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mercoledì 30 marzo 2016

Aereo Egyptair, epilogo da barzelletta Ecco qual'era l'"arma" del dirottatore

Il dirottatore dell'Egyptair aveva addosso solo delle custodie per smartphone



Per l'Egitto un'altra figuraccia. Che peserà ancor di più sull'industria turistica del Paese, che appare sempre più senza controllo. Una diretta durata ore sulle tv di tutto il mondo in cui un aereo della compagnia di bandiera Egyptair veniva tenuto in scacco da un dirottatore con a bordo decine di ostaggi. C'è voluta una mezza giornata per capire che l'uomo, Seif Al-Din Mustafa non era un pericoloso terrorista dell'Isis o di Al Qaeda, ma un disperato mezzo matto. Minacciava di farsi esplodere con la cintura che aveva indosso. Ma dopo la resa s'è scoperto che quell'arma, altro non era che una cintura di custodie per smartphone tenute insieme con fili e cotone. Insomma, roba che può aver portato a bordo senza suscitare sospetti per poi legarsela addosso dopo il decollo. Ma per l'Egitto, quella di oggi resta un'altra giornata nera. Che poteva essere nerissima...

L'ultimo "capolavoro" della Fornero Lo sfregio: chi va in pensione oggi

Fornero, l'ultimo "capolavoro": calciatori e artisti in pensione prima dei minatori


di (S.IAC.)


Ballerini, cantanti e calciatori potranno andare in pensione prima dei minatori, di chi maneggia l’amianto o di chi presta servizio la notte. Proseguono, anche nel 2016, gli effetti paradossali della legge Fornero. Nel provvedimento presentato alla fine del 2011 con le lacrime agli occhi, l’ex ministro del Lavoro aveva individuato una serie di categorie a cui garantire, fino al 2022 uno speciale regime di armonizzazione tra le vecchie e le nuove norme. Si tratta di lavoratori che non rientrano nelle tradizionali attività usuranti, ma che, per la specificità del lavoro svolto, subiscono, secondo il legislatore, gli effetti di un fattore temporale.

Si tratta di alcuni tipologie di lavoratori delle spettacolo, degli sportivi professionisti, dei marittimi e del personale viaggiante addetto ai pubblici servizi di trasporto. Per coloro, in ottemperanza della Fornero, il Dpr 157/2013 ha stabilito regole speciali per l’accesso alla quiescenza. Fino al 31 dicembre 2013 questi lavoratori potevano andare in pensione a 60 anni (55 per le donne). Dal 2014 il requisito è stato fissato, con alcune deroghe, in 5 anni prima dell’età pensionabile del regime generale obbligatorio. Anche le eccezioni alla Fornero hanno subito, nel corso degli ultimi anni, alcuni innalzamenti dell’asticella dovuti alla progressione prevista per tutti i comuni mortali, compresa quella dovuta all’innalzamento dell’aspettativa di vita stabilito dall’Istat. Ma il risultato è che nel 2016 i marittimi addetti al pilotaggio hanno diritto alla pensione di vecchiaia a 61 anni e 7 mesi (60 anni e 7 mesi le donne), i marittimi adibiti al servizio di macchina a 57 anni e 7 mesi, gli autoferrotranvieri a 61 anni e 7 mesi (60 anni e 7 mesi le donne), il gruppo ballo a 46 anni e 7 mesi, gli sportivi professionisti a 53 anni e 7 mesi (50 anni e 7 mesi le donne), il gruppo cantanti, artisti lirici ed orchestrali a 61 anni e 7 mesi (58 anni e 7 mesi le donne), il gruppo attori, conduttori e maestri d’orchestra a 64 anni e 7 mesi (61 anni e 7 mesi le donne). Questi ultimi due gruppi in assenza di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 saranno soggetti alle regole generali.

Lasciando da parte l’impietoso confronto con gli altri lavoratori, che nel 2016 possono andare in pensione solo se hanno raggiunto i 66 anni e 7 mesi (65 anni e 7 mesi le donne del privato) di età, il paragone clamoroso riguarda chi svolge attività fisicamente e usuranti. Malgrado la presenza, anche per questi lavoratori, di un regime speciale, in alcuni casi gli «armonizzati» continuano a godere di una corsia preferenziale. Chi effettua un lavoro faticoso e pesante potrà andare a riposo a 61 anni e 7 mesi, ma solo se è dipendente, Gli autunomi dovranno aspettare fino a 62 anni e 7 mesi. Per chi svolge un’attività notturna esistono diverse fascia. Chi colleziona durante l’anno più di 78 giorni di turni di notte avrà il diritto di lasciare a 61 anni e 7 mesi. Chi ha fatto un po’ meno notti, da 72 a 77 giorni l’anno, dovrà aspettare 62 anni e 7 mesi (63 e 7 mesi gli autonomi). Per chi ha lavorato durante la notte «solo» da 64 a 71 giorni l’asticella si alza a 63 anni e 7 mesi (64 anni e 7 mesi per gli autonomi).

La beffa più grande è poi per i macchinisti delle ferrovie. I loro «colleghi» di tram e autobus vanno tranquillamente a riposo a 61 anni. Per avere lo stesso trattamento chi guida un locomotore (misteriosamente escluso dagli armonizzati) dovrà dimostrare, certificazioni alla mano, di aver viaggiato di notte almeno 78 giorni l’anno. 

MASSACRATI Aumenta la tassa più odiata Quando dovrai pagare 508 €

Il maxirincaro sulla tassa più odiata. Massacrati: quando pagherai 508 €



L'ultimo rapporto della Corte dei conti è impietoso sul futuro delle tasche degli italiani, apparentemente condannati a subire un rincaro del costo della vita, che sia diretto o indiretto. I giudici infatti hanno detto chiaramente che se non verranno tagliate le spese fiscali, l'aumento dell'Iva entro il 2018 sarà inevitabile. In realtà più che un taglio generale, i giudici indicano la necessità del riassetto della base imponibile "redistribuendone la collocazione tra aliquota ordinaria e quelle agevolate". Per il governo c'è poco margine di manovra e come riporta Italia Oggi, già le clausole di salvaguardia del 2016 costeranno a ogni famiglia in media 414 euro nel 2017. Nel 2018 la cifra salirà a 508 euro, considerando l'inflazione all'1,74%.

Dove intervenire - Secondo i giudici contabili le detrazioni in Italia sono fin troppe. Nel 2001 erano 720 e costavano all'erario 254 miliardi di euro. Nel 2016 sono arrivate a 799 per un valore complessivo di 313 miliardi. Dati da record per l'Italia, secondo paese al mondo per erosione della base imponibile, che comporta: "una significativa riduzione dell'are di azione e dei margini di manovra della politica fiscale". Troppi regali da parte del governo quindi, per i giudici ci vuole un maggior impegno nella lotta all'evasione e meno concessioni a chi magari qualche servizio può benissimo pagarselo da solo.

martedì 29 marzo 2016

Casa inagibile, va a vivere in tenda Equitalia lo umilia: cosa gli chiede

Casa inagibile, va a vivere in tenda. Equitalia lo umilia: cosa gli chiede



Un vero paradosso. Ma succede anche questo in Italia. Un signore polacco di Belluno vive da anni in una tenda dato che la sua casa è stata dichiarata inagibile. Andrej Jez, tecnico industriale, musicista da 26 anni in Italia, ha comprato una casa a Ceresera, in provincia di Belluno. Sta ancora pagando il mutuo ma l'abitazione non ha l'allacciamento dell'acqua dunque non è abitabile.

L'uomo ha quindi allestito una tenda di fronte a casa dopo che, per un certo periodo, ha alloggiato nelle case comunali d'emergenza. Il 7 marzo riceve una busta da Equitalia, una raccomandata in cui l'ente riscossione gli chiede i soldi della tassa dei rifiuti, la Tares. Immediata la protesta del signor Jez: "Non abito in quella casa, è inagibile. Per 5 anni sono stato a Triches e ora dormo in tenda", si sfoga sulle pagine del Gazzettino, "Praticamente  a Ceresera non posso avere residenza, né domicilio. Allora perché devo pagare tasse? Da 12 anni non posso ristrutturare l’edificio per mancanza di accesi carrabili, cosa devo fare?". 

Guerra in tribunale Carlucci-De Filippi: due indagati. Con una frase Maria demolisce Milly

Guerra in tribunale Carlucci-De Filippi: due indagati. Con una frase Maria demolisce Milly



Dalla Tv alla Procura di Roma, il passo è stato breve per la polemica tra la conduttrice di Ballando sotto le stelle, Milly Carlucci, e la collega di Amici, Maria De Filippi, scoppiata lo scorso maggio. L'ultimo capitolo della vicenda, vede l'iscrizione nel registro degli indagati di due persone, gestori della pagina Trash Italiano, sulla quale sarebbe scoppiato lo scontro tra le due conduttrici. Alla vigilia del verdetto del premio Social, uno dei riconoscimenti assegnato con il Premio regia televisiva di Raiuno, sono comparsi sulla pagina Facebook Trash Italiano gli screenshot di un profilo Twitter @defilippi_m, quasi certamente un fake. I messaggi scritti dal falso profilo della conduttrice Mediaset sono frasi al vetriolo contro la Carlucci, a proposito del premio da assegnare in base alla quantità di tweet raccolti con l'hashtag del programma: "Complimenti a Ballando Rai che compra i tweet per vincere il Premio Tv Social". Quelle frasi vengono cancellate, ma sul web difficilmente certe cose spariscono del tutto. I messaggi vengono letti da tanti, a cominciare, scrive il Tempo, anche da Francesco Facchinetti, in gara per The Voice, che minaccia di ritirarsi. Vista la malaparata, la Rai decide di declassare il premio in semplice menzione. Nonostante lo scambio di accuse, i due programmi non vincono, Amici si piazza secondo e Ballando sotto le stelle quinto, ma la polemica sbarca in Tribunale, con l'avvocato della Carlucci, Titta Madia, incaricata di presentare un esposto.

Lo scontro - Tra le due conduttrici non ci sono mai state accuse dirette, per quanto da entrambe le parti siano stati sollevati sospetti e dubbi sulla regolarità di tutta la vicenda: "Lei non c'entra niente - ha chiarito la Carlucci riferendosi alla De Filippi che comunque ha detto - Ci si stupisce che settemila utenti generino quarantamila voti in 60 ore, mentre in un'altra pagina, si elogia Amici che genera 117mila voti provenienti da 18mila utenti unici più o meno in tre ore". La conduttrice di Amici è stata anche interrogata dalla Procura di Roma e in una nota Mediaset ha ribadito che la De Filippi: "non è la regista occulta di un bel niente. E tanto meno è indagata per questo tipo di accuse". La conduttrice Mediaset ha ammesso di conoscere diversi gestori delle pagine sui social, anche perché spesso sono presenti tra il pubblico in studio. Sono appassionati o professionisti della comunicazione: "E con certezza so di non aver mai nemmeno influezato nessuno di questi operatori".

La frecciata - Certo andare in Tribunale per beghe tra trasmissioni non deve essere piacevole, anzi per la De Filippi è stato quasi sgradevole: "Non mi sono mai sognata di querelare chi da produzioni rivali ha fatto intendere che io avessi il potere di taroccare l'Auditel a mio vantaggio".

Addio affitto: ci sono 4 motivi epocali Perché conviene comprare casa adesso

Mutuo o affitto? Cosa conviene. La risposta in questo momento epocale



L'eterno dilemma tra mutuo e affitto in questo periodo storico trova una risposta più certa rispetto a pochi anni fa. Come riporta il Corriere della sera, oggi esistono almeno quattro motivi validi che rendono il mutuo una soluzione più conveniente rispetto all'affitto di casa.

I perché - Il primo motivo riguarda i prezzi delle case che nell'ultimo periodo sono scesi di più rispetto a quelli delle locazioni. Entrambi i dati sono in calo nelle grandi città, dal 2011 però i costi dei mutui sono scesi del 15%, mentre gli affitti del 10. Mai come ora il tasso dei mutui fissi e variabili è basso. Negli ultimi tre anni, quelli variabili sono scesi in media di 250 centesimi di punto, mentre quelli fissi di 300, restando comunque un po' più cari di circa il 10%. Sperando che il governo Renzi non ci ripensi, non ci sono più imposte per i proprietari delle prime case, come Imu e Tasi. E infine il quarto motivo, cioè gli scarsissimi rendimenti delle obbligazioni. L'investimento in Btp può rendere l'1% netto a 10 anni, fermo restando che i tassi potrebbero salire, con l'effetto immediato di aver perso il capitale investito. Solo nel 2011, chi aveva abbastanza denaro per comprare titoli di Stato, ricavava denaro necessario per pagare l'affitto grazie a generose cedole semestrali.

Come conviene - La convenienza del mutuo rispetto all'affitto si realizza con la presenza di almeno tre condizioni fondamentali. La prima è che si abbia da parte almeno il 30% del valore dell'immobile che si vuole comprare; la seconda è che il proprio reddito possa sostenere la rata del mutuo; la terza è che si abiti in quella casa per almeno 10 anni, considerando che i costi legati all'acquisto, atti notarili e commissioni per l'agenzia, possono arrivare al 7% del valore complessivo della casa, una cifra che ha bisogno del suo tempo per essere ammortizzata.

"C'è il nuovo simbolo, qui cambia tutto" Il mega-partito che "accoppa" Renzi

La soffiata di Bisignani: "Lega e 5 Stelle lavorano al logo per un partito unico"



Alla Lega l'intesa con Forza Italia sta stretta. Lo si è visto anche a Roma, sul caso Bertolaso. Ma più in generale, al Carroccio 2.0 guidato da Matteo Salvini, una riedizione del centrodestra vecchio stile, quello targato Berlusconi-Bossi, sta stretta. Fratelli d'Italia, da parte sua, è troppo piccolo, con quel 4% dal quale a livello nazionale non pare essere in grado di schiodarsi. Come fare, allora, per schiodare Renzi e i suoi da Palazzo Chigi? Dove trovare sponda? Da tempo, si vocifera di una possibile intesa tra padani e grillini. Ne parlò, in un editoriale sul Tempo del giugno scorso, il faccendiere-scrittore Luigi Bisignani. E più ri recente Salvini in persona ha speso parole di elogio per le candidate 5 Stelle a Roma e Torino: Raggi e Appendino. Insomma, non si parla certo di fantascienza.

Nelle scorse ore, poi, in un intervento al sito internet de "Il Tempo", Bisignani è tornato a battere il tasto, prefigurando un accordo Salvini-Grillo in vista delle prossime elezioni politiche e arricchendo la sua profezia di alcuni particolari succulenti e suggestivi. Primo fra tutti quello secondo cui una società di marketing di Milano si starebbe già esercitando in bozzetti per un logo che unisca i simboli dei due partiti. "Importanti esponenti discutono invece se non sia meglio federarli, anche se l'ordine degli stati maggiori è di negare sempre e comunque" scrive l'autore de "L'uomo che sussurrava ai potenti". Lega-5 Stelle sarebbe senza discussioni il primo partito italiano, con una percentuale di preferenze che oggi oscillerebbe tra il 40 e il 45%. "Lega 5 Stelle" potrebbe essere il nome, secondo lo stesso Bisignani.