeo Laboccetta: cosa c'entra la casa di Montecarlo



Un fiume di denaro, quasi mezzo miliardo di euro, una vicenda intricata dove si intrecciano slot-machines, politica, la famiglia Tulliani e la celeberrima casa di Montecarlo Un vorticoso giro di soldi per sottrarre il denaro al Fisco. Dodici gli indagati dalla procura di Roma, che ha riaperto un fascicolo avviato dai colleghi di Milano. In manette ci finiscono Francesco Corallo, arrestato ai Caraibi, e Amedeo Laboccetta, già parlamentare del Pdl a Napoli. Tra gli indagati Giancarlo e Sergio Tulliani, cognato e suocero di Gianfranco Fini.

Corallo - con un gruppo di manager italiani e stranieri e insieme a Laboccetta - è indagato per associazione a delinquere, peculato e riciclaggio di 85 milioni di euro, ovvero i tributi dovuti all'Atlantis world group of companies e dalla BPlus Giocolegale Ltd, che si era aggiudicata la gestione telematica dei giochi. Secondo l'accusa, 50 degli 85 milioni, tra il 2004 e il 2007 e poi fino al 2014, sarebbero finiti verso conti correnti esteri olandesi ed inglese di altre società del gruppo Corallo; successivamente quei soldi sono finiti verso un conto corrente di società offshore alle Antille Olandesi, sempre di Francesco Corallo. Tramite uno scambio di liquidità, si legge su Repubblica, sarebbero poi spariti dall'Atlantis altri 150 milioni transitati via Gran Bretagna e Shanghai a Saint Maarten, Curaçao, Santa Lucia e reinvestiti in attività immobiliari proprio a Saint Maarten.

Tulliani, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe messo a disposizione del braccio destro di Carollo, Rudolf Baetse, due società offshore per poter far transitare i soldi alle Antille. Baetsen, inoltre, avrebbe finanziato l'acquisto dell'appartamento di Monaco, già di proprietà di Alleanza Nazionale, rilevato da Tulliani e poi passato da una sua societ a un'altra. Attraverso i conti di Giancarlo e Sergio Tulliani, dunque, sarebbe passato il denaro sottratto al Fisco da Corallo, pari a 2 milioni e 600mila euro, questa almeno la ricostruzione di magistrati e finanzieri.

martedì 13 dicembre 2016

"La grossa bugia del ministro Fedeli" La Dago-bomba: cosa si è inventata

La Dago-bomba sul ministro Fedeli: "Si è inventata di avere la laurea"



Non si placano le polemiche sul neo ministro Valeria Fedeli. Stavolta nel mirino c'è il titolo di laurea (o l'assenza di esso) della responsabile dell'Istruzione. Una lettera a Dagospia fa luce sull'episodio. "La neo ministra della pubblica istruzione mente sui suoi titoli di studio", si legge, "nella sua pagina web scrive infatti: 'Sono nata a Treviglio (Bg) il 29 luglio 1949. Sono cresciuta in provincia, in un territorio operoso e attivo. Finite le scuole mi sono trasferita a Milano per iscrivermi dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS. In quegli anni ho incontrato il movimento studentesco, il femminismo e poi la Cgil. La passione politica, la voglia di battersi per le donne e per il cambiamento democratico erano già parte di me."

Secondo la lettera a Dago, "il diploma di laurea di scienze sociali non sarà istituito prima del 1998 (ma in via sperimentale a Trieste e Roma) e del 2000 quando la nostra era già segretaria nazionale del sindacato dei tessili".

Immediate le reazioni politiche. "Valeria Fedeli mente sul proprio titolo di studio, niente male per un neoministro all'Istruzione", commenta Mario Adinolfi, "dichiara di essere "laureata in Scienze Sociali", in realtà ha solo ottenuto il diploma alla Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano. Complimenti ministro, bel passo d'inizio. Complimenti Paolo Gentiloni: a dirigere scuola e università in Italia mettiamo non solo una che non è laureata, ma una che spaccia per "laurea in Scienze Sociali" un semplice diploma della scuola per assistenti sociali".

L'ATTACCO FEROCISSIMO La Meloni sputtana Renzi: "Vi dico perché si è dimesso"

L'attacco feroce. La Meloni azzanna Renzi: "Dimissioni? Lo fa per..."



Da Fratelli d’Italia arriva un "chiaro, deciso e fragoroso no" alla fiducia al governo Gentiloni. Lo ha ribadito Giorgia Meloni, nel corso della dichiarazione di voto alla Camera. Un intervento molto serrato nel corso del quale la leader FdI ha attaccato il premier e il governo: "Mi sto vergognando per voi, avete un briciolo, un sussulto di dignità? La gratifica - ha aggiunto riferendosi a Gentiloni - che si dica di lei che ha due doti: uomo di cieca fiducia di Renzi e carattere mite? Che si dica di lei che è un prestanome di Renzi?".

Meloni ha annunciato che FdI sarà "in piazza ogni giorno fino alla grande manifestazione del 22 gennaio. Gli italiani hanno diritto di votare. Vogliamo votare ora. Questo governo ricorda quelle aziende che falliscono, cambiano nome, mettono una testa di legno e continuano a fare quello di prima. Ed è intollerabile - ha detto ancora - che tutto questo si condisca con la parola responsabilità, non c’è niente di responsabile, se l’Italia è messa così è perchè chi è stato al governo è stato irresponsabile". Nel suo intervento, la Meloni non ha risparmiato l'ex premier Renzi: "Sapete perché si è dimesso? - ha tuonato in aula - Non certo perché ha perso il referendum, ma per ricrearsi una nuova verginità politica, tenersi fuori dai problemi del Paese per poi tornare in tv" facendo finta di niente.

PAURA NAPOLITANO "Non riesco a muovermi..." Le sue inquietanti parole

Giorgio Napolitano: "Acuirsi spero temporaneo dei miei problemi a muovermi"



Non sta bene Giorgio Napolitano. Il presidente emerito della Repubblica ha dovuto declinare l'invito della Fondazione Feltrinelli per l'inaugurazione della nuova sede in viale Pasubio a Milano a causa dell'acuirsi "spero temporaneo di limiti e impedimenti alla mia mobilità" e ha mandato all'evento il suo messaggio di preoccupazione per il "diffondersi dell'antipolitica e della ostilità verso l'integrazione e l'unità europea".

Già verso la fine di novembre Napolitano era stato protagonista di uno spiacevole episodio sempre dovuto alla sua scarsa mobilità. Una mattina l'ex presidente della Repubblica aveva infatti bloccato il traffico nella ztl di Roma, mandando su tutte le furie gli automobilisti, i tassisti e il conducente di un autobus che erano praticamente rimasti paralizzati. Napolitano infatti non riusciva a salire sulla sua auto blu. Ci ha provato, con l'aiuto degli uomini di scorta, prima salendo davanti, poi dietro. Senza riuscirvi. Alla fine, dopo diversi minuti la soluzione era stata trovata e la viabilità normale ripristinata.

Esclusiva / Matteo Salvini ospite de il Notiziario sul web: "Dopo la vittoria schiacciante del NO al Referendum si torni alle urne"

Matteo Salvini ospite de il Notiziario sul web: "Si torni alle urne"


intervista a cura di Gaetano Daniele


On. Matteo Salvini

On. Salvini, Referendum Costituzionale, dato storico, i cittadini si schierano contro il sistema bancario e bocciano Renzi, i "NO" staccano i sì con circa il 20%, come legge questo risultato? 

E’ un risultato che si legge da solo. Gli italiani hanno partecipato in massa e hanno mandato a casa Renzi. In un Paese normale, a questo punto, si torna a votare.

On. Salvini, al momento il Presidente Mattarella ha affidato l'incarico a Gentiloni, cosa sta succedendo?

Succede che ci stanno provando. Provano a garantirsi un anno di tempo per cercare di farsi dimenticare, ma la marea delle proteste che solleveremo li travolgerà. 12 su 18 sono stati riconfermati, tra cui Alfano, è vergognoso, per non parlare della nomina a sottosegretario dell'ex Ministro, Maria Elena Boschi. 

On. Salvini, lei è per le elezioni anticipate? 

Qui c’è un controsenso linguistico, le elezioni non sarebbero affatto anticipate, al contrario abbiamo già perso tre anni di tempo tra Letta e Renzi senza che gli italiani abbiano potuto mandare al Governo chi ha la maggioranza nel Paese e non nel Palazzo.

On. Salvini, che aria tira all'interno del centro destra?

Girando l’Italia io sento una grande fiducia nelle capacità di riprenderci sovranità, identità e futuro. La parola sarà al popolo del centrodestra, non è più tempo di leadership autoreferenziali.