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mercoledì 18 febbraio 2015

"Uno in meno, più corde e più sapone" Detenuto si suicida, gli agenti esultano

Opera, detenuto si suicida e i poliziotti esultano sui social network: "Uno di meno"





Scandalo per l’Alsippe, un sindacato della polizia penitenziaria, che  pubblica un link su Facebook sul suicidio di un detenuto di 39 anni nel carcere di Opera a Milano. Sotto il post si sono scatenati i commenti molto pesanti e offensivi dei poliziotti. 

L'accaduto - Un rumeno di 39 anni, in carcere con la condanna dell'ergastolo, si è impiccato lo scorso 15 febbraio 2015 nella sua cella. Dopo la pubblicazione del link la pagina Facebook è stata "bombardata" di commenti offensivi: "Ottimo, speriamo abbia sofferto"; "Uno in meno"; "Consiglio di mettere a disposizione più corde e sapone..." ; "Oh . Come sono dispiaciuto."

Provvedimenti - Luigi Pagano, vicecapo vicario del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) di Roma, ha commentato la vicenda: "Stiamo facendo accertamenti per capire, intanto, che sindacato è questo, e se effettivamente i commenti sono stati scritti da agenti della polizia penitenziaria, risaliremo all’identità e nel caso prenderemo gli opportuni provvedimenti". 

Vendetta di Enrico Letta e signora: lo "sgarbo di coppia" contro Renzi...

La vendetta di Letta e signora, doppio sgarbo a Renzi





Tornano all'attacco i Letta. Enrico su Twitter, Gianna Fregonara sul Corriere della Sera si vendicano di Matteo Renzi. Lui lo critica cinguettando sulla questione immigrati e lei sulla riforma della scuola. Enrico "ormai sereno" ha infatti scritto dal suo profilo social: "Ripristinare Mare Nostrum, he gli altri paesi europei lo vogliano oppure no. Che faccia perdere voti oppure no" e Renzi irritato poco dopo aveva cinguettato a sua volta: "Quando ci sono morti, anche soltanto per rispetto l'idea di usarli come strumentalizzazione fa male al cuore".

Ma a vendicarsi di Renzi è anche Lady Letta. Che lo stronca su tutta la linea dalla prima pagina del Corriere, dove scrive. La sostanza del discorso della Fregonara è che l'idea di rivoluzionare l'educazione annunciata dal premier si è ridotta a un mucchio di parole vuote che non trovano riscontro nel testo della Buona scuola. Scrive la Fregonara: "Il testo della Buona scuola, anche dopo la profonda revisione di queste ultime settimane, resta una proposta di riforma della professione di insegnante più che una riforma del sistema educativo" perché i "due pilastri su cui si reggeva non hanno retto al tentativo di essere trasformati in legge". Il primo, il sistema degli scatti solo premiali per i due terzi degli insegnanti di ogni scuola", attacca, è scomparso dal decreto in preparazione". Il secondo, "il mega piano di assunzioni di precari, pensato con la lodevole quanto illusoria idea di chiudere per sempre il problema dei supplenti nella scuola, si sta rivelando inattuabile, quanto meno iniquo ( lo dicono i sindacati) e addirittura dannoso (giudizio della Fondazione Agnelli) per il sistema scolastico perché riempirebbe le scuole di insegnanti spesso senza cattedra in quanto abilitati in materie secondarie e non utili". Bordata finale. 

Fisco ed evasione, giallo sul governo: "Una tassa su versamenti in contanti"

Fisco, le misure sulla fatturazione elettronica. Il governo: "Niente tassa sui versamenti in contanti in banca"





Una tassa sui versamenti in contanti in banca superiori ai 200 euro. Secondo il Sole 24 Ore sarà questa une delle novità degli imminenti decreti attuativi della delega sul fisco internazionale, ma il Mef si è affrettato a smentire: "Nessuna tassa sui contanti". Di sicuro se n'è parlato e se ne parlerà  Secondo quanto riporta il Sole, il governo Renzi riprenderà e aggiornerà le linee guida del piano anti-furbetti già predisposto dal governo Prodi e dall'allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco tra 2006 e 2008. I tre pilastri saranno scontrino digitale, fatturazione elettronica e incentivi alla moneta elettronica, penalizzando l'uso dei contanti per favorire la tracciabilità dei mezzi di pagamento.  

Scontrini e ricevute digitali - Dal 2017 diventerà obbligatoria per commercianti, artigiani e professionisti la memorizzazione e la trasmissione telematica al Fisco dei corrispettivi giornalieri, tramite non solo i registratori di cassa ma pure via smartphone e tablet. Il potenziamento tecnologico del Pos sarà a carico dello Stato, che erogherà agli esercenti un credito d'imposta da utilizzare in compensazione e prescinderà, sottolinea il Sole, dal numero di apparecchi adattati ai nuovi obblighi. Dall'1 gennaio 2017 scatterà anche l'obbligo di trasmettere i dati delle fatture emesse e di quelle rettificate, nonché delle fatture ricevute, utilizzando la piattaforma Sid (obbligatoria già dal 31 marzo prossimo). 

La fatturazione elettronica - Il secondo pilastro, come detto, c'è la fatturazione elettronica che permetterà al Fisco di incrociare questi dati con quelli contenuti nell'anagrafe tributaria  e quella dei rapporti (dichiarazioni Iva, bonifici bancari, F24, informazioni finanziarie): un'arma forse decisiva per incastrare gli evasori. 

Il giallo della tassa su contanti - C'è poi il giallo sulla tassa sui versamenti in contanti. Secondo il Sole, il limite di 200 euro sarebbe stato un bell'assist alle banche, che avrebbero visto crescere i loro utili sulle operazioni di accredito elettronico e ridursi i costi di gestione del contante (circa 5 miliardi l'anno). Il Mef, come detto, ha smentito ma resta la stretta del governo sull'uso di contante puntando anche su strumenti "positivi" come gli incentivi per i consumatori sotto forma di sconti sugli acquisti effettuati con carte di debito/credito o carte prepagate.

Feste pagate, regali, soldi in nero Il magna magna dei radical-chic

Premio Grinzane, il patron Soria accusa: "Cene, regali e pagamenti in nero ai vip". Nella lista Augias, Chiamparino, Isabella Ferrari





Il salotto radical-chic rischia di travolgere proprio gli intellettuali di sinistra. Lo scandalo del premio Grinzane è finito a processo con Giuliano Soria, ex patron del prestigioso riconoscimento letterario torinese, che rischia 11 anni di carcere per malversazione, peculato e violenza sessuale. Condannato in primo grado a 14 anni, oggi "il professore" potrebbe godere di uno sconto perché alcune accuse sono cadute in prescrizione.

I rapporti con Bresso e Chiamparino - Comunque vada la vicenda processuale di Soria, resta però la "colpa collettiva" di politici, intellettuali e attori. Tutti coloro che, secondo il patron del premio Grinzane, partecipavano all'evento ricevendo in cambio regali, viaggi, cene e feste pagate e soprattutto denaro in nero, in una vicenda per molti versi parallela agli scandali di Regionopoli (anche in Piemonte) che quegli stessi intellettuali hanno spesso condannato. Tra i vip tirati in ballo, c'è la "zarina" Mercedes Bresso, ex presidente del Piemonte e ora eurodeputata Pd, che secondo le accuse di Soria avrebber ricevuto regali costosi insieme al marito. Il dirigente regionale Roberto Moisio sarebbe stato invece il regista delle operazioni, quello che teneva i contatti con i politici che dirigeva gli stanziamenti di finanziamenti pubblici al premio. "Abbiamo aiutato economicamente in nero l'assessore Giampiero Leo (Ncd) - ha detto Soria ai giudici -. Abbiamo aiutato l'assessore Alfieri (Fiorenzo, ex componente della giunta comunale di Sergio Chiamparino) anche per il signor Chiamparino, a cui ho dato personalmente sostegno in due occasioni". L'ex assessore alla cultura Gianni Oliva, ora consigliere regionale del Pd, avrebbe invece "viaggiato con la moglie a spese del Grinzane. E' un appassionato di tartufi". 

Attori e intellettuali di sinistra - La "scellerata convenzione" tra la Regione Piemonte e il Grinzane Cavour coinvolgeva anche politici di centrodestra, diplomatici e attori, che avrebbero chiesto soldi per partecipare alle serate di gala. Nella lista di Soria sono presenti Isabella Ferrari, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Charlotte Rampling, Eleonora Giorgi, Stefania Sandrelli: "I vip ci sfruttavano per il loro prestigio", sono le parole di Soria riportate dal Fatto quotidiano. Infine ci sono gli intellettuali e i giornalisti di sinistra: "Il più vorace era Corrado Augias che era assillante nei pagamenti in nero sfiorando l'indecenza – ha detto ai giudici Soria -. Il patetico Alain Elkann ha preteso di venire a New York, un viaggio da 13mila euro. Era sempre lì a cercare di accaparrarsi qualcosa". E potrebbe tremare anche viale Mazzini, perché "sulla Rai c’è un capitolo nero, era un andazzo a cui era difficile resistere. A tutti questi casi dovevamo far fronte con dei fondi in nero". Che con il rosso, per restare in ambito letterario, ci sta pure bene.

"Libia libera": le frasi più stupide dei benpensanti anti-Gheddafi

Libia "libera": tutte le frasi più stupide





Nel 2011 molti politici e intellettuali si esaltarono per le «primavere arabe». E quando Berlusconi si dimostrò restìo ad intervenire contro Gheddafi, nel timore del caos libico che ne sarebbe seguito, tutti gli diedero addosso. Ecco una breve antologia di quanto si diceva all’epoca. In alcuni casi abbiamo accostato, dello stesso autore, le opinioni di quattro anni fa a quelle di oggi: i giudizi sulla situazione libica sono quasi opposti, manca l’ammissione di avere sbagliato. 

"Il primo ministro (Berlusconi, ndr) non ha osato ancora riconoscere che dopo quasi 42 anni di dittatura - il doppio di Mussolini! - è ben venuto il tempo che si allontani dal potere quel partner sanguinario cui Silvio Berlusconi ha da poco baciato la mano assassina in pubblico. Neanche le cifre di una vera e propria ecatombe in Libia lo hanno indotto a chiedere che Gheddafi sia assicurato a una corte di giustizia internazionale. Come mai persiste una simile, vile titubanza?"
(Gad Lerner, la Repubblica, 24 febbraio 2011)

"Che la situazione in Libia potesse precipitare era chiaro fin dall’estate scorsa, quando si è perso ogni controllo su questo territorio mediterraneo posto sui nostri confini meridionali (...) Le crudeli decapitazioni dei cristiani copti a Sirte segnano oggi un passaggio senza ritorno. Mi auguro che il governo e lo stato maggiore delle Forze Armate abbiano predisposto in questi mesi piani efficaci di intervento a tutela della nostra sicurezza nazionale".
(Gad Lerner, sul suo blog, 15 febbraio 2015)

"Obama ha mantenuto la promessa fatta due anni fa con il discorso del Cairo, rivolto al mondo musulmano. Ha appoggiato i movimenti democratici, pur compiendo qualche contorsione diplomatica. (…) Anche l’Europa è stata fedele ai suoi principi condannando la repressione e pronunciandosi in favore degli oppositori in rivolta. Soltanto l’Italia di Berlusconi ha mancato all’appuntamento d’onore per un paese democratico. Se l’insurrezione libica affogherà nel sangue, il governo italiano avrà la sua parte di vergogna".
(Bernardo Valli, la Repubblica, 22 febbraio 2011)

"Oggi la Libia non è più oppressa da un raìs megalomane e sanguinario, ma è un mosaico di tribù rissose incontrollabili dal governo centrale".
(Bernardo Valli, la Repubblica, 18 gennaio 2013)

"Angela Merkel ha usato un’espressione rivelatrice: vuole “aspettare e vedere come si evolve la situazione”. I prossimi popoli che covano voglie di ribellione e libertà sono avvisati. (...) L’Italia poi è irrilevante, e tiene a esserlo. Ogni giorno che passa rende lo scioglimento più arduo. Che la banda Gheddafi se ne vada per via di persuasione e qualche embargo, è impensabile. Che si rimetta saldamente in sella e tutti ricomincino a trafficarci come prima, è il sogno di molti, ma difficile da realizzare. E allora? Allora, siccome il tempo è un fattore decisivo per qualunque sbocco, l’Europa prende, cioè perde, tempo".
(Adriano Sofri, la Repubblica, 17 marzo 2011)

«Non c’è nessun “kafir”, infedele, persona o paese, che possa sentirsi al riparo dal jihad islamista. Il terrorismo politico di formazioni arabe di altri tempi consentiva furbizie e sotterfugi, per il terrore superstizioso di oggi non ci sono mediatori come il colonnello Giovannone. Questo vuol dire anche che quando si dice che “la soluzione è in Libia” (Renzi) o “siamo pronti a batterci in Libia”, non si può fermarsi lì, tantomeno tornare indietro».
(Adriano Sofri, la Repubblica, 15 febbraio 2015)

«Peccato per il silenzio dei “pacifisti”: ma dove sono mentre Gheddafi bombarda il suo popolo? In week end temo».
(Gianni Riotta, il Sole 24 Ore, 6 marzo 2011)

"Ieri il ministro Gentiloni ha detto bene: finché Isis occupa uno Stato terrorista non ci sarà pace in Europa".
(Gianni Riotta, la Stampa, 9 gennaio 2015)

"Per quanto abborracciato sia stato l’intervento in Libia, le conseguenze di un non-intervento sarebbero state assolutamente peggiori. La Francia ha il merito di aver reso tempestivo l’intervento e la colpa di aver preteso una leadership che nessuno aveva voglia di riconoscerle".
(Vittorio Emanuele Parsi, la Stampa, 20 aprile 2011)

"Com’è risaputo, sono stati i francesi a insistere per deporre Gheddafi, ma non hanno pianificato la fase successiva. (...) La responsabilità di questo pasticcio grava su Londra e Parigi ma, anche se la frittata l’hanno fatta gli altri, ora chi se la ritrova davanti alle proprie coste siamo noi".
(Vittorio Emanuele Parsi, intervista al Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2015)

"Nei paesi nordafricani vigeva simile spartizione di compiti: ai despoti il dominio politico, alle moschee la libertà di modellare l’intimo delle coscienze. L’accordo di scambio sta saltando ovunque, tanto che si parla di fallimento colossale di quella che gli Occidentali chiamavano stabilità. È in nome della stabilità che Berlusconi ha chiamato Mubarak un saggio, e ha detto non voler “disturbare” Gheddafi poco prima che questi bombardasse i libici facendo centinaia di morti".
(Barbara Spinelli, la Repubblica, 23 febbraio 2011)

"In Iraq come in Libia, stiamo assistendo alle conseguenze di guerre che hanno letteralmente generato Stati fallimentari e caos, nonostante i fuorvianti propositi iniziali".
(Barbara Spinelli, intervento all’Europarlamento, 2 settembre 2014)

"Le violenze (di Gheddafi, ndr) andavano condannate subito. Riconosco che c’erano stati tali legami e un tale intreccio di interessi per cui c’era qualche difficoltà ad avere la reazione che questi eventi richiedono. Berlusconi ha blandito Gheddafi. I rapporti con la Libia sono utili ma la dignità va sempre salvata".
(Romano Prodi, 22 febbraio 2011)

"Non poteva esserci diversa conseguenza di una guerra sciagurata voluta sconsideratamente dalla Francia e che l’Italia ha seguito in modo folle e incomprensibile. Non avevo mai visto un paese che paga una guerra fatta contro di lui".
(Romano Prodi, 14 febbraio 2015)

"Berlusconi ha ripetuto per anni: “amico Putin, amico Gheddafi”, ma a cosa ci hanno portato le sue relazioni speciali? Ad essere il tappetino delle autocrazie, se non vere e proprie dittature".
(Pier Luigi Bersani, 22 febbraio 2011)

"L’Italia sta apparendo complice di un tiranno nel momento in cui si denuncia un genocidio. Di fronte a questo non è possibile essere esitanti. (...) L’attenzione non va spostata sui profughi. In questo momento il tema è il vento di libertà che sta soffiando e come contribuiamo a cacciare i dittatori dal Mediterraneo".
(Nichi Vendola, 23 febbraio 2011)

"Protagonisti della rivolta sono stati giovani che non sanno che farsene del Libretto verde, connessi alla società mondiale attraverso la Rete. (...) Cosa hanno a che fare essi con Al Qaeda? Per gli islamisti radicali queste rivolte sono una cocente sconfitta".
(Renzo Guolo, la Repubblica, 25 febbraio 2011)

"Il “dopo” terrorizza. E si accusa la Francia dello smanioso Sarkozy di procedere alla cieca, senza preoccuparsi del predominio delle tribù, o dello spazio dei fondamentalismi che si potrebbe spalancare “dopo” Gheddafi. (…) Ma il terrore del “dopo” può essere un principio di paralisi se il “dopo” è pressoché ineluttabile. E non c’è peggiore impotenza politica dichi è prigioniero della nostalgia per il dittatore con cui si facevano ottimi affari. Nella stabilità perduta".
(Pierluigi Battista, Corriere della Sera, 30 marzo 2011)

Renzi non arriva a fine anno. Un sondaggio lo fa tremare

Sondaggio, per un italiano su 5 Renzi non arriva a fine anno





Un anno di Renzi. Dodici mesi fa, dopo quel beffardo #enricostaisereno, Matteo Renzi dava il benservito a Letta e si impadroniva di palazzo Chigi, portandovi tutta la sua "banda" di fiorentini e toscani. A dodici mesi dall'inizio del terzo governo consecutivamente non eletto dagli italiani, l'istituto d'indagine Demopolis ha svolto una sondaggio illustrato da Lilli Gruber nel corso della puntata di oggi di "Otto e mezzo su La7E il bilancio del premier è decisamente in chiaroscuro. Innanzitutto, alla domanda se il giudizio sul governo Renzi sia positivo, solo il 40% ha risposto positivamente mentre il 47% ha risposto negativamente. Le percentuali, ovviamente, variano considerevolmente a seconda dell'area di appartenenza degli intervistati: così, il giudizio è positivo da parte del 34% degli intervistati di sinistra, del 67% degli intervistati di centrosinistra, del 40% degli intervistati di centrodestra e del 19% di quelli di destra. Quanto al consenso al premier, è al 48%; una nno fa era al 42% e dopo il trionfale risultato delle Europee di maggio al 60%. Le due qualità che gli italiani maggiormente riconoscono all'ex sindacoi di Firenze? La determinazione (68%) e il carisma (54%), che non necessariamente sono qualità positive. le due riforme più apprezzate? Gli 80 euro (per il 75% degli intervistati) e la riforma del senato (per il 53%). Sette italiani su dieci (71%) chiedono come priorità al governo di abbassare le tasse. E quanto dureranno Renzi e i suoi? Per un italiano su 4 fino a fine legislatura (2018). Ma per uno su cinque, il premier non tira fino alla fine del 2015.

martedì 17 febbraio 2015

SICUREZZA, COMI: Smantellata rete finti matrimoni tra stranieri e italiani, nostre forze dell'ordine meritano più attenzione

SICUREZZA, COMI: Smantellata rete finti matrimoni tra stranieri e italiani, nostre forze dell'ordine meritano più attenzione


di Gaetano Daniele



On. Lara Comi
Europarlamentare F.I
Vicepresidente Gruppo PPE

"Complimenti ai Carabinieri di Busto Arsizio che, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Varese, Milano e altri capoluoghi di provincia, hanno portato a termine con successo una brillante indagine assicurando alla giustizia criminali coinvolti in attività di traffico internazionale di droga e, inoltre, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina mediante matrimoni simulati tra cittadini italiani e marocchini. Così l'On. Lara Comi ai nostri microfoni, e nota: "E' la prima volta che vengono accertati matrimoni fittizi tra cittadini italiani ed extracomunitari. Le indagini hanno consentito di individuare 26 matrimoni simulati già celebrati e 7 in fase organizzativa".

Nell'attuale momento di allarme terrorismo è un'ottima notizia che le nostre forze dell'ordine abbiano smantellato un'organizzazione che consentiva di ottenere falsi permessi di soggiorno in Italia. In pratica pagando una somma di denaro compresa tra gli 8.000 e i 12.000 euro l'organizzazione procurava la documentazione necessaria a celebrare finti matrimoni tra stranieri e cittadini italiani compiacenti (perlopiù persone con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti). L'attività di intelligence - continua Comi - è essenziale nella prevenzione del rischio terrorismo. 

Sbarchi - Non ci sono solo i barconi che ogni giorno portano in Italia centinaia di immigrati di cui non sappiamo nulla e tra i quali potrebbero nascondersi delinquenti se non addirittura terroristi, ci sono anche sofisticate reti illegali, come quella dei matrimoni fittizi, che devono essere scrupolosamente monitorate e scoperte. Le nostre forze dell'ordine - conclude Comi - sono molto competenti, certo ci sarebbe bisogno di maggiore attenzione nei loro confronti da parte del Governo, di più uomini, di più mezzi e strumenti, in sostanza di più risorse."