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mercoledì 22 ottobre 2014

Moretti, caporioni e Miss Supercazzola: tutti i candidati di Renzi alle Regionali

Regionali, i candidati Pd di Matteo Renzi per le elezioni 2015: sorpresa Alessandra Moretti in Veneto




Da Montecitorio all'Europarlamento, e ora in corsa per la poltrona di governatore del Veneto. Dovrebbe essere Alessandra Moretti, ex bersaniana di ferro riposizionatasi con prontezza tra le fila dei renziani della seconda ora, il nome forte del Pd per la sfida al leghista Luca Zaia. Dopo l'elezione alla Camera del 2013 la scalata della bella vicentina è stata fulminea: a maggio capolista dem a Strasburgo, per volontà proprio di Matteo Renzi, ruolo "centrale" come spesso ribadito dal premier ma evidentemente un parcheggio di lusso, perché il segretario-presidente del Consiglio sa che la partita politica si gioca tutta in Italia. Come sottolinea HuffingtonPost.it, che traccia il toto-candidati del Nazareno, le elezioni regionali che si consumeranno tra autunno 2014 e primavera 2015 saranno un test fondamentale per il gradimento popolare di Renzi, che punta a ribadire l'exploit delle ultime Europee e, se possibile, migliorarlo. 

Bonaccini e... Vasco Errani - Sono nove le Regioni chiamate alle urne. Oltre al Veneto, ci sono Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. Per ogni appuntamento, Renzi sta studiando una candidatura "conciliante", in grado cioè di compattare il partito soprattutto là dove la componente minoritaria (bersaniana-cuperliana in testa) è molto forte. Quindi pochi renziani duri e puri e molti nomi buoni per tutte le stagioni. E' il caso per esempio dell'Emilia, con Stefano Bonaccini vincitore di primarie decisamente turbolente, con la sfida mancata contro il renziano Doc Richetti e l'inchiesta giudiziaria sulle spese pazze. Bonaccini, come la Moretti, è un renziano "riposizionato" con buoni agganci nello zoccolo duro dei dem più rossi d'Italia. E nel pacchetto emiliano c'è anche il probabile ricollocamento dell'ex potentissimo governatore Vasco Errani, dimissionario dopo la condanna a un anno per falso. Potrebbe diventare prossimo sottosegretario all'Economia.

Rossi ed Emiliano blindati - Se a livello nazionale il sogno di Renzi è il "partito della Nazione" che strizza l'occhio ben oltre i recinti della sinistra, a livello regionale il premier sembra molto più attento a usare manuale Cencelli e bilancino. In Toscana e Puglia, per esempio, vincono gli uomini forti Enrico Rossi e Michele Emiliano, talmente radicati sul territorio da essere quasi battitori liberi, signori e padroni del Pd locale indipendentemente dal potere di Direzioni e segreterie. Entrambi sono nati e cresciuti lontano dal renzismo ma non hanno fatto la guerra a Matteo e i frutti si vedranno al momento opportuno.

Morani in rampa di lancio - Anche in Umbria la dalemiana Catiuscia Marini, governatrice uscente, non si tocca. Più congestionata la situazione in Campania, con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che sfida il bassoliniano Andrea Cozzolino, mentre Renzi vorrebbe un terzo nome meno divisivo, come accaduto (senza risultati) in Emilia Romagna. Dubbi ancora in Liguria e nelle Marche, dove però Alessia Morani (sì, quella delle supercazzole in diretta a Ballarò e delle gaffe continue) è la grande favorita. Tutto deciso, infine, in Calabria, con il bersaniano Mario Oliverio che ha sconfitto il renziano Gianluca Callipo. 

Sforbiciata Iva per chi ristruttura casa Punito chi acquista: le tasse s'impennano

Casa, ristrutturazioni con Iva al 4%. Ma arriva il salasso sugli acquisti




In arrivo una significativa sforbiciata sull'Iva per chi effettua interventi edili secondo quanto previsto dagli incentivi per l'efficientamento energetico. Sforbiciata anche per la ristrutturazione di casa e per gli arredi: l'Iva cala dal 10 al 4 per cento. Ma a fronte di questa notizia arriva il maxi-rincaro sempre sull'Iva, che passa dal 4 al 10%, per le nuove case vendute da imprese, una misura necessaria per compensare i minori incassi. E' quanto prevede il cosiddetto Sblocca Italia, che dopo un iter travagliato è sbarcato ieri, lunedì 20 ottobre, in aula per la discussione generale. Sul testo parecchie novità dell'ultim'ora, tra cui quelle sull'Iva, dovute a un emendamento del M5s che rende più conveniente realizzare lavori nella propria abitazione, servendosi di misure rifinanziate nella legge di Stabilità. Tra queste misure l'ecobonus e il bonus casa, le cui detrazioni Irpef al 65% e al 50% che vengono prorogate nel 2015, risulteranno appetibili - come sottolinea Italia Oggi - grazie al taglio Iva fino al 4% (misura compensata però dal rincaro per le nuove costruzioni direttamente vendute dalle imprese).

Legge di Stabilità, il Quirinale gela Matteo Renzi: "Oggetto di attento esame"

Legge di Stabilità, il Quirinale gela Matteo Renzi: "Oggetto di attento esame"




La manovra del governo Renzi "sarà oggetto di un attento esame" da parte del Quirinale. La nota ufficiale dell'ufficio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano usa, come logico, formule caute e diplomatiche ma il messaggio partito del Colle è chiaro: la legge di stabilità, così com'è, non va. Alla vigilia del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre, Napolitano ha incontrato il premier Matteo Renzi per un'ora e mezzo. Al centro del faccia a faccia il gran pasticcio della finanziaria che rischia di schiantarsi contro il no della Commissione Ue. Il falco rigorista Jyrki Katainen alla Rai da Strasburgo ha commentato laconico: "Analizziamo i numeri, speriamo tutto vada per il meglio". Sibillino, e un po' inquietante. Dal canto suo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi assicura: "La legge di stabilità è compatibile e coerente con impegni Ue, e il governo italiano è tranquillo".

Non c'è la copertura - Non è un caso che Napolitano non abbia ancora concesso il via libera, perché manca la "bollinatura" della Ragioneria di Stato alla manovra annunciata una settimana fa da Renzi e dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. I giorni sono passati e il governo ha cercato la difficilissima quadra, pressato da un lato da Napolitano e dall'altro da Bruxelles. Il provvedimento, sottolineano dal Quirinale, "è per sua natura molto complesso", anche perché da giorni sta andando avanti il balletto dei numeri sul fondo di sicurezza, da 3 miliardi, che l'Ue vorrebbe far usare a Renzi. Nel frattempo, Regioni e Comuni hanno alzato la voce contro i tagli che li obbligherebbe a tassare ulteriormente i contribuenti. Mercoledì alle 18.30 i governatori si riuniranno per presentare in un documento ufficiale le richieste all'esecutivo. "Questa manovra mi convince ma deve essere resa sostenibile", ha spiegato il rappresentante delle Regioni Sergio Chiamparino.

Aliquote Irap e pensioni rinviate - La questione, a suo modo, è semplice: i conti non tornano. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato che nella legge di stabilità "definitiva" dovrebbero esserci "500 milioni per rendere strutturale il 5 per mille". Ma occhio, perché sul welfare e sulla lotta alla povertà c'è "un problema di quantità di risorse": "Non sono quelle che ci si poteva attendere - ha ammesso Poletti davanti ai senatori -, c'è ancora un pezzo di lavoro da fare nella fase della discussione parlamentare perché su alcuni capitoli ci sono ancora problematicità". L'aumento retroattivo delle aliquote Irap e quelle sui fondi pensione hanno provocato la rivolta dei sindacati, con la segretaria della Cgil Susanna Camusso che suona la carica chiamando tutti in piazza il 25 ottobre a Roma. 

"Renzi con una mano dà 80 euro Ma con l'altra aumenta le tasse"

"Renzi con una mano dà 80 euro Ma con l'altra aumenta le tasse"


di Luca Romano 



L'ex premier rivendica il ruolo dei suoi governi: "Renzi sostiene di aver abbassato le tasse e di essere il primo ad averlo fatto. Ricordo che gli unici Governi che hanno davvero abbassato le tasse sono stati i nostri". 

Una bocciatura secca alla politica fiscale, molti dubbi su quella estera e una precisazione sulla riforma elettorale. Silvio Berlusconi, in un'intervista al Tg5, tocca tutti i temi in cima all'agenda politica dle momento, a partire da quelli interni al suo partito e alle presunte voci di un imminente scioglimento.
Che smentisce con decisione: "Un'assurdità".

Sulla manovra il Cavaliere alza un muro: "Il Premier attuale con una mano ha dato gli 80 euro a qualcuno, con l’altra ha aumentato le tasse sulle case, sui negozi, sui capannoni e anche sui risparmi a tutti. Il saldo è dolorosamente negativo per tutte le famiglie. Oggi - prosegue - la legge di stabilità sta andando nella stessa direzione: per fare bella figura si taglia un pò di Irap, l’imposta rapina di Prodi sulle imprese, ma il conto lo pagheranno i cittadini che vedranno aumentare le tasse locali e che magari vedranno anche tagliati i servizi locali essenziali. Il governo fa bella figura, ma la fa con i soldi delle famiglie. E il Paese non riparte. Siamo davvero sulla strada sbagliata".

Berlusconi va all'attacco e rivendica il ruolo dei suoi governi: "Il premier sostiene di aver abbassato le tasse e di essere il primo ad averlo fatto. Ricordo che gli unici Governi che hanno davvero abbassato le tasse sono stati i nostri. Abbiamo cancellato l’imposta di successione, quella sulle donazioni, la tassa sulla casa, abbiamo introdotto la no tax area per le famiglie meno agiate, abbiamo ridotto gli scaglioni dell’imposta sulle persone fisiche, l’Irpef e altre imposte ancora"

Ma uno dei fascicoli più scottanti sul tavolo del governo riguarda le riforme: "Ci confrontiamo con Renzi nella ricerca di una legge elettorale che favorisca la governabilità del Paesr - ha spiegato Berlusconi - e che, naturalmente, vada bene a tutte e due le parti in causa".

Se sulla politica economica (ma anche su quella estera) le strade di Berlusconi e Renzi sono ben distanti, si riavvicinano sulla politica italiana. "Vuole un partito unico di centrosinistra? Noi vogliamo la stessa di Renzi ma nel centrodestra. Noi italiani dal 1948 ad oggi purtroppo - prosegue il Cav - non abbiamo mai imparato a votare e ultimamente, anche a causa della par condicio che assegna al più piccolo partito che si presenta per la prima volta lo stesso spazio televisivo e radiofonico che assegna ai partiti più grandi, favorendo così il frazionamento del voto, per ottenere una maggioranza in Parlamento siamo costretti a mettere insieme una coalizione di molti partiti. È stato così nella prima Repubblica, è così ancora adesso".

Silvio Berlusconi stronca senza mezzi termini le indiscrezioni di stampa che parlavano di un Cavaliere prossimo alla "chiusura" del movimento: "Forza Italia è il partito della libertà e rappresenta molti milioni di italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi. Io sono al lavoro tutto il giorno e tutti i giorni perchè voglio che Forza Italia, rinnovata e rafforzata, torni a vincere". Il Cavaliere non lascia, ma anzi rilancia: "Io, sebbene sia stato privato dei miei diritti politici e in parte anche della mia libertà nel modo estraneo alla democrazia che tutti conoscono, lavoro per convincere gli elettori moderati, quei 24 milioni di elettori che non hanno votato alle recenti elezioni europee perchè amareggiati, delusi, disgustati dalla politica e dai politici, ad uscire dalla delusione, dalla rassegnazione e a tornare la prossima volta a votare per confermare di essere la maggioranza nel Paese e vincere di nuovo le elezioni con noi, con Forza Italia".

martedì 21 ottobre 2014

Motivazioni sentenza Ruby: "I tabulati di Ostuni acquisiti violando la legge"

Motivazioni sentenza Ruby: "I tabulati di Ostuni acquisiti violando la legge"




Ilda Boccassini farà la fine di Luigi De Magistris? Secondo quanto risulta dalle motivazioni depositate del processo Ruby, c’è una circostanza, come racconta IlTempo.it,  che pare accomunare il comportamento dei pubblici ministeri milanesi a quello di "Giggino" nell'inchiesta Why Not che gli è costato la poltrona di sindaco di Napoli. Si tratterebbe della violazione della legge Boato, che prevede la richiesta di autorizzazione alla camera di appartenenza per l’acquisizione di tabulati che riguardano le utenze dei parlamentari. In alcuni passaggi delle motivazioni, come racconta Iltempo.it
i tabulati relativi all’utenza telefonica di Karima El Mahroug, cioè Ruby, di Nicole Minetti, della ballerina brasiliana Michelle Da Conceicao e del capo di Gabinetto della Questura di Milano, Pietro Ostuni sembra siano stati acquisiti in modo illegittimo.

Le intercettazioni - "I tabulati della utenza del dottor Ostuni, dichiarati inutilizzabili - si legge nelle motivazioni -  in quanto addirittura acquisititi in violazione della norma dell’articolo 4 della legge 140 del 2003 (legge Boato, ndr) poiché, nel momento in cui veniva emesso decreto di acquisizione, la Procura poteva e doveva prefigurarsi l’alta probabilità che tale preciso atto d’indagine potesse determinare l’intrusione nella sfera delle comunicazioni del presidente del Consiglio", Silvio Berlusconi. La Corte sostiene che se è vero che i Pm non possono sapere né immaginare che in quei tabulati acquisiti ci sono, "casualmente" e "fortuitamente", pure e comunicazioni del premier, dopo averle acquisite avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione al Parlamento come afferma la legge Boato. I pm di Milano che hanno condotto l’inchiesta, Antonio Sangermano, Ilda Boccassini e Pietro Forno, invece non l’hanno fatto. 

"Come De Magistris" - L’avvocato Titta Madia, difensore di Francesco Rutelli, parte lesa nel processo contro de Magistris intervistato da IlTempo afferma: "I giudici di Milano – afferma il legale - hanno indicato una procedura illegittima compiuta dai pubblici ministeri identica a quella per la quale il dottor de Magistris è stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione. Identica".

Genova, i cittadini in piazza: ora le autorità si dimettano

Genova, cittadini scendono in piazza contro le autorità dopo l'alluvione


di Luca Romano 


Ricordando la vittima dell'alluvione di ottobre, alcune centinaia di persone hanno chiesto un passo indietro a comune e regione. 

Un certo numero di manifestanti è sceso in piazza oggi a Genova, per protestare e chiedere le dimissioni della giunta comunale e regionale e dei vertici dell'Arpal dopo la reazione all'alluvione del 9 ottobre, che secondo loro ha dimostrato la "manifesta incapacità di governo".

I dimostranti hanno lanciato uova, monetine e bottiglie d'acqua contro la sede del comune e uno di loro si è arrampicato fino al primo piano, in mano la bandiera di San Giorgio, che è il simbolo della città. Un gruppo di cittadini presidia invece palazzo Tursi, mentre il primo cittadino incontra una piccola delegazione.

Al grido di "vergogna" e "assassini", i manifestanti hanno ricordato anche Antonio Campanella, morto il 9 ottobre travolto dalle acque in piena del torrente Bisagno. Alcune centinaia le persone che si sono unite alla manifestazione, controllata dai poliziotti in tenuta antisommossa.

Responsabilità civile delle toghe, il governo fa un passo indietro

Responsabilità civile delle toghe, il governo fa un passo indietro


di Luisa De Montis 



Malan: "Il governo vuole che i magistrati possano fare ciò che vogliono". La responsabilità civile delle toghe mette in agitazione il governo e Forza Italia. Sono stati proposti tre emendamenti che di fatto rivoluzionano il testo base che era stato adottato in commissione Giustizia del Senato il 23 dicembre scorso.

Le proposte del Guardasigilli Andrea Orlando hanno scatenato la protesta di Ncd, FI e di Enrico Buemi (Psi) che minaccia addirittura di dimettersi da relatore. 

In sostanza, spiega Lucio Malan (FI), "il governo vuole riproporre con i suoi tre emendamenti, per ora annunciati a voce, il suo testo", presentato a settembre. Ma in questo provvedimento, sottolinea Giacomo Caliendo (FI), si prevede la responsabilità civile dei magistrati solo in "rarissimi casi", perlopiù per negligenza grave e travisamento grave del fatto. Un’impostazione ben diversa da quella data da Buemi al testo base con il quale si prevede la responsabilità delle toghe anche nel caso in cui si discostino dalle sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione senza darne adeguata motivazione. "Affermeremo la linea del nostro testo di legge - assicura Orlando - all’interno del quale c’è un equilibrio che migliora l’attuale normativa".

Le tre proposte di modifica annunciate in commissione da Orlando, e considerate come una "riformulazione" dal governo, sono state invece ritenute dalla commissione Giustizia, di fatto, come dei nuovi emendamenti. E per questo si è dato tempo fino a giovedì per subemendarli. Forza Italia annuncia battaglia. "Il governo vuole che i magistrati possano fare ciò che vogliono", attacca Malan e "ovviamente noi non siamo d’accordo".