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martedì 16 settembre 2014

Ocse e S&P bocciano l'Italia: "La ripresa non arriverà"

Ocse e S&P bocciano l'Italia: "La ripresa non arriverà"




Per l'Italia una bocciatura dietro l'altra. L'ultimo schiaffo a Matteo Renzi è quello dell'Ocse, che ha drasticamente tagliato le stime di crescita del Belpaese. Nel rapporto economico diffuso oggi, l'organizzazione prevede per il 2014 un calo del Pil della penisola dello 0,4% contro il +0,5% indicato nell'outlook semestrale dello scorso maggio. Anche per il 2015 la revisione al ribasso è drastica: le stime puntano ora a +0,1% contro il +1,1% pronosticato la scorsa primavera. Nel dettaglio, quelle relativa al Pil italiano sono le revisioni più pesante del rapporto (che è un aggiornamento tra gli outlook semestrali) e l'Italia è l'unico paese in recessione tra i big. L'Ocse ha tagliato per altro le prospettive anche degli altri paesi del G7. Il Pil tedesco è atteso in crescita dell'1,5% sia quest'anno (dall'1,9% indicato a maggio), sia il prossimo (dal +2,1%). Per l'insieme dell'Eurozona la crescita attesa quest'anno è ridotta a +0,8% (da +1,2%) e a +1,1% (da +1,7% il prossimo).

Il report vede nero - L'organizzazione, nel bollettino, rimarca: "Vista la debolezza della domanda, la flessibilità all'interno delle regole europee dovrebbe essere utilizzata per sostenere la crescita". Inoltre, per l'Ocse, in parallelo "il continuo fallimento dell'economia globale nel generare una crescita forte, equilibrata ed inclusiva sottolinea l'urgenza di sforzi di riforma ambiziosi". Resta deludente anche il recupero dell'Eurozona, "specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia". Nel report si legge anche che "la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito".

Schiaffo pure da S&P - Altre cattive notizie arrivano da Standard & Poor's, che taglia le stime di crescita del'Eurozona e prevede che l'economia italiana resterà al palo nel 2014. Se prima stimava un +0,5% del Pil italiano, ora abbassa l'asticella a zero. Al ribasso vengono riviste anche le stime di Francia (a +0,5% da +0,7%) e Olanda (a +0,8% da +1%), mentre restano invariate quelle di Germania (+1,8%), Spagna (+1,3%) e Belgio (+1,1%). Infine, per Renzi, gli schiaffoni del Financial Times, secondo il quale "l'Italia teme il vento freddo della deflazione". Con questo titolo il quotidiano della City londinese riassume la situazione dello Stivale in un'analisi sulle sofferenze dell'Eurozona. "La comparsa della deflazione in Italia - continua il Ft - suggerisce una preoccupante diffusione dalla Spagna, un'altra economia perimetrale dell'Eurozona, che ha rialzato la testa quest'anno".

Pane, pasta, latte, farina, libri: ecco su che cosa aumenterà l'Iva

Iva, l'Europa mette nel mirino le aliquote agevolate





"Aumentate l'Iva sui beni di prima necessità come pane e pasta". L'ordine a quanto pare arriva da Bruxelles. Secondo quanto racconta il Messaggero l'ultimo avviso sarebbe arrivato solo un paio di giorni fa. L'Italia secondo gli euroburocrati l'Italia come gli altri Paesi dell'Unione europea deve "fare i compiti a casa" quelli dettati nella scorsa primavera. Un elenco di prescrizioni che va dalla riforma del lavoro fino alla'accelerazione dei tempi della giustizia. Ma il chiodo fisso dell'europa resta la pressione fiscale. E' lì che Bruxelles vuole colpire l'Italia. Come se già non bastasse il peso dei vari balzelli che piovono sulla testa degli italiani potrebbe arrivare un aumento sull'Iva. Un documento da parte dell'Ue parla chiaramente di un aumento dell'imposta del valore aggiunto. 

Le indicazioni - "I recenti interventi volti ad alleggerire la pressione fiscale sui fattori di produzione sono stati piuttosto limitati. Vi è il margine - spiega il documento - per spostare ulteriormente il carico fiscale verso i consumi". Su questo punto le raccomandazioni erano andate anche oltre. "E' determinante anche una revisione delle aliquote ridotte dell'Iva e delle agevolazioni fiscali dirette". Traduzione: l'Ue ha chiesto al governo di rimettere mano all'Iva e dopo il doppio aumento dal 20 al 22 per cento decisa da Monti e Letta. E questa volta la richiesta è chiara: va aumentata l'a liquota minima del 4 per cento che riguarda beni essenziali come il pane e la pasta. E a confermare le indiscrezioni c'è anche una fonte autorevole del ministero dell'Economia: "L'aumento aleggia nell'aria". 

Su cosa aumenta - Su cosa aumenterà l'Iva? I prodotti su cui dovrebbe intervenire il rincaro sono: Riso, pane, pasta, farina. Ma anche frutta, verdura, patate, latte fresco, formaggi, burro, olio d'oliva,  mense aziendali e scolastiche. Rincari in vista anche su libri, giornali, riviste, occhiali e lenti a contatto. Infine l'aumento dell'Iva riguarderà anche attrezzature e apparecchi terapeutici. 

Consulta, fumata nera Violante e Bruno Sul Csm regge l'accordo Pd-Forza Italia

Consulta, fumata nera: niente quorum per Violante e Bruno. Eletti i membri laici del Csm




Fumata nera per l'elezione di due giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune. Da quanto si apprende da fonti parlamentari, nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell'Assemblea, pari a 570 voti. Camera e Senato torneranno a riunirsi a Montecitorio domani alle 18. Luciano Violante e Donato Bruno, i due nomi emersi in seno all’accordo Forza Italia-Pd, non hanno raggiunto il quorum per essere eletti. Il senatore di Forza Italia, Donato Bruno, si è fermato a 529 voti; per Luciano Violante i voti sono stati 530. Il quorum previsto per l’elezione dei magistrati di Corte Costituzionale è di 570. Si vota da giugno. Secondo fonti parlamentari, i nomi indicati dai partiti non dovrebbero cambiare nemmeno domani. Il Movimento Cinque Stelle ha disertato le votazioni.

Eletti i laici del CSM - Elisabetta Alberti Casellati, Teresa Bene e Renato Balduzzi risultano eletti membri laici del CSM da parte del Parlamento in seduta comune: è quanto apprende l'ANSA da fonti parlamentari. I tre hanno superato il quorum previsto di 482 voti.

LILLI GRUBER NON VA IN ONDA Mentana: "Otto e mezzo non ci sarà" Giallo in diretta, ecco cos'è successo

La7, Enrico Mentana: "Otto e mezzo non va in onda". Lilli Gruber "indisposta"




"Malore per Lilli Gruber". La voce si sparge all'improvviso, quando il direttore del TgLa7 Enrico Mentana annuncia a sorpresa in diretta che Otto e mezzo non andrà in onda. Coglie tutti di sorpresa, Mentana, collegandosi con Enrico Formigli di Piazzapulita che sarebbe dovuto andare in onda un'ora dopo, alle 21.30, e che invece si ritrova al debutto a "tappare il buco". Lo stesso Formigli ammette di essere stato preso un po' alla sprovvista, avendo dovuto allestire il collegamento su due piedi. Ma cosa è successo alla Gruber realmente? Passati alcuni minuti di massimo riserbo, ecco svelata la verità: dall'ufficio stampa di La7 fanno sapere che la conduttrice è stata colta da una "lieve indisposizione", uno stato febbrile con tanto di abbassamento di voce. "Contiamo possa recuperare per domani sera", è l'auspico della rete di Cairo. Ospiti della rossa Lilli, lunedì sera, sarebbero stati Corrado Augias e Giovanni Floris.

lunedì 15 settembre 2014

Casoria (Na): La storia di Vincenzo che commuove il web e abbandonato dalle istituzioni

Casoria (Na): La storia di Vincenzo che commuove il web e abbandonato dalle istituzioni

di Ciro D'Agostino 


Molte volte ci lamentiamo dell’invivibilità della nostra città. Di quanto sia complicato passeggiare lungo i marciapiedi, attraversare la strada, carenza di servizi e infrastrutture. Immaginiamo per un istante a vivere in questo stato di cose con un’invalidità più o meno grave.

Questa è la storia di Vincenzo, un ragazzo di 20 anni e cittadino casoriano. Vincenzo non è come tutti i ragazzi della sua età. Si impiega poco per capire che Vincenzo è un ragazzo speciale. Fin dalla nascita soffre di tetraparesi spastica, una paralisi cerebrale che gli impedisce di muovere gli arti superiori ed inferiori e che gli impedisce di parlare. La sua è stata fin dall’inizio una vita difficile, tra interventi, continue visite mediche, fisioterapie, trasfusioni di sangue. Quando siamo andati a trovarlo, ci ha accolto sua madre Franca, una madre che non ha mai perso la forza per dare al figlio tutto quello di cui ha bisogno. Purtroppo, Vincenzo in questi anni si è scontrato con un sistema socio politico ed economico che non sempre da importanza, o almeno non considera adeguatamente le persone con questo tipo di patologie. Fin dalle scuole elementari, e successivamente quelle medie, nessun istituto era attrezzato per ospitarlo. Tanto è vero che ha aspettato quattro lunghi anni affinché la scuola primaria in Via Settembrini venisse fornita di montacarichi per facilitargli la salita e la discesa, prima di quel momento doveva essere preso in braccio.

Ora, passa tutta la sua giornata in casa disteso sul letto dove riceve, oltre all’affetto dei genitori e della sorella, dieci ore settimanale di assistenza a domicilio e cinquanta minuti al giorno di fisioterapia obbligatoria. Non può uscire Vincenzo, non ha un posto dove interagire con il mondo esterno. Nel nostro comune, e in quelli limitrofi, non esiste nessuna struttura pubblica adeguata per ospitare persone con tale patologia e una struttura privata sarebbe economicamente insostenibile. Queste però non sono le uniche difficoltà che incontra nella sua vita. Lo stabile in cui abita Vincenzo è pieno di barriere architettoniche, non può essere montato un montacarichi, la sua casa non è adeguata alle sue necessità. Per portarlo giù, Vincenzo deve essere preso in braccio, dal secondo piano, e successivamente messo in carrozzina ma uscendo dal palazzo incontra le prime difficoltà, in quanto non esiste nessuna discesa per scendere facilmente dal marciapiede.

vincenzo2Nonostante più di un anno fa sia stata fatta una richiesta al comune di Casoria per costruire un piccolo scalino per venire incontro ai problemi del ragazzo. La mamma Franca ci racconta che, tolte le visite mediche gratuite, tutte le restanti spese sono a carico suo. Gli alimenti, il 50 % o la differenza per le medicine, gli spostamenti per le continue visite mediche. L’unica cosa che gli viene riconosciuta sono gli integratori alimentari ma questi devono essere presi all’Ospedale di Giugliano perché l’ASL di Casoria non li passa più. E per una famiglia che non possiede un’ auto, chiamare un taxi, fare Casoria Giugliano andata e ritorno, equivale a sostenere una spesa pari all’acquisto degli integratori.

Vincenzo è un ragazzo allegro, solare, ride di continuo. Ci guarda come se stesse per dirci qualcosa, che si diverte, che ci vuole bene e che impazzisce di gioia quando gli proponiamo di fare un selfie.

Una vita non facile quella di Vincenzo, e della sua famiglia, che tra mille difficoltà va avanti senza perdere mai la speranza per questo figlio speciale.

Matteo Renzi tra gli studenti di Palermo: "Sei un buffone, devi darci un lavoro..."

Palermo, Matteo Renzi nel quartiere Brancaccio: contestato da disoccupati e operai



Ancora una contestazione per Matteo Renzi. Il premier arriva a Palermo e come a Taranto sabato scorso viene accolto da fischi e insulti. Un centinaio di manifestanti tra edili e docenti precari della scuola sta protestando a pochi metri dall'ingresso dell'Istituto don Pino Puglisi. La polizia ha transennato la zona, gli agenti sono in tenuta antisommossa. Gli edili urlano "lavoro, lavoro" e"buffone". Renzi si è soffermato pochi secondi a colloquio con Orlando e Crocetta, ha stretto la mano ad un paio di presenti ed è poi entrato all'interno della scuola. "Oggi si inaugura l'anno scolastico e Brancaccio è la Capitale d'Italia", è il saluto di Renzi, un passaggio accolto dagli applausi. 

La rabbia di operai e disoccupati - Ma fuori continua la protesta. I manifestanti espongono cartelli. A protestare, oltre a edili disoccupati che chiedono lavoro, gruppi di precari della scuola che sollecitano di essere stabilizzati, docenti vincitori di concorso ma rimasti senza cattedra e gli addetti del call center Accenture i cui posti sono a rischio.

RENZI, IL PATTO COL "DIAVOLO" Porta la Merkel a Palazzo Chigi (e l'Europa scriverà le nostre leggi)

Matteo Renzi pronto a cedere la sovranità dell'Italia ai falchi del rigore




Il patto col "Diavolo", dove il Diavolo è l'Europa e chi sottoscrive l'accordo è il nostro premier, Matteo Renzi. Uno scenario un po' inquietante, tratteggiato da Dagospia. La sintesi? L'Italia cede la sua sovranità in cambio della possibilità di sforare sui parametri di Maastricht. Insomma, pur di incassare il "sì" a qualche riforma, l'uomo da Rignano sull'Arno è pronto a "cedere" Palazzo Chigi alle istituzioni europee dominate da Angela Merkel e dal fronte pro-rigore. Il programma, secondo Dago, verrà esposto alla Camera dal premier: una corsa a tappe in vista della legge di Stabilità e delle riforme, in primis quella sul Lavoro.

Commissariamento di fatto - Il punto è che stando ai rumors da Palazzo Chigi uscirà una legge di stabilità che non rispetterà l'impegno dell'1,8% nel rapporto deficit-Pil per il 2015 (pur restando sotto il 3%). Inoltre il deficit non verrà ridotto dello 0,5 per cento. Dunque, per Renzi, è d'obbligo trovare un escamotage per potersi permettere simili sforamenti. Ed è in questo contesto che, stando alle anticipazioni, nel suo discorso a Montecitorio Renzi potrebbe accennare alla possibilità che Bruxelles, d'ora in avanti, verificherà la puntuale attuazione delle nostre riforme. Una sorta di commissariamento di fatto, con l'Europa pronta a prenderci a bacchettate sulle mani (e pronta a scrivere per noi le future leggi).

Falchi del rigore - In sintesi, il piano dovrebbe essere questo: Roma metterà nero su bianco il programma di riforme e i relativi tempi, per poi consegnarlo alla Commissione europea dominata dai falchi rigoristi della Merkel. La Commissione stessa, "capitanata" dal finlandese Katainan, valuterà l'impatto del piano, con la possibilità di ritoccarlo anche con missioni apposite nel nostro Paese. Successivamente, come detto, vigilerà sui tempi di attuazione.

Sotto al tacco continentale - Una fonte del Tesoro citata da Dagospia spiega senza peli sulla linga: "Torneremmo alla situazione del 2011 post-vertice di Cannes, con il monitoraggio stretto che poi non fu messo in atto perché si ritenne sufficiente la nascita del governo Monti". L'obiettivo di Renzi è quello di spacciare questa cessione di sovranità come un'opportunità per l'Italia, che potrà così sforare i parametri dei patti (di poco e per un solo anno). Secondo la stessa fonte, infine, la Commissione europea continuerà a spingere per una maggioranza parlamentare (in Italia) il più ampia possibile, una circostanza che, sotto il tacco Continentale, ci potrebbe condannare al prolungarsi di larghe intese o governi non eletti, chissà per quanti anni.