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giovedì 13 ottobre 2016

DARIO FO È MORTO A 90 ANNI Il Nobel che fu un "Mistero Buffo"

Fo è morto a 90 anni: addio al Nobel che fu un "Mistero Buffo"



È morto Dario Fo. L'attore e regista, scenografo e impresario, eclettico artista, premio Nobel contestatissimo, si è spento a 90 anni e sette mesi per un problema polmonare. Era ricoverato da 12 giorni all'ospedale di Milano. Finisce così quella che lui definì "un'esistenza esageratamente fortunata". Figlio di un capostazione, nato il 24 marzo del 1926 in un paesino del lago Maggiore, forse non avrebbe mai immaginato di diventare Nobel per la letteratura, nel 1997, perché "seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi", spiegò la commissione.

La sua vita è legata a doppio filo con quella di Franca Rame, la donna della sua vita, la compagna, la donna corteggiata da tutti riuscì a conquistare, scomparsa nel maggio 2013. La coppia ha avuto un figlio, Jacopo, che ha ereditato da loro la passione per il teatro e la recitazione.

Un controverso passato da repubblichino, Dario Fo sarebbe stato messo al bando per 14 anni dalla Rai democristiana a causa della "scandalosissima", per l'epoca, Canzonissima del 1962. Dunque nel 1969 il grande successo di Mistero Buffo, dove Fo riprende la lezione dei cantastorie, raccontando le storie di Bibbia, Vangeli e Papi attirandosi le ire del Vaticano. Negli anni della strategia della tensione e dopo la strage di Piazza Fontana del 1969, modifica in diretta le sue piéce teatrali, per adattarle agli eventi: lo fa per Morte accidentale di un anarchico, sulla morte di Pinelli; lo fa per Il Fanfani rapito, Non si paga non si paga, Pum pum! Chi è? La polizia, Tutta casa, letto, chiesa, Clacson, trombette e pernacchi.

Il filo conduttore della sua carriera è la satira, il grammelot, ossia un assemblaggio a tratti folle di suoni e parlate diverse, un nonsense linguistico. Un'invenzione che, di fatto, gli valse il Nobel del 1997. Il premio, soprattutto in Italia, fu accolto con sospetto: parte del mondo intellettuale, infatti, si ribellò per essere stato scavalcato da quello che si autodefiniva un "buffone irriverente".

Negli ultimi anni la scrittura, un libro dopo l'altro, e la pittura: i suoi quadri sono denotati da colori vivacissimi e sono esposti in mostre in Italia e all'estero. Fervente contestatore di Silvio Berlusconi, sin dal momento della discesa in campo, fu vicino e quasi organico alla sinistra, salvo poi avvicinarsi al Movimento 5 Stelle, di cui era diventato una sorta di icona e protavoce. Era molto legato a Gian Roberto Casaleggio, così come era molto legato ad Enzo Jannacci: dopo la morte della sua Franca, la scomparsa del cantautore fu un altro colpo durissimo. Ora, in cielo, ritroverà sia Enzo sia la sua Franca.

ANMAR: il 16 ottobre a Roma screening reumatologici gratuiti

ANMAR: il 16 ottobre a Roma screening reumatologici gratuiti



di Martina Bossi



Quattro ospedali romani, una piazza in cui effettuare visite e screening gratuiti per adulti e bambini, una tavola rotonda con esperti aperta a tutti coloro che vogliono saperne di più. Così il prossimo 16 ottobre, a Roma, si celebrerà la Giornata mondiale del Malato Reumatico, all’insegna dello slogan ‘la prevenzione e l’informazione curano e rassicurano’. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) rientra nell’ambito degli eventi organizzati in occasione del World ARTHRITIS Day che si celebra domani 12 ottobre in tutto il mondo. Realizzata in collaborazione con la Società Italiana di Reumatologia (Sir) e con il Collegio dei Reumatologi Italiani ospedalieri (CReI), ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute e del Comune di Roma. Dolori articolari sempre più frequenti e intensi, insieme alla progressiva difficoltà nei movimenti, sono i sintomi più frequenti delle malattie reumatiche, che colpiscono oltre 5,5 milioni di italiani, circa il 10% della popolazione, con un costo complessivo pari a circa 5 miliardi l’anno. I dolori tendono a peggiorare nel tempo ma una diagnosi precoce, che consente di intervenire con terapie nei primi mesi dell’insorgenza della malattia, permette di rallentare i sintomi, fino ad arrivare in molti casi ad arrestarne la progressione, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti.

Per offrire a tutti la possibilità di una diagnosi precoce, ma anche gli strumenti per una corretta prevenzione domani, nella Giornata Mondiale del Malato reumatico, medici e infermieri del Policlinico Gemelli, del Policlinico Umberto I, dell’Ospedale Santo Spirito e dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù saranno a disposizione per consulti e screening gratuiti dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. In un unico giorno e in un unico luogo, sarà possibile eseguire esami strumentali (densitometria ossea, ecografia articolare, capillaroscopia) con la possibilità di bypassare le lunghe attese per le prenotazioni e avere subito il responso. E’ inoltre prevista una consulenza reumatologica pediatrica. “Spesso queste malattie – spiega il presidente Anmar Onlus Renato Giannelli - sono accompagnate da dubbi ed incertezze dopo la comparsa dei primi sintomi, e tempi lunghi per una diagnosi corretta. L’iniziativa di domenica vuole aiutare a velocizzare questo percorso, perché intervenire prima può fare la differenza. Chi vuole potrà anche presentarsi con la propria cartella clinica relativa ad esami pregressi”.

Per l’occasione, piazza San Silvestro, sarà allestita con strutture per accoglienza, primo consulto medico, screening e consulenze. Depliant e pannelli aiuteranno a informare sulla malattia, per rendere i pazienti consapevoli e soprattutto coinvolti nelle scelte terapeutiche, passaggio fondamentale per migliorare l’efficacia delle cure. La giornata sarà inaugurata, alle ore 10.30, da una tavola rotonda aperta al pubblico durante la quale, sottolinea Silvia Tonolo, vicepresidente Anmar “i pazienti, sia adulti che giovani, si confronteranno con esperti e rappresentanti delle istituzioni per parlare di bisogni, necessità ma anche farmaci innovativi, rapporto medico-paziente, aderenza ed efficacia terapeutica. Vogliamo uscire da questo tavolo con delle risposte”. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Maria Rita Montebelli, interverranno: Renato Giannelli (presidente Anmar), Guido Valesini (professore ordinario di Reumatologia all’Università La Sapienza di Roma), Silvia Bosello (reumatologa del Policlinico Universitario A. Gemelli), Fabrizio De Benedetti (responsabile di Reumatologia Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma), Stefano Stisi (presidente del Collegio dei reumatologi Crel), Luigi di Matteo (consigliere della Società Italiana Reumatologia Sir), Maurizio Scassola, (vicepresidente dell’Ordine nazionale dei medici e degli odontoiatri Fnomceo), Luca Coletto (presidente Agenas), Tonino Aceti (coordinatore Tribunale Diritti del Malato Cittadinanzattiva), Vito De Filippo (sottosegretario alla Salute), Teresa Petrangolini (consigliere regionale del Lazio, componente Commissione Politiche sociali e salute).

Un’attenzione particolare sarà riservata ai giovani, nell’obiettivo di scalzare l’ancora vigente pregiudizio culturale che associa erroneamente le malattie reumatiche all’età avanzata. Nella piazza, infatti, verrà allestito anche un corner ANMAR Young, per favorire il confronto tra pazienti giovani adulti (18-35 anni). Saranno inoltre presentate alcune loro testimonianze raccolte in un opuscolo creato nell’ambito del progetto di medicina narrativa ‘Keep calm and tell me your story!’, una campagna di storytelling finalizzata a offrire uno spaccato quanto più completo possibile della vita dei giovani con patologie reumatiche

Adesso D'Alema "denuncia" Renzi: "Come mi minaccia e mi intimidisce"

D'Alema: "Referendum, clima ostile e minaccioso"



Nuovo attacco di Massimo D'Alema contro Matteo Renzi e i sostenitori del sì al referendum. Nel corso del suo intervento all'iniziativa delle fondazioni Magna Carta e Italianieuropei per una riforma della costituzione alternativa a quella del ddl Boschi l'ex Presidente del Consiglio non ha usato mezze misure: "Per il Sì c’è uno schieramento abbastanza vasto e capita di avvertire un clima di paura e intimidazione per il quale chi non è d’accordo si deve sentire colpevole di spingere il Paese verso il baratro".

Secondo D'Alema invece in caso di vittoria del no i risvolti sarebbero solo positivi: "Non credo che la vittoria del No, che auspico, possa avere gli effetti catastrofici annunciati, né il precipitare della crisi politica".  Stoccata finale diretta al premier Renzi e ai renziani tutti, colpevoli, a suo dire, di aver fatto vincere Virginia Raggi nella capitale: "I sostenitori del Sì hanno consegnato a Grillo la capitale di questo Paese, con manovre che saranno scritte nel manuale della politica per spiegare come non si fa politica".   

L'assistente era innamorata pazza di lui: che cosa ha dovuto subire da Corona

Francesca Persi, l'assistente arrestata amava Fabrizio Corona



"Per Corona avrebbe fatto qualsiasi cosa", dicono i conoscenti di Francesca Persi, l'assistente del manager finita in carcere assieme a lui. Laureata, di 40 anni, un matrimonio fallito alle spalle da cui ha avuto due figli, chi la conosce la definisce una donna "intelligente e competente", spiega un ritratto a lei dedicato sul Corriere della Sera. E sul legame tra la Persi e Corona ci sono numerosi dettagli interessanti.

A partire dal fatto che, scrive Giuseppe Guastella, "Francesca Persi ha sempre amato Fabrizio Corona, probabilmente senza essere corrisposta o forse solo in minima parte". Parole nette, che descrivono il rapporto sotto tutt'altra luce. Francesca, in effetti, negli anni ha coperto i traffici di Fabrizio, si è lasciata usare come prestanome, gli ha fatto da spallone: questo almeno è quanto sostengono gli atti dell'inchiesta della Procura di Milano che l'ha spinta in carcere per intestazione fittizia di beni. E ancora, per intendersi, quando prima del primo arresto Corona fuggì in Portogallo, lo fece con l'automobile di Francesca.

Lei lo conobbe nella palestra di Corso Como dove lui andava ad allenarsi. Secondo le persone vicine al loro entourage, c'è stato un momento in cui, forse, tra i due c'è stato qualcosa in più che un rapporto professionale o una semplice amicizia: non a caso, tempo fa, si vociferò di una loro relazione.

Ora, Francesca, è in carcere: nascondeva nella sua casa i soldi di Fabrizio, 1,7 milioni di euro in contanti. Quando i ladri provarono a entrarle in casa, Fabrizio le chiese al telefono se avevano sfondato il soffitto. In quel momento gli investigatori compresero che in quel controsoffitto ci fosse qualcosa che valeva la pena di essere scoperto. La Persi era terrorizzata dai ladri, e ora, quando gli investigatori le chiedono se Corona avesse debiti con qualcuno, magari un qualcuno di pericoloso, risponde di non saperlo. Eppure, secondo quanto scrive il Corsera, Francesca avrebbe parlato di un litigio tra Fabrizio e un "calabrese", in pieno centro a Milano, anche se dice di aver "sempre pensato" che fosse "a causa di una donna".

Vesuvio, terrore per 700mila persone La sfida: come sfollarle entro 72 ore

Piano Vesuvio, 700mila persone da sfollare in 72 ore



Il piano di emergenza Vesuvio sarà completato entro il mese di ottobre dalla Regione Campania. Lo ha annunciato il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca in una conferenza stampa con il capo del Dipartimento di Protezione civile Fabrizio Curcio. “Entro due settimane - ha detto De Luca -
tutti i 25 Comuni interessati, dove risiedono circa 700 mila persone ci consegneranno i piani comunali, e per la fine del mese il piano sarà completato”.

Nei 25 Comuni dell’ area vesuviana compresi nel piano di emergenza, tra i quali figura anche Napoli, vi sono 672 mila residenti, con oltre 375 mila auto interessate. “Il piano di emergenza – ha detto il responsabile della Protezione Civile, Fabrizio Curcio – non riguarda solo Sicilia e Campania, ma tutto il Paese”. Le Regioni “gemellate” con ciascuno dei 25 Comuni sono già state definite.

In caso di  eruzione del Vesuvio, il Piano si fonda sul gemellaggio tra i Comuni della zona rossa e le regioni pronte ad accogliere le popolazioni che sarebbero costrette al trasferimento. Ovviamente, non dovrebbero essere utilizzate soltanto le autostrade e le arterie di collegamento con le aree situate alla giusta distanza di sicurezza dal luogo dell’emergenza, ma anche gli scali portuali di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno. 

"Richiamate i parenti dall'estero" Ordine di Putin: pronto alla guerra

L'ordine ai funzionari: rientrate dall'estero". E' guerra?



Nuove truppe, missili e navi schierati nel Mar Nero e, approfittando del conflitto in Siria nel quale la Russia è l'attore dominante, anche nel Mediterraneo. Rifugi antiatomici che sorgono come funghi nelle principali città. E ancora sorvoli di bombardieri lungo le linee che separano i cieli internazionali da quelli dei Paesi Nato, frasi a effetto. E lo schiaffo a Hollande, dal quale Vladimir Putin ha deciso all'ultimo di non andare.

In Russia è in atto una vera e propria escalation che sta riportando il Paese alla guerra fredda. Come riporta il Corriere della Sera, il governatore di San Pietroburgo ha ordinato lunedì scorso di accumulare riserve di grano. Le autorità cittadine dovranno essere in grado di garantire a ogni abitante 300 grammi di pane per almeno 20 giorni. La settimana scorsa, in scuole e uffici di tutto il Paese si sono svolte speciali esercitazioni condotte dalla protezione civile: cosa fare in caso di attacco, dove si trovano i rifugi contro i bombardamenti e via dicendo.

Ieri, poi, diversi internet hanno riportato un ordine emesso dal Cremlino e indirizzato a parlamentari e funzionari statali perchè facciano rientrare al più presto i parenti che si dovessero trovare all'estero. Putin, insomma, mostra i muscoli. E vuol far vedere ai suoi avversari e potenziali nemici all'estero che il suo Paese è pronto dall'oggi al domani ad affrontare un conflitto nucleare, e non solo da un punto di vista strettamente bellico. Per Aleksej Venedtikov, direttore della radio indipendente Eco di Mosca, "si tratta di movimenti verso un conflitto che potrebbe iniziare anche casualmente".

Brescia, tre immigrati richiedenti asilo stuprano una 22enne

Brescia, tre immigrati richiedenti asilo stuprano una 22enne



Tre ragazzi tra i 23 e i 26 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver stuprato una 22enne, lunedì sera al parco delle Rogge di Chiari in provincia di Brescia. Ad essere fermati tre richiedenti asilo pakistani, residenti in appartamenti messi a loro disposizione dai comuni di Castelcovati e Chiari.

Secondo le prime informazioni trapelate, i tre si starebbero accusando a vicenda, ma per gli inquirenti si tratterebbe invece di una violenza di gruppo, a cui tutti avrebbero partecipato. Gli arrestati si trovano ora dietro le sbarre del carcere di Canton Mombello, in attesa dell’udienza di convalida del gip Paolo Mainardi.