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venerdì 9 settembre 2016

Trema la banca rossa, si è dimesso il capo Il mistero: quanto intascherà adesso

Trema la banca rossa, si è dimesso il capo. Il mistero su quanto intascherà ora



Fabrizio Viola lascia la guida di Mps dopo quattro anni e mezzo. Raccolta all’inizio del 2012 la pesantissima eredità lasciata dalla coppia Mussari-Vigni, conti in profondo rosso e una lunga bufera giudiziaria, firma tutti i passi di un difficile processo di risanamento e pulizia, ancora in corso: nel gennaio 2013 rettifica per 730 milioni i suoi tre principali derivati; nel giugno 2014, dopo un braccio di ferro con la Fondazione, arriva il primo aumento di capitale da 5 miliardi di euro; l’anno successivo, a giugno 2015, il secondo aumento di capitale da 3 mld.

Intanto, nel primo trimestre 2015, si registra il ritorno all’utile. A luglio 2016 arriva la maxi-cessione di sofferenze, quasi 10 mld, chiesta dalla Bce e la previsione di un nuovo aumento di capitale da 5 mld. Lo stesso Viola, in un’intervista al Sole24Ore, parla di questo passaggio come di «una svolta fondamentale nella storia degli ultimi anni; la fase finale di un lungo riassetto avviato nel 2012". Un percorso che Viola ha condiviso con il presidente della banca, Alessandro Profumo prima e Massimo Tononi poi. Proprio Tononi, dopo le prime indiscrezioni circolate sull’ipotesi di un avvicendamento al timone della banca, era intervenuto recentemente per ribadire la fiducia nel suo amministratore delegato.

Poi la decisione, condivisa con il cda, di fare un passo indietro. L’ad uscente «lascia la banca solida e in utile, con un piano, presentato al mercato lo scorso 29 luglio, che comprende una soluzione strutturale e definitiva per gli npl", ricorda il board, ringraziandolo all’unanimità "per l’alta qualità del lavoro svolto nell’interesse di Banca Monte dei Paschi di Siena, esprimendo "un forte apprezzamento per la grande competenza, la totale dedizione e trasparenza con cui ha guidato efficientemente la banca per più di quattro anni".

Fabrizio Viola, nato a Roma nel 1958 , si è laureato in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano. È stato Direttore Generale di Banca Popolare di Milano, dal settembre 2004 allo stesso mese del 2008 prima di essere nominato Amministratore Delegato della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Nella prima parte della sua carriera ha lavorato in importanti società del settore della consulenza e della finanza per poi entrare nel settore dell’ asset management, assumendo la responsabilità della gestione di alcuni fondi comuni di investimento di dimensione internazionale.

Tra le esperienze professionali più rilevanti, l’ingresso, nel 1987, nel Gruppo IMI, nell’ambito del quale è stato Direttore e responsabile del portafoglio azionario italiano delle gestioni patrimoniali private e istituzionali presso Sige. Nel 1990 entra nel Gruppo Fondiaria e, nel 1995, entra nel Gruppo Bpm, come vice direttore generale e direttore investimenti in Ges.Fi.Mi, responsabile dell’attività di asset management del Gruppo Banca Popolare di Milano.

Dopo un’esperienza di circa tre anni come Vice Direttore Generale di Banca Popolare di Vicenza, rientra nell’ottobre 2001 nel Gruppo BPM con il ruolo di Condirettore Generale e membro del Consiglio di Amministrazione di Bipiemme Gestioni Sgr. Nel 2002 assume la carica di Direttore Generale della stessa società. Dal 12 gennaio 2012 è direttore Generale di Banca Monte dei Paschi di Siena e, dal 3 maggio 2012, ricopre anche l’incarico di Amministratore Delegato dell’istituto di credito senese. Oggi l’annuncio del passo indietro.

LA LETTERA DI FELTRI A RENZI "Ti dico io che cosa stai sbagliando"

La lettera di Vittorio Feltri a Matteo Renzi: ti spiego perchè sulle pensioni sbagli tutto


di Vittorio Feltri



Illustre presidente, martedì a Porta a Porta ha parlato a lungo delle pensioni minime e molto basse, annunciando l' intenzione di aumentarle in misura tale da consentire a chi le riscuote di sopravvivere. Apprezzo i suoi buoni propositi, ma avrei da fare qualche obiezione che non ho potuto esprimere nello studio di Bruno Vespa, per il semplice motivo che vi sono entrato quando l' argomento era stato esaurito e quindi archiviato. Provvedo adesso.

Sono circa 8 milioni gli anziani che hanno diritto a un ritocco dell' assegno, oltre il 50 per cento dei pensionati. Pertanto la somma che l' Inps dovrà versare in più si aggira attorno ai 6 miliardi. Dato che le casse dell' ente sono disastrate, mi domando dove si andranno a prendere tanti quattrini. Le farei notare che le cosiddette pensioni sociali (poco meno di 450 euro mensili) sono circa 850mila e vanno a persone che nella loro vita non hanno mai versato un euro di contributi. Occorre poi aggiungere 3 milioni e mezzo di italiani che ricevono il cosiddetto minimo pur avendo pagato tasse irrisorie e pochi contributi, ma che hanno comunque diritto per legge a un assegno di sostentamento.

Infine vi sono altri 800mila vecchietti che Berlusconi gratificò con un milione di lire al mese, nel 2002, che tradotti in euro sono oggi suppergiù 638. Praticamente, coloro che introitano denaro dalla Previdenza senza aver sganciato contributi superano i 5 milioni. Un numero spaventoso.

Gente che per altro non è soggetta a trattenute Irpef, contrariamente ai pensionati regolari, cioè che hanno lavorato e pagato fior di «marchette», i quali non sono affatto esentati dalle imposte indirette. Doppia ingiustizia. Difatti, lei va ad accrescere le pensioni di chi non se le è guadagnate, ma le incamera per una questione di equità sociale, mentre non solo trascura di incrementare il reddito di chi ha arricchito le casse dell' Inps, ma continua a costringerlo a girare allo Stato i tributi richiestigli.

E qui viene il bello, anzi il brutto. La Previdenza in sostanza penalizza i lavoratori in quiescenza che l' hanno sostenuta con denaro sonante (il proprio più quello dei datori di lavoro) per agevolare soggetti che si sono sempre sottratti, volontariamente o involontariamente, all' obbligo di contribuire: disoccupati cronici, casalinghe, poveracci sfruttati da imprenditori malandrini.

Ora il discorso è semplicemente drammatico. I fondi previdenziali, costituiti col sacrificio pecuniario dei lavoratori, non vengono utilizzati per garantire esclusivamente una vecchiaia dignitosa agli stessi lavoratori, ma servono anche a finanziare le pensioni sociali, la maternità, la cassa integrazione guadagni e perfino l' acquisto di immobili (in quantità smisurata) che poi vengono assegnati, a pigione agevolata, ai soliti raccomandati. È completamente saltata la logica previdenziale originaria.

I soldi dell' Inps, caro Renzi, non possono essere impiegati per fare beneficenza alle persone bisognose, che vanno sì aiutate ma tramite l' assistenza ovvero con i capitali della fiscalità generale, non con quelli accumulati dai lavoratori attivi e contribuenti.

Ma è possibile che lei non abbia ancora capito che Previdenza e assistenza vanno separate per non danneggiare i pensionati che la pensione se la sono sudata e non viene loro regalata dal governo, bensì costituisce il rimborso delle cifre che essi hanno versato in anni e anni di lavoro? La prego. Smettiamola di considerare i vecchi a riposo un peso per lo Stato. Non lo sono. Pretendono di riavere i denari che hanno anticipato allorché sgobbavano.

giovedì 8 settembre 2016

"Regeni? È stato usato come lavagna". Torture, l'ultima abominevole scoperta

"Regeni? È stato usato come lavagna". Torture, l'ultima abominevole scoperta



Il corpo senza vita di Giulio Regeni è pieno di segni, forse lettere dell'alfabeto incise sul cadavere. Il suo corpo "usato come una lavagna": queste le parole devastanti usate della mamma Paola e dal legale della famiglia, l'avvocato Alessandra Ballerini.

Questi i risultati dall'autopsia svolta in Italia, che la Procura di Roma ha messo a disposizione dei Regeni e ha consegnato nell'aprile scorso ai magistrati egiziani. Elementi che smentirebbero, una volta di più, la tesi della rapina degenerata in omicidio ad opera della banda criminale annientata nel marzo scorso, nel blitz da cui saltarono fuori il passaporto e altri effetti personali del giovane ricercatore friulano.

I medici legali Vittorio Fineschi e Marcello Chiarotti hanno individuato sul corpo del ragazzo di Trieste sono ferite superficiali che sembrano comporre alcune lettere dell'alfabeto, apparentemente slegate tra loro, in punti diversi. Tagli e marchi che potrebbero avere un significato. Probabilmente tracciate con un coltello, o un oggetto acuminato. La più chiara è quella tracciata sulla schiena, "regione dorsale, tratto toracico, a sinistra della linea spondiloidea".

Lo sfregio all'Italia devasta Charlie: "Fai schifo". La rissa in redazione

Lo sfregio all'Italia devasta Charlie: "Fai schifo"



La vergognosa vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto che ha massacrato il centro Italia finisce per spaccare anche la redazione del settimanale satirico. A prendere carta e penna è Robert McLiam Wilson, collaboratore del Charlie, che mette nero su bianco tutto il suo disgusto per quel disegno. "Ho visto le vignette in questione per la prima volta domenica sera - premette -. Ero assente, lontano dai giornali e lontano da internet. Non avevo letto l’edizione settimanale di Charlie — perché il mondo non gira attorno a Charlie, anche se sei un articolista di Charlie. Ho acceso il computer. Ho visto la vignetta".

Dunque, l'attacco frontale: "Effettivamente si tratta di spazzatura, non c’è ombra di dubbio. Capisco che abbiano scatenato tanta rabbia e risentimento, anzi, mi meraviglio che non ci siano state reazioni più violente. Quelle vignette non hanno alcun merito, di nessun genere. Sarebbe questa la satira? Che genere di satira? Dove? In quale dettaglio? No, è uno schiaffo in faccia, una provocazione crudele e insensibile. Non raggiunge alcuno scopo qualsivoglia, politico, polemico o morale. È un gigantesco nulla, un vuoto sgradevole e inutile".

"Non conosco l’autore delle vignette, tale Felix - prosegue Wilson -. Non conosco le sue intenzioni. Voleva forse prendere di mira la mafia? In tal caso non è riuscito nel suo intento, e io non sono certo stupido". Dunque, aggiunge: "Non posso difendere questa aggressione vuota, offensiva e deplorevole. Non ho pensato alle reazioni rabbiose degli italiani, quando ho visto le vignette. La rabbia si sazia di se stessa. Ho pensato invece a tutti coloro che sono rimasti sconcertati e feriti da quelle immagini. Soprattutto quanti sono rimasti offesi".

Una presa di posizione particolare, soprattutto perché arriva dall'interno. Infatti Wilson spiega che "non parlo a nome di Charlie Hebdo, non ho il diritto di farlo". E ancora: "So bene che il protocollo in questi casi suggerisce la discrezione e serrare i ranghi a fianco dei colleghi". E poiché "difendo con tutte le mie forze il concetto di libertà di espressione", "difendo anche il mio diritto alla libertà di espressione. Se ce l'hanno loro, ce l'ho anch'io. E qui dico che sono molto dispiaciuto per quanto accaduto, e mene vergogno. Hai fatto una versa schifezza, Charlie. Ero così fiero di scrivere per te. Eppure, per nessun motivo, ti hai offeso tante persone senza alcuno scopo". Touché.

"Sparite, state muti e lontani da lui" Il Cav demolisce i big di Forza Italia

"Sparite, state muti e lontani da lui": Silvio Berlusconi demolisce i big di Forza Italia


di Salvatore Dama



«È bene che alla convention di Parisi non vadano politici o si rischia di perdere la forza innovativa del progetto, se poi in prima fila ci sono le solite facce». Silvio Berlusconi sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza a Villa Certosa. E dalla Sardegna arrivano le direttive al partito sul come organizzarsi in vista della due giorni preparata da Stefano Parisi per presentare la sua nuova "cosa" di centrodestra. Lunedì il Cavaliere ha ricevuto l' ex manager nella sua tenuta di Porto Rotondo.

La visita è stata l'occasione per fare il punto sulla conferenza programmatica che si terrà a Milano il 16 e 17 settembre. Parisi, intanto, ha esibito all' interlocutore i numeri della pre-convention di inizio mese, al Teatro San Carlo. Quattrocento partecipanti in una Milano ancora mezza vuota, senza la spinta organizzativa di un partito, vogliono dire che «la credibilità» accumulata in campagna elettorale dal candidato sindaco del centrodestra «non è andata dispersa». E che gli elettori moderati saranno anche annoiati e rintanati nell'area del non-voto, ma appena si muove qualcosa rispondono con curiosità. È vero che ai suoi tempi, ricorda Silvio con nostalgia, «si bloccavano le città e si fermava il traffico», ma lui è lui. E Parisi è Parisi. Uno che comunque sta cominciando col piede giusto. Ora l' importante, ha insistito il Cav, è non deludere questo entusiasmo. Silvio ha chiesto che alla convention del Megawatt di Milano non si presentino politici della vecchia guardia. Solo volti nuovi della politica. E questa è la direttiva che hanno avuto i dirigenti azzurri dalla Costa Smeralda: non cedere alla curiosità, né provare a mettere il cappello sull' iniziativa parisiana per finalità correntizie. Tentativi che Silvio ha già individuato e redarguito in questi giorni. Al tempo stesso all'ex premier non piace la dialettica di chi quotidianamente denigra Parisi e il suo tentativo di allargare il perimetro del centrodestra. È il solito spirito, ha criticato, «di chi tenta di difendere il proprio orticello» invece di pensare al bene del partito. E della coalizione.

Berlusconi guarda l'attualità politica dal suo osservatorio "smeraldo" e l'avvitarsi dei Cinquestelle a Roma gli suggerisce la strada da imboccare. Il "nuovo" in politica, se non cammina sulle gambe di persone preparate e capaci, va a sbattere.

Come sta succedendo nella capitale. Però l'editto berlusconiano imposto i suoi («Alla larga dal Megawatt») potrebbe non essere un assist per Parisi. Il quale teme che, se si presentassero soltanto esponenti del Ncd (hanno già confermato Maurizio Lupi e Gabriele Albertini), la sua platea apparirebbe troppo sbilanciata al centro. Mentre lui vuole dialogare con tutti. Anche con Lega e Fratelli d' Italia.

È top secret la lista di professionisti selezionati da Parisi e che l'ex direttore di Confidustria ha mostrato a Berlusconi durante l'incontro dell' altro giorno. Ma è tutta gente di livello, spiegano, che in questi anni non si sono mai avvicinati al Pdl-Forza Italia «a causa della logica esclusiva della sua classe dirigente», si è lamentato ancora il presidente azzurro. Ieri, intanto, Parisi è intervenuto alla Summer School di Confartigianato per ribadire il no al referendum e per annunciare la sua «alternativa liberare e popolare» all' anti-politica.

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"Felicità è stare al sole con l'amico", titola Chi. Il servizio fotografico raffigura Gabriel Garko in vacanza in barca con un amico a Porto Ercole (Grosseto). Della fidanzata Adua Del Vesco, impegnata sul set, nemmeno l'ombra.

“Probabilmente i due sono amici di vecchia data, perché hanno la rilassatezza e la confidenza di chi si conosce da tempo - si legge sul settimanale -. Ed evidentemente hanno anche le stesse abitudini 'marinare': prendono il sole nelle medesime posizioni, chiacchierano amabilmente, si scattano fotografie ricordo appoggiati ai parabordi come sui set fotografici delle campagne pubblicitarie”. L'attore, che evidentemente ha qualche fastidio inguinale, visti i continui movimenti nelle parti basse, in autunno sarà impegnato in teatro con lo spettacolo Odio Amleto, di Andrew Rally.

L'Aifa ritira questo farmaco dal mercato: "Difettoso". Occhio a non usarlo / Guarda

L'Aifa ritira questa medicina dal mercato, "Difetto di qualità", il farmaco vietato / Foto



Ritirato un farmaco per diabetici. L'agenzia italiana del farmaco ha comunicato il ritiro a scopo precauzionale di 3 lotti di GlucaGen© HypoKit, un farmaco per il trattamento di episodi di ipoglicemia grave da utilizzarsi in pazienti diabetici in caso di perdita di coscienza e di incapacità di assunzione di una fonte di zucchero. Lo ha annunciato Aifa in seguito a una notifica di allerta diramata a livello europeo. L'azienda Novo Nordisk A/S aveva segnalato un difetto di qualità: un minimo numero di aghi (lo 0,006% pari a 1 ago ogni 16.666 siringhe) in alcuni lotti sono risultati distaccati dalla siringa contenuta nella confezione. In Italia, i lotti coinvolti sono: FS6X16631/05/2018; FS6X59331/08/2018; FS6Y02531/10/2018. Chi usa questo farmaco deve verificare il numero di lotto e restituire il prodotto in farmacia.  L'Aifa ha comunque precisato che i pazienti interessati dalla restituzione del farmaco ritirato riceveranno in cambio un'altra confezione.