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mercoledì 20 maggio 2015

"Occhio, Francesco: ti tagliamo la testa" La terrificante minaccia (in famiglia)

Papa Francesco, minacce a suo nipote in Argentina: "Decapiteremo te e tuo zio"





Un nipote di Papa Francesco, parroco nella città argentina di Villa Elisa, ha denunciato alle autorità di aver ricevuto telefonate minatorie. Secondo quanto riferisce la stampa argentina, padre Walter Sivori ha ricevuto diverse telefonate di un uomo che ha minacciato di “decapitare lui o suo zio” il Papa. Le minacce sono iniziate da due settimane, ma don Sivori ha deciso di rivolgersi alla polizia quando è stato anche minacciato suo zio. Il sacerdote, parente di Bergoglio da parte di madre, è parroco della chiesa di Nostra signora dei Miracoli.

Etilometro, tutte le multe annullate? Sentenza-terremoto: occhio al tubo...

Etilometro, la multa è da annullare se la macchina è sporca





Per "dribblare" l'incubo dell'etilometro ora scendono in campo i giudici. Prima di pagare fate attenzione: una sentenza infatti afferma che se il tubo dell'etilometro dovesse essere "troppo sporco", la multa deve essere annullata. Un precedente significativo, quello stabilito dalla pronuncia di un giudice trevigiano, Leonardo Bianco, che ha assolto un automobilista 45enne condannato al pagamento di oltre 4mila euro dopo essere risultato positivo all'alcoltest in un controllo avvenuto nel giugno 2012.

La vicenda - All'epoca, il risultato del "palloncino" non lasciò spazio alcuno alle ambiguità: il tasso alcolemico era tre volte superiore al consentito. L'uomo, però, ha affermato di non aver bevuto, ma di aver soltanto assunto un collutorio: per questo ha deciso di opporsi al decreto penale di condanna. Dopo le perizie - spiega Il Gazzettino - è emerso che l'etilometro con cui era stato effettuato il controllo non era stato sottoposto alle procedure di lavaggio previste dalle normative europee. Dunque, per il giudice, i risultati del test potrebbero essere stati "inquinati" dai precedenti utilizzi del macchinario. L'autista è stato assolto con formula piena. Un precedente la cui portata potrebbe essere significativa: se il caso farà scuola, per la polizia stradale si preannuncia un'impresa dimostrare che l'etilometro utilizzato per un alcoltest sia stato pulito dopo l'utilizzo come previsto dalle normative comunitarie.

Spunta un'intercettazione "atomica" Lotito, sono grossi guai: al telefono...

Calcioscommesse, l'ex ds Vittorio Galigani accusa Claudio Lotito: "Ricatti Macalli e Tavecchio"





Un nuovo scandalo travolge il calcio italiano: scommesse, sempre scommesse. Nel mirino le partite di Serie B, "le più importanti", e a cascata tutti, o quasi, i campionati italiani. E' quanto emerge dall'inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che coinvolge decine di club sportivi e di dirigenti: in una maxi-retata sono scattati 50 arresti. Circa 30 le squadre coinvolte, 70 gli indagati e, sullo sfondo, l'ombra della 'ndrangheta. Secondo quanto affermato dal procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, tre cittadini serbi avrebbero finanziato il giro di scommesse in Italia. Gli stessi avrebbero poi avuto "influenza" sul calcio cinese, su alcuni campionati di basket e su alcuni tornei di tennis internazionali. Ma, come detto, soprattutto avrebbero "taroccato" i risultati del campionato di Serie B. O quantomeno avrebbero provato a farlo.

Lotito nel mirino - E mentre il clima è incandescente, emergono anche le prime intercettazioni. Intercettazioni che puntano in alto, molto in alto. Le accuse sono contro Claudio Lotito, presidente della Lazio, considerato oggi uno dei dirigenti più potenti del pallone italiano. A parlare e ad accusare al telefono è Vittorio Galigani, ex ds di diverse squadre dalla Serie A alla Serie C e oggi editorialista della rivista online TuttoLegaPro.com. Al telefono con il ds de L'Aquila, Ercole Di Nicola, spara: "Macalli e Tavecchio (presidente della Figc, ndr) sono due rincoglioniti...in mano a Lotito, che li ricatta". La telefonata, agli atti dell'inchiesta, risale al 15 gennaio scorso, il giorno in cui Galigani (che non risulta indagato) aveva postato sul suo sito un commento in cui, secondo gli inquirenti, "lamentava una diffusa quanto generale atmosfera di prevaricazione e malaffare imperante in seno agli organi di potere della Lega Pro". Concetti che, nei fatti, ribadisce al telefono con il Ds Di Nicola (tra gli arrestati). Una dura accusa contro Lotito, dunque, dal quale si attendono repliche. In tutto ciò, Tavecchio afferma che la Figc è "parte lesa". "Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo - dichiara Tavecchio - perché continuiamo a subire tutte le situazioni del Paese. Il calcio non viene aiutato da questi scandali. Noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema da certe cose ma i nostri mezzi non sono all'altezza", ha concluso.