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domenica 29 marzo 2015

L'intervista al senatore Barani: "Qui si sniffa, vi dico chi sono i drogati"

Lucio Barani: "Tanti senatori sniffano cocaina"


Intervista a cura di Barbara Romano 


Lucio Barani da Aulla, classe 1953, senatore iscritto al gruppo delle Grandi autonomie e libertà. Socialista più craxiano di Craxi, come certificano i suoi continui pellegrinaggi ad Hammamet («la terra santa degli orfani di Bettino») e il garofano che ammicca dal taschino. Ha appena messo a segno un record: è il primo parlamentare della Repubblica che prenderebbe a sberle la seconda carica dello Stato. Prova a smussare: «No, io non ho detto questo. Ho detto che sono pronto a dare quattro ceffoni a chiunque cita a sproposito Calamandrei e i padri costituenti che ci hanno dato questa Costituzione garantista».

Resoconto stenografico dell’Aula, seduta del 26 marzo. Il senatore Barani rivolto al presidente Grasso: «Credo che anche i suoi genitori le abbiano dato ceffoni, e forse, se gliene avessero dati di più l’avrebbero educata meglio». «Gli ho detto che avremmo dovuto avere un’educazione riformista dai nostri genitori, che avrebbero dovuto darci qualche scappellotto in più. A tutti noi, compreso Grasso. A scopo educativo».

Grasso è maleducato?

«No, ma non è adatto alla politica. Ha fatto il magistrato, quindi è abituato solo a emettere sentenze. E non è in grado di capire quali sono i mali del Paese, la diagnosi e la cura. Il suo ddl anticorruzione aumenta le pene e non risolve niente. È come se dinanzi a un tumore, se non funziona la chemioterapia, il medico dicesse: “Ok, aumentiamo la dose”». 

C’è chi lo fa.

«Da medico le assicuro che così il malato muore. Lo stesso vale per la corruzione: l’aumento sic et simpliciter della pena non guarisce il reato, anzi. Portare la prescrizione a 30 anni ammazza il paziente».

Secondo la sua metafora Grasso è un assassino.

«No, però ragiona da pm. Lui e la politica sono agli antipodi. È come se dicesse: “Siccome ho fatto il capo dell’Antimafia, mi metto a pilotare un aereo”. Un disastro».

Da capo dell’Antimafia qualche competenza in materia Grasso l’avrà pure ottenuta.

«Secondo me lo ha fatto con dubbi risultati. La mafia non l’ha sradicata, anzi è più viva che mai. Di sicuro combina disastri ogni volta che presiede l’aula, perché gli mancano le basi politiche. Non ci si improvvisa legislatori da un giorno all’altro. Lui è un magistrato».

È il fatto che sia un magistrato il motivo per cui le sta tanto sulle scatole?

«Ma no, a pelle mi sta pure simpatico. È un bambinone».

E allora perché lo attacca in modo così duro?

«Perché è un dilettante allo sbaraglio, non è in grado di affrontare nessuna questione politica. S’intende solo di pene, giustizia e repressione. E perché è totalmente asservito alla maggioranza. È un militante del Pd, nelle cui file è stato eletto. Se lui continua a fare come gli pare in aula, chiederò d'istituire una commissione d'inchiesta sui presidenti della Repubblica e su quelli del Senato che, come Grasso, hanno svolto il loro ruolo in modo fazioso, non garantendo le minoranze e i regolamenti»
.
Lei ha presentato emendamento che propone la fucilazione per i rei di corruzione. 

«Proprio perché sono un garantista, nel secondo comma ho scritto: “La pena non può comportare la morte del reo”. Ovvio che la mia era una provocazione, una boutade. Io parlo per parabole, come nostro Signore».

Barani come Gesù.

«Se la corruzione è di così grave allarme sociale fuciliamo tutti i corrotti, no? Come si faceva con i briganti, torniamo indietro di 150 anni. La mia era una presa in giro per dire che i processi dobbiamo farli subito, su-bi-to! Non possiamo lasciare uno venti anni a bagnomaria, scherziamo? È anticostituzionale».

Craxi, il suo mentore, fu condannato per corruzione. Lo vuole vendicare? 

«Craxi era innocente per davvero. Mentre i magistrati sono gli unici in Italia che non pagano mai per i loro errori. Hanno in mano la vita delle persone, io li sottoporrei a visite psicoattitudinali. Per estirpare la corruzione ci vorrebbero degli statisti, non degli ubriaconi. È come dare l’Avis in gestione a Dracula. Non abbiamo messo Poletti, il capo delle coop rosse, al minist
ero del Lavoro? Lo stesso vale per Grasso».

Che c’entra adesso Poletti?

«Poletti al Welfare ovviamente farà gli interessi delle coop. E se metti il capo dell’Antimafia alla presidenza del Senato, cosa farà? Vorrà inquisire tutti, no?».

Lei in Senato ha anche detto: «In quest’Aula c’è chi si droga». A chi si riferiva?

«C’è gente che soffre di cretinismo politico, poi tira di coca e viene in Aula a blaterare».

Ci sono senatori che pippano cocaina?

«Certo. Ce ne sono tanti. Io sono medico, ho fatto diagnosi per molti anni. Basta che li guardi negli occhi, so riconoscere le pupille di chi sniffa. Poi chiedono la parola e parlano a sproposito».

In quali partiti sniffano di più?

«In quelli di nuova formazione, dove dilaga il cretinismo politico. La colpa non è solo della impreparazione, ma anche dell’assunzione di sostanze stupefacenti».

Ci pensa uno straniero a salvare l'Italia Contro la Bulgaria è 2-2, l'ira di Conte

Nazionale, Eder salva l'Italia contro la Bulgaria finisce 2-2





Strappa un pareggio a Sofia una Nazionale italiana sprecona e sciupona. E a evitare la figuraccia ci pensa l'oriundo Eder che trova la seconda rete azzurra dopo aver passato tutto il secondo tempo in svantaggio, ma sempre in attacco. A fine partita la faccia nerissima del ct Antonio Conte dice più di mille discorsi: "Per le occasioni create meritavamo la vittoria su un campo storicamente non semplice - ha detto ai microfoni di Raisport - A me la squadra è piaciuta sotto ogni punto di vista, abbiamo raccolto il minimo ma sono comunque soddisfatto". La maschera di ghiaccio del tecnico non cambia quando il discorso passa alle polemiche sull'infortunio di Claudio Marchisio: "No - ha risposto lapidario - fate voi le vostre considerazioni". In conferenza stampa ha poi detto: "Nella vita ho sempre lavorato, l'unica cosa che chiedo è che mi si lasci in pace. Mi faccio scivolare tutto, ma non le affermazioni subdole: io ho una memoria da elefante".

I gol - L'Italia sembrava essere partita con il piede giusto quando al 3' su cross dalla sinistra di Antonelli, c'è Minev a intercettare al centro in anticipo su Zaza con il rimpallo che beffa il bulgaro mandando la palla in rete. Si arriva all'11' per il pareggio della Bulgaria con una palla in verticale sulla quale Bonucci buca letteralmente l'anticipo, Popov frega tutti e si porta avanti per pochi metri facendo partire un destro preciso sul palo più lontano, 1-1. Sei minuti dopo è ancora la Bulgaria a dettare i tempi, la difesa azzurra si fa prendere controtempo sul passaggio filtrante di Popov su cui Milanov crossa per la testa di Mitzanski: è il 2-1. Nella ripresa si gioca solo contro la porta dei padroni di casa, con gli azzurri che sprecano l'impossibile con Immobile - c'è anche una traversa di Popov - e Gabbiadini. Al 37' Chiellini appoggia in profondità, Eder spalle alla porta stoppa si gira fa un passo e piazza il destro a giro sul palo lontano con un colpo di biliardo dei suoi. 2-2 che non si sblocca neanche nei 4' di recupero.

Girone H - Goleada in casa della Croazia contro la Norvegia. Finisce 5-1 per i biancorossi con i gol di: Brosovic, Perisic, Olic, Schildenfeld e Pranjic. Gol della bandiera norvegese invece per Samuelsen. Vince anche l'Azerbaigian con Malta (2-0), con i gol di Huseynov e Nazarov. La classifica: Croazia 13 pt, Italia 11, Norvegia 9, Bulgaria 5, Azerbaigian 3, Malta 1. Il 12 giugno si giocherà il prossimo turno, l'Italia potrà puntare al primo posto del girone nello scontro proprio contro la Croazia. La Bulgaria andrà invece a Malta e la Norvegia ospiterà l'Azeirbagian.

sabato 28 marzo 2015

Nella politica i giochi sono già fatti ecco quanto valgono davvero i partiti

Sondaggio Atlante Politico, ecco quanto valgono i partiti





Non ci sono alternative a Matteo Renzi. E' questa la sintesi di un sondaggio realizzato per l'Atlante Politico di Demos e pubblicato da Repubblica. Metà degli italiani ritiene che non sia cambiato molto dai tempi di Tangentopoli. Anzi, pensa che la corruzione sia anche aumentata. Per 9 italiani su 10 Tangentopoli non è mai finita. Non piace la riforma del lavoro. Significativo il fatto che  il 56% del campione si dice (molto o abbastanza) d' accordo con  la manifestazione della Fiom che si svolge oggi a Roma. Il 42% degli intervistati, in assenza di novità, ritiene che Renzi resterà in carica fino alla fine dalla legislatura. Sette punti in più rispetto allo scorso novembre. Il 28% pensa che, al contrario, non durerà più di un anno. Cinque mesi fa gli scettici erano quasi il 40%. Per quanto riguarda il gradimento verso il governo, il grado di fiducia resta intorno al 46% mentre il gradimento verso il premier sfiora il 50%. Meloni e Salvini sono sopra il 30%. Poi Maurizio Landini al 29% che raccoglie consensi anche fra gli elettori del M5s e, soprattutto, anzitutto, nel PD (35%). Il Pd di Renzi perde un punto rispetto a un mese fa ma resta primo partito al 36,6%. Il Movimento cinque stelle è nuovamente oltre il 20%. Si è fermata invece l'ascesa della Lega che è all' 11,5%, come il mese scorso. Evidentemene - come scrive Ilvo Diamanti su Repubblica - le liti interne hanno un costo. FI, pur calando lievemente, nell' ultimo mese, resta avanti di due punti, rispetto alla Lega. Cresce Fratelli d'Italia guidato da Giorgia Meloni. Molto vicini al 5%, come SEL e i partiti della Sinistra radicale sul versante politico opposto.

Sta per arrivare l'estate anticipata Ma a Pasqua... Le previsioni meteo

Meteo, arriva l'estate anticipata ma a Pasqua cambierà tutto





Oggi, 28 marzo, il sole inizierà a prevalere al Nord, al Centro mentre ultimi piovaschi interesseranno il Sud, ma anche qui la tendenza è per un miglioramento. Domenica l'alta pressione delle Azzorre avrà conquistato tutto il Paese con una bella giornata di sole su tutte le regioni ed un clima gradevolmente primaverile. Le temperature saliranno ulteriormente nei giorni successivi con valori che toccheranno anche i 23/25° su molte regioni a fine mese. Purtroppo però un nuovo peggioramento è atteso proprio per i giorni di Pasqua e Pasquetta con un calo termico e piogge sull'Italia. Sembra proprio che il detto: "sole sulle Palme, pioggia sulle uova" per adesso si avveri.

Niente sacrifici per la dieta perfetta: le quattro regole per vivere il 30% in più

Alimentazione, la dieta della restrizione calorica per vivere più a lungo





Esiste una dieta che può allungare la vita anche del 30% in più rispetto al normale. Gli ultimi studi scientifici hanno dimostrato gli enormi benefici che può portare alla salute la "restrizione calorica", attraverso però un regime alimentare equilibrato frutto di analisi durate anni. Nella rivista scientifica Cell, in un numero dedicato allalimentazione, il professore di medicina e nutrizione all'Università di Brescia e alla Washington University, Luigi Fontana, e la ricercatrice dell'University College London e del Max Planck Institute for biology of ageing, Linda Partridge, spiegano come è possibile adattare agli esseri umani una dieta nata nei laboratori e studiata per agire sui gruppi di geni che accelerano o decelerano i processi di invecchiamento. 

Le regole - Sono solo quattro le regole da seguire: ridurre le proteine, mangiare solo verdura cotta o cruda con due cucchiai d'olio per due giorni non consecutivi alla settimana, sostituire quasi tutte le proteine animali con quelle vegetali e concentrare il cibo nelle prime ore del mattino. Il professor Fontana spiega: "Ai nostri volontari chiediamo di assumere tutte le calorie della giornata in otto ore partendo dalla mattina e di cenare il prima possibile per far coincidere alimentazione e ritmi circadiani". A quanto pare però questa dieta provoca anemia e osteoporosi nelle sue forme più estreme, e costringe a vivere con la bilancia da cucina. E' stata ben tollerata dai volontari della Washington University, ma l' idea di sottoporsi a lunghi periodi di digiuno è vista con perplessità dai gastroenterologi. Fontana e Partridge non sono d'accordo, e ricordano che nel corso dell' evoluzione uomini e animali hanno sempre mangiato in maniera intermittente. 

FACCIA A FACCIA CON EQUITALIA grosse novità su tempi e cartelle

Equitalia, il contribuente ha diritti a conoscere i propri debiti con il Fisco entro 30 giorni






È dovuto intervenire il Tar della Campania per rimettere in riga Equitalia. Non bastava una legge di ben 25 anni fa, la 241 del 1990 sulla trasparenza dell'amministrazione pubblica, per chiarire che il cittadino e contribuente ha tutto il diritto di accedere agli atti pubblici se ne ha un "interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso". Tradotto dal burocratese vuol dire che Equitalia ha al massimo 30 giorni per consegnare al contribuente la copia delle cartelle che pendono sulla sua testa. Un diritto che, se ce ne fosse bisogno, si rafforza se l'interessato ha saputo che ci sono vecchie pendenze iscritte a ruolo. La sentenza che ribadisce quasi l'ovvio è la 1517/105 della sezione II del Tar Campania. I giudici amministrativi hanno ribadito non solo l'obbligo di fornire tutti i documenti necessari, ottenibili semplicemente con un estratto di ruolo che ricostruisce la posizione debitoria, senza discrezionalità di sorta. In più Equitalia ha l'obbligo di "conservare per cinque anni - riporta Italia Oggi - la matrice o copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione". C'è modo di difendersi insomma e corroborare senza ostacoli la propria posizione in sede giudiziaria contro il Fisco. E nel modo in cui il contribuente vuole difendersi, Equitalia non può metterci becco.

La beffa degli scafisti intercettati: "La Guardia costiera? Si frega così..."

Immigrazione, gli scafisti intercettati: "Clandestini scemi, noi guadagniamo 800mila euro a viaggio. La Guardia costiera si frega così"





I clandestini? "Degli scemi". I viaggi della speranza nel Mediterraneo? Un tesoretto pressoché infinito che rende ricchi e "miti in Patria". A parlare, come riporta il sito della tv ligure Primocanale, sono gli scafisti rinchiusi nel carcere di Marassi, nelle cui celle gli agenti della squadra mobile hanno piazzato microspie per intercettarli e scoprire dettagli importanti sul traffico di migranti. Obiettivo raggiunto, a giudicare da quanto emerso dall'ascolto delle loro conversazioni. I trafficanti di migranti erano stati arrestati a luglio dopo aver tentato di farsi passare per naufragati lo scorso luglio a Capo Passero, a Siracusa. 

Il tariffario - "I passeggeri sono degli scemi, spendono una fortuna, anche 35mila lire egiziane (circa 3.500 euro, ndr) e poi più della metà viene rispedita - ironizzano tra loro i detenuti, tutti egiziani -. Sai quanto ha guadagnato il proprietario della barca? 8 milioni di lire egiziane... (800mila euro, ndr)". Un business praticamente senza limiti, considerata la disperazione di chi cerca di arrivare in Italia e in Europa dal Nord Africa: "Quando torno - dice Hassan, uno degli scafisti - dobbiamo comprare una nuova barca... Speriamo di riempirla...". Idris, l'altro scafista, se la ride: "Stai tranquillo, giù di lavoro (passeggeri da trasportare, ndr) se ne trova sempre". I detenuti, fin troppo  incautamente, spiegano come funziona la tratta dei migranti: "Partiamo alle 2 o a mezzanotte e prendiamo la Fluka (piccolo gommone, ndr) si caricano dieci persone per volta e si mettono sulla barca più grande. Se fai così è perfetto, nessuno ti spara se fai così". I controlli in spiaggia da parte delle autorità nordafricane, libiche ed egiziane, ci sono, "con i cammelli". Ma nulla di preoccupante: "Si possono corrompere con dei soldi... comunque la fluka non viene mai controllata".

"Diventeremo dei miti" - La distinzione tra rifugiati  politici e semplici migranti è conosciuta molto bene da chi tenta di arrivare in Italia e la conferma la danno gli stessi scafisti: "I clienti migliori sono i siriani - conferma Labib -, loro hanno la certezza di non essere rispediti indietro e pagano fino a 5mila dollari". Per eludere i controlli delle autorità italiane il modo è semplice: usare il telefono satellitare: "Quando poi arriva la guardia costiera lo butti in mare. A me hanno sequestrato il mio personale ma dentro non troveranno niente. Le telefonate importanti l'ho fatte con quello che è in acqua!". Ora gli scafisti sono in carcere, ma sanno già il loro futuro: "In patria diventeremo dei miti, quando tutti sapranno che siamo riusciti ad arrivare fino nel porto di Genova diventeremo famosi. Nessuno dei migranti è stato mandato indietro".