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martedì 26 aprile 2016

Un'altra bomba sul Pd di Renzi Il big indagato per camorra / Foto

Un'altra bomba sul Pd di Renzi: il super-big indagato per camorra / Foto


Un'altro disastro in casa Pd: secondo quanto si è appreso, sarebbe indagato il presidente del Pd in Campania e consigliere regionale, Stefano Graziano. Il politico di spicco sarebbe finito nel mirino nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, che ha portato all'esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare: i carabinieri hanno disposto perquisizioni a Roma e Teverola, provincia di Caserta; tra i luoghi setacciati la casa di Stefano Graziano. Nell'indagine è coinvolgo anche l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro.

Secondo le prime notizie, l'ipotesi di reato formulata nel decreto di perquisizione nei confronti di Graziano è quella di concorso esterno in associazione camorristica. Al vaglio degli inquirenti, tra l'altro, ci sarebbe il presunto appoggio alla sua elezione da parte dell'imprenditore della ristorazione Alessandro Zagaria, finito in manette oggi nell'ambito della medesima inchiesta. Insieme a Di Muro, finito in cella, i carabinieri e i finanzieri hanno arrestato anche Roberto Di Tommaso, funzionario del Comune casertano, per il quale il gip di Napoli ha disposto i domiciliari.

Nel dettaglio, l'inchiesta riguarda l’appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti, immobile situato in via Roberto D’Angiò confiscato al padre dello stesso primo cittadino, Di Muro. La gara, che negli anni ha subito vari rallentamenti, secondo l’ipotesi accusatoria della Dda di Napoli, sarebbe stata vinta da un raggruppamento di imprese ritenuto vicino al clan guidato da Michele Zagaria. Già nel luglio 2015 l’ex sindaco, in carica fino a pochi mesi fa, fu oggetto di una perquisizione. Nell'inchiesta, secondo le indiscrezioni, la figura chiave sarebbe proprio Alessandro Zagari: l'imprenditore è ritenuto l'anello di congiunzione tra l'amministrazione e il clan guidato dal boss dei casalesi, soltanto omonimo, Michele Zagaria.

Caivano (Na): Video / 25 Aprile Monopoli ricorda i caduti Le opposizioni gli ricordano Casa Pound

Caivano (Na): 25 Aprile, Monopoli ricorda i caduti Le opposizioni gli ricordano Casa Pound E'scontro sul web


di Gaetano Daniele



Nessuna tregua neppure il 25 Aprile. E' scontro aperto tra il Sindaco Monopoli e le opposizioni. I democratici attaccano il primo cittadino accusandolo di essere fascista. Ma Monopoli non ci sta e replica alle giuste offese? Questo il Post "scintilla" pubblicato dal primo cittadino Monopoli sulla sua pagina Facebook:  "25 aprile, festa della liberazione. Nel ricordo di italiani "caduti" a difesa della nostra terra. Anniversario della liberazione, festa dell'Italia unita. Un giorno fondamentale per la nostra storia". Di seguito le risposte di cittadini estranei alla politica e di consiglieri di opposizione: 

Simone Monopoli:  I miei valori li lascio alla mia storia e al mio spirito. Pur di non parlare di Caivano non vi resta altro che discutere di simulacri del passato e di ideologie alle quali non avete mai anteposto il bene della vostra città. D'altronde vi dite comunisti e votate un partito, il Pd, che sta replicando in tutto e per tutto il piano di rinascita democratica della P2 di Licio Gelli.

Anna Maria di Stasio: i suoi valori? sono quelli rappresentati dalle croci uncinate, simbolo del nazifacismo

Anna Maria di Stasio: che da sempre campeggiano nel suo studio? del busto di mussolini e di tutti i simboli della dittatura che ha portato l'Italia alla guerra e ha insanguinato per piu' di un ventennio la nostra nazione?Oggi dovrebbe avere la compiacenza di nascondersi e non farsi vedere in giro!Si vergogni!

Antonio Angelino (Consigliere comunale PD): Non sai cosa dire, hai dei valori che sono stati sanciti reati dalla costituzione che tanto ti affanni a dire di voler difendere, sei incoerente in tutto e per tutto, e solo per il gusto di qualche like scrivi uno stato che non c'entra nulla con la cultura politica e ideologica che rappresenti. Dici di essere sindaco e di rappresentare tutti ?? E allora smettila di parlare di passato e assumiti le responsabilità del fallimento politico, culturale e civile in cui stai portando il paese. Un'amministrazione improduttiva ed improvvisata, retta da una stampa di regime, capace di trasformare e mistificare il nulla cosmico in "governo del fare". In settimana ci sarà, finalmente un consiglio comunale, ma come al solito anche questa volta sarà mero strumento di ratifiche e prese d'atto, senza un provvedimento o un punto programmatico per la nostra città. D'altronde tutti i punti più importanti ad oggi sono stati proposti dall'opposizione che nonostante tutto prova a dare speranza ad un paese che con questa amministrazione ha raggiunto il punto più basso della sua storia. 

Simone Monopoli:  Le offese vi caratterizzano. Ancora una volta sottolineo che non potendo parlare di Caivano vi mettete a dare patenti politiche e di democrazia. Inutile sottolineare ancora la mancanza di cultura che certi commenti esprimono: dalle foibe ai gulag il sangue rosso di giovani innocenti si e' per decenni mischiato con il colore della bandiera sovietica. Oggi vi riscopro prive del fuoco di quegli ideali ma con la stessa arroganza e sete di potere. Mettevibl'anima in pace: le elezioni si vincono con i consensi dei cittadini e non sventolando le bandite di un passato del quale non dimostrare nemmeno di essere all'altezza. Lo dimostra il fatto che nessuno di voi oggi era in piazza con me a celebrare quell'Italia di cui vi fate scudo sui social. Rivoluzionari da tastiera.

Antonio Angelino: Appunto perché c'eri tu, la peggiore celebrazione della Liberazione. Un misto di incoerenza e di improvvisazione, di beffe ed ironie silenziose nascoste dalla finta commemorazione, non sei degno e non siete degni di scendere in piazza in un appuntamento così delicato e pieno di significato ideologico. Addirittura volevate evitare di far suonare "Bella Ciao" e solo grazie a qualche buon consiglio avete evitato ( in parte ) l'ennesima figuraccia nel vostro tipico stile. Vergognatevi 

Gianluigi Prositto:  C era una sola parte giusta e, mi dispiace sindaco, non era la sua... 
Ogni regime ha il suo carico di nefandezze. Ma il fascismo italiano è solo vergogna, niente bagliori, nemmeno ideologici. Solo vergogna . Altri regimi non ne abbiamo avuto (per fortuna) e quindi non ci sono paragoni da fare . Da conoscere si, per evitare che si ripresentino (come leghismo, come casa pound, o altro). Su Caivano una sola osservazione. Come fa a imputare a un consigliere di vent'anni questioni politiche di venti anni fa ?! Questo è populismo ! Fa di un'erba un fascio, appunto.

Giovanni Aprovidolo: ma anche il profilo forza italia caivano è gestito dallo staffista? no perché ormai è consuetudine che scrive e si risponde con profili diversi.

Mario Abenante (Movimento Caivano): Ragazzi, aldilà delle ideologie che m, ahimè non campeggiano in nessuno di voi, ma chi ha il coraggio di dire che oggi Caivano non vive nel degrado e agli ordini e per volere del malaffare? Fate un piacere ai caivanesi, andatevene tutti a casa e restituite Caivano ai cittadini onesti. È un consiglio... Perchè fra poco vi manderemo noi a cas


Forza Italia, parla la gola profonda: chi ha voluto accoltellare la Meloni

Forza Italia, parla la gola profonda: chi ha voluto accoltellare Giorgia Meloni



"Il centrodestra è stato colto da una sorta di malattia, di virus, come accadde nel '98-99 alla sinistra, quando quelli che avevano vinto le elezioni si frantumarono. Evidentemente ci sono delle ondate cicliche di questo fenomeno". Maurizio Gasparri, sul Tempo affronta la questione della crisi del centrodestra, a partire dal caso Roma. "Sono stati fatti molti errori", ammette il senatore di Forza Italia, "e la colpa non è di una sola persona. C'è da dire che la Meloni ha cambiato cinque posizioni, ha detto no a Marchini, no a se stessa, quando le abbiamo chiesto di candidarsi. Poi ha tirato fuori la Dalla Chiesa che è stata fischiata anche dai suoi. Poi ha detto che andava bene Bertolaso, poi ci ha chiesto di anticipare le consultazioni e la sera che ne è uscito vincitore Bertolaso si è candidata lei. Io mi domando chi comprerebbe un'auto usata da Giorgia? Io no".

Di certo c'è stata una fase, durata fino a sabato 23 aprile, durante la quale sembrava che Forza Italia intendesse convergere proprio su Giorgia, "tanto che Silvio Berlusconi", rivela Gasparri, "ha chiamato Matteoli, responsabile del tavolo delle trattative, chiedendogli di contattare la Meloni per un'ipotesi con lei candidato sindaco e Bertolaso city manager. E c'erano dei margini di accordo" ma poi "nel pomeriggio c'è stata una riunione, alla quale non ho partecipato, durante la quale Berlusconi ha preso la decisione". Ma perché il Cav ha cambiato idea? Persone molto vicine a Berlusconi sostengono che sia stato "il cerchio magico a far fuori la Meloni". Aggiunge un azzurro: "Sono intervenuti alcuni personaggi, il famoso cerchio magico, che hanno fatto cambiare idea a Berlusconi. Gli hanno detto che la sua faccia veniva sfregiata, che lui è l'unico, il più bravo, che non ha bisogno di nessuno. Gli stessi che lo convinsero ad andare a Bologna, e fu un disastro, oggi non lo fanno accordare con la Meloni". Il rischio è che la Meloni "vada al ballottaggio". E senza Forza Italia.

Bechis scava nel passato della Raggi La sorpresa: quale nome spunta

Bechis scava nel passato di Virginia Raggi: il curriculum nascosto della grillina


di Franco Bechis
@FrancoBechis



Il curriculum di Virginia Raggi, candidato sindaco del Movimento 5 stelle a Roma (che tutti i sondaggi danno ampiamente in testa) è assai più ricco di quello che lei con modestia vuole fare apparire. C’è stata qualche polemica sui suoi inizi professionali con uno stage nello studio legale di Cesare Previti, ma come la Raggi stessa ha spiegato, raramente in un curriculum professionale si inseriscono gli stage iniziali, che non sono una vera e propria esperienza di lavoro. Qualche anno dopo però ha avuto una esperienza che raramente si tralascia di indicare, tanto più quando si è giovani e ancora in carriera. La Raggi infatti per poco più di un anno (fra l’aprile 2008 e il settembre 2009) è stata presidente del consiglio di amministrazione di una società, sia pure a responsabilità limitata. Si trattava della Hgr di Roma, nata nell’ottobre 2007 e oggi in liquidazione volontaria. Aveva 20 mila euro di capitale sociale e come oggetto «assunzione di partecipazioni». Quando la Raggi era presidente l’azionista di maggioranza (80%) nonché amministratore delegato della Hdr era una signora ben nota alle cronache dell’amministrazione del comune di Roma di quegli anni: Gloria Rojo. Bella donna, la Rojo è stata per lunghi anni l’assistente di fiducia di Franco Panzironi, braccio destro di Gianni Alemanno e fund raiser della sua fondazione politica, finito poi nei guai con Mafia Capitale. Ma la coppia Panzironi-Rojo era già diventata famosa nelle cronache capitoline per la celebre «Parentopoli» dell’era di Alemanno. La Rojo infatti era una delle 41 assunte di quell’epoca: andò in Ama, come assistente dello stesso Panzironi e per quel motivo dovette uscire da Hgr e interrompere il sodalizio con la Raggi. In Ama la Rojo è poi restata e si è occupata di recupero crediti. Era una esperienza professionale maturata proprio nel periodo con la Raggi. Hdr infatti oltre a controllare una società che gestiva una pizzeria in viale Regina Margherita, a due passi dai Parioli, aveva partecipazioni di minoranza in una serie di società specializzate nel recupero crediti nel settore privato: da Sistemia a una serie di srl regionali, le Creditrend Sicilia, Lombardia, Toscana, Campania ed Emilia Romagna. Facevano tutte un lavoro assai simile a quello di Equitalia. E proprio mentre Rojo e Raggi guidavano la Hdr, il fratello dell’ex assistente di Panzironi, Giuseppe Rojo, era ai vertici di Equitalia Giustizia.

Toti cita i Marò e scatta l'agguato: fischi e insulti dalla piazza rossa

L'agguato rosso in piazza contro Toti. Fischi e insulti: ecco cosa ha detto



Già da quando il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha preso la parola sul palco di Genova per i festeggiamenti del 25 aprile, la piazza di democraticissimi con bandiera rossa al seguito ha cominciato a borbottare. Poco importa se l'ex giornalista Mediaset sia un rappresentante delle istituzioni (quindi qualcuno lo avrà pur votato per essere lì), viene dalla parte sbagliata e per questo merita tutta la disapprovazione preventiva di piazza Matteotti. Ma la situazione è degenerata quando Toti, sul palco con la presidenta della Camera Laura Boldrini, ha toccato le corde più sgradite ad ex partigiani e loro eredi: ha citato il caso dei due marò, accusati dal 15 febbraio 2012 della morte di due pescatori indiani e vittime di un'infinita odissea giudiziaria. Così contro Toti sono partiti fischi e contestazioni. La razione del presidente è amara: "Una cristallina espressione di democrazia, magari non di educazione - ha detto Toti - Diciamo che rappresentano bene le idee. In manifestazioni come queste scivola sempre un pò la frizione. Quando la sinistra che mette la giacca delle istituzioni saprà riconoscere che non ci sono politici e politicanti, ma che le idee quando hanno il voto dei cittadini, hanno tutte una legittimità, allora saremo una grande democrazia e un grande Stato come altre realtà. In quanto ai fischi, ci stanno tutti. Quando si fischiano invece due marò, che sono i figli e i nipoti di quei ragazzi che dopo l’8 settembre hanno garantito la possibilità di essere in piazza oggi, ci si resta male".

Parlano quattro big della radio italiana: che cosa vediamo nel nostro futuro

Parlano quattro grandi della radio italiana: che cosa c'è nel nostro futuro



I dati audiradio parlano chiaro: la radio è in continua crescita, sia per quanto concerne gli ascoltatori che per la raccolta pubblicitaria. Senza andare nel dettaglio tecnico, facciamoci spiegare i perché di questo trend e le future mosse del comparto da chi radio la fa o la dirige: Angelo Baiguini (Dir. RTL102.5), Guido Monti (Speaker e manager), Stefano Piccirillo (speaker Radio Kiss Kiss) e Lorenzo Suraci (Pres. RTL102.5).

Ci troviamo in un ristornante di Milano e il clima è indescrivibilmente festoso. Il primo che si sbilancia sulla situazione attuale della radio in Italia è Baiguini: “La radio si mantiene giovane perché è un mezzo snello che si adatta velocemente alla nuova tecnologia, di conseguenza di facile fruizione per più tipologie di pubblico, anche da ciò deriva la crescita degli ascolti”. Dello stesso pensiero è Monti, che rincara la dose: “C’è sicuramente molta vitalità e fermento sia dal punto di vista editoriale, sia per ciò che riguarda la raccolta pubblicitaria. La radio crea con i suoi ascoltatori una relazione diretta, fortemente emotiva. É stata la colonna sonora della nostra vita da quando siamo nati, eppure noi invecchiamo, lei no, anzi la trovo molto più tonica della tv che è spesso stucchevole e improponibile”. Il partenopeo Piccirillo rimarca sulle nuove tecnologie e fa un excursus: “Avete fatto caso ad una cosa? I telefonini invecchiano subito. Dopo sei mesi la gente li cambia. Così come i tablet e i pc. La radio no.  Negli anni 80 dicevano che la tv l’avrebbe sconfitta, nei 90 che la radio avrebbe perso con internet  e oggi ci sono le web radio, nei 2000 che pay tv e facebook l’avrebbero distrutta. Le pagine facebook delle radio sono le più seguite, ecco perchè la radio non invecchia”. Suraci è sullo stesso trend, e da buon Patron di radio snocciola i risultati: “É vero, la radio è in continua crescita di ascolti. Uno degli esempi più significativi è proprio RTL, da molti anni la radio più ascoltata d’Italia con un sostanziale vantaggio di due milioni sulla seconda in classifica”.

La discussione non poteva non vertere sull’acquisizione delle tre emittenti del gruppo Finelco da parte di Mediaset, che denotano in alcuni evoluzione, in altri preoccupazione. Guido Monti prospetta la concentrazione delle reti nazionali nelle mani di pochi, più difficoltà nella raccolta pubblicitaria per le locali e un metodo di rilevazione dell’audience ancora più veloce e preciso. Stefano Piccirillo plaude agli editori, che definisce “garanti di un prodotto altissimo e sempre soddisfacente” e auspica che, indipendentemente dalle acquisizioni, ogni radio mantenga la propria identità e formato onde evitare confusioni. Sul tema, Baiguini è comprensibilmente tranchant: “Quello che non vorrei è un monopolio, soprattutto del mercato pubblicitario”. Quest’affermazione dà il là a Suraci per chiarire anche la posizione della sua Società, che da poco ha acquisito Radio Zeta: “Ben vengano fusioni e acquisizioni, sempre che siano compatibili con le leggi in vigore, tant’è che è attesa nei prossimi giorni la decisione dell’Antitrust sulle acquisizioni radiofoniche di RTI. Se tali acquisizioni serviranno a rafforzare il mercato pubblicitario saranno un incentivo per tutto il comparto, se invece serviranno a compensare deficit di altri mezzi come quello televisivo, si profilerebbe una situazione di criticità senza precedenti”.

Nel mentre di una pausa fuori dal locale, la radiovisione è l’argomento pregnante; neanche a scriverlo, è il Direttore di RTL a prendere la palla al balzo, rivendicando come la radio che dirige sia stata la prima ad utilizzarla: “E’ nata come mezzo promozionale per la radio ed è diventata forse uno stile televisivo, ma non è così semplice da fare come potrebbe sembrare”. Radio Kiss Kiss non utilizza la radiovisione, ma il suo speaker di punta non sembra contrario: “L’idea della radiovisione si è rivelata vincente perchè riconduce l’utente più all’amore per la radio piuttosto che per la tv. Vedi persone che fanno radio in tv e non viceversa”. Si discosta da entrambi l’opinione di Guido Monti, che afferma: “Certamente è utile per far conoscere di più la radio, dato che l’indagine attuale premia il ricordo del brand, ma potrebbe anche diventare la fucina sperimentale di nuovi stili tv. La radio ha tra i suoi punti di forza la capacità di stimolare l’immaginazione personale, che è sempre più potente ed emotivamente coinvolgente di ciò che passa attraverso le telecamere”.

Lorenzo Suraci, di corsa per tornare al quartier generale a Cologno Monzese, chiude il suo incontro  tornando sui ricavi pubblicitari, tanto importanti per le emittenti private, e rivendicando il primato: “I ricavi pubblicitari di Rtl sono fortunatamente in costante aumento. Il mercato pubblicitario radiofonico risulta anch’esso in crescita ma, soprattutto in questo momento, è necessario prestare molta attenzione a che questo dato non sia viziato da nuove e strane compensazioni televisive che non sono mai state patrimonio del mercato radiofonico”.

Pensioni, la rivelazione di Renzi Matteo inchiodato da un'anziana

Renzi: 25 aprile con mega gaffe. Così lo smaschera la pensionata



Prima di sistemarsi ai piedi dell'Altare della Patria per l'inizio delle celebrazioni della Festa della Liberazione, il presidente del Consiglio Matteo Renzi (che era con Sergio Mattarella, Pietro Grasso e il vicepresidente della Camera Simone Baldelli) si ferma a parlare con la gente. In particolare, il premier ingaggia uno scherzoso botta e risposta con una signora toscana, a cui chiede con precisione se sia pisana o romana. Lei sottolinea che la figlia, ex precaria della scuola, è stata assunta. "Quindi com'è andata?", le chiede Renzi, e l'interessata: "Bene. Ma mi raccomando, le pensioni minime...". A quel punto lui ribatte, con ironia: "Hai visto la signora, è andata bene l'anno scorso e ora le pensioni minime... Va bene, ma su questo però ancora non prendo un impegno. Buona festa a tutti, buon 25 aprile a tutti".

"Ipocriti", tuona Matteo Salvini sul suo profilo Facebook. "Sfruttando il sacrificio di chi diede la vita per cacciare dall'Italia l'occupante straniero nel nome della Libertà", scrive il leader della Lega: "oggi sono complici e finanziatori di una nuova e violenta occupazione straniera, servi di una Unione Europea che ci sta rubando lavoro, diritti, sicurezza e speranza nel futuro". La vede diversamente Maria Elena Boschi, che su twitter cinguetta: "Buon 25 aprile a chi crede in un'Italia libera e democratica e in un'Europa senza muri e barriere di filo spinato".