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martedì 7 ottobre 2014

Meno sconti su asili e Tasi: gli svantaggi di avere il Tfr in busta paga

Tfr in busta paga: ecco tutti gli svantaggi




Alla fine ci guadagnerà solo lo Stato. A mettere in guardia i lavoratori sull'operazione che Matteo Renzi ha in mente per rilanciare l'economia, ovvero mettere il Tfr in busta paga, oggi ci pensa Repubblica. Che avverte: più Tfr in busta paga significa anche avere un reddito Isee maggiore e quindi meno agevolazioni per asili nido, mense scolastiche, tasse universitarie, minori detrazioni Tasi. E ovviamente più tasse di domani che il governo incassa oggi: dai 4 ai 6 miliardi di euro a seconda dell'ipotesi se il "salario differito" sarà al 50% o al 100%.

Il reddito Isee - Il Caf della Uil calcola che un dipendente con un reddito di 23 mila euro l'anno avrebbe una busta paga più pesante di circa 106 euro al mese a partire da gennaio 2015 con l'anticipo del 100%. Tutto ciò, spiega Valentina Conte, nel caso in cui (logico e favorevole) l’anticipo del Tfr sia tassato non come cumulo di reddito e dunque con un’aliquota Irpef più alta (sarebbe una stangata fiscale in piena regola). Ma in modo separato e agevolato, come avviene ora alla fine del rapporto di lavoro, con un’aliquota media pari a quella Irpef degli ultimi cinque anni (più un 11% della rivalutazione), dunque tra il 23 e il 25%. Ebbene, anche in quest’ultimo caso di tasse ridotte, salirebbe il reddito. Non quello imponibile ai fini Irpef, ma quello Isee. Che proprio dal 2015 ricomprende nel suo calcolo, giustappunto, anche tutti i redditi a tassazione separata, come appunto il Tfr, oggi esclusi.

Gli esempi - Un reddito Isee di 12.500 euro a Milano paga una tariffa di asilo nido pari a 103 euro mensili. Ma se quel reddito si alzasse anche solo di un euro per effetto del Tfr anticipato - la retta passerebbe a 232 euro: 129 euro in più al mese. Il costo della mensa scolastica a Roma è di 50 euro mensili per redditi Isee non superiori, anche qui, a 12.500 euro. Limite che un anticipo di liquidazione potrebbe violare, portando così la mensa a 54 euro. L’iscrizione all’università La Sapienza di Roma costa 549 euro l’anno, per i redditi Isee di 12 mila euro. Si passerebbe a 600 euro con un reddito poco sopra. A Bari chi ha un reddito Isee di 10 mila euro non paga la Tasi. Sarebbe rischioso accettare il Tfr nello stipendio, se poi questo comportasse l’obbligo di versare la tassa sulla casa e per giunta con aliquota massima, al 3,3 per mille. Conviene?

Lo juventino Travaglio: "Abbiamo rubato 3 gol. Vergogna"

Lo juventino Marco Travaglio: "Abbiamo rubato tre gol, che vergogna"




Al banco dei testimoni ecco Marco Travaglio. Testimonianza affidabile, la sua, che è uno juventino doc. Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano dice la sua sulla partita dei veleni tra Juve e Roma a Un giorno da pecora. E senza peli sulla lingua il tifoso Travaglio ammette: "Ho visto Juventus-Roma ieri. La Juve ha rubato su tutto, non c'è un gol che sia regolare. Devo dire che non mi vergognavo così dai tempi di Moggi: i suoi allievi hanno superato il maestro. La partita - ha concluso Marco Manetta - è stata rovinata da un arbitro servile".

Rocchi, lo strano sms dell'arbitro a fine partita: "Grazie..."

Juventus-Roma, quello strano sms di Andrea Rocchi a fine partita: "Vedo che gli amici..."




Un uomo nella bufera. Un arbitro nel mirino. Lui è Gianluca Rocchi, suo malgrado primo protagonista (in negativo) dell'"horror show" tra Juventus e Roma, il match delle mille polemiche e delle mille accuse reciproche. Il fischietto, subito dopo il termine della partita, aveva capito che le successive ore, per lui, a causa dei suoi (molti) errori sarebbero state un tormento. E così, a caldissimo, secondo quanto riporta l'Ansa, avrebbe scritto un sms ad alcune specifiche persone. Questo il testo: "Grazie, vedo che gli amici sono i primi a sostenermi". Un messaggino enigmatico, poiché bollato come uno "sfogo", non come un reale ringraziamento: quando Rocchi parla di "amici", a chi si riferisce?

Il Pd infierisce su De Magistris: "E' pericoloso, va esiliato da Napoli"

Il Pd: divieto di dimora per De Magistris




Ha detto che lui, certo, non potrà più firmare documenti, nè partecipare alla giunta nè sedere in Consiglio comunale. Ma anche che, nonostante tutto, in attesa che la città torni a votare per (ri)darsi un sindaco, lui continuerà a fare il sindaco di Napoli. Alla faccia della condanna a un anno e tre mesi di reclusione e della sospensione inflittagli dal prefetto. "provocazioni inaccettabili" le definisce la senatrice del Pd Angelica Saggese, "che rischiano di creare una situazione incontrollabile con un danno enorme per le istituzioni". Per questo la Saggese, eletta nel febbraio 2013 a Palazzo Madama nella circoscrizione Campania, chiede con una interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Angelino Alfano che sia disposto il divieto di dimora a Napoli per Luigi De Magistris, primo cittadino sospeso dalla carica per l'applicazione della legge Severino.

“Dal momento dell’emissione della sentenza di primo grado e della conseguente sospensione dalla carica di primo cittadino, stiamo assistendo a uno spettacolo indecoroso. Dinanzi ad una sentenza che si può non condividere ma non si può non rispettare, l’ex primo cittadino ha dimostrato un assoluto disprezzo per chi lo ha condannato e sospeso annunciando con dichiarazioni ufficiali che non avrebbe, nei fatti, rispettato il provvedimento e sostenendo altresì che avrebbe continuato ad esercitare quella carica, in modi diversi, ancorché sospeso dalle sue funzioni”. Secondo Saggese, “tutto ciò non è ammissibile e per tale motivo, nel denunciare la gravità dell’accaduto” chiede “di valutare l’emissione di un provvedimento che ristabilisca di fatto le condizioni di legalità in città, anche per un rispetto dovuto al consiglio comunale pienamente legittimato a restare in carica e allo stesso vicesindaco facente funzioni affinché possa esercitare il suo ruolo in piena autonomia”.

In Italia ci sono 600mila celiaci Tennent's lancia la birra senza glutine "Buona come la nostra lager"

Tennent's lancia la birra per celiaci




Un anno fa Tennent’s aveva lanciato sul mercato europeo la “stout”, la birra scura, entrando in competizione diretta con la mitica Guinnes. Ora il birrificio di Glasgow presenta la sua lager “gluten free”, ovvero senza glutine per chi soffre di celiachia. Una sfida che guarda a un mercato in enorme crescita, coi celiaci che solo in Italia sono 600mila persone e che crescono al ritmo di un 10% in più ogni anno. Un mercato al quale il comparto alimentare sta dedicando prodotti sempre più vicini per gusto, aspetto e consistenza a quelli “normali”, cioè col glutine. Ed è in questa filosofia che va la “gluten free” di Tennent’s. "Si tratta - spiega Andrea Pozzi, general manager di C&C (il colosso irlandese della produzione di bevande alcoliche) - della prima birra senza glutine che viene preparata con gli stessi procedimenti e ingredienti della nostra lager: malto e luppoli. E dalla quale poi il glutine viene estratto grazie a un triplo processo di filtraggio che assicura l'eliminazione totale del glutine dalla bevanda. In questo modo, il gusto è identico a quello della nostra lager".

La maledizione dell'iPhone 6: "Strappa i capelli e la barba"

iPhone 6, altre polemiche: "Strappa capelli e barba"




Ancora polemiche sull'iPhone 6: dopo il "bend-gate", le accuse secondo cui lo smartphone si piegherebbe tanto da deformarsi, diversi clienti della Apple accusano: "Il nuovo iPhone strappa capelli e barba". Durante le telefonate, appoggiando l'orecchio vicino allo schermo, capelli e barba verrebbero strappati a causa di una piccola fessura tra il vetro e il resto del rivestimento. Mentre l'azienda di Cupertino non ha ancora commentato queste voci, su Twitter girano già gli hashtag #hairgate e #beardgate.

Facebook diventa una banca per scambiarsi denaro e pagare Ecco come funzionerà la piattaforma

Facebook sfida PayPal: sarà una piattaforma di pagamento




Facebook è pronto a trasformarsi in una piattaforma di pagamento. A riportarlo è il sito affariitaliani.it, secondo il quale gli utenti potranno presto scambiarsi denaro esattamente come fanno oggi con una foto. Sarebbe anche per questa ragione che nei giorni scorsi il social network ha chiesto agli iscritti di aggiornare il proprio servizio di messaggistica, installando Messenger.

A rivelare le intenzioni della compagnia di Mark Zuckerberg avrebbero contribuito il ricercatore esperto di sicurezza, Jonathan Zdziarski, che aveva scoperto un "codice di pagamento" su Facebook. Adesso uno studente di Stanford, Andrew Aude, ha fatto di più: ha hackerato uno screenshot (poi postato su Twitter) che certifica l'esistenza del codice e il funzionamento dei pagamenti via Facebook.

Il denaro potrà circolare tramite una carte di credito e carte prepagate, oppure essere custodito in una sorta di "portafoglio" Facebook, che potrebbe poi trattenere una commissione sui trasferimenti. L'obiettivo è fare concorrenza a PayPal. Non a caso, spiega sempre affariitaliani.it, Zuckerberg ha scelto David Marcus (ex presidente di PayPal) per guidare Messenger. Zuckerberg ha ammesso che "saranno possibili sovrapposizioni tra Messenger e una piattaforma di pagamento".