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domenica 22 febbraio 2015

Furti in appartamento, le regole per evitarli

Furti in appartamento, le regole per evitarli





I numeri non lasciano ombra di dubbio: i furti negli appartamenti stanno aumentando in modo impressionante (leggi il dato impressionante). Così il quotidiano La Stampa ha chiesto ai carabinieri di Torino alcuni consigli per evitarle di ritrovarsi i topi di appartamento in casa. Non esiste una formula magica, ma i militari hanno dato cinque consigli utili. Si tratta di accorgimenti che riducono le possibilità di ritrovarsi con la casa svagligiata. 

1) Se andate via per poco tempo, lasciate una luce accesa, o anche un tv o una radio perché ovviamente i rumori scoraggiano i ladri. Ci sono anche apparecchi dotati di timer che vi possono essere utili. Se avete vicini fidati (fidatissimi) chiedete loro di fare dei controlli 

2) Sulla segreteria del telefono di casa registrate messaggi sempre al plurale e non dite "Non siamo in casa" ma "in questo momento non possiamo rispondere". Anche i vicini sono importanti: scambiatevi i numeri di telefono, chiamatevi se vedete movimenti sospetti.

3) Attenti alla porta d'ingresso. I carabinieri consigliarno di farsi installare, ad esempio, una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Aumentate le difese "cosiddette passive" come, ad esempio, l' installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso. È un accorgimento utile.

4) Controllate che la vostra chiave non sia facilmente duplicabile e, se dovete fare una copia, andate personalmente in ferramenta. Non lasciatela mai sotto lo zerbino.  Un'abitudine questa molto diffusa nelle famiglie numerose ma è un regalo per i ladri che studiano le abitudini delle persone che vivono nell'appartamento preso di mira.

5) Chi abita ai piani bassi monti delle grate alle finestre o utilizzi dei vetri antisfondamento.

6) Collegati gli antifurto con i numeri di emergenza (nella sezione modulistica del sito www.carabinieri.it troverete le indicazioni per collegare il vostro antifurto al 112 . Non informate nessuno del tipo di apparecchiature di cui vi siete dotati né della disponibilità di eventuali casseforti. Meno gli altri sanno, meglio è. Lo stesso vale per il citofono e altri dispositivi.

7) Per quanto riguarda il citofono, mettete solo il cognome e cosi anche sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numerodegli inquilini che vi abitano. Ricordate: il nome identifica l' individuo, il cognome la famiglia.

Jobs act, la riforma scheda per scheda Demansionamento: ecco cosa cambia

Jobs Act, le nuove regole su demansionamento, ispezioni e contratto individuale





Il decreto sulla riforma del lavoro del governo Renzi, varato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio, introduce nuove regole per lavoratori e datori di lavoro con l'intenzione di agevolare nuove assunzioni, riducendo però alcune tutele.

Cambio ruolo - Un dipendente può essere "demansionato", cioè l'azienda lo può destinare ad altri compiti riducendo però il suo status di un solo livello e senza modificarne il salario. Il demansionamento è possibile in caso di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale. Slitta all'inizio del 2016 l'istituzione dell'Agenzia unica ispettiva per contrastare le illegalità sul luogo di lavoro.

Contratto individuale - Eventuali modifiche al contratto possono essere portate avanti individualmente tra dipendente e datore di lavoro in "sede protetta", cioè in presenza di una rappresentanza sindacale. Le modifiche possono riguardare la modifica del livello e della retribuzione al fine di conservare il posto di lavoro.

Rc auto, ecco come puoi risparmiare e nuove leggi su polizze e indennizzi

Rc auto, come cambiano con la nuova legge





L'obiettivo è quello di ridurre i costi per l'assicurato e ridurre le frodi per quanto riguarda le Rc auto. Ecco le prinicpali novità del disegno di legge sulla concorrenza. Per gli intermediari diventa obbligatorio l'uso del preventivatore dell'Ivass. La compagnia assicuratrice è obbligata a concedere sconti se il cliente accetta di firmare alcune clausole. Prima tra tutte la preventiva ispezione del veicolo, la presenza a bordo della scatola nera ne dei meccanismi che bloccano il motore in caso di elevato tasso alcolemico. E ancora la rinuncia alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni da sinistro stradale, l'accettazione del risarcimento in forma specifica che vuol dire sostanzialmente l'accettazione che la riparazione venga effettuata presso officine e carrozzerie convenzionate con la compagnia o la possibilità di rivolgere a qualsiasi autoriparatore consentendo una verifica permilimare sugli interventi prima della riparazione. 

Il premier olandese chiama Renzi ecco cosa gli ha detto su Roma

Il premier olandese Rutte chiama Renzi





Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricevuto nel pomeriggio di ieri, una telefonata dal premier olandese Mark Rutte. Nel corso della conversazione, a quanto si apprende da fonti di governo, Rutte avrebbe espresso sentimenti di vicinanza e disponibilità per quanto accaduto a Roma in occasione del match di Europa League e ribadito i legami di amicizia che stringono Italia e Olanda. Gli arancioni sarebbero quindi disposti ad assumersi tutte le responsabilità. 

E' già scattata la caccia grossa agli evasori fiscali: i 15 nuovi super poteri dell'Erario per stanarli

Fisco, le nuove regole anti-evasione dell'Agenzia delle Entrate sui conti correnti e i dati personali





Tutti i prelievi e i versamenti fatti sui conti correnti italiani nel 2013 e nel 2014 saranno nelle mani del Fisco a partire dal prossimo marzo. Parte con il 2015 la radiografia dell'Agenzia delle Entrate nelle tasche di tutti i correntisti italiani e, come racconta un'inchiesta di Panorama, si fa sempre più concreto il pericolo di un'ondata di ricorsi pronta a invadere gli uffici giudiziari visto che l'incrocio con i dati dell'Anagrafe potrebbe essere più invasivo della privacy di quanto si speri. Tra le tante domande del settimanale, il Fisco ha deciso di non rispondere ad alcuni dubbi che i contribuenti potranno scoprire solo sulla propria pelle.

Le informazioni - La trasmissione dei dati è un obbligo per banche e operatori finanziari. Nei file ci devono essere tutti i movimenti in entrata e in un uscita sul conto corrente o di deposito, compresi quelli anagrafici di chi su quel conto può operare.

Il cervellone - Il Sistema di interscambio dei dati (Sid) è già usato per altre comunicazioni dalle banche, l'Agenzia delle Entrate ne garantisce la totale impermeabilità da intromissioni esterne e la totale compatibilità tra i soggetti che devono usare la piattaforma. Tutto funziona in automatico, i dati finiscono nell'Anagrafe tributaria accessibile solo con autorizzazioni specifiche del direttore centrale o quello regionale.

Isee - Dal 2015 sarà obbligatorio nella dichiarazione dei redditi comunicare la giacenza media dei conti correnti. Un dato che secondo il Fisco non solo contrasterà l'evasione, ma renderà più trasparente il sistema di agevolazioni sociali legati all'ammontare del dato Isee, come borse di studio per gli studenti, affitti agevolati e 
sussidi vari.

Controlli - Sui tipi di dati a disposizione dell'Agenzie, le risposte a Panorama si fanno gradualmente più ermetiche. Il Fisco risponde che i dati a disposizione per i controlli arrivano da più istituzioni. Compresi gli enti locali, ad esempio i Comuni, ma solo per le verifiche sui dati Isee.

A chi dar conto - I dipendenti dell'Agenzia, assicurano a Panorama, non ricevono incentivi sul numero di "anomalie" riscontrate. Quando una di queste sbuca fuori, però, il Fisco risponde che il contribuente potrà usare in sua difesa tutti i documenti in suo possesso in contraddittorio con "gli uffici proposti al controllo" e non è chiaro se gli uffici sono solo dell'Agenzia delle entrate o di altri enti. Il contribuente sospettato di irregolarità dovrebbe essere avvertito appena partono le indagini finanziarie su di lui.

All'estero - Nel caso di conti correnti all'estero non c'è l'obbligo di fornire i dati da parte dell'istituto di credito. Il Fisco italiano in questo caso rimane condizionato quindi agli eventuali accordi bilaterali con i Paesi "collaborativi", come li definisce il Fisco italiano.

Santoro, il veleno dell'ex collega Rai "Vi racconto cosa faceva Michele..."

Oliviero Beha a Dagospia: "Vi dico cosa ha fatto Santoro in Rai"





Oliviero Beha, giornalista, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico (che conosce bene, molto bene, la Rai) interviene nella vicenda ribattezzata editto bulgaro bis” che riguarda il consigliere di amministrazione di Viale Mazzini Antonio Verro. In una lettera a Dagospia Beha si sofferma su Michele Santoro. Questi, nell’ultima puntata di Servizio Pubblico ha detto che la lettera iniviata da Antonio Verro all’allora premier Silvio Berlusconi ricostruita dal Fatto sarebbe la prova che lui fu cacciato dalla Rai.  

La verità su Santoro - Ecco cosa scrive Beha a Dagospia su Santoro: “Ha fatto egregiamente gli affari suoi per un quarto di secolo, ha travestito ottime trasmissioni spesso di parte da impegno politico in realtà vendendo (e benissimo) una merce, in primis se stesso, è entrato e uscito da Rai e Mediaset e Parlamento europeo (non credo esattamente da “intellettuale disorganico”…), ha detto rientrando in Rai dieci anni fa che si sarebbe battuto per gli epurati e non è accaduto, adesso ritira fuori il nome di Luttazzi strumentalizzando anche il bravissimo esiliato.

sabato 21 febbraio 2015

Maxi-regalo a Napolitano: come lo ha "omaggiato" mamma Rai...

Rai, regali ai vip da 2 milioni e mezzo: spunta pure un quadro per Napolitano





Orecchini e orologi, foulard e coperte, spille, agende, stoffe preziose, pen drive e Montblanc: in 8 anni la Rai ha speso qualcosa come due milioni 429mila euro per acquistare oltre 50mila doni da regalare a dirigenti e vip per le più svariate ragioni. Un esborso enorme di denaro pubblico perpetrato nel tempo (2003-2011) che ha visto punire un solo dipendente: Alfonso Greco, 55 anni, responsabile dell' ufficio che gestiva premi e omaggi della Rai. La sua storia la racconta Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano. Greco è stato licenziato il 28 ottobre 2013 dall'azienda per non aver conservato bene, inventariato bene, soprattutto tracciato bene il percorso di tutte quelle regalie; ha presentato domanda di reintegro, ma è stata respinta. "Ho portato al giudice tre faldoni di carte, migliaia di documenti, ogni contratto, tutte le forniture nella speranza di rendere trasparente il mio operato, pulita la mia coscienza", si difende Greco con il Fatto. "Io non potevo sindacare le destinazioni, non sapevo i nomi degli utilizzatori finali. Rispondevo solamente alle necessità che le direzioni avanzavano". I faldoni hanno intasato le già zeppe aule del tribunale di Roma: la loro presenza è risultata inutile per Greco ma stanno facendo luce sulle dimensioni di questo traffico di regali per i quali era stato addirittura creato uno showroom dove le segretarie dei direttori andavano a scegliere tra i trecento articoli messi a disposizione.

Spendi e spandi - La memoria di Greco, pubblicata da Caporale, racconta che nel 2005, la Rai diretta da Flavio Cattaneo spese un milione e 454 mila euro per l'oggettistica. Nel 2006, era direttore Claudio Cappon, la somma si ridusse a a 416 mila euro, tre volte in meno dell'anno precedente ma quaranta volte in più del 2013, quando la crisi sgonfiò il portafogli di tutti e anche i doni ne fanno le spese. Nel 2006 il presidente della Rai è Claudio Petruccioli, parlamentare di lungo corso, riformista e comunista. Il 25 ottobre di quell'anno, racconta Caporale, durante un concerto all' auditorium della Rai di Torino, nell' ambito delle celebrazioni per la Giornata Internazionale dell' Onu Petruccioli decise di regalare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "Il Quirinale sotto la neve", un dipinto del pittore russo P.J Potchek del 1907. Lo avevano scovato dall'antiquario romano Carlo Eleuteri. La Rai pagòdipinto diciassettemila euro. La tela rappresenta una inconsueta immagine della cosiddetta "Manica Lunga" del Quirinale sotto la neve, e proviene dalla collezione di Maria Beatrice di Savoia e reca il timbro dell'archivio Savoia.