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giovedì 23 aprile 2015

Salvini bastona Gianni Morandi: "Sai cosa devi farci coi migranti?"

Matteo Salvini contro Gianni Morandi: "Gli immigrati accoglili e mantienili tu"






Alle migliaia di accuse piovute sulla testa di Gianni Morandi, alcune anche molto volgari, si aggiunge quella politicamente ingombrante di Matteo Salvini. Un paio di giorni fa il popolare cantante emiliano si era lanciato in un paragone tra gli immigrati morti nel Mediterraneo in questi ultimi mesi e gli emigranti italiani negli Usa nel Novecento. Confronto che non era piaciuto a tanti e, a giudicare da quanto scritto sul proprio profilo Twitter, neppure al segretario della Lega Nord.

Morandi e le critiche - Salvini si unisce dunque al coro di chi chiedeva a Morandi di "predicare bene e razzolare meglio", cercando di contribuire in qualche modo a risolvere il problema senza limitarsi a condannare chi chiede di bloccare gli ingressi in Italia. "Sono sorpreso dalla quantità di messaggi al mio post - aveva scritto Morandi sempre su Facebook -. Sto continuando a leggere ma penso sia impossibile arrivare in fondo... 14mila messaggi! Ho anche risposto ieri sera per un paio d'ore. Forse non mi aspettavo che più della metà di questi messaggi facesse emergere il nostro egoismo, la nostra paura del diverso e anche il nostro razzismo". Alla proposta "Accoglili a casa tua" avanzata da qualche suo follower, fondamentalmente identica al tweet di Salvini, Morandi aveva tra l'altro risposto così: "Ho una sola casa, tutti forse no ma qualcuno di loro potrei accoglierlo".

Gli arrestano il suo pusher di cocaina sotto casa. Morgan dà fuori di testa: urla e insulti contro gli agenti. Finisce nel peggiore dei modi (per lui...)

Morgan, insulti ai poliziotti che arrestarono il suo pusher: condannato per oltraggio a pubblico ufficiale





"Avete rotto i c..., state sempre sotto casa mia, andate ad arrestare i trafficanti, che qui trovate poca roba". Parole e musica di Marco Castoldi, in arte Morgan, che ha apostrofato due agenti del commissariato di polizia di Monza al termine di un blitz. Dopo la (volgare) accusa, pure l'insulto: "Andate a fanc...". E per questo momento di follia - scattato nel momento in cui è stato arrestato il suo pusher - a distanza di anni Morgan paga un caro prezzo: 3 mesi di condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. I fatti risalgono a quattro anni fa, e si verificarono sotto la casa dell'ex frontman dei Bluvertigo.

I fatti - Due poliziotti in borghese intervenirono per bloccare un cittadino uruguaiano di 35 anni, che era andato da Morgan con tre grammi di cocaina in tasca: l'uomo è stato arrestato con l'accusa di traffico di stupefacenti (dalla quale verrà in seguito assolto). Nel momento dell'arresto, dall'altra parte del cancello, c'era proprio Morgan, sceso per andare incontro all'uomo (al suo terzo arresto nel giro di poche settimane, sempre per il possesso di modiche quantità di polvere bianca).

La testimonianza - Uno degli agenti, nel corso del processo contro Morgan, ha spiegato in aula: "All'inizio, quando siamo intervenuti, si era ritratto, poi quando ha compreso che eravamo poliziotti, si è messo davanti alla nostra auto di servizio, e ha cominciato ad inveire contro di noi". Così il tribunale ha stabilito un risarcimento di 2mila euro per ciascuno dei due agenti, assistiti dall'avvocato Monica Gnesi. Ora il cantautore, finito al centro di roventi polemiche in passato per le sue ammissioni sull'uso di droga, ha 15 giorni per presentare appello contro la sentenza.

Un clic per scoprire ogni tuo segreto La super-cronologia, terrore sul web

Google, arriva la super cronologia: con un clic scopri le ricerche degli ultimi 4 anni





Sarà una specie di memoria storica, una cronologia all'ennesima potenza, ma anche una super "minaccia" alla riservatezza. Google infatti offre un nuovo servizio ai suoi clienti: a richiesta recupera tutte le ricerche eseguite sul suo motore negli ultimi quattro anni. Basta avere un account con Google, o, più banalmente un indirizzo gmail. Insomma, con un clic si possono scaricare tutte le domande fatte a Google e in pochi secondi si ritroveranno tutte quante, dal 2011 a oggi. Anche se si è cancellata la cronologia.

Questa nuova funzione, Google Takeout, è gratuita e sicuramente sarà apprezzata da molti utenti distratti o smemorati ma qualche domanda sulla privacy sorge subito. Tanto che il Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, riporta il Corriere della Sera, vuole accertare che Google abbia una condotta non pervasiva. Del resto Takeout registra, cataloga e archivia tutto quello che noi abbiamo cercato, il ché significa le nostre curiosità ma anche i nostri vizi. In sostanza tutte le nostre informazioni vengono schedate in più di 40 data center in tutto il mondo, dallo Iowa alla Finlandia. I profili vengono poi raggruppati e venduti agli inserzionisti pubblicitari. Una prassi che esiste da tempo e che si affina sempre di più.

Ma oltre al fatto che queste ricerche vengano inserite in super cervelloni informatici c'è il più banale timore che possano essere viste dalla moglie curiosa o dal marito geloso. Che con un clic, a questo punto, può scoprire molto, anche cose che dovevano restare segrete. E questo sì per molti è un attentato alla propria riservatezza. 

Il divorzio breve è ufficialmente legge Tempi e soldi: ecco che cosa cambia

Divorzio breve, ora è legge: ecco cosa cambia





Il divorzio breve ora è legge. La Camera infatti ha approvato definitivamente la riforma delle norme sul divorzio, a 41 anni dal referendum del 1974. A favore della nuova legge hanno votato Pd, Sel, M5s, Scelta civica, Psi e Alternativa libera. Forza italia, Area popolare e Lega Nord hanno dichiarato libertà di coscienza. Dopo dieci anni di discussioni in Parlamento è stato raggiunto quindi un importate traguardo. Se l'addio è giustiziale il tempo di attesa tra separazione e divorzio scende a un anno (invece di tre), ma se il divorzio tra i coniugi è consensuale il tempo scende a 6 mesi. E non importa se la coppia ha figli minorenni. A cambiare sono anche le norme sul fronte patrimoniale: la comunione dei beni potrà essere sciolta nello stesso momento in cui si sottoscrive la separazione. La riforma potrà incidere sulle cause di separazione in corso, concedendo tempi più brevi a chi aspetta il divorzio.

"Lavori con noi per 1.300 euro al mese?" L'80% rifiuta per "salvarsi" il week-end

Expo, l'80% dei candidati ha rifiutato il posto di lavoro: orari troppo "scomodi"





Trovare chi è pronto a lavorare per Expo non è così semplice. Ai giovani sotto i 29 anni è stata offerta la possibilità di lavorare per 6 mesi - estate e weekend compresi, poiché la manifestazione non si ferma mai - per una retribuzione di 1300 euro netti al mese.  Peccato che il 46 per cento dei primi selezionati (645 profili su 27 mila domande arrivate alla società Manpower, cui era stato affidato il compito della raccolta dei curricula e della prima selezione) è sparito prima di firmare il contratto. Come riporta il Corriere.it per molti giovani, gli orari e il periodo estivo sarebbero troppo scomodi, e così la maggior parte di loro ha rifiutato.  Ora gli 84 posti vacanti sono stati coperti, ma su tutti i candidati è stato stimato che circa l'80% abbia rifiutato il lavoro. Giuseppe Sala, il commissario unico di Expo, ha affermato: "Il dato ha stupito anche me. Ma forse molti di questi giovani hanno avuto nel frattempo altre offerte e comunque mi rendo conto che il lavoro temporaneo non dia le garanzie che invece vengono cercate". A compensare questo dato ci sono però i volontari: "La presenza di questi volontari, esattamente come li abbiamo visti alle Olimpiadi e alle altre grandi manifestazioni, è stata definita e inquadrata d’accordo con i sindacati. Avranno un impegno di non più di 5 ore al giorno e per non più di due settimane e non avranno ruoli operativi".

Che sofferenza, ma la Juve ora gode: lo 0-0 col Monaco vale la semifinale

Champions League, la Juventus soffre ma si qualifica: 0-0 a Monaco, qualificata alla semifinale





Una Juve all'italiana: vince con la difesa. Una Juve in paradiso: precisione, ordine, attenzione, e l'undici di Massimiliano Allegri tocca il cielo con un dito. E' semifinale di Champions League: i bianconeri capitalizzano l'1-0 dell'andata, pareggiano il ritorno a Monaco per 0-0 e ora possono davvero puntare in alto. In altissimo. La Juve scende in campo tesa, forse un po' impaurita, e il Monaco per 60 minuti macina gioco: non moltissime emozioni, ma una sofferenza che per i ragazzi di Allegri sembrava interminabile. La prima frazione di gioco, molto tattica, ha visto un Monaco più costante nel cercare il vantaggio: i bianconeri invece poco presenti in avanti, solo due conclusioni per Tevez e compagni. Ma è nella ripresa che la Juve soffre di più: grandi occasione per i francesi al 50esimo, quindi al 54esimo con Berbatov e poi con Bernardo (il Monaco, inoltre, recrimina per un rigore non assegnato). Ma il gol, per i francesi, non arriva. Quindi il triplice fischio, liberatorio: ai bianconeri basta il gol su rigore dell'andata di Vidal. Dopo 12 anni la Juve torna in semifinale di Champions. Nell'altra semifinale del mercoledì sera, il Real Madrid di Ancelotti batte l'Atletico al Bernabeu: 1-0, gol di Hernandez, e Carletto conquista un'altra semifinale.

Inizia il processo all'ultimo nazista: la storia del "contabile" di Auschwitz

Oskar Groening, al via il processo al "contabile" di Auschwitz: "Sono complice di quegli orrori"





Si tratta di uno degli ultimi processi ai responsabili dell'olocausto, che si è aperto a Lueneburg ieri, mercoledì 22 aprile, in Germania: l'imputato è un ex membro delle SS, Oskar Groening, che oggi ha 93 anni, accusato di aver collaborato all'uccisione di almeno 300 mila persone nel lager nazista che assurge a simbolo della Shoah. L'uomo, in sedia a rotelle, è comparso nell'aula giudiziaria affiancato e protetto dai suoi avvocati. A denunciarlo sono stati alcuni sopravvissuti di Auschwitz.

Chi è - Ha ammesso di essere venuto subito a conoscenza, fin dal suo arrivo nel lager di Auschwitz nel 1942, del fatto che nel campo gli ebrei venissero gasati. E poi Oskar Groening, davanti al giudice, ha aggiunto: "Per me non vi è dubbio che io mi sia reso corresponsabile moralmente". Confessioni inattese nell'aula giudiziaria di Lueneburg, dove stamani l'ex "contabile" del campo nazista risponde dell'accusa di aver collaborato allo sterminio di 300 mila persone. Lueneburg è considerato il "contabile" di Auschwitz, poiché si occupava di consegnare alle SS soldi e oggetti di valore in possesso dei prigionieri.