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domenica 3 maggio 2015

Salvati 380 naufraghi partiti dalla Libia Non si ferma l'ondata verso la Sicilia

Immigrati, le navi militari italiane salvano 380 naufraghi: sbarcheranno a Vezzallo






Ancora sbarchi nel ragusano. Sarebbero in tutto 380 i migranti che arriveranno oggi a Pozzallo, nel ragusano. Gli extracomunitari potrebbero essere ospitati nel locale centro di prima accoglienza. La polizia di stato di Ragusa ha già avviato le indagini, analizzando i dati che giungono dalla nave militare che accompagnerà i migranti.

Unione europea, ecco quanto danno e quanto prendono i Paesi membri: la classifica

Unione europea, ecco quanto danno e quanto prendono i Paesi membri: la classifica





La Cgia di Mestre ha analizzato il contributo finanziario netto allo sviluppo di tutti i paesi dell'Ue. Nel periodo 2007-2013, l'Italia, ad esempio, ha versato a Bruxelles 109,7 miliardi di euro e ne ha ricevuti, attraverso i programmi comunitari, 71,8. "Nel rapporto dare/avere con l’Ue - spiega il presidente Giuseppe Bortolussi - in questo settennato abbiamo registrato un saldo negativo di 37,8 miliardi di euro. Dopo la Germania, il Regno Unito e la Francia, siamo il quarto contribuente netto a garantire l'azione dell'Unione. Se, invece, prendiamo come parametro di riferimento il dato pro-capite, sono i paesi nordici a guidare la graduatoria, mentre l'Italia scivola all'undicesimo posto, con uno sforzo economico per residente pari a soli 623 euro". 

La classifica assoluta - Analizzando la differenza assoluta tra le risorse versate all'Unione e quelle accreditate a ciascun Stato dell'Ue tra il 2007 e il 2013, il maggior contributore è la Germania (83,5 miliardi) davanti a Regno Unito (48,8 miliardi), la Francia (46,5 miliardi) e appunto l'Italia. 

La classifica pro capite - Prendendo come termine di raffronto il dato pro capite, il maggior sostenitore dell'Ue è invece il Belgio (1.714 euro a testa) davanti a Olanda (1.569 euro), la Danimarca (1.346 euro), la Svezia (1.195 euro), la Germania (1.034 euro), il Lussemburgo (997 euro), il Regno Unito (759 euro), la Francia (707 euro), la Finlandia (689 euro), l'Austria (674 euro), l'Italia (623 euro) e Cipro (197 euro). Tutti gli altri 17 Paesi, invece, sono percettori netti, ovverosia hanno ottenuto più di quanto hanno versato a Bruxelles. Uno spagnolo, ad esempio, ha ricevuto 355 euro, un polacco 1.522 euro, un portoghese 2.100 euro e un greco 2.960 euro.

Pensioni, come funzionerà il "rimborso" Rischio salasso: altri tagli e incubo Iva

Pensioni, il no al blocco degli adeguamenti sarà un salasso per gli italiani. Come funziona il "rimborso"





La bocciatura dello stop agli adeguamenti delle pensioni all'inflazione per il 2012-13 stabilita dalla Corte costituzionale è una boccata d'ossigeno per molti italiani e una mazzata per i conti dello Stato. E, di conseguenza, una mazzata per le tasche di quegli stessi italiani. La buona notizia rischia di trasformarsi infatti in boomerang. Il Tesoro si troverà a dover erogare, secondo le prime stime, qualcosa tra i 5 e i 10 miliardi di euro, compito non facile visto che l'ultima finanziaria è stata fatta con il bilancino. Secondo Affaritaliani.it, a giugno il governo dovrà correre precipitosamente ai ripari, anche perché la sentenza della Consulta riferita agli anni 2012 e 2013, potrebbe avere gli stessi effetti sugli assegni per il 2014 e il 2015. Quel miliardo e mezzo risparmiato (il tanto famoso, forse fasullo tesoretto) non aiuteranno granché. Come scrive Alberto Maggi, Renzi e Padoan spingeranno per altri tagli agli enti locali, dalle spese sanitarie, alla scuola e la sicurezza. Dal punto di vista dei pagamenti, per non mandare in debito d'ossigeno l'Inps, da via XX Settembre avrebbero accennato a tre soluzioni distinte, la prima in autunno e le altre due nei 6 mesi successivi. E' chiaro come il grosso rischio, in agguato, sia quello delle famigerate clausole di salvaguardia: in caso di sforamento del rapporto deficit-Pil porterà all'aumento delle due aliquote Iva, rispettivamente dal 10 al 12% nel 2016 e al 13% nel 2017 e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018.

sabato 2 maggio 2015

LA JUVENTUS È CAMPIONE D'ITALIA Scoppia la festa per lo Scuddetto n.31

La Juventus è campione d'Italia per la 31ma volta





Si chiude a Marassi la marcia della Juventus verso lo scudetto numero 31 della sua storia. La squadra bianconera vince 1-0 contro la Sampdoria conquistando il quarto titolo consecutivo. A decidere la sfida Arturo Vidal con un preciso colpo di testa al 32’. In classifica la formazione di Massimiliano Allegri sale a 79 punti mettendo tra sé e la Lazio seconda un gap incolmabile di 17 punti. Per i blucerchiati uno stop nella corsa all’Europa, i liguri sono quinti a 51 punti.

Nell’undici iniziale Mihajlovic schiera Soriano dietro le punte Muriel ed Etòo. In avanti Allegri si affida alla coppia d’attacco composta da Tevez e Llorente. Si parte subito con una emozione per il pubblico di Marassi, dopo pochi secondi dal via Buffon e Bonucci non si capiscono e la palla arriva a Soriano che tenta un destro dal limite che termina a lato. Ancora la Samp in avanti, al 10’ Obiang recupera un tiro rimpallato di Soriano, il numero 14 da fuori area tenta un grande destro potente che si spegne a lato. Al 15’ palla insidiosa nel mezzo dell’area bianconera con Etòo che non arriva per un soffio all’appuntamento con la deviazione di testa. Cinque minuti dopo angolo per la Juve, sulla sfera impatta Llorente il cui tiro finisce alta non di molto sopra la traversa.

Al 25’ ci prova al volo Llorente su invito dalla trequarti ma non trova la porta. Un minuto più tardi è Vidal a provare una conclusione centrale facilmente controllata dal portiere. Al 32’ rete pesantissima per la Juve, su azione cominciata sulla fascia destra Lichtsteiner serve sul secondo palo Vidal il quale indisturbato insacca di testa alle spalle di Viviano: 1-0 Juve.

Bianconeri ancora pericolosi poco dopo su una conclusione aerea di Llorente fuori misura. I padroni di casa non stanno a guardare e provano ad alzare il ritmo, al 38’ cross teso dai 30 metri di Muriel ma nessuno tocca. Galoppata di Muriel allo scadere, l’ex Udinese al limite dell’area passa a Soriano il cui tiro non impensierisce Buffon spegnendosi a lato. La ripresa comincia con la squadra di Mihajlovic in avanti, al 48’ palla tesa in area di Muriel su cui Etòo non può intervenire. Al 52’ incursione sulla sinistra di Palombo che dal fondo la mette al centro per Etòo. Mihajlovic prova ad aumentare il peso offensivo inserendo Bergessio al posto di Rizzo. Al 55’ azione prolungata bianconera con tiro finale di Marchisio da dimenticare. Poco dopo è Tevez a provare a mettere il suo sigillo sul match, il tiro incrociato dal limite sibila alla sinistra della porta di Viviano. Al 63’ prova la via del gol il sampdoriano Bergessio con un tiro da fuori alto sopra l’incrocio. Passa un giro di orologio e sempre Bergessio, pescato in area vede la sua conclusione a botta sicura deviata in angolo da un provvidenziale intervento in scivolata di Bonucci. Minuto 67’, spunto di Tevez, l«Apachè dal limite non impensierisce il portiere con un rasoterra centrale, ci prova ancora Marchisio dal limite, Viviano blocca a terra. Alla mezz’ora gran botta potente dalla distanza del doriano Duncan su cui interviene Buffon.

Brivido per la Juve all’81’ punizione tesa di Muriel su cui deve intervenire Buffon che toglie la palla destinata a insaccarsi sotto la traversa. Un minuto dopo Soriano sbilanciato non trova la coordinazione giusta per impensierire in area Buffon. Sul fronte opposto Bonucci sfiora il raddoppio, nell’azione il difensore chiede anche il rigore per un fallo di mano di un difensore. Nei minuti di recupero c’è ancora spazio per un tiro di Muriel sull’esterno della rete. Finisce la gara dopo 4’ di recupero e inizia la festa nello spogliatoio bianconero, una festa morigerata, martedì c’è infatti la gara di andata delle semifinali di Champions contro il Real Madrid.

Parla il padre del fanatico No Expo "Mio figlio non violento, ma solo p..."

Parla il padre del No Expo: "Mio figlio è solo un pirla"





Dice che "quattro schiaffoni glieli avrei anche dati volentieri. Però mio figlio ha quasi 21 anni, che cosa avrei risolto così? Ci ho pensato ma mi sono trattenuto". A parlare, in una intervista al Corriere della Sera, è Vincenzo Sangermano, il padre di Mattia, il ragazzo che ieri dopo la guerriglia dei No Expo in centro a Milano aveva detto che sfasciare tutto era giusto. Salvo poi ritrattare e chiedere scusa per quella sua frase sventurata. Cos'è successo nel mezzo delle due dichiarazioni? Che Mattia è tornato a casa e i genitori gli hanno chiesto conto di quel che aveva detto. 

"Guardi che siamo una famiglia normale - puntualizza il padre, operaio in una ditta della zona -. Mio figlio non è uno sbandato. E’ semplicemente un pirla". Mattia, riporta ancora il Corriere, studia al liceo economico-sociale Cairoli di Pavia dove è stato bocciato due volte. "Bazzica i centri sociali perché ama il rap e il rock alternativo, ma se gli chiedete i motivi della manifestazione no Expo fa confusione. Si è infilato in una storia più grande di lui" spiega ancora il padre. Che poi racconta come sono andate le cose ieri: "E’ stato mio figlio minore, che ha 2 anni meno di Mattia, a mostrarmi l’intervista sul telefonino. Sono rimasto senza parole. L’ho subito cercato al cellulare. Quando è tornato a casa io e mia moglie lo abbiamo affrontato. Abbiamo litigato per ore. Ma ancora adesso non sa dare un vero perché a queste frasi assurde". E ancora: "Una delle cose che mi fa arrabbiare di più, poi, è che io sono totalmente favorevole ad Expo, è un’opportunità di lavoro per tanti. Davvero non capisco".

La sberla di Salvini ai No Expo "Ci vediamo lunedì in piazza"

Salvini sfida i No Expo: "Lunedì in piazza contro i violenti"





Forse, dopo quanto accaduto ieri tra via Meravigli e pagano, in pieno centro a Milano, era meglio lasciar calmare le acque. Ma matteo salvini, si sa, è uno al quale non piace aspettare. E' uno che non se la prende comoda e, come testimonia quanto accaduto qualche mese fa a Bologna dove la sua auto venne assalita dagli antagonisti durante la visita a un campo rom, è uno che non teme di sfidare i violenti della piazza. Il segretario federale della Lega non ha perso tempo e a meno di 24 ore dalla guerriglia No Expo in centro a Milano, ha lanciato la sua sfida via Twitter: "Lunedì alle 18 aspetto in Piazza Scala tantissima gente perbene ma incazzata. Mai più #Milano così #noexpo #". Con tanto di foto postata in cui punta l’indice come nel celebre manifesto Usa dello Zio Sam nel 1917 per l’arruolamento nell’esercito.

Caivano (Na): Video Esclusiva: I Socialisti in extremis si preparano al cambiamento.. non del Paese, ma della coalizione..

Caivano (Na): Video Esclusiva: I Socialisti in extremis si preparano al cambiamento.. non del Paese,  ma della coalizione 


di Gaetano Daniele 


Castello Medioevale di Caivano (Na)

Liste chiuse. Il dott. Giuseppe Papaccioli è il primo candidato sindaco a chiudere le liste dei candidati al consiglio comunale per le elezioni amministrative di domenica 31 maggio. Anche se va sottolineato che, non è mancato il solito mercato delle vacche. I colpi di scena si susseguivano a ritmo battente, da destra a sinistra, infatti, i Socialisti dell'Avv. Peluso e del dott. Giacinto Libertini, all'ultimo minuto, prendono altri apparentamenti?. Non si conoscono ancora i motivi, fatto è, che all'ultimo minuto sottovalutando la volontà dei propri elettori, passano in altre coalizioni?. Figuriamoci dopo, una volta eletti.... Viceversa, chi ha sempre rispettato il voto e la volontà popolare, come nel caso del dott. Giuseppe Papaccioli, va avanti per la propria strada distinguendosi appunto, dagli altri, presentando l'alternativa ai caivanesi, due liste Civiche come successione alla mala politica ed in più è in costante ascesa nei sondaggi tra il Popolo Vero!.