Visualizzazioni totali

giovedì 28 aprile 2016

Diocesi di Aversa: Pubblicato il Decreto che riconosce le virtù eroiche del Venerabile P. Sosio Del Prete

Diocesi di Aversa: Pubblicato il Decreto che riconosce le virtù eroiche del Venerabile P. Sosio Del Prete


a cura di Gaetano Daniele


Mons. Angelo Spinillo
Vescovo di Aversa

La Diocesi di Aversa, con viva gratitudine al Signore e alla Santa Chiesa, apprende ieri, 27 aprile 2016, dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, che il Santo Padre Francesco, in data 26 aprile 2016 ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto che riconosce le “virtù eroiche” del Servo di Dio P. Sosio Del Prete, Sacerdote professo dell’ordine dei Frati Minori e fondatore della congregazione delle suore “Piccole Ancelle di Cristo Re”.

Il venerabile P. Sosio Del Prete, nacque in Frattamaggiore il 28 dicembre 1885 e fu battezzato con  il nome Vincenzo. Nel prendere l’abito francescano, il 28 novembre 1901, cambiò il suo nome con quello del Santo Patrono della Parrocchia in cui era stato battezzato. Compiuto il percorso di studi e di formazione, fu ordinato sacerdote il 10 marzo 1910. 

Nello stile proprio della fraternità e dell’obbedienza francescana ha vissuto in diversi conventi della Provincia Napoletana sviluppando una sempre vitale e fedele azione di animazione della spiritualità e della carità verso i confratelli della comunità e verso i poveri e i piccoli che chiamava “le pupille degli occhi di Dio”.

Proprio per rispondere alle tante domande di carità spirituale e materiale che venivano dalle difficili  situazioni in cui viveva tanta gente anche in conseguenza delle due guerre mondiali, in collaborazione con Suor Antonietta Giugliano, già agli inizi degli anni ’30 del XX secolo, fondò la congregazione delle suore “Piccole Ancelle di Cristo Re”. 

Il Venerabile P. Sosio Del Prete muore in Afragola il 27 gennaio 1952, nella’attesa della beata risurrezione, il suo corpo riposa nella cappella della casa-madre dell’Istituto delle “Piccole Ancelle di Cristo Re” in Afragola (Na).      

Napoli: Emilio Fede consegna la tessera di giornalista all'ex Sindaco Pippo Papaccioli

Napoli: Emilio Fede consegna la tessera di giornalista all'ex Sindaco Pippo Papaccioli


di Vincenzo Pecoraro



Ieri mattina a Napoli, presso l’odg Campania, alla presenza dei vertici dell’organismo, tra i quali Mimmo De Falco e Salvatore Campitiello, sono stati consegnati i tesserini di giornalisti pubblicisti a Neo 28 colleghi, tra questi 4 salernitani - Luca Guerrasio di Scafati (mensile Albatros); Letizia Marilina di Albanella (Stile TV) Chiara Pannella di Pagani (Telenuova) e Valentino Brizzi. E’ arrivato, appositamente da Milano, l’ex direttore del Tg1 e Tg4 Emilio Fede, accompagnato dal direttore del Roma, Antonio Sasso, per consegnare personalmente il tesserino di giornalista pubblicista a due suoi amici di vecchia data. Fede ha consegnato la tessera marrone, a Giuseppe Papaccioli ex sindaco di Caivano e famoso giocatore di Basket, medico cardiologo, dirigente Asl, noto alle cronache per aver salvato la vita ad una Convention a Montecatini (causa malore) all'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e a Valentino Di Brizzi, presidente degli industriali del Vallo di Diano, nonché vice coordinatore provinciale di Forza Italia.  A loro dico di usare la stessa coerenza, che hanno usato in politica, anche nel campo del giornalismo. È di essere sempre disponibile e presenti anche alle 2 di notte. Il vero giornalismo si fa cosi.” Le parole di Emilio Fede sono state apprezzate da tutti i presenti, tra cui Federica Arcieri, giovane collega di un emittente di Giugliano, che unitamente agli altri neo pubblicisti si sono voluti far fotografare con Fede. Quest’ultimo ha poi parlato della Pascale, di Mara Carfagna e soprattutto ha parlato molto bene di Vincenzo De Luca, che come sindaco di Salerno “ha cambiato la città realizzando opere importanti che gli altri non hanno saputo fare”. Sulla stessa linea anche Valentino Di Brizzi, sostenendo che Salerno è diventata una città Europea grazie al lavoro svolto dall’attuale governatore della Campania. “Auguriamo ora che le stesse cose fatto per Salerno, siano fatto anche in ambito regionale, cosi da rendere la Campania una regione fiorente dal punto di vista economico, sociale e culturale.

"Vi mostro la prova della sua truffa" Feltri scatenato, Renzi massacrato

"Vi mostro la prova della sua truffa": Feltri scatenato, Renzi massacrato



Vittorio Feltri contro Matteo Renzi. O meglio, contro il referendum costituzionale del prossimo ottobre, una consultazione da azzeccagarbugli. Il direttore, su Il Giornale, ricorda che "non è vero che le riforme in esame aboliscano il biacameralismo perfetto (...). Si limitano a complicarne la struttura, a renderla un labirinto di idiozie". Dunque il dito puntato contro la consultazione: "Domanda, che senso ha chiedere un parere alla gente sulla base di interrogativi che essa non è in grado di decriptare?". Dunque la risposta: "Trattasi di imbroglio, altro che democrazia trasparente". Feltri, insomma, smaschera il premier: "Al referendum confermativo dovremo pronunciarci su un quesito complicato persino per gli esperti. La solita manipolazione per coprire una riforma assurda".

Prince, clamoroso: ecco di cosa è morto La malattia segreta e il rifiuto delle cure

Prince, clamoroso: ecco di cosa è morto. La malattia segreta e il rifiuto delle cure



Prince aveva l'Aids e gli era stato diagnosticato sei mesi prima di morire. Stando a quanto riportato dal National Enquired il cantante, trovato morto lo scorso 21 aprile, avrebbe rifiutato di sottoporsi ad adeguate cure mediche perché pensava che Dio, con le preghiere, lo salvasse. L'autore di Purple Rain era testimone di Geova e aveva contratto l'Hiv negli anni Novanta ma avrebbe sviluppato l'Aids solo sei mesi fa.

Prince è stato trovata morto all'interno dell’ascensore della sua residenza di Pasley Park e secondo una fonte dell'Enquired i medici avrebbero detto che negli ultimi tempi era molto deperito: "Pesava poco più di 36 chili, aveva carenze di ferro ed era molto debole e spesso disorientato".

Berlusconi fa fuori Bertolaso: ritirato Clamorosa scelta: "Chi appoggio ora"

Berlusconi fa fuori Bertolaso: ritirato. Clamorosa scelta: "Chi appoggio ora"



Guido Bertolaso, addio: il candidato più tribolato nella storia recente del centrodestra fa un passo indietro. Non correrà per la poltrona di sindaco di Roma. Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli, ha deciso: si schiera con Alfio Marchini. Un ulteriore, e previsto, schiaffo a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, sferrato al termine di una ennesime mattinata di passione. Secondo indiscrezioni di stampa, la proverbiale goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbero state le parole dell'ormai ex candidato Bertolaso, che al Corrierelive ha detto che, in caso di sconfitta, si sarebbe speso come assessore del piddino Giachetti o della grillina Raggi. "Questa situazione è diventata insostenibile. Così non possiamo più andare avanti", si sarebbe sfogato Berlusconi prima di silurare Bertolaso.

Da Palazzo Grazioli fonti azzurre hanno spiegato che "la candidatura di Bertolaso è al capolinea" (e lo stesso ex candidato, negli ultimi gironi, ha lasciato intendere di non avere intenzione di proseguire la corsa). A remargli contro, su tutti, la corrente capeggiata da Giovanni Toti, nella quale figurano anche Paolo Romani, la Gelmini e Gasparri. Nelle ultime ore, però, a loro si sarebbe aggiunto anche il sostegno di Maria Rosaria Rossi, vicinissima al Cavaliere. La richiesta, però, era quella di appoggiare la Meloni. Un diktat al quale il Cavaliere non ha voluto piegarsi: non poteva darla vinta a Giorgia e Matteo Salvini. Ma per vincere, Bertolaso andava "eliminato": meglio, dunque, convergere su Marchini, quella che era la prima scelta del leader di Forza Italia (la cui investitura fu però fermata dal no della Meloni). Secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stato Gianni Letta a non cedere di un millimetro: a più riprese ha ribadito al Cav il suo "no" alla Meloni, sostenendo che fosse meglio prendere le distanze dall'asse Lega Nord-Fratelli d'Italia.

Da questa data la frontiera sarà blindata Lo strappo, l'Austria ci controllerà in casa

Da questa data la frontiera sarà blindata. Lo strappo, così l'Austria ci controllerà in casa



L’Austria mette in pratica quanto annunciato negli ultimi mesi. Con molta probabilità dal primo giugno al valico di frontiera con l’Italia di passo Brennero inizieranno i controlli sulle persone al fine di impedire l’ingresso illegale in territorio austriaco dei migranti in arrivo dall’Italia. La barriera che avrà uno sviluppo di circa 400 metri. Quattro saranno i punti per il controllo, più quello sui treni. Le autorità austriache auspicano di poter iniziare i controlli sui convogli internazionali già in territorio italiano. Sarà chiesto all’Italia se i poliziotti austriaci potranno salire sui treni già alla stazione di Fortezza. Il direttore della polizia del Tirolo Helmut Tomac ha ribadito il possibile intervento dell’esercito e che complessivamente saranno impegnati oltre 250 agenti per i controlli alla frontiera. Lo stesso Tomac ha aggiunto che se l’Italia non dovesse consentire ai poliziotti di salire sul treno già a Fortezza, sarà istituita una fermata obbligatoria per tutti i treni a Steinach causando così pesanti ritardi. Per quanto concerne i controlli stradali, il dispositivo in autostrada scatterà subito dopo la galleria (in territorio italiano) che collega l’Italia con l’Austria. Il traffico sarà fatto rallentare fino ad una velocità massima di 30 chilometri orari e, a sua volta, incanalato su quattro corsie, due per le autovetture e moto, altrettanti per i mezzi pesanti. La polizia austriaca al confine controllerà le persone e, quelle ritenute «sospette», saranno deviate nella vicina area predisposta all’identificazione. Nei pressi dell’area di servizio Rosenberger saranno allestiti due spazi per i controlli su autovetture e uno per i mezzi pesanti. Sula strada statale il controllo sarà unico

"Terroristi nelle case degli italiani" Allarme 007 Usa: dove sono i covi

Allarme attentati in Italia: arrivano gli 007 statunitensi



Gli 007 statunitensi sbarcano in Italia. 40 agenti dell’intelligence americana sono arrivati nel nostro Paese nelle ultime settimane. Lo scopo? “Mappare” i luoghi in cui si trovano profughi e migranti musulmani, dai centri di accoglienza alle moschee, passando per case occupate e associazioni. La paura degli Usa è che, tra i rifugiati, possano nascondersi potenziali jihadisti. L’Italia è a rischio attentati e i servizi segreti americani devono proteggere le loro basi militari, gli interessi economici e i cittadini americani. L’allarme è stato lanciato ieri dal direttore della National intelligence americana, James Clapper: nella nostra penisola, in Gran Bretagna e Germania – scrive il quotidiano romano Il Tempo - esiste un rischio attentati simile a quelli che hanno colpito Parigi e Bruxelles, a causa della presenza di cellule dormienti dell'Isis pronte ad attivarsi.

Alla ricerca di queste cellule, gli 007 passeranno al setaccio tutti i luoghi in cui vivono i migranti: immobili, centri di accoglienza, ricoveri, occupazioni abusive, moschee (ufficiali e non) e associazioni umanitarie. A complicare l’operazione, è il ricambio continuo: spesso i migranti sono solo in transito per l’Italia e si fermano in un posto solo per pochi giorni. I flussi migratori che attraversano il nostro Paese impensieriscono anche il capo della Polizia, Alessandro Pansa, che ieri, durante la sua audizione al Copasir, ha spiegato come il loro intensificarsi abbia spinto le forze di polizia a maggiori controlli alle frontiere e a rafforzare la collaborazione con i Paesi toccati dagli stessi flussi. 98 è il conteggio aggiornato dei foreign fighters partiti dall’Italia, ha precisato Pansa.

Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), non vuole che si creano allarmismi: "Si tratta di un warning generico, privo di riscontri concreti. Del resto tutti i Paesi dell'Occidente sono potenzialmente nel mirino dei terroristi, ed è facile che anche l'Italia lo sia. È necessario essere realisti e confrontarsi con il tema: è giusto portare all'attenzione dei cittadini eventuali criticità ma è altrettanto corretto non generare paure inutili". "Il capo della polizia ha fatto una ricognizione della minaccia terroristica - ha rassicurato Stucchi - e assicurato che tutte le segnalazioni vengono vagliate con estrema attenzione e che c'è un attento monitoraggio di possibili collegamenti con terroristi di altri Paesi di chi sta in Italia e anche di chi fa attività di propaganda e proselitismo".