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lunedì 16 novembre 2015

Bombe sui campi di addestramento Isis La reazione francese: "È solo l'inizio"

Bombe sui campi di addestramento dell'Isis. La reazione della Francia dopo la strage




La prima risposta militare della Francia allo Stato Islamico è stata una pioggia di fuoco su Raqqa, la città siriana individuata come il quartier generale del Califfato in Siria. Almeno trenta raid sono partiti dalla tarda serata di domenica 15 novembre da parte dell'aviazione francese e dei caccia americani che, secondo il Wall Street Journal, stanno dando supporto sul campo indicando informazioni sui luoghi da colpire. I bombardamenti hanno colpito un centro di comando del Califatto, una struttura di reclutamento di jihadisti, depositi di munizioni e un campo di addestramento. Proprio a Raqqa, secondo l'intelligence francese, sarebbero stati addestrati alcuni dei terroristi autori della strage del 13 novembre a Parigi. Solo pochi giorni i droni americani avevano messo a segno proprio nei pressi di Raqqa l'attacco contro il boia dell'Isis Jihadi John, nei primi momenti dato per morto dagli Stati Uniti, ma subito dopo ritenuto gravemente ferito da fonti siriane.

Il sospetto - In Francia intanto cresce la polemica contro il governo che avrebbe ignorato gli allarmi dell'intelligence su possibili attacchi in preparazione da tempo. Il premier Manuel Valls non smentisce del tutto: "Sapevamo che c’erano operazioni in preparazione e che ci sono operazioni in preparazione non solo contro la Francia. Dobbiamo convi
vere con il terrorismo e combatterlo. I due obiettivi identificati a Raqqa sono stati colpiti. Dobbiamo distruggere Daesh. Anche lo schianto dell’aereo russo è stato rivendicato dall’Isis".

Il piano - Nei prossimi giorni partirà dal porto di Tolone la portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle che resterà nell'area per almeno 4 mesi, triplicando la capacità offensiva di Parigi, portando a 36 il numero totale di aerei da guerra francesi nell'area.

"IL TERRORISTA VERSO L'ITALIA" I servizi: ricercato e pericoloso Preso e liberato prima della strage

L'Antiterrorismo: "Il terrorista ricercato è in fuga verso l'Italia"




Di lui oramai si conosce il nome e c'è anche una foto. Secondo quanto scrive il Tempo, il presunto terrorista di Parigi, Salah Abdelsalam, nato a Bruxelles  nell' 89, dopo essere sfuggito all' intelligence francese e belga, sarebbe diretto in Italia. Emerge poi un altro particolare inquietante: l' uomo, considerato uno dei tre fratelli che avrebbero partecipato alla strage di venerdì mattina nella capitale francese, fu fermato i prima della tragedia e poi rilasciato in quanto non c'era segnalazioni particolari su di lui . L'allarme a quanto scrive il Tempo è stato inviato al nostro ministero dell'Interno. "Si informa di aver appreso dall' Ufficio di collegamento in Francia che le autorità francesi hanno comunicato di ricercare un soggetto di nazionalità francese Salah Abdeslam", si legge nel documento del Viminale inviato alla direzione centrale dell' immigrazione e della polizia di frontiera, alla direzione centrale di polizia stradale e ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali, al comando generale dell' Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza, al Ros e alla direzione centrale polizia di prevenzione.

Gli strumenti per la cattura - L'uomo era stato fermato, secondo quanto ha scritto Le Monde, alle 21 di venerdì scorso ma siccome non esistevano segnalazioni sul suo conto, fu rilasciato. Ed ha partecipato alle stragi di Parigi. Adesso gli inquirenti usano tutti gli strumenti, anche i social nertwork: ieri sera, infatti, è stato diffuso su Twitter la foto di Salah. "Se disponete di informazioni - si legge su Twitter - chiamate direttamente il numero 197, non agite da soli perché l' individuo è pericoloso".  

Della Valle sgambetta Berlusconi: "Io non scendo in politica? Vedrà..."

Diego Della Valle sgambetta Berlusconi: "Non è lui a decidere se scendo in politica"




La discesa in campo (cioè in politica) di Diego della Valle ricorda molto da vicino quella di Montezemolo. Che, annunciata per mesi e mesi, poi non si realizzò mai. Le parole pronunciate qualche giorno fa da Silvio Berlusconi a "Porta a porta" sembravano poi aver chiuso la questione: "Della Valle lo incontrerò ma mi ha assicurato che non scenderà mai in politica". Invece, il patron di Tod's rilancia. La settimana prossima, se tutto andrà bene, terrà finalmente a battesimo la sua fondazione "Noi italiani" e dirà che cosa vorrà davvero fare. "Non sono il delfino di nessuno e non mi faccio comandare da nessuno - dice oggi dalle colonne del quotidiano La Repubblica. "E poi non è certo Berlusconi a poter annunciare in tv le mie intenzioni". Insomma, il Cavaliere sembra aver fatto un passo falso e il fiorentino Della Valle non l'ha presa bene. L'obiettivo di Mister Tod's è quello di pescare un po' a destra e un po' a manca: tra i delusi da un governo che lui considera ormai in caduta libera e tra quelli di un centrodestra che (ancor più dopo Bologna) appare schiacciato sul Carroccio di Matteo Salvini. Senza considerare il feeling con l'area di Ncd che fa riferimento a Quagliariello e con i fittiani ex forzisti.

Adesso tutti chiedono scusa a Oriana La previsione (azzeccata) della Fallaci

Ora chiediamo scusa alla Fallaci: la previsione sull'Islam




Oriana Fallaci l'aveva previsto, l'aveva scritto nel suo libro "La Rabbia e l'Orgoglio", ma all'epoca fu accusata di "islamofobia", oggi ecco che arriva dopo le stragi di Parigi il "risarcimento" online. Sui social network, come fa notare Pierluigi Battista sul Corriere della Sera è tutto un fiorire di elogi e anche una pioggia si "scusaci". C'è anche chi l'accusa di essere stata una Cassandra e parla di "delirio della Fallaci" .  "Si vede nel massacro di Parigi il frutto della profezia di Oriana. Si citano brani interi de La rabbia e l' orgoglio, un libro che ha venduto un numero incalcolabile di copie, che ha intercettato un umore popolare, che ha dato voce a un sentimento diffuso".

La ricompensa - "E oggi, dopo anni di dimenticanza e di marginalizzazione, lo «scusaci Oriana sembra essere la ricompensa postuma, il risarcimento per una sordità, quasi a considerare Oriana Fallaci come una intrattabile estremista", scrive Battista. "Non ti hanno ascoltata, tu l'avevi detto". Tutti gli interrogativi, le divisioni che scatenava la scrittrice fiorentina con  il suo libro-premonitore scritto dopo l'attentato dell'undici settembre, sono rimbalzati con prepotenza sui social dopo il 13 novembre.  

ECCO IL TERRORISTA RICERCATO "È belga, ha 26 anni ed è pericoloso"

Parigi, la foto e il nome del terrorista in fuga: "Belga, 26 anni e pericoloso"




La polizia francese ha diffuso la foto d un sospetto potenziale per gli attacchi di Parigi. Lo riporta Bmftv spiegando che si tratta di, Abdeslam Salah, belga di 26 anni in fuga e "pericoloso". È il terzo dei fratelli coinvolti negli attentati, il cosiddetto "ottavo uomo". 

"Altri due kamikaze francesi" - Gli inquirenti hanno anche reso noto che tre degli attentatori suicidi coinvolti nel massacro di venerdì erano francesi: "Altri due terroristi morti la notte del 13 novembre sono stati identificati oggi dalle loro impronte digitali", afferma la Procura in un comunicato, in cui si specifica che si tratta di cittadini francesi residenti in Belgio. I due, che avevano 20 e 31 anni, sono tra i kamikaze che hanno agito allo Stade de France e in un bar dell'XI arrondissement. Si rafforza, dunque, la pista dei legami tra Parigi e Bruxelles.

L'Italia piange Valeria, morta al teatro Una vita tra università e volontariato

Valeria Solesin, la studentessa uccisa al teatro Bataclan




Non era dispersa, ma il suo corpo era all’obitorio. Tra le vittime della strage al Bataclan. Tra  quei giovani che hanno trovato l’orrore di una morte senza una ragione mentre ascoltavano un concerto. Valeria Solesin è morta. Non si spera più. La studentessa veneta aveva 28 anni e studiava Demografia all’Università Sorbona di Parigi dove viveva con il suo fidanzato. Valeria era veneziana e circa sei anni fa era volata a Paridi dove si era laureata con una tesi sulle madri lavoratrici. La ragazza stava svolgendo un dottorato. Era anche volontaria di Emergency.  

La testimonianza - Era andata al concerto insieme ad Andrea Ravagnani, la sorella di lui, Chiara, e il fidanzato dei questu’ultimo. “Non erano ancora nella sala, -  spiega un'amica veneziana della famiglia. - Ma lì si sono staccati; nella calca gli altri tre hanno perso contatto con Valeria. Nessuno l'ha più vista. Ma lì si sono staccati; nella calca gli altri tre hanno perso contatto con Valeria. Nessuno l'ha più vista. " Sui social rimbalzano i messaggi di cordoglio e le parole di dolore tra questi anche quelli di Gino Strada e sua moglie .

TRATTATIVA CHIESA-ISIS Monsignor Bagnasco choc: "Auspicabile un dialogo"

Monsignor Bagnasco: "Auspicabile un dialogo con l'Isis"




"Cercare dialogo con queste persone? Ci auspichiamo che sia possibile e su questo auspicio tutti dobbiamo continuare ad avere speranza e operare attraverso le vie che sono possibili all'intelligence e alla diplomazia". La "trattativa Chiesa-Isis (e Occidente-Isis) è possibile: parola di monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova. 

Intervistato a Stanze Vaticane su Tgcom24, il Cardinale ha poi spiegato: "Dev'esserci però un isolamento radicale di tutti i governi, dicendo basta ad ogni rapporto, alle forniture di armi e viveri, con una condanna reale, che finora è stata però solo verbale e non pratica". Mettere i terroristi jihadisti con le spalle al muro, dunque, e poi eventualmente trattare. Posizione diversa rispetto a quella di Umberto Veronesi, che invitava a dare agli uomini di Al Baghdadi quello che vogliono.

Secondo Bagnasco ci sono due strade per reagire allo Stato Islamico: "Serve intanto una parola, una voce unica, unitaria, alta e insistente di condanna di questa strage e dell'odio di questa barbarie imperante. Questa voce dovrebbe sollevarsi da tutto il mondo indistintamente. Seconda via, a me pare, dovrebbe essere quella di isolare queste centrali del terrore e del terrorismo: tutti i paesi del mondo realmente sospendano, tronchino ogni rapporto, sia di tipo politico sia commerciale, con queste centrali. La domanda chi fornisce le armi e chi compra il petrolio, ecco, questa domanda è stata ancora inevasa e rimasta senza risposta".

Alla domanda se anche l'Italia adesso dovrà fare la sua parte per la lotta allo Stato Islamico, il cardinale ha risposto: "Nessuno può essere assente da questo fronte della giustizia e della pace che passa attraverso la via del dialogo e della condanna unitaria e dell'isolamento concreto. Anche l'Italia è presente e fa e farà la sua parte".