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venerdì 28 ottobre 2016

L'Europa e l'apocalisse militare: cosa può fare Putin (in 60 ore)

"A Putin bastano 60 ore": Europa sull'orlo dell'apocalisse militare, cosa può fare lo Zar, Putin



Quanto ci metterebbe Vladimir Putin ad invadere Estonia, Lettonia e Lituania e annetterli nuovamente alla Russia? E soprattutto, cosa potrebbe fare a quel punto la Nato? Se questi due interrogativi sono inquietanti, le risposte lo sono di più. Secondo un dossier elaborato da un think thank americano, riportato dal tabloid britannico Sun, i russi impiegherebbero 60 ore, ossia meno di tre giorni. In un lampo i carri armati e le truppe dello Zar occuperebbero Tallinn, Riga e Vilnius, prendendosi il controllo pressoché totale del Mar Baltico e lanciando una minaccia mai così concreta all'Europa dai tempi della Guerra Fredda. 

Fantapolitica? Non proprio, perché gli esperti americani sottolineano anche l'impreparazione o la sostanziale inutilità della Nato, che si troverebbe a fronteggiare due opzioni, "entrambe pessime". Il primo caso: una "sanguinosa controffensiva miliare" per liberare gli Stati baltici, con il rischio di una guerra nucleare. Il secondo: un collasso della stessa Alleanza atlantica, umiliata militarmente e diplomaticamente da Mosca. In un solo caso l'Occidente potrebbe bloccare Putin: schierando una forza di 7 brigate, di cui 3 con armi pesanti, supportate da caccia e un sistema missilistico da terra. Un esercito rigorosamente pronto a combattere. 

Il fatto che questo scenario venga prospettato ora non è casuale. Da alcuni mesi a questa parte il mondo sta assistendo a una pericolosissima escalation di manovre tattiche e provocazioni, da un lato e dall'altro della ex Cortina di ferro. Nel 2014, dopo l'annessione della Crimea, Polonia e Stati Baltici hanno mobilitato le truppe ai confini come deterrente contro le mire russe. La Nato ha dato vita alle più imponenti esercitazioni dai tempi della Guerra fredda e nel 2017 invierà 4.000 soldati. Nel frattempo la Russia si sta muovendo nel Mediterraneo in Medio Oriente, mobilitando la sua flotta anche nel Canale della Manica, con scene da "guerra navale" europea. "Le decisioni politiche e militari che stiamo prendendo e che abbiamo già preso - ha spiegato l'ex generale Nato Richard Shirreff, inglese - ci stanno spingendo verso una futura guerra contro la Russia". Quando? "Nel 2017", assicura il militare.

Sapeva l'ora esatta del terremoto Ecco le prove sconvolgenti / Guarda

Stefano Calandra, l'uomo che aveva previsto l'ora del terremoto: "C'entra l'allineamento dei pianeti"



In molti lo definiscono una Cassandra, ma Stefano Calandra, che nella vita fa il consulente per i bed and breakfast, in realtà, riesce a prevedere i terremoti decifrando le stelle. Da qualche mese, riporta il Giornale, Calandra posta una serie di grafici in cui segnala gli allineamenti dei pianeti e quindi i possibili movimenti delle faglie terrestri.

Il 25 ottobre scriveva: "26/10 sera-notte. L'affollamento di coincidenze di pianeti in linea a 0 gradi di scarto, ben 10 come numero di eventi, essendo una situazione mai vista..., fa pensare ad un potenziale rischio sismico molto alto, quasi massimo, da quel 24/8 del terremoto di Amatrice in poi". Indicava poi una generica area mediterranea e come fascia oraria quella tra le 17.30 e mezzanotte". Le scosse sono avvenute come sappiamo proprio il 26 ottobre, nella fascia oraria segnalata.

Per oggi 28 ottobre ha previsto "un allineamento perfetto dei pianeti", a decrescere in serata. "Queste previsioni", scrive Calandra, "costituiscono solo delle ipotesi pseudoscientifiche, derivanti da un modello teorico troppo giovane per essere comprovato al 100 per cento". Intanto, in Grecia ci stanno lavorando gli studiosi: su 109 grandi terremoti analizzati dal 2004, 102 sarebbero avvenuti in occasione di un allineamento di almeno tre pianeti.

"Pannolini con sostanze cancerogene" Una bomba: la marca sotto accusa

Pannolini Pampers, l'accusa-bomba: "Hanno sostanze cancerogene"



Sostanze cancerogene nei pannolini, e l'accusa è pesantissima perché riguarda un colosso come Pampers. L'allarme è partito in Francia ma rischia ovviamente di espandersi in tutta Europa. Secondo uno studio pubblicato martedì dal quotidiano Le Parisien, gli strati dei pannolini Pampers conterrebbero derivati del petrolio IPA (idrocarburi policlinici aromatici), classificati dall'Ue come cancerogeni. Non solo: l'azienda userebbe il benzo-antracene e crisene per rendere i pannolini meno irritanti ed evitare arrossamenti e dermatiti sulla pelle del bebè. Ludivine Ferrer, direttrice dell'Asef, intervistata da Le Parisien attacca: "È legale, ma lasciare anche la minima quantità di componenti pericolose è comunque moralmente troppo. Tanto più che gli industriali non sono obbligati ad aggiungere queste sostanze chimiche!".

"Non usiamo sostanze tossiche - si legge in una nota diffusa da Pampers -. Ad ogni modo siamo a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti sui materiali utilizzati nella realizzazione dei nostri prodotti". E da uno dei tanti forum di mamme parte il contrattacco: "Non è escluso che nei prossimi giorni possa partire una class action contro l'azienda leader nel mondo dei prodotti per l'infanzia".

La relazione tra clima e terremoti? Il geologo: "Nelle viscere della Terra.."

Il geologo Paolo Messina: "Nessuna relazione tra il clima e i terremoti"



L'ultima scossa che ha colpito il centro Italia scatena, di nuovo, la psicosi da terremoto. Il Paese si interroga su cause, conseguenze e prevenzione. E a mettere qualche puntino sulle "i", ci pensa Paolo Messina, direttore dell'Istituto di Geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, un geologo esperto di terremoti, che su Il Mattino offre le risposte a diversi interrogativi. Tra questi, una delle domande ricorrenti negli ultimi giorni: è vero che il clima influisce sui terremoti? Messina taglia corto: "Si tratta di una vera e propria leggenda metropolitana. I movimenti e l'energia che si libera - spiega - avvengono a otto-quindici chilometri di profondità rispetto alla crosta terrestre. A quella profondità la temperatura è molto, ma molto diversa da quella in superficie. I cambiamenti climatici che avvengono sopra non possono in alcun modo influire sugli spostamenti in profondità". E ancora: "Sento spesso anche io ripetere questa sciocchezza, la sento anche in questo periodo in cui abbiamo le temperature più alte rispetto ad anni precedenti. I mutamenti meterologici no influenzano in alcun modo i terremoti, questo possiamo affermarlo con certezza", conclude.

Addio Seb Vettel, arriva un italiano: Ferrari, la storica rivoluzione / Foto

Ferrari, l'italiano Antonio Giovinazzi al posto di Sebastian Vettel?



Tutto pronto per una nuova, e radicale, svolta in casa Ferrari. Sergio Marchionne, ha ammesso di aver fallito come manager del Cavallino sportivo: in settecento giorni da presidente di Maranello la Ferrari è clamorosamente tornata indietro sia in termini di vittorie che di credibilità. Si parla, ovviamente, di Formula 1.

Per questo motivo il manager italo-canadese starebbe pensando a una vera e proprio rivoluzione. In primis Maurizio Arrivabene, che dovrebbe essere affiancato da una spalla o addirittura sostituito. Mistero, per ora, sul nome. Ma la novità più clamorosa è quella sul fronte dei piloti: il rinnovo di Sebastian Vettel, in scadenza alla fine della prossima stagione e reduce da un anno molto deludente, sarebbe tutto tranne che scontato. Marchionne starebbe pensando così a un giovane talento italiano per l’apertura del 2018, magari da affiancare a Max Verstappen, il sogno proibito della Ferrari.

Ma chi sarebbe l'italiano in lizza per guidare il Cavallino? Il nome più accreditato sarebbe quello di Antonio Giovinazzi, il talento della Gp2 autore da gare memorabili. Come confermato dal suo manager, Enrico Zanarini, la Ferrari starebbe studiando un modo per non farsi scappare il ragazzo. Infine, una nota su Kimi Raikkonen: molto apprezzato da Marchionne, resterà ben saldo in Ferrari anche il prossimo anno, al termine del quale potrebbe appendere le scarpette da pilota al chiodo.

Vai a prostitute e ti beccano? Applicata la nuova legge, sei rovinato: la multa (cifre insostenibili)

Rho, sorpreso in furgone con una prostituta: multa da 10mila euro



Una multa che fa scuola. Un scappetella con una prostituta che costa carissimo. Siamo a Rho, in provincia di Milano, dove un camionista vicentino di 26 anni, mercoledì mattina, dopo una consegna si è concesso una "pausa" con una prostituta romena. I due non si sono neppure appartati, e così, non al riparo da occhi indiscreti, sono stati pizzicati mentre facevano sesso su un furgoncino sul ciglio della strada, parzialmente nudi. Così sono intervenute le forze dell'ordine, che hanno staccato una multa da 10mila euro ciascuno per atti osceni in luogo pubblico, in applicazione della nuova normativa che ha depenalizzato il reato, introducendo però pesantissime sanzioni amministrative, che vanno da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro.

"La polizia mi segua, non obbedite più ": clamoroso appello di Matteo Salvini

Immigrazione, Matteo Salvini alle forze dell'ordine: "Disobbedite agli ordini sbagliati"



Dopo i fatti di Goro e Gorino, interviene a gamba tesa Matteo Salvini: "Invitiamo i sindaci e i cittadini a ribellarsi in maniera pacifica ma a ribellarsi. La misura è colma: a Goro hanno vinto i cittadini, non i partiti. Bisogna vedere cosa fanno i milanesi". Così il segretario della Lega Nord a margine di un presidio alla caserma Montello di Milano, dove dal primo novembre saranno ospitati 300 profughi. "I due terzi di quelli che manteniamo - ha aggiunto Salvini - sono immigrati clandestini: lo dice la commissione del governo, un Governo scafista che fa business sulla pelle degli italiani e degli immigrati per bene. Questa è un'operazione razzista, nazista, di pulizia etnica: finalmente la gente comincia a reagire con le buone maniere ma a reagire".

E ancora: "Il problema non è dove metterli ma non farli partire e non disseminarli per l'Italia. Il governo li fa partire perché ci guadagna, ci guadagnano i ministri e le loro cooperative. A Goro hanno reagito in un paese governato dalla sinistra, quindi, non i fascisti e i razzisti. Hanno fatto bene, la penso come il parroco". Dunque il leader della Lega Nord si è rivolto direttamente alle forze dell'ordine: "Tante donne e uomini della polizia, dei carabinieri e dalla marina militare che tutti i giorni sotto voce mi dicono che sono stufi di portare in casa quelli che poi devono inseguire: aspetto il giorno in cui uomini e donne in divisa ci daranno una mano. Obbedire è giusto, disobbedire a ordini sbagliati è altrettanto giusto", ha esortato il segretario della Lega Nord.