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venerdì 1 aprile 2016

Nelle mani delle persone che ha ucciso La decisione finale sul terrorista Salah

Salah Abdeslam, sì all'estradizione in Francia



La giustizia del Belgio ha deciso che Salah Abdeslam può essere estradato in Francia. Lo hanno annunciato i procuratori federali, spiegando che Francia e Belgio adesso discuteranno di come procedere al trasferimento. Un legale di Salah aveva precedentemente riferito che il suo cliente ha fatto cadere l’obiezione iniziale all’estradizione in Francia e che è disposto a collaborare con le autorità francesi. Ora, dunque, quella che è considerata la "mente" degli attacchi a Parigi dello scorso 13 novembre, finirà tra le mani delle autorità francesi.

Porno-scandalo, l'uomo più famoso della radio italiana con la prostituta. La foto lo inchioda, ma poi... / Guarda

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Marco Mazzoli, popolarissimo conduttore di Radio 105 con il famigerato Zoo, si perde nella notte milanese e Novella 2000 lo paparazza in dolce compagnia. È circa l’una e mezza di domenica notte e Mazzoli, a bordo della sua Mercedes bianca, si accosta a lato strada, forse per chiedere informazioni a una signorina che passeggia nella primavera non più gelida. E pare che Marco Mazzoli abbia trovato una donzella particolarmente generosa oltre che decisamente scostumata. "Non si è limitata a indicargli la strada giusta, ma si è offerta anche di accompagnarlo", scrive Novella. 

La sorpresa - Da Miami, dove era in vacanza, era arrivata anche la reazione della moglie di Mazzoli che non l'ha presa proprio benissimo: "Tu sei morto!" gli avrebbe detto, come riporta Giornalettismo. Peccato però che sia tutta una messa in scena, architettata tra lo speaker di Radio 105 e la redazione delle Iene. La finta paparazzata serviva per promuovere il film "On air. Storia di un successo" ispirato al programma radiofonico condotto dallo stesso Mazzoli. 

Il colpaccio: "Giletti a Mediaset" La sorpresa: occhio alla De Filippi

Ribaltone Giletti: lascia la Rai per Mediaset, la mediatrice è la donna più potente della tv



Massimo Giletti, uno degli uomini-simbolo della Rai, mattatore della seguitissima Arena la domenica pomeriggio, sarebbe pronto a fare il salto della quaglia e passare a Mediaset. Lo mormora il settimanale Oggi in edicola, aggiungendo che la mediazione del passaggio sarebbe nelle mani niente meno che di Maria De Filippi. Scrive Oggi: “Che cosa ci facevano il 30 marzo pomeriggio all’Hotel de Russie di Roma, Massimo Giletti, Giorgio Restelli, direttore risorse artistiche di Mediaset, e Alessandro Salem, direttore generale dei contenuti Mediaset? Semplice: definivano gli ultimi dettagli del clamoroso passaggio di Massimo Giletti dalla Rai a Mediaset”. E poi sembra che "dietro all’abbandono della Rai da parte del giornalista, nato e cresciuto nell’azienda pubblica, ci sia anche la manina di Maria De Filippi".

Ancora incerta la data del passaggio. Se nella prossima stagione o in quella successiva. Non è la prima volta che circola la voce di un addio di Giletti alla Rai. Questa volta le indiscrezioni sono più insistenti che mai. La domanda è: Giletti resterebbe legato alla domenica pomeriggio, suo habitat ormai consolidato. Se sì, cosa ne sarebbe della infaticabile Barbara D'Urso?

Rivelato il Terzo Segreto di Fatima: "La morte orribile di Papa Francesco?"

Rivelato il Terzo Segreto di Fatima: "La morte orribile di Papa Francesco?"



Il Terzo Segreto di Fatima è il mistero più grande della storia dell'umanità e c'è qualcuno, oggi, che ipotizza di avere la fatidica soluzione.  Se fosse Francesco il Pontefice del Terzo segreto di Fatima? Se quel “vescovo vestito di bianco” che viene “ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce”, secondo quanto disse la veggente di Fatima suor Lucia dos Santos, fosse Bergoglio?

Come riporta il Fatto Quotidiano, sono le presunte apparizioni mariane che avrebbe ricevuto a Roma, dal 1947 fino alla sua morte avvenuta nel 2001, Bruno Cornacchiola a riaprire il caso. Se ne parla nel libro-rivelazione Il veggente (Salani) scritto da Saverio Gaeta, giornalista delle testate religiose di San Paolo Famiglia cristiana e Credere. Il volume ricostruisce per  la prima volta in modo sistematico queste rivelazioni.

La Madonna avrebbe rivelato a Cornacchiola dell'assassinio di un Pontefice: “Sogni, sempre sogni, è un periodo di tempo che non faccio altro che sognare il Papa che fugge: non Paolo VI, ma un altro. Lo aiuto e il mondo salta in aria; sangue, molto sangue, che sembra melma e molti restano presi come se fosse pece, restano attaccati. Molti sacerdoti e suore in piazza San Pietro squartati”. Queste le parole del presunto veggente, datate 1970, riportate dal libro. Che prosegue così: “Il Papa, colpito gravemente, cade. Subito, coloro che stanno insieme con lui corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il Papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. Senonché, appena morto il Pontefice, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così subitamente, che la notizia della morte del Papa giunge colla notizia dell’elezione del successore. Gli avversari incominciano a perdersi di coraggio”.

Nelle profezie riportate da Cornacchiola, prosegue il Fatto Quotidiano, ci sono anche altri fatti tragici: dalla tragedia di Superga in cui persero la vita tutti gli uomini del Grande Torino, all’elezione del beato Paolo VI avvenuta nel 1963, alla guerra dello Yom Kippur nel 1973, al rapimento e all’assassinio di Aldo Moro nel 1978, dall’attentato a san Giovanni Paolo II nel 1981 all’esplosione del reattore della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986, fino alla caduta delle Torri Gemelli nel 2001. Ma ci sono anche rivelazioni che riguardano la piaga della pedofilia del clero e il terrorismo di matrice islamica. Profezie, però, alle quali la Chiesa, almeno fino a oggi, non ha dato molto credito.

ORA TOCCA A LEI? Dopo la Guidi, la Boschi? Perché può davvero saltare

Dopo la Guidi, tocca alla Boschi? Perché adesso il ministro può davvero saltare



Travolta da un'intercettazione telefonica, l'ormai ex ministro Federica Guidi, a tempo record, ha rassegnato le dimissioni. Lei parla di "buona fede", ma la "spintarella" all'emendamento che tanto serviva al suo fidanzato (ora indagato) nell'ambito del caso Tempa Rossa, almeno stando agli atti dell'inchiesta, pare troppo evidente per evitarle di capitolare. Ed è curioso notare come, subito dopo il passo indietro, nelle reazioni delle opposizioni in un qualche modo nel mirino ci finisca Maria Elena Boschi, lambita dal caso poiché citata nelle intercettazioni ("la Boschi è d'accordo") e, soprattutto, più che lambita dal recente caso di Banca Etruria, l'affare di famiglia per il quale, però, non ha mollato lo scranno al dicastero delle Riforme.

Per esempio, Giorgia Meloni attacca su Twitter, dove scrive: "Prendiamo atto delle dimissioni del ministro Guidi. Un gesto doveroso che dovrebbe servire da esempio a qualche altro esponente del governo". E chi ha orecchie per intendere, intenda. Dunque si fa sentire Gaetano Quagliariello, con un messaggio "criptico" piovuto sempre su Twitter. "Per la seconda volta: Renzi ricordi per quale motivo ha chiesto le dimissioni della Cancellieri e ha fatto dimettere Lupi. #statesereni", ha cinguettato il senatore. Dunque Raffaele Fitto: "Dimissioni Guidi inevitabili. Governo non pensi di cavarsela così. Vicende politicamente opache in più settori", e anche qui ogni riferimento non è puramente casuale.

Non poteva mancare il - durissimo - intervento di Beppe Grillo, secondo il quale "le dimissioni del ministro Guidi sono un’ammissione di colpa, dimostrano il coinvolgimento del ministro Boschi e del Bomba che fanno l’interesse esclusivo dei loro parenti, amici, delle lobby e mai dei cittadini. Devono seguire l’esempio della Guidi e dimettersi subito: la misura è colma. Che altro deve succedere perché si schiodino dalla poltrona questi abusivi non eletti da  nessuno? I cittadini vengono prima dei papà banchieri indagati e dei compagni petrolieri. Basta battute, basta supercazzole, basta balle", conclude Grillo sul suo blog.

Fendenti contro il governo arrivano anche da Arturo Scotto, capo dei deputati di Sinistra italiana: "Le dimissioni della ministra Guidi sono un atto dovuto. Ma un problema resta: il conflitto d'interessi è la cifra prevalente di questo governo. Serve un chiarimento parlamentare".

Riuscirà il ministro Boschi a resistere a questo nuovo assedio e al fatto che il suo nome sia stato tirato in ballo anche in questo "fattaccio"? Per inciso, anche secondo Dagospia, "lei è la prossima"...

giovedì 31 marzo 2016

Attico di Bertone, il Vaticano si muove: i due indagati (e la lettera del cardinale)

Attico di Bertone, il Vaticano si muove: i due indagati (e la lettera del cardinale)



Il "pasticciaccio" dei lavori di ristrutturazione dell’appartamento del cardinale Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, avrà un risvolto giudiziario in Vaticano. La Sala Stampa della Santa Sede conferma quanto scritto dal settimanale L’Espresso: i giudici vaticani hanno aperto un’inchiesta sull’attico di Tarcisio Bertone, e hanno iscritto nel registro degli indagati due persone: Giuseppe Profiti, ex presidente del Bambin Gesù e manager vicinissimo al cardinale, e l’ex tesoriere Massimo Spina.

Secondo L’Espresso, "l’istruttoria penale è scaturita dalle rivelazioni del saggio Avarizia, di Emiliano Fittipaldi. I giudici, scrive il settimanale, "ipotizzano reati gravissimi: peculato, appropriazione e uso illecito di denaro". E avrebbero già trovato i riscontri documentali che dimostrano che i lavori di ristrutturazione dell’appartamento sono stati pagati dalla Fondazione dell’ospedale pediatrico "Bambin Gesù".

Ma c’è anche un altro risvolto inquietante: Bertone, nel carteggio, sostiene di aver pagato anche lui alcune fatture relative ai lavori. Se fosse vero bisognerebbe capire allora dove sono finiti i soldi dell’ospedale vaticano. È noto che il cardinale Bertone ha anche restituito una somma importante al Bambin Gesù sotto forma di donazione: 150 mila euro. 

Travolta dallo scandalo, si dimette Guidi addio: il governo è all'angolo

Travolta dallo scandalo, si dimette. Federica Guidi addio: il governo è all'angolo



Federica Guidi si è dimessa. Il ministro dello Sviluppo Economico, con una lettera inviata al premier Matteo Renzi e diffusa dal Mise, annuncia il passo indietro a tempo record. Solo poche ore fa era emersa un'intercettazione telefonica in cui l'ormai ex ministro rassicurava il fidanzato, Gianluca Gemelli, circa l'approvazione di un emendamento alla Legge di Stabilità con cui è stato dato il via al progetto di estrazione petrolifera Tempa Rossa. Un'opera contestatissima dalle associazioni ambientaliste e molto "utile" al fidanzato del ministro, che ora è indagato dalla procura di Potenza.

"Certa della buona fede"  - "Caro Matteo - ha scritto la Guidi -, sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati - si legge nella lettera - due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese".

La telefonata e la Boschi - Nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge Gemelli sono state arrestate cinque persone: quest'ultimo, emerge dagli atti, era interessato a sbloccare l'operazione Tempa Rossa, gestita da Total. Secondo l'accusa, dopo l'ok all'operazione, le aziende di Gemelli avrebbero guadagnato circa 2,5 milioni di euro di subappalti. Della vicenda, l'uomo ne parlava al telefono con la Guidi, che lo rassicurava: "Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se... è d'accordo anche Mariaelena la... quell'emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte... Rimetterlo dentro alla legge... con l'emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa... ehm... dall'altra parte si muove tutto!". Il compagno le chiede se la cosa riguardasse i suoi amici e il ministro gli risponde: "Eh certo, capito? Per questo te l'ho detto".