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sabato 14 maggio 2016

"Donne-prete? Affonda la Chiesa" Socci attacca: "Il suicidio del Papa"

"Donne-prete? Affonda la Chiesa". Socci attacca: "Il suicidio del Papa"


di Antonio Socci



In una recente conferenza in Spagna, il card. Gerhard Müller, custode della dottrina cattolica, cercando di mettere una toppa sulle esplosive trovate eterodosse dell’Amoris laetitia di Bergoglio, ha affermato che nessun papa può cambiare la dottrina sui sacramenti istituiti da Cristo.

Poi Müller ha spiegato la loro centralità: «Sant'Agostino ha visto nell'economia sacramentale della Chiesa l’architettura fondamentale dell’arca di Noè, che è il corpo di Cristo, con il battesimo come grande porta. La Chiesa può navigare perché il suo guscio e la sua alberatura hanno la forma di questo amore di Gesù, comunicato nei sacramenti».

Eppure proprio contro i sacramenti si è scatenata l’opera demolitrice di papa Bergoglio che rischia di far affondare la nave. 

Quelli più colpiti - con atti ufficiali - sono stati i sacramenti del matrimonio, dell’eucaristia e della confessione (insieme con un paio di Comandamenti). Ma anche il battesimo - con artiglieria minore - è stato bersagliato.

Ora è arrivato il momento di colpire il sacerdozio e Bergoglio lo fa in diversi modi. Anzitutto c’è il simbolico linguaggio dei gesti.

Per esempio, il papa argentino non ha mai voluto celebrare la “Messa in coena Domini” in Laterano col clero romano. 

Era tradizione dei papi lavare i piedi a dodici preti romani perché il giovedì santo si fa memoria dell’istituzione dei sacramenti dell’eucaristia e dell’ordine sacerdotale, connessi l’uno all'altro.

Invece i giovedì santi bergogliani sono stati dedicati alla lavanda dei piedi di immigrati di tutte le religioni da parte del papa (sempre in favore di telecamera).

Poi c’è la delegittimazione del celibato ecclesiastico, a proposito del quale Bergoglio ebbe a dire: «Non essendo un dogma di fede, c’è sempre la porta aperta».

Ma c’è pure chi spinge per l’ordinazione delle donne.

Su questo Bergoglio sa che la strada gli è sbarrata dalla Lettera Apostolica “Ordinatio Sacerdotalis” di Giovanni Paolo II che - in continuità con tutto il magistero della Chiesa - ha definito “infallibilmente” l’esclusività maschile dell’ordinazione.

Può forse essere aggirata con il diaconato alle donne? Ieri qualcuno deve averlo pensato leggendo i siti dei giornali di tutto il mondo che annunciavano “il papa apre alle donne diacono”.

Bergoglio vuole istituire una Commissione per studiare la cosa. Ma dovrebbe sapere che una tale “commissione” c’è già stata e lavorò per dieci anni, pubblicando le conclusioni nel 2003. Dunque non c’è più nulla da chiarire e studiare.

Il professor Roberto De Mattei, storico della Chiesa, spiega: «Fin dalle origini la gerarchia apostolica istituita da Gesù Cristo ebbe tre gradi: diaconi, presbiteri e vescovi. Questo ministero ecclesiastico è di diritto divino e ha natura sacramentale. Fin dall’inizio la partecipazione a questo ministero fu riservata ai soli battezzati maschi. Le cosiddette “diaconesse” dei primi secoli non ricevevano alcuna ordinazione sacramentale, e non avevano niente a che fare con questa sacra gerarchia, come spiega sant’Epifanio, nel suo Panarion, e san Tommaso nella Summa Theologica». Dunque da sempre “la tradizione e la prassi” della Chiesa sono chiare e univoche.

De Mattei aggiunge: «Nei primi secoli della Chiesa furono gli eretici (gnostici, marcioniti, montanisti) ad inserire le donne nella gerarchia ecclesiastica, ammettendole ai compiti del predicatore o del sacerdote. A questi eretici i Padri della Chiesa hanno sempre opposto il comportamento di Gesù che scelse gli Apostoli solo tra gli uomini e non affidò a Maria alcun ministero all’interno della Chiesa, pur costituendone Ella il cuore. Infatti, come afferma papa Innocenzo III, “anche se la beatissima Vergine Maria si trova in un grado più alto ed è più di tutti gli apostoli messi insieme, il Signore non ha affidato a lei, ma agli apostoli, le chiavi del regno”».

Ma qual è allora il senso di questa nuova “apertura” di Bergoglio? Semplice. Fino a Benedetto XVI la Chiesa è stata un ostacolo (katéchon) per certi poteri mondani. Chi ha spinto per “dimissionare” Benedetto e lanciare Bergoglio vuole omologare la Chiesa al mondo, diluendola nell’ideologia dominante.

Bergoglio dice che tale “adeguamento” serve per permettere alla fede cristiana di raggiungere gli uomini moderni. Ma i fatti dimostrano l’esatto contrario, dicono che è un suicidio.

Le confessioni protestanti che sono andate in questa direzione modernista sono alla canna del gas, ormai irrilevanti e inesistenti.

Al contrario - come ha rilevato il sociologo americano Rodney Stark - dove e quando si propone una vita cristiana impegnativa e rigorosa, con una forte connotazione ideale, fedele al Vangelo, si ha una risposta (anche vocazionale) straordinaria.

La strada da intraprendere per la Chiesa sarebbe dunque chiara. Ma la via scelta da Bergoglio è invece quella della resa alle ideologie mondane.

Egli imita le confessioni protestanti con cui - peraltro - Bergoglio prospetta una specie di ricongiungimento nel 2017, in occasione dei 500 anni dal devastante scisma luterano.

Anche la scelta bergogliana di abbandonare e rinnegare tutte le battaglie pubbliche sui “principi non negoziabili” ha questa ragione: non ostacolare l'ideologia e i poteri dominanti. Per questo Bergoglio ha (mal)trattato con gelido disprezzo il Family day e la recente “Marcia per la vita”.

Egli preferisce loro il Centro sociale Leoncavallo e cavalca le battaglie “politically correct” amplificate dai media: immigrati, ecologia, riscaldamento globale, ecumenismo.

Il caso della recente legge sulle unioni gay è emblematico. A vararla è stato il trio Renzi-Boschi-Alfano, cioè tre “cattolici”.

Nessuno di loro - se non altro per motivi di bottega elettorale - avrebbe firmato un'operazione simile avendo contro la Chiesa. Con Benedetto XVI, per capirci, non sarebbe accaduto.

Invece da Bergoglio hanno avuto rassicurazioni: egli disse che su queste materie “io non m'immischio” (mentre però s'immischiava nelle presidenziali americane bombardando Trump per il tema dell'emigrazione).

Poi il sì bergogliano alle unioni gay è stato addirittura messo nero su bianco in quella “Amoris laetitia” che è un vero manifesto per la demolizione della Chiesa.

Leggere per credere: «Dobbiamo riconoscere la grande varietà di situazioni familiari che possono offrire una certa regola di vita, ma le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio». (n. 52)

Attenzione alla furbizia gesuitica. Solo in apparenza qua si nega il riconoscimento. In realtà queste parole implicano: (1) che «le unioni omosessuali» fanno parte della «grande varietà di situazioni familiari» da «riconoscere» (fino a ieri la Chiesa affermava che esiste una sola famiglia); (2) che «le unioni dello stesso sesso» offrono una «certa regola di vita (stabilità)» e (3) che «le unioni omosessuali» possono essere «equiparate» al matrimonio, però non in maniera «semplicistica»: con qualche finzione.

È precisamente quanto fa la legge appena approvata, che di fatto equipare le unioni gay al matrimonio senza dirlo ufficialmente. 

Mons. Galantino ha finto una “protesta”, ma - attenzione - sul metodo di approvazione, non sul merito. Era un modo per salvare le apparenze di fronte ai cattolici, come ha scritto Marcello Sorgi sulla Stampa. La solita furbatella bergogliana.

Chi ha capito benissimo che con Bergoglio ci troviamo davanti a un’ “altra Chiesa” (non più cattolica) è Emma Bonino che dichiara: «Questa Chiesa non ha nulla a che vedere con la veemenza intrusiva di Ruini». E infatti il titolo della sua intervista sulla Stampa è: «Ora avanti con eutanasia, cannabis, cittadinanza e asilo». Bergoglio e la “sua” chiesa non saranno certo d’ostacolo. I papi per duemila anni hanno detto di seguire l’esempio dei santi, ma invece il “papa argentino” di recente ha indicato proprio la Bonino e Napolitano come i «grandi italiani» da ammirare.

Il bollettino ufficiale su Schumacher "Come sta davvero". Cattive notizie

Schumacher, il bollettino ufficiale: "Ecco come sta". Non sono buone notizie


Nuove indiscrezioni sulle reali condizioni di salute di Michael Schumacher. Recentemente erano trapelate voci relative a un repentino peggioramento, riferite da una fonte statunitense citata dal News Every Day. Voci secondo le quali la vita del sette volte campione del mondo era appesa a un filo. Dopo un silenzio durato parecchi giorni, arrivano notizie da fonti ufficiali, questa volta citate dal quotidiano spagnolo Marca: "Come riportato da fonti ufficiali - si legge - l’ex pilota tedesco versa nella stessa situazione degli ultimi mesi, senza significativi progressi, in una condizione delicata e tenuta sotto stretta osservazione, ma non critica”. Nessun peggioramento, ma neppure alcun miglioramento.

La manager dell'ex ferrarista, Sabine Kehm, nell'ultimo aggiornamento sulle condizioni di salute che aveva diffuso, non aveva parlato di repentini peggioramenti. Da quel momento, come detto, la Kehm si è trincerata in un impenetrabile silenzio. Le ragioni dello scarso filtrare di notizie ufficiali, per inciso, la manager lo ha recentemente spiegato, sottolineando come la sua condotta rispecchi i desideri di Schmacher: prima dell'incidente di Meribel, infatti, le disse di "voler sparire dai riflettori dell'opinione pubblica" una volta terminata la carriera in Formula 1.

Strage Thyssen, condanne confermate Cassazione, la decisione sui 6 imputati

Strage Thyssen, condanne confermate: Cassazione, la decisione sui 6 imputati



La Cassazione ha reso definitive le sei condanne nell’ambito del processo per il rogo alla Thyssen Krupp che nel 2007 fece sette vittime. Si tratta dei sei dirigenti dell’acciaieria processati a Torino: l’amministratore delegato di Thyssen, Harald Espenhahn, i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz, il membro del comitato esecutivo dell’azienda Daniele Moroni, l’ex direttore dello stabilimento Raffaele Salerno e il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri condannati per omicidio colposo. I familiari delle vittime, subito dopo la conferma della condanna, hanno affermato che "giustizia è stata fatta".

Nel processo d’appello bis, che si è chiuso il 29 maggio 2015, le pene sono state ridotte. Espenhahn è stato condannato a nove anni e otto mesi, con uno sconto di due mesi; Pucci e Priegnitz a sei anni e dieci mesi (sette anni), Moroni a sette anni e sei mesi (nove anni), Salerno a otto anni e sei mesi (pena ridotta di due mesi), Cafueri a sei anni e otto mesi (otto anni). La Procura di piazza Cavour in mattinata aveva chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo Thyssen, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per riconsiderare il no alle attenuanti per quattro degli imputati.

Arrestato il ginecologo Antinori L'accusa gravissima: a una paziente...

Grossi guai per Antinori: polizia nella clinica. L'accusa gravissima: che cosa ha rubato


Nell’aprile scorso, all’interno della clinica, con la complicità di alcune collaboratrici, avrebbe espiantato alcuni gameti da una giovane spagnola, di 24 anni, contro la sua volontà. È questa l’accusa alla base dell’arresto del ginecologo Severino Antinori, nei cui confronti i carabinieri del Nas di Milano hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari per i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.

In particolare, a quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazza, sottoposta a una cura ormonale fatta passare per una terapia per il trattamento di una cisti ovarica, ha riferito di essere stata immobilizzata, anestetizzata e costretta a subire un’asportazione di ovuli, nonché privata del proprio telefono cellulare, per impedirle di chiedere aiuto.

La donna, al risveglio dall’anestesia, approfittando della distrazione del personale infermieristico, è riuscita però a raggiungere un  telefono della clinica e a chiamare, di nascosto e in lacrime, il 112. Agli agenti però non aveva saputo chiarire cosa le era successo perché si esprimeva solo in spagnolo. La giovane è stata quindi riaccompagnata nel suo albergo, poco distante. Dopo solo poche ore, però, si è sentita male e il personale dell’hotel ha richiesto l’intervento del 118. La donna è stata trasportata presso la Clinica Mangiagalli, dove, ai medici e alle operatrici del Soccorso Violenza Sessuale, grazie all’aiuto di un interprete, è riuscita finalmente a spiegare cosa era successo.

Gli accertamenti condotti presso la Clinica hanno confermato, riferiscono gli inquirenti, l’intervento di prelievo ovocitario e uno stato psicologico prostrato dal trattamento subito e dall’angoscia per l’impiego degli ovuli prelevati in operazioni di fecondazione assistita a favore di terzi. Una accurata visita medico legale, inoltre, rilevava la presenza di ecchimosi sul corpo, compatibili con le manovre di immobilizzazione per l’anestesia forzata.

La ragazza, nelle ore successive, è stata sentita come testimone, prima da personale del Nas, poi dai magistrati, ai quali ha confermato il racconto reso in Mangiagalli. La giovane ha poi presentato una formale denuncia nei confronti di Antinori e del personale della Matris. Nei giorni scorsi è stata eseguita la perquisizione della Clinica, in via dei Gracchi, in centro a Milano.

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 6 embrioni, derivati dalla fecondazione degli ovociti prelevati alla persona offesa e destinati, secondo l’accusa, a essere impiantati il giorno successivo a pazienti di Antinori. È stata inoltre sequestrata documentazione sanitaria, tra cui i moduli di consenso informato, firmati dalla ragazza. Quest’ultima però non avrebbe riconosciuto come sue le firme appostate che, sostengono gli inquirenti, "appaiono in effetti significativamente difformi rispetto a quelle sicuramente riconducibili alla medesima".

venerdì 13 maggio 2016

Caivano (Na): Intervista al Consigliere comunale Antonio Angelino (PD)

Caivano (Na): Intervista al Consigliere Antonio Angelino (PD)


di Gaetano Daniele

Antonio Angelino
Consigliere comunale (PD)

Consigliere Angelino, Bilancio. Il Sindaco Monopoli si lava le mani e scarica le responsabilità al commissario ad Acta, secondo lei perchè?

Caro Direttore il perché è lampante, lo dissi proprio all'inizio di questa consiliatura che ci trovavamo di fronte ad un'amministrazione di dilettanti allo sbaraglio e purtroppo per Caivano non mi sbagliavo. Scaricabarile costante e deleghe di responsabilità sono all'ordine del giorno con Monopoli e quindi la totale incapacità amministrativa si traduce nell'arrivo del commissario ad acta per votare un bilancio che nemmeno la giunta tecnica di alto profilo si è sentita di votare, d'altronde se al riaccertamento di giugno le deleghe al bilancio le aveva lo stesso "primo cittadino" non potevamo aspettarci cose diverse. 

Consigliere Angelino, gara rifiuti, a che punto siamo.

Sui rifiuti tocca una nota dolente, tanto clamore, tanti soldi pubblici sprecati per annunciare finalmente la gara europea, e poi ?? È di oggi la notizia di un ulteriore proroga di 2 mesi. D'altronde non vedo orizzonte differente, soprattutto alla luce del mancato rateizzo trentennale, che costringe il paese a spalmare i debiti nei solo 4 anni di durata del mandato elettorale, a questo punto una gara europea di 30 milioni per 5 anni, verrebbe a costare circa 6 milioni all'anno a bilancio e considerata la situazione in cui questa maggioranza ci ha trascinato, non penso ci saranno le possibilità di affidare la gara.

Consigliere Angelino, mensa scolastica, cosa sta facendo Monopoli per tutelare le fasce deboli?

Sulla mensa, dopo il nostro puntuale intervento in consiglio comunale che ha di fatto interrotto una consuetudine assurda fatta di proroghe ritenute anche dall'ANAC illegittime, stiamo lavorando all'interno della IV commissione per portare una proposta più equa, a garanzia delle fasce deboli. La discussione è ancora aperta ed anche il settore sembra ben predisposto ad attuare gli indirizzi. Spero non si paghino anche su questo tema, le tragiche conseguenze di questa approvazione del bilancio, che da tanto ormai aspettiamo.

Consigliere Angelino, che rapporto ha con Giovanni De Cicco, responsabile di napolimetropoli, julie news e addetto Stampa del Sindaco Monopoli?

Ho un buon rapporto con De Cicco, anche se devo dire lo apprezzo molto di più quando svolge il suo ruolo di portavoce istituzionale del sindaco ed un po meno quando si diverte a prendere parola anche in sostituzione di vari consiglieri di maggioranza, guarda caso spietati oratori e sofisti da web e silenti spettatori in consiglio comunale. Ma abbiamo imparato che la "politica" a Caivano è anche questa è quindi ne prendiamo atto, dal punto di vista personale invece nulla da dire, credo e spero solo stima e rispetto reciproco.

Dona il tuo 5x1000 Cosa aspetti fai battere un Cuore

Dona il tuo 5x1000 Cosa aspetti fai battere un Cuore



Un gesto che non ti costa nulla. Con la dichiarazione dei redditi è possibile destinare il 5x1000 dell'IRPEF all'Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo: un gesto che non ti costa nulla ma di grande valore sociale e umanitario. 

Per salvare un bambino cardiopatico è sufficiente apporre la tua firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute...”. e scrivere il numero di codice fiscale dell'Associazione: 97134220157

Grazie a te i nostri volontari - medici, chirurghi, infermieri... - potranno infatti partire ogni mese in missione e salvare tutti i bambini malati di cuore che non avrebbero speranza di vita perché nati in un Paese povero. Visita il sito: www.bambinicardiopatici.it

Ecco i quattro segnali per capire se i vostri figli sono stati abusati

Abusi sessuali sui minori, i 4 segnali per capire se vostro figlio ha subito violenze



Capire se un minore ha subito un abuso sessuale è impresa difficile, anche per un pediatra. Tuttavia ci sono segnali-spia che devono far alzare il livello di allerta. A spiegarli è il professor Pietro Ferrara, docente alla Cattolica-Campus Biomedico di Roma, intervistato dal Giorno. Si parte però con un'accusa al sistema scientifico italiano: "Il pediatra è al centro di un sistema inadeguato ad affrontare e riconoscere i segnali dell'abuso - spiega Ferrara, referente per l'abuso e maltrattamento della Società italiana di pediatria. Negli Stati Uniti ad esempio c'è una specializzazione di tre anni in child abuse. Questo progetto è un primo passo molto importante per l'Italia".

I quattro segnali - Per riconoscere i segni di possibili violenze, dunque, occorre lavorare d'intuito: "È un problema ad alto indice di occultamento, perché spesso non ci sono segni evidenti da cercare, come può essere nel caso di una polmonite. Dobbiamo fare attenzione ad altri fattori comportamentali attraverso i quali il bambino esplicita il suo disagio. E poi dobbiamo osservare i genitori". "Ci sono segnali spia - prosegue Ferrara -. Per esempio, il tempo intercorso tra l'avvenimento di un trauma e il ricorso all'ospedale. Oppure i racconti inverosimili o incongrui fra i genitori o le persone che accompagnano il bambino dal medico. Osservare poi l'atteggiamento del minore che, se grandicello può essere condizionato dai genitori su quello che deve o non deve dire". Un esempio? "Il caso di un bambino con un femore rotto: se ha meno di diciotto mesi è davvero strano. Oppure: noi medici possiamo datare le ecchimosi in base al colore. Se ci viene raccontato che un bambino è caduto il giorno prima e vediamo lividi gialli, c'è qualcosa di strano, perché di solito i lividi di quel colore risalgono a diversi giorni prima". 

L'unica soluzione - Un consiglio ai pediatri? Stare più vicino alle famiglie: "Molte situazioni di maltrattamento e abuso si possono comprendere se si cerca di inquadrare il contesto, cercando di intuire i fattori di rischio. Io dico sempre che gli abusi sono l'unica patologia in cui abbiamo la famiglia contro. Per questo è difficile intervenire senza gli strumenti giusti per aiutare i minori. Ma si potrebbe dire lo stesso per i disabili. Sono in aumento anche gli abusi ai danni delle persone con disabilità, che spesso hanno ancora più problemi a esprimere la loro sofferenza rispetto a un bambino. Eppure a volte ematomi, graffi e lesioni sono molto sospette".