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lunedì 30 marzo 2015

Stravince Sarkozy, bene la Le Pen: "I francesi mandano a casa Hollande"

Francia, secondo turno amministrative: stravince l'Ump di Sarkozy, Hollande e socialisti demoliti. Marine Le Pen: "Front national al 40%"






Ora è ufficiale: Nicolas Sarkozy è tornato. L'Ump, il partito conservatore dell'ex presidente francese, ha vinto il secondo turno finale delle elezioni locali transalpine. In attesa dei risultati definitivi, tutti gli exit poll assegnano a Sarkò tra i 66 e i 70 dipartimenti. Sconfitto, ma in crescita, il Front National di Marine Le Pen, che potrebbe aver ottenuto fino a due dipartimenti. Confermata la débacle dei socialisti di François Hollande, successore di Sarkozy all'Eliseo, già pesantemente battuti al primo turno e che ora dovrebbero perdere circa metà dei 61 dipartimenti guidati fino a oggi. "Questa sera la destra repubblicana ha vinto le elezioni dipartimentali, è incontestabile. La sinistra, troppo dispersa, troppo divisa al primo turno, è in netto regresso", è l'autocritica del premier Manuel Valls. 

Sarkozy: "I francesi hanno mandato a casa Hollande" - Esulta, come ovvio, Sarkozy che ora punta forte a tornare di nuovo presidente: "L'alternanza è ormai avviata e niente la fermerà". "E' il risultato della campagna attuata da mesi dai candidati. Questo risultato supera di gran lunga le considerazioni locali. Il disconoscimento nei confronti del potere è senza appello. Mai un potere in carica aveva suscitato una tale sfiducia. E' un fallimento a tutti i livelli", è l'attacco del leader dell'Ump a Hollande. "Senza unità, niente sarà possibile in futuro - ha proseguito l'ex presidente -. Accelereremo la preparazione di un progetto realistico. Si apre una nuova tappa. Rinasce la speranza per la Francia. So che il cammino sarà lungo e difficile". 

La Le Pen: "Front National al 40%" - Soddisfatta, nonostante tutto, anche la Le Pen: "Il secondo turno vede una forte progressione del Front National. Siamo intorno al 40%. Dei risultati in progressione molto alta. Partivamo con molto svantaggio, un solo eletto uscente su 4mila... A questo si è aggiunta una campagna amara". "L'obbiettivo si avvicina - conclude la leader della destra anti-euro francese -: arrivare al potere. Disponiamo ormai di una moltitudine di eletti locali dappertutto in Francia, che aiuteranno nelle vittorie future". Quello del secondo turno, avverte, è un "risultato eccezionale, sarà la base delle vittorie di domani".

domenica 29 marzo 2015

Grande Vettel e super Marchionne La Ferrari torna a vincere dopo 2 anni

Formula 1, la Ferrari di Vettel trionfa a Sepang






Sebastian Vettel trionfa nel Gp di Malesia e riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo quasi due anni. Il pilota tedesco si impone davanti alle due Mercedes del campione del mondo in carica e leader iridato l’inglese Lewis Hamilton e del connazionale Nico Rosberg. Quarto posto per l’altra Rossa del finlandese Kimi Raikkonen che precede le due Williams del brasiliano  Felipe Massa e del connazionale Valtteri Bottas. A completare la top ten le due Toro Rosso dell’olandese Max Verstappen e dello spagnolo Carlos Sainz jr e le due Red Bull del russo Daniil Kvyat e  dell’australiano Daniel Ricciardo.

La gioia - "Grazie mille ragazzi, dai, forza Ferrari". L’urlo liberatorio all’arrivo di Vettel che firma il quarantesimo successo della sua carriera il primo alla guida del Cavallino rampante, dopo na gara durissima disputata con un caldo e un’umidità asfissianti. Con questo successo il quattro volte campione del mondo avvicina anche Hamilton in vetta al mondiale, l’inglese guida con 43 punti e il  tedesco insegue a meno tre. Al semaforo verde partenza regolare con Hamilton che precede Vettel e Rosberg. Sfortunato Raikkonen che buca un pneumatico per una ’pizzicatà da parte della Sauber di Felipe Nasr dopo pochi metri, il finlandese è costretto a fermarsi ai box al termine del primo giro, ripartendo dall’ultima posizione. Al quarto passaggio va fuori Verstappen ed entra la safety car sconvolgendo le strategie, Hamilton  decide di montare le gomme dura a differenza di Vettel che non rientra ai box e passa in testa, davanti alla Force India di Nico Hulkenberg e alla Lotus di Romain Grosjean, una volta che la safety car esce di scena.Hamilton invece riparte sesto e ci mette qualche giro di troppo per  risalire, il 30enne di Stevenage torna al secondo posto alla decima tornata ma intento il 27enne di Heppenheim gli ha guadagnato dieci secondi e mantiene inalterato il vantaggio fino al diciottesimo giro quando rientra ai box per il cambio gomme.

Marchionne - Un trionfo del presidente Sergio Marchionne che si è detto convinto che la Ferrari sarebbe tornata a vincere "anche prima del 2018". La situazione della Ferrari non era buona quando sono arrivato ma gli uomini e le donne della Ferrari in questi quattro mesi hanno fatto un lavoro eccezionale". Ora, "sarà il circuito a dire se siamo competitivi. Saremo alla pari con la Red Bull quando andremo sul circuito, non mi voglio sbilanciare né essere critico. Andiamo in pista e vediamo, i piloti sono gasati, vedremo", aveva detto. I fatti gli hanno dato ragione. 

Quel muro della vergogna che imbarazza la Moretti: la faccia di Alessandra e il porno-manifesto

Veneto, spunta il manifesto porno accanto a quello di Alessandra Moretti e si scatenano i leghisti






A sinistra il manifesto di Alessandra Moretti, a destra - chissà se affisso prima o dopo - quello di un imperdibile spettacolo osè con un tre giovani "artiste" che posano ammiccanti. A diffondere il muro un po' imbarazzante per la candidata Pd è stata la pagina Facebook "Matteo Salvini leader" seguito da Luca Morisi, spin doctor della comunicazione del leader leghista. "Involontarie simmetrie" ha scritto Morisi che ha poi aggiunto l'hashtag #iostoconzaia. Pioggia di like per il muro dell'infamia, tra i quali anche quello del senatore leghista Gian Marco Centinaio e un fiume di commenti scatenati dei leghisti: "In effetti - si legge in un commento - Questa è l'unica cosa che potrebbe venirgli bene..." anche se qualcuno ha dubbi anche su questo.

Pansa butta Renzi giù dal balcone "Quando e perché lo faranno fuori"

Giampaolo Pansa a nudo, dalla cugina "con le tette perfette" al libertino Scalfari. E poi Renzi: "Un bluff, vira al nero, gli manca il balcone"






Dalla zia dalle "tette perfette" al libertino Scalfari, fino al Renzi ganassa che vira al nero. Giampaolo Pansa non ha mai avuto paura di andare controcorrente, correndo il rischio di venire etichettato come "traditore" dalla "sua" sinistra come accaduto dopo aver scritto I figli dell'aquila e Il sangue dei vinti sulla guerra civile italiana, gettando una luce cupa su alcuni aspetti della Resistenza. Intervistato dal Fatto quotidiano, l'editorialista di Libero si diverte a smitizzare personaggi, professioni, situazioni ripercorrendo i suoi quasi 80 anni di resistenza. 

La cugina, la mamma, la guerra - Si parte con gli aspetti più intimi e privati, affrontati sempre con burbera ironia.  Il nonno bracciante morto a 38 anni mentre zappava. L giovane zia Carolina, "la ragazza con le tette più belle della città. Mia madre, che faceva la modista, diceva sempre: non c’è nessuna donna, nessuna ragazza che ha delle tette come quelle di zia Carolina. A onor del vero anche mia madre aveva delle gran tette". Poi la giovinezza a Casale Monferrato, in Piemonte, "una città di provincia tutta affacciata sul Po", il padre Ernesto socialista non iscritto al partito e impiegato alle Poste telegrafi, "lo zio Francesco unico comunista dei fratelli", la "miseria più nera" da cui il papà è sfuggito facendo il militare nella Grande Guerra ("L'esercito mi ha dato per la prima volta un cappotto e finalmente un paio di scarponi nuovi - ricordava Pansa senior -. Per la prima volta, sotto l'esercito, ho mangiato due volte al giorno, e c'era sempre un pezzo di carne oppure il baccalà. Ho mangiato il cioccolato, ho bevuto il cognac. E poi, per la prima volta, sono andato a donne nei bordelli militari della Terza armata. La prima volta è stato con una donna di quarant'anni, io ero un ragazzo. Però meglio che niente, mi ha svezzato"). Tra tutte svetta la figura della mamma, "donna pazzesca, forte, energica". Quando un giorno, nel maggio '44, il piccolo Giampaolo e sua sorella sentono il rombo dei bombardieri pensano sia arrivata l'ora della fine. "No, no Giampa – mi chiamava così – non dobbiamo morire, adesso dobbiamo mangiare le frittelle che ho appena cucinato". 

Dalla Stampa a Barbapapà - Giornalista precoce perché spinto dal maestro, Pansa ha trascorso la carriera dal '59 a oggi in tutte le più prestigiose testate italiane: La Stampa con il direttore Giulio De Benedetti (che gli assegnò uno stipendio da 120mila lire al mese per trasferirsi a Torino), al Giorno chiamato dall'(allora) amico Giorgio Bocca, al Messaggero, al Corriere della Sera con Piero Ottone. Infine nei santuari di sinistra, Repubblica prima e l'Espresso poi. Con Scalfari "ci sono stato la bellezza di 16 anni. Dopodiché ne ho fatti altri 17 all'Espresso: 33 anni con quelli lì". "La grande lezione di Scalfari è che il direttore di un giornale, specie di un giornale che ha bisogno di crescere, deve pensare al giornale 24 ore al giorno. E deve viverci dentro almeno 12 o 13". Una volta Barbapapà predicava il giornale libertino, in grado di sconfessarsi e smentirsi. Oggi invece "è diventata una caserma, siamo al servizio militare portato all'estremo". Un po', forse, come vorrebbe Matteo Renzi e il suo partito della nazione. 

"Renzi? Gli manca solo il balcone" - E proprio a Renzi è riservata la parte finale dell'intervista. "Anche lui vorrebbe ridurci al pensiero unico, ma non ci riuscirà perché gli italiani sono anarchici, e gli piace essere comandati da un uomo dal polso duro. Però poi si stufano". "Il premier è un bluff - prosegue Pansa -: purtroppo nella palude, nel vero senso della parola, della politica italiana di oggi lui giganteggia. È il nuovo leader della destra, lo dico in questo ultimo libro che è uscito per Rizzoli, La destra siamo noi. Deve solo imparare a fare i discorsi da un balcone... E' arrogante, disprezza chi non la pensa come lui. Renzi è un parolaio bianco, speriamo non diventi nero. Circondato da troppe persone inesperte, amici degli amici degli amici. In politica la forma è sostanza. Mi ricorda una vecchia battuta su cui Forattini aveva costruito una vignetta, che diceva Quando il sole è al tramonto anche l’ombra del nano si allunga: il disegno riguardava Fanfani. Però pensaci un po' bene: quando il sole è al tramonto anche l'ombra del nano si allunga...". Il tempo di Renzi però non è infinito: "E' vero che gli italiani sono un popolo un po' anarchico, non amano ubbidire, gli piace essere comandati e possono anche fingere di obbedire, però in fondo non gli va: è una cosa che Renzi non ha ancora capito. La gente è stufa dei politici ganassa, vedremo cosa succederà quando gli italiani si renderanno conto che la grande ripresa non c'è, che soprattutto sta nascendo un modo di far politica accentratore... Ma scusa, questo è andato dal presidente della Repubblica a dire: adesso tengo io l’interim del ministero delle Infrastrutture. Ma siamo pazzi?"

Il giallo degli sms della sera del dramma L'inchiesta sulla morte di Pino Daniele

Pino Daniele, l'inchiesta sulla morte del cantante





I pm che indagano sulla morte di Pino Daniele sono partiti dagli sms. Sono partiti da quello che la compagna Amanda Bonini han mandato la sera del primo gennaio scorso al cardiologo di fiducia del cantante morto per l’ostruzione di uno dei suoi bypass. L’inchiesta non vede nessun nome iscritto nel registro degli indagati, ha disposto l’acquisizione dei tabulati telefonici delle chiamate che la coppia ha fatto dalla sera del 31 dicembre. Anche le mail del cantante saranno vagliate dagli inquirenti che hanno già provato a fare una ricostruzione. E’ la notte di Capodanno quando Daniele comincia a sentirsi male. Amanda allora manda un messaggino - secondo la ricostruzione riportata dal Corriere della Sera - al cardiologo di fiducia dell’artista. “Buonasera Achille, Pino mi preoccupa perché è diverso tempo che ha dolori alle spalle. Non sta bene.... Fammi sapere se posso portarlo nei prossimi giorni, anche domani se ci sei”. Il medico risponde. “Sentiamoci ogni quattro ore”. Amanda poi insiste per portare Pino Daniele in ospedale, il cardiologo risponde: “Sono fuori, torno domenica”. Ma al mattino il cantante sembra stare meglio fino alla sera del quattro gennaio, quando i dolori si acutizzano e il cantante vuole andare a Roma per farsi visitare. Da qui la decisione di salire in auto e di fare due ore di auto, dalla Toscana dove si trova fino a Roma.

Landini in piazza per il corteo anti-Renzi "Abbiamo più consensi del suo governo"

Roma, primo corteo per la Coalizione sociale di Maurizio Landini: "Abbiamo più consenso del governo di Matteo Renzi"





Il corteo organizzato a Roma da Maurizio Landini è di fatto l'esordio della nascente Coalizione sociale, il soggetto politico per tanti aspetti ancora sconosciuto lanciato dal sindacalista della Fiom. Più che una manifestazione di piazza, questo per Landini può diventare il primo esame politico, un modo per contare le forze effettive che lo appoggiano e convincere quei partiti della frastagliata sinistra che ancora non sanno che fare da grandi. Per unire, Landini punta tutto sulle bordate a Matteo Renzi: "Oggi inizia una nuova primavera - ha detto a corteo appena partito - Renzi stia tranquillo che noi abbiamo più consensi del governo".

Polemica - Dalla Cgil la stessa Susanna Camusso aveva rimproverato al leader della Fiom di voler fare politica con un partito. Landini ha incassato, sapendo che senza il sostegno del sindacato va poco lontano. E ringalluzzito dalla giornata di manifestazione ha rilanciato: "In questo Paese tutti fanno politica e questa teoria che il sindacato non fa politica è una sciocchezza. Se il sindacato proclama uno sciopero contro il governo non è un atto politico?"

Ecco la clamorosa idea di Berlusconi: Mara Carfagna leader di Forza Italia

L'idea di Silvio Berluconi: Mara Carfagna leader di Forza Italia





Da una parte ci sono Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che fondamentalmente farebbero a meno l’uno dell’altro ma che, al momento, hanno bisogno l’uno dell’altro. Sono quindi costretti ad un’alleanza in vista delle Regionale, un’alleanza a “loro insaputa”, come scrive il Corriere della Sera. O loro malgrado. Ma dall’altra parte che quel magma che si muove dentro Forza Italia e, più in generale, nel centrodestra. Per quanto riguarda gli azzurri, c’è il caso “Fitto” con l’ex governatore pugliese che sarebbe pronto allo strappo con i suoi uomini per fondersi con tutti gli insoddisfatti di Ncd e con i delusi da Salvini (con Tosi in testa).

La strategia - Ma c’è anche chi dice che in realtà Berlusconi vuol costringere Fitto a rompere per farlo contare nelle urne, addebitargli la sconfitta nelle urne. C’è poi quella voce sul gruppo autonomo di Verdini ma, secondo quanto scrive il Corriere, si tratterebbe di una mossa per mantenere un “ponte” con Renzi. Berlusconi si tiene stretto i pochi fedelissimi e, tra questi, c’è Mara Carfagna che scrive Francesco Verderami, il Cav vorrebbe al vertice del partito per dare un segno concreto del cambio generazionale.