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martedì 19 maggio 2015

L'intervista di Giacomo Amadori Parla l'uomo arrestato per le coop: "Perché ho preso il vino di D'Alema"

Cpl Concordia, parla l'ex consulente Francesco Simone: "Ho comprato vino e libri di D'Alema e la sua agenda si è subito liberata"

intervista a cura di Giacomo Amadori 



Dopo trentanove lunghissimi giorni passati tra il carcere di Poggioreale e quello di Modena, Francesco Simone, ex consulente per le relazioni istituzionali della Cpl è tornato nella sua casa romana, dalla moglie e dalle due figlie piccole. Il gip di Modena, con parere favorevole della procura, lo ha liberato, sottoponendolo solo all’obbligo di dimora nella Capitale. «Anche per farmi riprendere il nuovo lavoro e accudire la prole» dice Simone a Libero. All’incontro è presente anche l’avvocato Michele Andreano, felice di aver riportato a casa il suo cliente: «Negli uffici giudiziari di Modena abbiamo trovato un’inaspettata attenzione agli atti, ma anche un rispetto per le regole e per i diritti sacrosanti della persona». Simone ci tiene a sottolineare l’umanità dei compagni di prigionia: «Purtroppo da quella cella buia non si vedeva il cielo e secondo me il cielo non si deve negare a nessuno, nemmeno ai peggiori criminali. Ora per fortuna sono tornato dalle mie bambine». Dietro alle sbarre ha riflettuto sui propri errori ed è arrivato alla conclusione che la principale fonte dei suoi guai siano state alcune «supercazzole» telefoniche e una certa «sboroneria» che potrebbe essere stata fraintesa dagli investigatori che lo intercettavano.

Però lei e la Cpl continuate a essere accusati di alcuni precisi reati. 

«Per me quell’azienda resta un gioiello. Piuttosto bisognerebbe fare un ragionamento sull’evoluzione della cooperazione in Italia: siamo passati da una storia di assistenza, mutuo soccorso e solidarietà a un’attualità fatta di potentissime holding che utilizzano la legge sulla cooperazione per pagare meno tasse e avere dividendi defiscalizzati, oltre che per garantire il futuro dei parenti, in aziende e partecipate. Quello delle coop è diventato un sistema in gran parte nepotistico».

Lei ha ammesso di avere riportato in Italia 77mila euro di fondi neri della Cpl. A cosa servivano?

«Questo non lo so e non l’ho mai domandato. Mi aveva chiesto di farlo il presidente Roberto Casari e io, per amicizia e amore della Cpl, non ho detto di no. Non pensavo nemmeno di commettere un vero reato. Comunque non creda che sia in questo modo che sono state pagate eventuali tangenti ai politici. Oggi si utilizzano metodi più raffinati, come le consulenze, i subappalti, le assunzioni».

Quali erano i politici più insistenti?

«I big non erano mai troppo insistenti e il consiglio d’amministrazione si riuniva e deliberava i contributi in maniera trasparente e bipartisan». 

Lei esclude episodi diffusi di corruzione, però è difficile credere che nel nostro ceto politico non ci siano i profittatori…

(Ride) «Beh, se devo essere sincero penso che qualche viaggetto gratis qualcuno se lo sia fatto. La Cpl ha una bella foresteria in uno dei quartieri più esclusivi di Buenos Aires. Più di un parlamentare ci ha passato le ferie. Ricordo un noto esponente del centrosinistra che ci ha trascorso le vacanze di Natale con la compagna».

Di chi sta parlando?

«Il nome non lo può scrivere perché non ho le ricevute di pagamento e lui potrebbe sostenere di aver acquistato il volo, anche se non credo che sia successo. In ogni caso, parlando di scrocconeria, il ceto peggiore è quello politico-amministrativo: sindaci, assessori, consiglieri comunali. Sono delle piattole. Domandano di tutto, dall’aceto balsamico, al contributo elettorale alla sponsorizzazione per la squadra di calcio del paese. Visto che la Cpl era proprietaria del Modena calcio, c’era persino chi chiedeva un provino per amici e parenti». 

Tra i politici di levatura nazionale lei ha parlato di Massimo D’Alema. Ha detto che sa mettere le mani nella m…

«Io sono stato un grande ammiratore di Bettino Craxi e suo amico personale durante l’esilio tunisino. D’Alema con lui non è stato garantista e non ho motivo di difenderlo, ma è un politico vero, che si occupa di questioni concrete».

La Cpl ha versato alla sua fondazione ItalianiEuropei 60mila euro. Chi lo ha deciso?

«Il cda. Nel mondo della cooperazione D’Alema è ancora molto amato».

Come siete entrati in confidenza con il lìder Massimo?

«L’avevo conosciuto ai tempi in cui era ministro degli Esteri e io facevo il consigliere di Bobo Craxi alla Farnesina, ma i nostri rapporti si limitavano ai convenevoli. Poi, nel 2014, insieme con Casari ho partecipato a un paio di seminari di ItalianiEuropei e siamo andati nel suo ufficio, credo che fosse una visita di cortesia, alla vigilia del rinnovo dell’iscrizione alla fondazione».

Come nasce la trasferta a Ischia, nel feudo elettorale del sindaco Pd Giosi Ferrandino, arrestato con l’accusa di corruzione nell’inchiesta Cpl (avrebbe intascato mazzette per la metanizzazione dell’isola da parte della coop ndr)?

«Con Ferrandino, in tempi recenti, avevo instaurato rapporti amichevoli e quando venne a sapere che avevo incontrato D’Alema mi disse: “Perché non fissiamo un appuntamento pure per me, lo stimo molto anche se sono nel consiglio nazionale del Pd in quota Renzi…”. Io alzo il telefono e chiamo la segretaria della fondazione. Per me era facilissimo ottenere udienza a nome dell’azienda. A questo punto riesco a organizzare l’incontro e porto Giosi insieme con suo fratello Massimo nella sede di ItaliaEuropei. Ferrandino stabilisce subito un rapporto cordiale con D’Alema. Durante la visita abbiamo parlato della sua candidatura alle europee e anche del nuovo corso del partito. D’Alema si disse seccato per la “finta rottamazione” di Renzi».

Poi Ferrandino le chiede di portare D’Alema a Ischia per la sua campagna elettorale…

«Per questo contatto l’addetta stampa dell’ex premier, mi pare si chiami Daniela, e lei mi dice che la trasferta è impossibile, che il principale ha l’agenda piena. A questo punto ho il colpo di genio. Mi viene in mente che la moglie e i figli di D’Alema hanno un’azienda vitivinicola e penso di sfruttare la cosa. L’occasione capita alla presentazione al teatro Adriano di Roma del libro di D’Alema Non solo euro (era il 18 marzo 2014, ndr). Quel giorno è presente anche la moglie Linda Giuva che io conoscevo solo di vista. La invito a Ischia e le propongo di unire la presentazione del libro a quella dei loro vini. Alla signora l’idea piace subito e mi dice: “I week end di mio marito li gestisco io, vedrò di ritagliare un paio di giorni”». 

In effetti il 10 e 11 maggio i due coniugi scendono a Ischia, ma prima voi comprate centinaia di libri e di bottiglie di vino. In un’intercettazione del 21 marzo 2014 lei chiama la fondazione per acquistare 500 copie del volume e ad aprile, come ha ammesso con Libero la stessa Giuva, la Cpl acquista altro vino della famiglia D’Alema…

«Dieci cartoni con sessanta bottiglie di rosso e di spumante li abbiamo portati a Ischia per la presentazione nell’albergo di Ferrandino, il resto lo abbiamo inserito nei cesti natalizi dei dipendenti o nella lista vini dell’albergo della Cpl di Concordia sul Secchia».

Ha fatto acquistare bottiglie e libri di D’Alema per riuscire a portare l’ex segretario dei Ds al cospetto di Ferrandino, ma sapeva che, secondo gli investigatori, i rapporti tra la Cpl e il sindaco non erano di semplice cordialità?

«Assolutamente no, anche perché non mi sono mai occupato dei problemi progettuali, gestionali e realizzativi delle reti del gas né a Ischia, né negli altri comuni».

Ma perché Ferrandino ci teneva tanto ad avere D’Alema a Ischia?

«Ne aveva bisogno perché il suo maggior competitor alle elezioni europee era Andrea Cozzolino, un dalemiano doc: Ferrandino cercava di coprirsi in quell’area per ridurre al minimo il danno».

La Cpl non ha acquistato solo il libro di D’Alema. Avete comprato anche quelli di Giulio Tremonti e Renato Brunetta, ex socialisti come lei…

«Per questo tipo di pubbliche relazioni ho sempre privilegiato il mio mondo di provenienza laico-socialista. Recentemente abbiamo presentato e acquistato l’ultima fatica editoriale di Claudio Martelli, un altro politico a cui mi legano stima e amicizia personale».

Che cosa farà adesso che non lavora più per la Cpl?

«Devo mantenere 4 figli e quindi qualcosa dovrò inventarmi. Probabilmente lo farò con dei progetti nel Maghreb, dove da molti anni amo lavorare. Mi sto occupando di turismo invernale per la terza età in Tunisia, sto organizzando la maratona di Cartagine e mi piacerebbe individuare opportunità per le imprese italiane nel Nord Africa. Ma vorrei rassicurare su eventuali pericoli di fuga i magistrati: io e la mia famiglia adoriamo Roma e l’Italia e non potremmo mai scappare da qui».

lunedì 18 maggio 2015

L'intervista a Matteo Salvini: "Ho i nomi di chi mi assale" La vendetta del leghista: cosa farà

Matteo Salvini: "Ho i nomi di chi mi assale. Denuncio tutti"


intervista a cura di Matteo Pandini 



L’altro giorno gli scontri, gli sputi e gli insulti in Toscana. Ieri le contestazioni in Liguria. Matteo Salvini si muove e i centri sociali si scatenano. In mezzo, le forze dell’ordine. Fumogeni e petardi. Sassi e uova. Manganellate.

Salvini, dica la verità: lei è contentissimo. Passa per vittima e tutti parlano di lei.

«Non auguro a nessuno di dover schivare petardi, sassi, uova. Io voglio guadagnare voti per i successi e per le idee della Lega, e non perché ci sono quattro disadattati da rieducare che vengono a fare casino».

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi del Pd, la accusa di provocare e di violentare la sua regione.

«Lui è tra i peggiori! Ringrazio i pochi di sinistra che hanno condannato queste violenze. Se tirassero un pop corn contro Renzi, Alfano o la Boldrini non esiterei a difenderli subito. La violenza va condannata senza se e senza ma. Rossi è squallido, la sinistra ha paura e fa pure di peggio, perché sponsorizza e tollera questa gentaglia. Alcuni centri sociali ricevono finanziamenti pubblici».

Ormai contestarla è diventata una moda. È preoccupato?

«Ho visto 700 persone a Cecina e 500 a Lucca. Poi tutti parlano dei delinquenti di Massa, ma io ho incontrato e sto incontrando migliaia di cittadini. Per questo la sinistra ha paura. Teme di perdere in Liguria, Umbria, Toscana. Mi auguro che tutti gli elettori non di sinistra votino il 31 maggio. Spero che neanche un lettore di Libero resti a casa. Sarà un referendum. Possiamo mandare a casa il governo».

È più scocciato con Alfano, che le rinfaccia i tanti poliziotti che devono scortarla, o con Tosi che la accusa di provocare?

«Non parlo né di uno né dell’altro. Sono il nulla».

Be’, uno è ministro dell’Interno e l’altro è il sindaco di Verona nonché aspirante governatore veneto…

«Il 31 maggio si vince, Alfano va a casa e carabinieri e polizia tornano a fare il loro lavoro visto che ci sono direttive dall’alto che li bloccano».

Non è così facile gestire l’ordine pubblico.

«Per prima cosa vanno sgomberati i centri sociali, che sono covi di delinquenti. Non ci vuole una scienza. Poi, certo, ci sono anche questori più capaci e altri meno capaci».

Durante il suo tour toscano, con gli scontri a Massa e Viareggio, qualche dirigente locale della Lega ha contestato l’operato delle forze dell’ordine. Conferma?

«A Massa il questore è stato in gamba».

E a Viareggio com’è andata?

«Non aggiungo altro, se non che ho fermato il comizio quando ho visto un bimbo di 4 anni sulle spalle del papà e che piangeva, perché era in mezzo a venti delinquenti che tiravano di tutto. Se gli fosse successo qualcosa non me lo sarei perdonato».

Non si sente protetto a sufficienza?

«Come nella scuola, ci sono insegnanti per bene e altri incapaci. Così accade in tutte le altre categorie professionali».

Non l’ha chiamata nessuno dal centrosinistra?

«No. Eppure il mio cellulare ce l’hanno almeno 3-4mila persone. Mi chiedo: ma è normale che un segretario politico debba subire tutto questo? C’è un altro Paese civile dove succedono queste cose? L’altra sera, a Pisa, nonostante le minacce abbiamo incontrato 500 persone».

È vero che fate fatica a trovare spazi per i vostri comizi?

«Per un aperitivo in Versilia abbiamo contattato quattro locali diversi: tutti temevano scontri. A Pisa un albergatore ha dovuto negarci la sala perché ha detto di aver subìto minacce. Sarebbero venuti a distruggergli il locale».

Non crede, come scrive Repubblica, di raccogliere quello che semina e cioè odio?

«La tesi di Repubblica non regge. A Imperia ci hanno tirato le uova urlandoci razzisti, ma noi eravamo là per incontrare gli operai dello storico pastificio Agnesi, ricorda la pubblicità “silenzio parla Agnesi”?, perché rischiano di perdere il posto. Eravamo lì per parlare di lavoro, chiamati dai lavoratori, e questi qui ci insultavano. E anche a Porto Recanati, quando andammo in un hotel zeppo di clandestini che poi non ci hanno fatto avvicinare, eravamo stati invitati dagli inquilini perbene africani che subiscono lo spaccio sul pianerottolo e sono stufi».

E cosa significa?

«Significa che potrei anche inaugurare una scuola materna o andare all’Avis, ma troverei sempre venti rompicoglioni che spesso sono figli di papà e che disturbano. Sono anche figli di magistrati, avvocati, gente con un ottimo conto in banca».

Come fa a saperlo?

«Alcuni li denuncio! Almeno 3 o 4 tra Umbria, Marche e Toscana. La polizia ne ha fermati di più, vedrò cosa fare. So nomi e cognomi».

Non pensa di cambiare strategia, abbassare i toni, dimenticare le ruspe?

«Nooo! Anzi, la gente mi dice di andare avanti, a Ventimiglia una signora mi ha raccontato di essere scesa in cantina per prendere l’olio e s’è ritrovata un clandestino che stava dormendo. È ora di dire basta».

Maroni, da ex ministro dell’Interno, non la sta consigliando?

«Domani (oggi, ndr) ci sarà il consiglio federale e parleremo anche di questo. Oltre che di Pontida - la faremo il 21 giugno - e di elezioni».

Ma davvero crede di vincere le regionali?

«In Liguria e in Umbria si può vincere. In Toscana possiamo andare al ballottaggio, perché se nessuno prende almeno il 40% è previsto il secondo turno. Per questo Rossi è spaventato».

Veramente dice che lei è sempre in tv e quindi invoca la par condicio.

Risata fragorosa. «Scappa, è spaventato!».

Lo schiaffo di Matteo Renzi ai sindacati Nelle scuole arriva il preside-sceriffo

Scuola, approvato l'artico sui "presidi sceriffi"





Certo, dice che è "pronto ad ascoltare" insegnanti e sindacati. Come no. Ma intanto il governo, come da cronoprogramma, sta andando avanti nella tanto contestata riforma della scuola. E oggi Renzi ha fatto approvare dalla Camera uno dei punti più contestati della "buona scuola": quello sul nuovo ruolo che i presidi avranno all'interno degli istituti. L'aula di Montecitorio, con 224 voti favorevoli, 100 contrari e 11 astenuti, ha dato il via libera all’articolo 9 del ddl  che appunto riguarda le competenze del dirigente scolastico (tra le quali c'è la valutazione degli insegnanti e la conseguente attribuzione di premi)  e attribuisce ai presidi il potere di chiamata diretta dei docenti dei  propri istituti. Ovvero, quelli che sono stati soprannominati "presidi sceriffi". Il voto finale è previsto per mercoledì.

La valanga che travolge Berlusconi Quanti parlamentari perde/Le cifre

Scissione in Forza Italia: quanti parlamentari perderà Silvio Berlusconi





"Forza Italia è un capitolo chiuso", "stiamo lavorando ad un centrodestra che abbia una prospettiva diversa". Parola di Raffaele Fitto che ieri domenica 17 maggio ospite di Lucia Annunziata a In mezz'ora ha annunciato di aver lasciato il Ppe e chiesto l'ingresso nel gruppo dei Conservatori riformisti inglesi. Ma che ricadute avrà la rottura con Silvio Berlusconi su Forza Italia? La scissione di Fitto e il suo nuovo gruppo che si chiamerà Conservatori e riformisti avrà delle conseguenze pesanti sul partito. Perché i numeri - anche se tra i fittiani ci sono delle perplessità su modalità e tempi della rottura - parlano chiaro. Secondo Repubblica, infatti, c'è già un elenco degli scissionisti che vuole 14 deputati e 13 senatori certi, 9 deputati e 4 senatori ancora da convincere. 

I parlamentari pronti a uscire sono scritti neri su bianco nei quaderni di Daniele Capezzone, ex portavoce di Forza Italia. I deputati sono i sette pugliesi (a esclusione di Sisto e Savino) e il nucleo "storico" di dissidenti: Romano, Galati, Bianconi, Castiello, Latronico e Laffranco. Che con Capezzone fanno 14. Ancora indecisi Antonio Marotta, Alberto Giorgetti e Massimo Corsaro. Al Senato ci sono 13 certezze: Bonfrisco, Zizza, Lettieri, Perrone, Liuzzi, Longo, Pagnoncelli, Milo, Falanga, Ruvolo e Scavone. 

Non mancano i contatti con i verdiniani, ovviamente. Un compromesso con Denis Verdini, infatti, permetterebbe di allargare il consenso a Montecitorio. E in questo momento per Fitto i numeri sono importanti: gli servono infatti venti deputati per far nascere un gruppo e i numeri ballerini non rappresentano il passo giusto per cominciare. Anche se Fitto ostenta sicurezza: "Berlusconi vedrà quanta gente riuscirò a convincere"

Caivano (Na): Le interviste rilasciate da Monopoli per il Notiziario sul web

Caivano (Na): Le interviste rilasciate da Monopoli per il Notiziario sul web



di Gaetano Daniele 


Il candidato Sindaco dott. Simone Monopoli
ad un Convegno organizzato dal nostro blog il Notiziario

  • Domenica 16 Dicembre 2012 il dott. Simone Monopoli ci rilascia la seguente intervista



  • Mercoledì 24 luglio 2013 il dott. Simone Monopoli ci rilascia la seguente intervista 



  • Venerdì 25 ottobre 2015, il dott. Simone Monopoli ci rilasciava la seguente intervista: 



  • Martedì 24 Febbraio 2015 il dott. Simone Monopoli interviene sul nostro blog il Notiziario 



  • Giovedì 5 Marzo 2015 il candidato Sindaco del centro destra Simone Monopoli ci rilascia la seguente Intervista 



  • Venerdì 13 febbraio 2015, il candidato Sindaco di Forza Italia Simone Monopoli interviene sul nostro blog 


Il dott. Monopoli ad un altro convegno
organizzato dal blog, il Notiziario sul web

Sono tantissime le interviste, i Post e i commenti che, l'attuale, ahimè.., candidato Sindaco di Caivano, dott. Simone Monopoli ci ha inviato, ultime le interviste di Marzo 2015. Quindi parliamo veramente di pochi giorni fa. Tante le email dei cittadini di Caivano che non si spiegano il perchè, Monopoli, legatissimo al nostro blog, abbia rifiutato il confronto pubblico organizzato appunto dal nostro portale d'informazione il Notiziario, ricordandomi, i lettori che, lo stesso Monopoli, interveniva appunto sul blog, il Notiziario sul web, una settimana sì e pure l'altra e, all'improvviso, senza motivo alcuno, senza giustificazione, ha deciso di girarci le spalle. Forse sarà stata qualche domanda scomoda? non lo sappiamo. E' difficile stare dietro al candidato Sindaco Simone Monopoli. Allo stato attuale, non siamo in grado di dare una risposta chiara e precisa ai lettori, non che la cosa mi dispiaccia più di tanto: tutti servono ma nessuno è indispensabile, chi latita i convegni, anche se organizzati da un cittadino comune senza nè titoli nè Don, sbaglia, al di là che ad invitare Monopoli al confronto pubblico sono stati anche Papaccioli e Sirico. Chi ha la responsabilità e la presunzione di rappresentare un Paese intero, ha l'obbligo civile e morale di presentarsi e rispondere, non tanto per rispetto dell'interlocutore, ma nel rispetto dell'intera collettività. E' troppo facile, quasi da immaturi, dopo dire: no, ma a me quello o questo non piace, o peggio addirittura accusare, sputando appunto, nel piatto in cui si è mangiato per tanto tempo. Chi non rispetta la collettività non rispetta se stesso e quindi secondo la nostra visione delle cose non può rappresentare Caivano. Il blog il Notiziario, è aperto a tutti i cittadini, in democrazia, non bisogna essere laureati nè avere titoli per esprimere il proprio pensiero, lo ha fatto appunto, anche il dott. Simone Monopoli sul nostro portale d'informazione fino a quando ha ritenuto che il blog, in qualche modo gli poteva tornare utile, sia sotto il punto di vista di visibilità, sia sotto altri punti di vista, perchè il dott. Monopoli, prima di essere un politico candidato alla carica di Sindaco è un cittadino come tutti gli altri. Non vogliamo, non voglio, fossilizzarmi sul dott. Simone Monopoli, i suoi comportamenti non nutrono la mia stima, i cittadini sapranno accordargli o meno la fiducia, non posso però, fare a meno di ricordare ai lettori del blog, e ne sono tantissimi, che, un politico, qualsiasi politico ha appunto, l'obbligo morale di rispondere sempre alle domande che gli vengono poste, anche da Andrea Capechiuv.... ,(Buonanima), se sente sulle sue spalle il peso e il senso di responsabilità di rappresentare l'intera comunità, e non scappare, o peggio nascondersi dietro le accuse perchè si è capito in ritardo di non avere più proposte da fare al Paese. Per qualcuno la miglior difesa è l'attacco! Ahimè, la politica è una cosa serissima e non si può ridicoilizzarla in questo modo, e mi rivolgo in generale, limitarsi solo ed esclusivamente all'inciucio di salotto solo per pochi ristretti, familiari, anche perchè gli inciuci di salotto, prima o poi presentano in politica un conto piuttosto salato. 

Caivano (Na), Politica, Papaccioli: "Informatica e wi-fi libero per una Caivano all’avanguardia"

Caivano (Na), Politica, Papaccioli: "Informatica e wi-fi libero per una Caivano all’avanguardia"

Il candidato a sindaco strizza l’occhio alle nuove tecnologie

a cura di Gaetano Daniele 


Metti una X su PAPACCIOLI 

Ai giovani e ai Caivanesi dico: Il progresso ed il futuro di Caivano non possono prescindere dall’implemento degli strumenti informatici a disposizione dei cittadini. Per questo non poteva mancare un occhio di riguardo a queste problematiche nel programma elettorale del candidato a sindaco Giuseppe Papaccioli, detto Pippo.

Competizione Elettorale - L’ex primo cittadino Pippo PAPACCIOLI, si presenta alla competizione elettorale di fine mese con le idee ben chiare: “Dobbiamo attivare immediatamente -spiega Papaccioli - almeno dieci punti di accesso gratuito di wi-fi oltre a quelli già esistenti come ad esempio nella biblioteca. Solo così si può offrire ai giovani e a quelli che non hanno grandi possibilità di essere sempre on-line e quindi in contatto con il mondo interno ed esterno. Saranno gli stessi giovani a suggerire in quali luoghi può essere utile liberalizzare questo servizio. Insomma vogliamo una Caivano sempre più avanti”.

Amministrative 31 Maggio - Pippo PAPACCIOLI è candidato alla carica di sindaco per il voto del 31 maggio con due liste al seguito “Noi con Papaccioli” e “Noi con Salvini”.

Postazioni esistenti - Chiaro che anche le postazioni esistenti devono essere potenziate: “Partiremo da quelle già esistenti in biblioteca ed anche incrementando la dotazione di pc che potranno essere utilizzati gratuitamente da quanti ne avranno la necessità”. Non ci saranno spese ulteriori per la collettività: “Ci avvarremo - conclude PAPACCIOLI - dei  sistemi operativi liberi e gratuiti con cui attivare anche la circolazione della documentazione tra istituzioni, e, tra istituzioni e cittadini. Organizzeremo delle giornate di alfabetizzazione informatica per consentire a tutti di imparare ad utilizzare ogni tipo di software”.

"Occhio, se non c'è quel timbro..." Tasse, le cartelle da non pagare

Fisco, la cartella di Equitalia è nulla se non passa dalle Poste Italiane





Fate attenzione a chi vi spedisce la cartella di Equitalia che vi impone un pagamento: se non arriva tramite raccomandata che passa dalle Poste Italiane, non dovete sganciare un euro. E' quanto stabilisce una sentenza della Ctp di Reggio Emilia, la 199/03/2015, in cui si spiega che è nulla e non sanabile la cartella di pagamento emessa da Equitalia e notificata con raccomandata a/r a mezzo di un'agenzia privata di recapito. Un sistema di consegna privato, dunque, annulla l'atto e "salva" i vostri risparmi.

Il ricorso - Il caso era stato sollevato da un contribuente che aveva impugnato una cartella di pagamento, ritenendola nulla per inesistenza della notifica, poiché - come spiega Il Sole 24 Ore - l'agente della riscossione non aveva utilizzato per l'invio della raccomandata a/r le Poste Italiane, così come previsto dalla legge (al contrario era stata scelta un'agenzia privata di recapito). In giudizio, Equitalia ha sostenuto che si era avvalsa legittimamente del servizio privato in base al criterio dell'offerta economica più vantaggiosa, e sempre Equitalia ha sostenuto che di tale procedura era stata data pubblicità nelle forme di legge.

Il verdetto - La Ctp, però, ha dato ragione al contribuente, facendo proprio un principio espresso dalla Cassazione secondo il quale quando il legislatore prescrive, per l'esecuzione di una notificazione, il ricorso alla raccomandata con avviso di ricevimento non può che fare riferimento al "servizio postale universale" fornito dall'Ente Poste sull'intero territorio nazionale. Dunque, se il compito viene affidato a un'agenzia privata è da considerarsi non conforme e non idoneo al perfezionamento del procedimento notificatorio.