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martedì 28 ottobre 2014

LE MOSCHEE NON BASTANO Ecco l'ultima richiesta islamica Cosa vogliono costruire a casa nostra

Lecce, parte il progetto per l'università islamica




Un'università islamica nel cuore di Lecce. E' questa la proposta della Confederazione delle imprese del Mediterraneo (Confime) che vuole costruire un centro universitario islamico negli ampi spazi della ex Manifattura Tabacchi. L'iniziatica, che non ha precedenti, ha scatenato un dibattito nel quale si stanno esercitando soprattutto le forze politiche cittadine e non solo. Forza Italia, come racconta Lecceprima, chiede la precedenza per l’istituzione della facoltà di Agraria, Fratelli d’Italia rivendica uno spazio pubblico di aggregazione per i giovani e sollecita l’amministrazione comunale a dire chiaramente come la pensa in merito dato che secondo alcuni sondaggi 3 cittadini su 4 sarebbero contrari all’apertura dell’università. Ed è contrario anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Mi preoccupa il fanatismo di una sola religione, di un certa interpretazione di una certa religione, quella islamica, che è l’unica che ha questi ‘fondamentalismi’. E quindi università islamica a Lecce no, assolutamente no”, ha detto il segretario a Radio Padania. 

Il progetto - Ma il progetto a quanto pare va avanti. "Nelle intenzioni di chi ci crede, sarà la corrispondente della Cattolica di Roma e Milano, ma di matrice musulmana”, come riferisce Giampiero Khaled Paladini, presidente di Confime. Ma dopo qualche polemica in città, Paladini prova a gettare acqua sul fuoco: "Non è detto che il progetto andrà in porto, alla fine. Vedo cose che mi lasciano perplesso, si vocifera di un referendum apposito. Non abbiamo nessuna intenzione di imporre la nostra presenza. Se troveremo ostilità da parte della cittadinanza, per carità, andremo altrove. Abbiamo alternative valide in Campania, Sicilia e Calabria. Ma io sono salentino, ci tengo a veder sorgere questo polo a Lecce, vorrei che la mia città si sprovincializzasse. Esistono già università musulmane fuori dal mondo arabo, in Inghilterra, Germania, Stati Uniti. Cominceremmo con facoltà come teologia e filosofia, ma il resto è da concordare con il territorio, in base alle sue esigenze, d’accordo con l’Università del Salento e aperti anche al mondo cristiano. Spero solo, a questo punto, che non si confonda la religione con la cultura, che questa non faccia paura, che il dibattito non venga influenzato da quanto sta accadendo ora in Medio Oriente”. Di fatto, per ora, c’è che ci sono sul piatto una decina di milioni per l’acquisizione dell’area di 51mila metri quadrati, di cui 8500 al coperto e un investimento che secondo Paladini potrebbe essere di 50 milioni di euro. Tutti provenienti da fondi privati, ha precisato il presidente di Confime. 

Massimo Giletti fuori controllo. Parte un servizio all'Arena e il conduttore si infuria: ecco cosa ha combinato (tutto in diretta...)

L'Arena, Massimo Giletti contesta Crocetta e si toglie giacca e microfono



Parla Rosario Crocetta e Massimo Giletti non ci vede più. Puntata di fuoco caldissima de L’Arena, quella andata in onda domenica pomeriggio su Rai 1. Tra gli ospiti c'era anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Il numero uno dell'Assemblea siciliana qualche settimana fa aveva annunciato l'abolizione delle province e ora è al centro del fuoco grillino che chiede le sue dimissioni. Ma Giletti, Luisella Costamagna hanno pesantemente attaccato l’esponente del PD per la delicata questione dei forestali in Sicilia. Il conduttore ha fatto notare che in Sicilia ci sono 28mila rangers, mentre in Canada – ben più grande e con molte più foreste - ce ne sono solo 4.200. Crocetta ha tentato di mettere in chiaro che questo sistema clientelare dipende dalla mafia e che ha già ridotto gli sprechi di 200 milioni all’anno. Giletti, però, non si è accontentato e alla fine di un servizio – furioso per i costi menzionati – si è tolto la giacca e il microfono. 

lunedì 27 ottobre 2014

"Patente e libretto, prego..." 705 euro di multa se i nomi non coincidono

"Patente e libretto, prego..." 705 euro di multa se i nomi non coincidono



Novità in arrivo per i guidatori italiani. Dal 3 novembre, il nome di chi utilizza una macchina o una moto non sua per più di 30 giorni dovrà essere scritto nella carta di circolazione. L'aggiornamento si chiede presso gli sportelli della Motorizzazione. In caso di controllo, i nomi su patente e libretto dovranno coincidere, altrimenti sono guai: per i trasgressori è prevista una multa di 705 euro e il ritiro della carta di circolazione. 

Fin qui la norma generale, ma le eccezioni fanno capire che complicherà la vita solo a pochi. Intanto non è retroattiva, quindi non si applica a chi già utilizza un'auto non di sua proprietà o ha un libretto non aggiornato antecedente al 3 novembre. Inoltre, non vale per i familiari, purchè conviventi, perciò sono salve le mogli che utiizzano l'auto del marito o i figli che prendono quella di mamma o di papà. Alla fine, a risentire di più della novità saranno gli utilizzatori di macchine aziendali. 

Regge innovò la fisica ispirandosi al barbiere

Il genio che innovò la fisica ispirandosi al proprio barbiere


di Matteo Sacchi 



Vide la sua immagine riflettersi all'infinito nello specchio del negozio: ne dedusse una teoria che ritoccava Einstein. Storia di un illuminista che amava anche arte, musica e design. 

È morto il 24 ottobre il fisico Tullio Regge. Torinese, 83 anni, ha avuto un ruolo di primo piano nella meccanica quantistica ed ha giocato un ruolo altrettanto importante nella divulgazione scientifica. Al Politecnico di Torino Regge ha insegnato Teoria Quantistica della Materia, diventando poi professore Emerito.

Malato da tempo di sclerosi, negli ultimi tempi aveva avuto un peggioramento ed era stato ricoverato per una polmonite nell'ospedale San Luigi di Orbassano. Regge non era solo uno scienziato, si è interessato di arte e design, era tra i fondatori del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze)ed è stato anche eletto al Parlamento Europeo (nel 1989). A lui è dedicato l'asteroide 3778 Regge

Tullio Regge è stato un grandissimo (della fisica). E il «della fisica» va messo tra parentesi perché, difficilmente, si può incontrare nel panorama della scienza moderna un intelletto così versatile, quasi leonardesco. Come diceva lui stesso, dote in qualche modo ereditarie.

Il padre Michele, che aveva quarant'anni quando nel 1931 nacque Tullio, era un geometra, «autodidatta professionista» e di origini contadine. Curioso in tutti i campi del sapere, tanto da scrivere un libro di fisica in cui dava torto a Newton. Come ha raccontato lo stesso Regge nella sua autobiografia L'infinito cercare (Einaudi, scritta con Stefano Sandrelli) «le sue teorie erano sbagliatissime, ma lo sforzo e l'applicazione del pensiero erano davvero encomiabili». E quello sforzo e applicazione hanno trovato nel figlio miglior base teorico scientifica. Già alle elementari le sue doti matematiche iniziarono a brillare. A casa sua c'erano un sacco di libri ed essere autodidatti era la norma. In terza aveva già letto i testi dell'astronomo Flammarion, giocava col telescopio, e aveva messo le mani su Matematica dilettevole e curiosa di Italo Ghersi. A otto anni finì per saltare dritto alle scuole medie. Una corsa in avanti rallentata dalle bombe che cadevano su Torino e poi dal fatto che i partigiani minacciarono il padre che era fascista convinto. Ma dopo la guerra il percorso verso il politecnico di Torino proseguì spedito. Con una «svolta» dovuta a Topolino. Un giorno a lezione di fisica mentre Ubaldo Richard (poi uno dei pilastri dell'università di Padova) stava spiegando, Regge leggeva i fumetti. Richard lo chiamò alla lavagna piazzandogli davanti un integrale molto complesso. Regge inventò un modo completamente nuovo di risolverlo. E Richard lo dirottò dal politecnico alla facoltà di fisica, dove fu allievo di Gleb Wathagin. Divenne in breve assistente all'istituto di fisica Teorica di via Giulia: «Regge scriveva con aria diabolica su un enorme registro da inventario poggiato su una vecchia scrivania nera...». Da lì passò all'università americana di Rochester. Ottimo ateneo ma pretendevano che Regge lavorasse in laboratorio, non era il suo, troppi esperimenti pratici. Ma l'America fu il passaggio fondamentale per conoscere John Wheeler, uno dei padri della bomba H. Nel 1957 il duo Wheeler-Regge pubblico uno dei primi studi matematicamente accurati riguardo ai buchi neri (Wheeler e Regge si divertivano anche a provocare esplosioni nei cortili delle università ma questo non è passato alla storia).

Iniziò la notorietà internazionale, e poco dopo, nel 1959 arrivò uno degli altri lavori fondamentali di Regge, lo studio del momento angolare complesso e alla scoperta dei cosiddetti «Poli di Regge». Questa teoria ha consentito di dare una prima interpretazione a quegli oggetti (detti risonanze), che appaiono solo nelle fasi intermedie dei processi di alta energia e con tempi di vita brevissimi (dell'ordine di 10-23 secondi). La teoria di Regge, sviluppata negli anni, stabilisce una correlazione tra lo spin e l'energia, permettendo l'introduzione delle cosiddette traiettorie di Regge. Cosa sono in soldoni i concetti astrusi che abbiamo elencato sin qua? Regge ha fissato le regole matematiche che servono a capire il funzionamento e i meccanismi dell'interazione forte, quella che tiene insieme i nuclei atomici di tutta la materia. Un colpaccio portato a termine da un ragazzino di ventotto anni. A cui seguì nel 1961 General Relativity Without Coordinates uno studio in cui Regge presentava un modo affatto nuovo per risolvere i problemi della relatività generale. La teoria di Einstein ci parla infatti di uno spazio-tempo curvo la cui comprensione richiede equazioni complesse, che spesso si risolvono per approssimazione. Regge «piastrellò» quello spazio-tempo curvo con dei poliedri, calcolandone angoli e spigoli in modo di ottenere l'approssimazione migliore. Negli anni seguenti il suo sistema di calcolo fu una delle cose più utilizzate e discusse della scienza. In molti hanno chiesto al fisico come gli fosse venuta l'intuizione. Ecco la risposta: «Ero dal barbiere di fronte allo specchio. Anche dietro c'era uno specchio. Vedevo una lunga fila di riflessioni alternate il cui mondo rappresentato era sempre lo stesso... fu la sequenza di piani a suggerirmi l'idea». Quelle riflessioni allo specchio avrebbero fatto nascere la teoria delle stringhe.

Ma questo è solo un pezzetto della vita di Regge. Il suo eclettismo lo ha portato a cimentarsi con l'arte digitale, nella fantascienza (è rimasto celebre un suo scambio con Borges) e persino nel design: la poltrona detecma, coloratissima e modellata secondo una curva ciclide, che ha progettato negli anni '70, è oggi esposta in importanti musei di arte moderna. Amava infinitamente la musica e la sua amicizia con Berio ne è stata testimonianza. Il suo dialogo con Primo Levi pubblicato da Einaudi è un testo affascinante, e del resto aveva capacità divulgative rare per un fisico del suo livello. E poi ha fatto una scelta impegnativa, conteso da molte università nel mondo è tornato in Italia subito dopo aver ottenuto il Premio Einstein (nel 1979).

Per usare le parole di Stefano Sandrelli, tecnologo e divulgatore, e coautore della biografia di Regge: «Aveva un'ironia straordinaria, una perenne voglia di scherzare, di giocare, di conoscere e di capire. E una grandissima umiltà: una persona che porta le proprie doti con naturalezza, impegnandosi in quel che gli interessa con quella stessa cura e accanimento con il quale un bambino fa un disegno o colora una figura».

Calcio: Balotelli sempre più giù I tifosi fanno la fila per restituire la sua maglia

Liverpool, tifosi in coda per restituire la maglia di Balotelli

di Ivan Francese



I supporter del Liverpool sono esasperati da quelli che giudicano comportamenti sopra le righe e prestazioni calcistiche deludenti. Quello di oggi è forse l'affronto più grande per Mario Balotelli: i tifosi del Liverpool, esasperati dall'ennesima prestazione ritenuta deludente da parte dell'attaccante italiano, si sono letteralmente messi in fila per restituire le maglie dell'ex campione di Inter e Milan.

In occasione dello 0-0 contro l'Hull City ai supporter dei Reds è stata offerta la possibilità, su iniziativa della società di scommesse Paddy Power, di riconsegnare le maglie di Balotelli in cambio di quelle di un grande attaccante degli ultimi anni, come Owen o Fowler.

Il banchetto dove riconsegnare le maglie è stato preso d'assalto dai tifosi, che con Balotelli hanno ormai "rotto" da qualche settimana, spazientiti dai comportamenti sopra le righe e dalle prestazioni calcistiche al di sotto delle aspettative che hanno contraddistinto sin qui l'avventura di Supermario a Liverpool.

Nei giorni scorsi Balotelli era finito nella bufera dopo che al termine di una partita aveva scambiato la propria maglia con quella del giocatore del Real Madrid Pepe. Questo ed altri comportamenti, uniti al fatto che l'attaccante ha finora segnato un solo gol in stagione, hanno scatenato le ire dei tifosi.

Tappezziere, sarto, idraulico: ecco i mestieri "wanted" regione per regione

Tappezziere, sarto, idraulico: ecco i mestieri "wanted" regione per regione


di Cristina Bassi 



Ai tempi della disoccupazione alle stelle, la mappa dei lavori che nessuno vuole o è in grado di fare. I problemi legati al lavoro e all'occupazione sono attualissimi, la disoccupazione giovanile italiana ha raggiunto il 44,2 per cento, ma ci sono anche decine di mestieri che nessuno vuole o è in grado di fare. 

Lavori che richiedono una laurea oppure abilità manuali, che hanno un'antica tradizione o sono all'avanguardia. La classifica, suddivisa regione per regione, l'ha stilata la Camera di commercio di Monza e Brianza. 

In Lombardia ad esempio non piacciono i mestieri antichi ed è molto difficile trovare tappezzieri e stagnini: non rispondono all'appello nel 77,8 per cento dei casi richiesti. Nella regione della moda inoltre si fa fatica a reperire sarti e modellisti (44,4%, significa che per un fabbisogno di 180 nuovi addetti 80 posti restano scoperti). In Lazio, terra di turismo, mancano ben 270 accompagnatori turistici, mentre in Veneto scarseggiano gli idraulici. In Puglia e Toscana non è facile trovare gli elettricisti e in Campania ci sono pochi professionisti dell'informatica. 

In Liguria scarseggiano i gelatai e i pasticcieri, oltre ai falegnami. In Piemonte le imprese hanno difficoltà a reperire esperti di pubbliche relazioni e pony express. In Trentino Alto Adige non è facile assumere agronomi, mentre gli ingegneri elettrotecnici, i tecnici della sicurezza e gli idraulici sono i "most wanted" del Veneto. E in Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Sardegna mancano i cuochi.

Toscana e Puglia cercano disperatamente elettricisti, l'Emilia Romagna invece contabili addetti alle buste paga. In Umbria e nelle Marche si fatica a trovare rispettivamente i vasai e i carpentieri, oltre agli esperti di marketing. Le aziende campane non hanno abbastanza professionisti dell'informatica, come tecnici programmatori e analisti di software. La Sicilia cerca fisioterapisti, la Calabria camerieri e la Basilicata esperti di Beni culturali. Infine Sicilia, Molise e Valle d'Aosta: hanno bisogno di conduttori di carrelli elevatori, carpentieri e astronomi.

Renzi "caccia" i dissidenti dal Pd: "Il partito è mio, non lo riavrete mai"

Pd, Matteo Renzi alla Leopolda: "La minoranza dem non si riprenderà mai il partito"




"Il Pd non tornerà mai più al 25 per cento e scordatevi di riprendervi il partito". Matteo Renzi, intervenuto alla chiusura dei lavori della Leopolda, avvisa la minoranza dem che ha scelto di partecipare alla manifestazione della Cgil di ieri, sabato 25 ottobre, rifiutando l'invito alla kermesse renziana. “Rispettiamo coloro che in Parlamento non la pensano come noi. Rispettiamo i messaggi anche i piu' offensivi, ma non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd". E ancora: "Le manifestazioni io le rispetto. Non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso". "Vedremo se e' piu' di sinistra aggrapparsi alla nostalgia o innovare e prevedere il futuro. Continuare a parlare di Art.18 e' come cercare di mettere un gettone nello smartphone". 

Job Act - Poi, dopo aver sistemato Bindi&Co., il premier punta il dito contro la Camusso e annuncia di non voler fare nessun passo indietro con il Job Act: "La riforma del lavoro con le modifiche all'articolo 18 ma anche con gli aiuti ai disoccupati e il centro per l'occupazione sono necessari proprio ora che nel mondo del lavoro "il posto fisso non c'è più. Un grande partito di sinistra che fa? Un dibattito ideologico o comincia a pensare a una legge?". “Sbloccare l'incantesimo sul lavoro e' la grande battaglia culturale degli ultimi 30 anni dentro la sinistra. Noi pensiamo che si possa combattere il precariato cambiando le regole gioco", ha aggiunto Renzi. Infine un messaggio all'Europa dei burocrati: “Io sono andato in Europa e ho chiesto rispetto per il mio paese e il mio partito. Anche ad Angela Merkel ho ricordato: 'hai preso 10 milioni e 6. Noi 11 e 2. Sono cose che capitano'".