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mercoledì 10 giugno 2015

La profezia del Nobel: "L'Euro farà crac E l'Italia sarà subito spazzata via"

Grecia, Joseph Stiglitz: "Se Atene dall'euro, a repentaglio il futuro dell'Italia"




Se davvero la Grecia dovesse uscire dall’euro sarebbe un disastro per tutti. Una crisi economica che coinvolgerebbe a catena anche Spagna e Italia, soffocate da una troppo rigida politica dell’austerità. A dirlo non è un catastrofico oppositore della Merkel ma Joseph Stiglitz, professore alla Columbia University e premio Nobel per l’economia nel 2001. “A poco più di dieci anni dalla sua nascita – ha dichiarato l’economista – la prima vera crisi della moneta europea non può arrivare a questo risultato. Indurrebbe un clima di sfiducia che aprirebbe la strada a nuove crisi”. Crisi in cui noi, già indeboliti, saremmo direttamente coinvolti.

Effetto contrario - Stiglitz si è espresso sul pacchetto di aiuti che l’Europa ha concesso alla Grecia e sulla strategia poco flessibile ai singoli modelli economici dei vari Paesi membri e poco attenta al welfare. “Sono molto preoccupato – ha confessato – del fatto che ci si limiti ad applicare un modello rigido fatto solo di austerità, con il rischio di mettere a repentaglio il futuro di molti, dalla Spagna alla Grecia all’Italia”. La prova che le imposizioni di Bruxelles non sono state efficaci sta nel fatto che la Grecia, dopo tutti gli sforzi fatti, è anche riuscita a crescere e a fare progressi sulla politica fiscale, ma nonostante questo “le ricette di austerità hanno provocato una contrazione del 25% del Pil greco, il contrario di quello che la troika si auspicava con quelle misure”.

La soluzione - Pochi giorni fa Stiglitz ha firmato un appello, insieme ad altri economisti e intellettuali europei, per chiedere all’Europa di evitare il rischio di default greco e di ripensare la sua strategia. E ieri a Milano, in occasione dell’inaugurazione del centro di ricerca dell’Università Cattolica “Complexity Lab in Economics”, ha proposto la sua soluzione. Ci vorrebbe, quindi, “una riforma dell’Eurozona che punti a una vera unione bancaria, a garanzie uniche sui depositi, alla possibilità di emettere eurobond, a una politica industriale integrata e soprattutto al cambiamento di statuto della Banca centrale europea che metta tra i suoi obbiettivi anche occupazione e crescita, non solo stabilità dei prezzi”. Il problema attuale, insomma, è che Bruxelles si sta ostinando ad applicare dei modelli rigidi ancorati al passato, che hanno già dimostrato la loro inefficacia in più occasioni. Il mercato europeo e mondiale è diventato molto più volatile, e occorre quindi ripensare un nuovo approccio per evitare che “un blackout singolo finisca per coinvolgere tutto il sistema”. Italia compresa.

L'agguato: fatto fuori Toti Ha vinto, ma non governa

Giovanni Toti ostaggio della burocrazia: non può (ancora) governare la Liguria




E' stato eletto dieci giorni fa. Il suo ufficio è pronto per essere occupato, lasciato vuoto dal governatore uscente Claudio Burlando. Ma Giovanni Toti, di fatto, non è ancora governatore della Regione Liguria: "Siamo un po' clandestini anche noi qui", ironizza. Tutta colpa della burocrazia, riporta il Giornale. Al momento infatti è ancora in carica la giunta Burlando, e saranno loro a gestire l'arrivo di 130 clandestini spediti dal Viminale a Genova. 

E' assurdo ma è tutto "a norma di legge". "In un' azienda privata un nuovo direttore è operativo dalla mattina dopo la sua nomina, qui ci vogliono settimane di attesa", spiega Toti. Entro giovedì pomeriggio dovrebbe arrivare il decreto di nomina dalla "Commissione elettorale centrale presso la corte d'Appello", che ufficializza l'insediamento del nuovo presidente e dei nuovi consiglieri, insieme alla lista dei primi dei non eletti. Poi il verbale di nomina viene trasmesso al Consiglio regionale, che lo trasmette a Toti. A quel punto si può convocare il nuovo consiglio per la seduta di insediamento, e passano altre due-tre settimane. Infine, si deve convocare un altro consiglio per presentare la nuova giunta, e si arriva a fine giugno/luglio. Quindi si avrà il nuovo governo regionale. 

Caivano (Na): Esclusiva - Ecco la prova dell'accordo Monopoli-Giamante-Libertini-Bernardo-Del Gaudio

Caivano (Na): Ecco la prova dell'accordo Monopoli-Giamante-Libertini-Bernardo-Del Gaudio 




Ecco l'accordo Monopoli-Giamante 






Avevamo ragione. Le indiscrezioni politiche erano esatte. L'ex  consigliere provinciale di Forza Italia, Monopoli, riapre la porta a Giamante-Bernardo-Libertitni-Chioccarelli, riapre la porta a coloro i quali aveva definito (pochissimo tempo fa) come dice l'ex. Segretario dell'Mpa, traditori politici e quindi del mandato elettorale (per passare con facilità da uno schieramento politico all'altro). La storia si ripete anche con Monopoli? Sì! Non posiamo fare a meno di riportare la notizia dell'accordo politico al riflesso della luna tra il candidato della "Coerenza", Simone Monopoli e Giamante Alibrico, il "vecchio politico". Ecco il Manifesto. E' fatta. Ecco spiegato il perchè Monopoli rifiuta sempre i confronti pubblici con Sirico, perchè il piano di Monopoli era (adamantino?). Monopoli ha già tradito il suo elettorato? Perchè in campagna elettorale al primo turno ha portato al centro del suo programma la coerenza, e cioè di non voler apparentamenti con la vecchia politica, decantando anche su varie testate giornalistiche di aver chiuso la porta in faccia a Giamante e a Vanacore, ai Socialisti, ed invece oggi, in prossimità del ballottaggio, riapre quella porta chiusa a 15 mandate? Insomma, una pia illusione? E chi andava fiero e decantava "mai con Guiamante e i Socialisti" oggi, come reputa la scelta di Monopoli?. Come giustifica l'apparentamento? 

martedì 9 giugno 2015

Caivano (Na): Per Sirico Luigi, numeri da capogiro

Caivano (Na): Sirico riempie le piazze e rilancia il centro sinistra



di Angela Bechis 

SIRICO Luigi Candidato Sindaco centro Sinistra 

LO TSUNAMI 

Numeri da capogiro. Il candidato sindaco del centro sinistra, Sirico Luigi riempie piazza 1° Maggio. Non c'è un posto neanche a pagarlo oro. Dal Corso Umberto I, i cori sono da Stadio: Sirico, Sirico, Sirico, Sirico, Sirico, Sirico. Il programma, le idee, la serietà, tutti punti fondamentali che hanno sempre contraddistinto il candidato del centro sinistra, Sirico. Nessun accordo sottobanco, nessun accordo con chi pretende prebende. Nessun accordo con chi vuole assessorati e incarichi. Questa la linea "Inflessibile, prima e dopo" del candidato Sirico. I cittadini devono saper scegliere per il futuro dei loro figli. Il motto di Monopoli era "Continuità nella discontinuità", questo fino a qualche settimana fa, cioè fino al primo turno, oggi, che lo scenario è cambiato, oggi, che il vento è in poppa per Sirico, Monopoli che vantava di aver cacciato dal suo studio i socialisti di Giamante e Libertini, si è dovuto inchinare, politicamente parlando, alla loro volontà. Monopoli ha paura di Sirico. Monopoli teme Sirico. Monopoli suda freddo. Monopoli ha paura di essere bocciato nuovamente dall'elettorato caivanese, proprio come 5 anni fa. Meglio, a questo punto riaprire la porta: "Aprite quella porta, chi ha chiuso quella porta" si sentiva dalle scale del palazzo dove il dottor Monopoli fa studio. Le voci di un apparentamento, fino a prova contraria, tra Monopoli e Giamante sta prendendo sempre più forza. Le indiscrezioni sull'accordo politico si stanno fondendo sempre più. Insomma, per Monopoli non c'è trippa per gatti, è dovuto ricorrere a Giamante per assicurarsi la vittoria, Sirico no. Sirico invece è tornato tra la sua gente, i caivanesi, ed è stato subito premiato. Le foto non lasciano scampo. Le 4.500 tonnellate di spazzatura portate da Forza Italia, partito in cui Monopoli era consigliere provinciale, e milita ancora come candidato sindaco del centro destra, hanno pesato come un macigno sull'elettorato caivanese. Inutile a puntare il dito contro Semplice e contro Bassolino. Sia Semplice che Bassolino sono roba vecchia, esponenti politici passati, pieni di polvere, viceversa è ancora maleodorante e fresca la puzza delle 4.500 tonnellate di spazzatura portate da Cesaro e da Forza Itala. La parola ai cittadini.

Barça, "revocata" la vittoria Champions Interviene la Uefa, rabbia dei blaugrana

Champions League, Uefa: "I quattro giocatori del Barcellona che non sono campioni d'Europa dopo aver vinto la finale con la Juventus"




Loro non hanno vinto la Champions League. E "loro" sono dei giocatori del Barcellona, che fino a prova contraria ha trionfato contro la Juventus nella finalissima di Berlino. Siamo impazziti? No, perché ci sono quattro blaugrana, spiega la Uefa, che non possono fregiarsi del titolo di campioni d'Europa. I nomi: Thomas Vermaelen, Claudio Bravo, Jordi Masip e Douglas. Il punto è che i quattro, che fino a pochi minuti fa si ritenevano campioni d'Europa a tutto tondo, non sono mai scesi in campo, neppure un minuto, in nessuna delle tredici gare disputate dalla squadra catalana in questa stagione di Champions. Dunque, niente titolo. La notizia è stata diffusa da Esports3, ed ha lasciato di stucco diversi tifosi blaugrana (oltre, va da sé ai giocatori interessati). Il regolamento Uefa è inflessibile, e recita che possono essere considerati campioni d'Europa soltanto "quei giocatori che abbiano giocato nella squadra campione della UEFA Champions League", e dunque non "i panchinari senza minuti giocati ed i giocatori della rosa non utilizzati".

La Tulliani e la "love story" con Gaucci Querela "Libero", perde: quanto paga

Elisabetta Tulliani, love story con Luciano Gaucci: perde la causa per diffamazione, deve pagare 12mila euro a "Libero"


di SA.DA



Il tribunale di Roma respinge la richiesta di risarcimento di Elisabetta Tulliani: non ci fu diffamazione ai suoi danni da parte di Libero, Il Giornale e Panorama. Fu l’esercizio del diritto di cronaca e di critica. Le toghe romane hanno invece condannato la compagna di Gianfranco Fini al pagamento delle spese giudiziarie per 51mila euro, di cui 12mila al nostro quotidiano. 

Tulliani si era sentita «diffamata» e «perseguitata» da una «campagna di stampa» condotta dalle tre testate citate in giudizio, che avrebbero pubblicato «notizie false» facendola passare per «una persona disonesta che avrebbe approfittato delle disavventure del suo ex compagno», l’allora presidente del Perugia calcio Luciano Gaucci, «per costruirsi una fortuna con i suoi beni».  Il tribunale di Roma non ha accolto questa tesi. Si legge nella sentenza: la «compressione dei diritti di riservatezza, onore e reputazione», in questo caso, «è giustificata dall’esercizio di diritto di cronaca, quale estrinsecazione della libertà di manifestazione del pensiero (articolo 21 della Costituzione), non disgiunta dal legittimo esercizio del diritto di critica». C’era, a giudizio del Tribunale, un prevalente interesse dell’opinione pubblica da «ancorare alla notorietà dei personaggi».

L’esposizione dei fatti fu corretta e completa, sentenzia il giudice: «Del contenzioso tra Tulliani e Gaucci è stata offerta una prospettazione ampia e obiettiva che ha tenuto conto non solo dell’assunto accusatorio di Gaucci, ma anche della difesa della Tulliani, essendo state riportate entrambe le versioni». Le tre testate chiamate in giudizio da lady Fini hanno svolto un lavoro corretto, ribadisce la sentenza, sia nel rispetto della verità dei fatti («Si trattava di cronaca giudiziaria») sia riguardo «al parametro della continenza espressiva, non rinvenendosi espressioni scorrette, attacchi personali, epiteti ingiuriosi o comunque toni offensivi della dignità morale dei soggetti asseritamente offesi».

Pertanto, con la sentenza n. 12462/2015, il giudice Daniela Bianchini ha escluso la diffamazione  e ha condannato Elisabetta Tulliani «al pagamento delle spese di liti che liquida in complessivi 51mila euro».

Caivano (Na): Considerazioni di un cittadino

Caivano (Na): Considerazioni di un cittadino



Spettabile Amministratore il Notiziario Gaetano Daniele, le invio una lettera perchè ho letto sui vari social network che, il dott. Monopoli si sia apparentato politicamente con i Socialisti che fanno capo a Giamante, Del Gaudio, Chioccarelli, Bernardo, Libertini e Vanacore. Premetto che sono un elettore di Monopoli, mi auguro che pubblichi ugualmente il mio pensiero, siamo in un Paese democratico, almeno credo. Ah, dimenticavo, mi chiamo Antonio e lavoro ad Arezzo. Ho seguito appunto, dai social network l'andamento politico, giorno dopo giorno, grazie a voi dell'informazione, quasi facendomelo vivere di persona. Mi sono reso conto che in questa campagna elettorale si sono formate pseudo tifoserie da Stadio che, nel momento in cui poni una critica politica costruttiva, subito pronti ad aggredirti, a volte anche con colpi bassi, da bassi fondi. Sono lontano e distante da questo modo di fare politica. Fin qui tutto regolare, anche se gli eccessi non li tollero. Sono per la politica di rigore. Proseguo il mio racconto, sempre augurandomi che pubblichi questa mia considerazione, perchè trattasi di considerazioni, giuste o sbagliate che siano, e non strumentalizzi il mio commento, se ha intenzione di non pubblicarlo, non lo pubblichi. Io credo molto nel dott. Simone Monopoli, le dicerie che si sentono sul suo conto sono tantissime, non credo che il dott. Simone Monopoli possa tradire la sua parola data in campagna elettorale. Capisco che in politica possa succedere di dire una cosa e poi farne un'altra, ma il dott. Monopoli non potrà mai apparentarsi con chi fino a poche settimane fa ha attribuito vecchio, politicamente parlando, come nel caso di Del Gaudio che, dopo 45 anni di politica si è ripresentato all'elettorato caivanese. Perchè se dovesse venir meno anche la parola data dal dott. Monopoli che al momento è l'unico punto di riferimento sul territorio, vuol dire che non andrò più a votare nessun candidato. Grazie Mille. Antonio Capasso. 

 Ringraziamenti - Voglio ringraziare personalmente il signor Antonio Capasso che non conosco personalmente. La missiva è stata pubblicata, integra. A noi non piacciono le strumentalizzazioni, soprattutto quando si fanno ai danni di ragazzi che si affacciano per la prima volta alla politica. Peggio, quando si fanno scudo di essi per denigrare il prossimo. Una sola parola per definirli (Vigliacchi). Purtroppo, caro Antonio Capasso, le indiscrezioni vanno rafforzandosi sempre più. L'apparentamento Monopoli-Del Gaudio-Chioccarelli-Libertini-Bernardo pare sia andato a buon fine, fino a prova contraria dello stesso candidato Monopoli. Il blog è aperto a eventuali smentite che, al momento non sono ancora arrivate. L'unico a dire no, a ribellarsi, pare sia stato l'ex. Segretario dell'Mpa, Alessio Vanacore. Ci dispiace deluderla. Anche Monopoli, forse, si è adeguato al vecchio, anzi mi verrebbe da dire, dei vecchi politici tanto criticati prima, forse perchè si credeva di vincere al primo turno? cioè promettere un non apparentamento, criticarne il contenuto e poi allearsi per tornaconto politico. Evidentemente avrà talmente a cuore il Paese che, pur di vincere a tutti i costi, ha sottovalutato le promesse fatte al proprio elettorato. Non si disperi signor Antonio, continui a votare Monopoli, il 14 Giugno libererà Caivano. Neanche ci fossero i Guelfi e i Ghibellini, Ma ormai questo motto pare sia superato, scaduto, proprio come lo Yogurt, perchè? perchè Monopoli pur di vincere li ha caricati quasi tutti sul suo carro, manca solo l'Udc di Tonino Falco.