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domenica 14 settembre 2014

Bollo auto: raffica di aumenti Modelli e motori: chi si salva dal rincaro

Bollo auto: tutti i rincari e le esenzioni del 2015




Batosta in arrivo per gli automobilisti. Nel 2015 l'imposta sul bollo salirà in modo sensibile: le cifre precise non sono ancora state rese note ma ogni regione avrà la possibilità di aumentarla fino al 12%.

Esenzioni - Non tutti, comunque, devono pagare il bollo o, perlomeno, diverse categorie o auto hanno diritto allo sconto. Una categoria comprensibilimente esentata è quella dei riguarda i disabili, portatori di handicap o invalidi. Può usufruire dell'esenzione sia il malato (cui è intestato il mezzo) che chi lo accompagna qualora lo abbia però fiscalmente a suo carico. In ogni caso l'esenzione vale per una macchina soltanto

Gpl e ibride - Un'altra esenzione, come ricorda Motor Life, riguarda le macchine elettriche, che ne godono nei cinque anni dopo la prima immatricolazione. Anche le auto "ibride" possono godere di esenzioni e anche in questo caso le leggi in materia variano da regione a regione. L'esenzione copre tre anni dalla prima immatricolazione in Lombardia, Veneto e Lazio, anche se nel Lazio vale solo per i veicoli ibridi benzina, in Campania è valida fino al 2016 e in Puglia dura cinque anni. Nelle altre Regioni italiane il calcolo del bollo delle auto ibride è riferito alla potenza del solo motore termico e non a quella complessiva dell'auto. Sconti, invece, per chi ha un'auto a metano o GPL: anche in questo caso, le cifre variano da regione a regione e per evitare sorprese meglio verificare i singoli casi sul sito dell'ACI. Come indicazione di massima, le auto alimentate a gas pagano un quarto del bollo riservato a quelle a benzina

Auto storiche - Trattamento particolare anche per le auto storiche. Se la vostra macchina ha più di trent'anni (e non è destinata ad uso professionale) non si paga il bollo "tradizionale" in senso stretto ma una tassa di circolazione standard ed annuale da 31.24, sulla quale peraltro non si pagano multe in caso di pagamento effettuato con ritardo. 

ARRIVA LA "TASSA INPS" Dipendenti: ecco chi paga e chi no

Riforma Fornero, arriva la "tassa Inps": ecco quanto ci costerà in busta paga




Un'altra stangata sulle tasche di chi lavora. La riforma Fornero continua a far sentire i suoi effetti. Uno di questi è il contributo sul fondo di solidarietà residuale per i lavoratori non coperti dalla cassa integrazione guadagni, previsto a suo tempo dalla riforma, che lavoratori dipendenti e imprenditori inizieranno a pagare dal mese di settembre. Il contributo è dello 0,5% sulla retribuzione, di cui un terzo è a carico del lavoratore. Dalla busta paga di settembre verranno tolti gli arretrati da gennaio 2014, quindi il calcolo è il seguente: lo 0,5 della retribuzione diviso 3 (il terzo a carico del lavoratore), da moltiplicare poi per 9 (i mesi arretrati). Per capire meglio gli effetti della riforma previdenziale voluta dal governo Monti vediamo a quanto ammonta la "tassa" sulla busta paga. Il contributo avrebbe dovuto essere versato dall’inizio del 2014 ma le modalità sono arrivate solo ora e a settembre non solo si pagheranno gli arretrati (per una retribuzione lorda di 2.000 euro mensili circa 30 euro a carico del lavoratore e 60 per l’impresa) ma si chiederà anche l’1% di mora sul dovuto a partire dal 7 giugno.

Il fondo - Il fondo, come ricorda Quifinanza, dovrebbe sostituire di fatto le prestazione erogate con la cassa in deroga (per la quale, in via di eliminazione a fine 2016, non sono previsti contributi da aziende e lavoratori) si finanzia con “un contributo ordinario dello 0,50% della retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori dipendenti (esclusi i dirigenti), di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico del lavoratore. 

La norma - L’articolo 3 della Legge 28 giugno 2012, n. 92 – ricorda l’Inps – "ha la finalità di assicurare ai lavoratori dipendenti da imprese operanti in settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria". In pratica per le aziende che non sono coperte dalla cassa (come ad esempio quelle commerciali fino a 50 dipendenti) arriverà uno strumento di tutela in caso di sospensione dell’attività lavorativa. Ma la tutela sarà prevista per un periodo più breve di quello della cig. Si potrà ricevere l’assegno per soli tre mesi (prorogabili in via eccezionale fino a 9). "Il fondo – si legge nella circolare – ha l’obbligo del bilancio in pareggio e non può erogare prestazioni in carenza di disponibilità".

Salvini: "Tasse? A Roma con i bastoni. Lombardia e Veneto come la Scozia"

Salvini minaccia Renzi: "Un'altra tassa e veniamo a Roma con i bastoni". E sulla Scozia...




«Se Renzi metterà una sola mezza tassa in più, a Roma con i bastoni». Parola di Matteo Salvini che, dal Monviso, dove è in corso la Festa dei popoli padani a chi gli domanda dove si troveranno i soldi per la legge di stabilità risponde: «Dovete chiederlo a quel genio di Renzi - ha aggiunto - noi qualche proposta gliela abbiamo fatta. C’è qualche realtà europea che dei vincoli di Bruxelles se ne fregherà perchè se i vincoli di Bruxelles ti portano a morire te ne devi fregare, il 3%, il patto di stabilità, qualcuno se ne frega e i soldi li trova facendo ripartire l’economia, Renzi invece abbia ma non morde perchè poi dice che rispetterà tutti i vincoli europei e non so veramente dove troverà i soldi». «I tagli - ha proseguito il leader del Carroccio - sono tasse perchè se chiudi un ospedale è una tassa per il cittadino che deve fare 50 km in più per andare a farsi curare, se chiudi una scuola è una tassa occulta. Noi la proprosta l’abbiamo fatta, l’aliquota fiscale unica fissa, secca del 20% che funziona in 40 Paesi del mondo, combatte l’evasione fiscale, fa incassare di piu allo Stato io non  capisco perchè non abbia ancora risposto», ha concluso.

Esempio Scozia - Salvini ha poi parlato del referendum sull'indipendenza della Scozia che si svolgerà in Gran Bretagna. «Speriamo domenica prossima di poter festeggiare la vittoria dei sì in Scozia, sarebbe una bellissima ventata di aria fresca per tutta l’Europa, una svolta storica, ma già oggi c’è da festeggiare perché lì i cittadini possono scegliere mentre in Italia ci dicono che non si può. Gli scozzesi possono scegliere, è un passo di democrazia importante». Aprendo i lavori della festa dei popoli padani, il leader del Carroccio ha detto: «Domenica noi andremo in provincia di Padova, a Cittadella perché vogliamo poter scegliere». «La Lega - ha aggiunto - non ha mai smesso la battaglia indipendentista e contro i regimi europei e di Roma se si mettono insieme tutte le persone di buona volontà, dal Piemonte al Veneto, ma perché no dalla Sardegna alla Sicilia, abbiamo più possibilità di vincere».

sabato 13 settembre 2014

Divorzi, la rivoluzione: sarà possibile separarsi senza ricorrere agli avvocati

Divorzi, la rivoluzione: sarà possibile separarsi senza ricorrere agli avvocati




La riforma della Giustizia "made in Renzi" nasconde una rivoluzione per i divorzi, che diverranno tra i più semplici in Europa. L'obiettivo principale del decreto legge, infatti, è la messa in campo di due strumenti che servono ad evitare l'arrivo in tribunale di un considerevole numero di controversie, così da snellire il lavoro e rendere i tempi della giustizia più accettabili: le toghe avranno da decidere meno cause e avranno così più tempo da dedicare allo smaltimento dell'arretrato (oltre 5 milioni di pendenze, ad oggi, sottolinea Il Sole 24 Ore).

Soluzioni condivise - I due strumenti di cui si parla sono l'arbitrato e la negoziazione assistita. Il primo prevede che nelle cause pendenti in primo grado e in appello le parti potranno chiedere di fare ricorso a un collegio arbitrale, i cui componenti saranno scelti tra gli avvocati. Obiettivo, arrivare a una soluzione condivisa (la possibilità viene però esclusa per due temi: le liti su diritti indisponibili e le cause di lavoro). Nei casi in cui l'arbitrato si concluderà positivamente, il cosiddetto "lodo" avrà la stessa forza e lo stesso valore di una sentenza.

Rivoluzione-divorzi - Ma è il secondo strumento, la negoziazione assistita, ad avere significative ripercussioni sul diritto familiare. Si tratta di una convenzione (che deve avere forma scritta e prevedere assistenza legale) che, nei fatti, è una manifestazione della volontà delle parti per raggiungere una soluzione condivisa sulla causa. Attraverso la negoziazione, dunque, si potrà divorziare e cambiare le condizioni di separazioni e divorzi anche senza l'obbligo di un'assistenza legale, dunque senza nemmeno un avvocato: sarà sufficiente recarsi a formalizzare l'intesa raggiunta davanti all'ufficiale di Stato civile. In questo modo l'Italia diventa uno dei Paesi dove lo scioglimento di un matrimonio sarà il più rapido in assoluto (lo "scioglimento" breve, però, viene escluso nei casi in cui siano presenti figli minorenni, portatori di handicap o non autosufficienti sul piano economico).

Incidenti stradali - La negoziazione assistita, inoltre, ha altre importanti ripercussioni poiché diventa quasi obbligatoria per alcune controversie: è prevista come condizione di procedibilità (ossia un tentativo obbligatorio prima di rivolgersi al giudice) nelle liti in materia di risarcimento danni da incidente stradale o nautico e nelle richieste di pagamento fino a 50mila euro. Nel dettaglio, la condizione di procedibilità è da considerarsi soddisfatta se assenso o rifiuto arrivano entro il termine di 30 giorni. Per dare una maggiore incisività alla proposta di negoziazione assistita, infine, è previsto che la condotta delle parte che rifiuta di negoziare o comunque non risponde è un elemento che il giudice potrà valutare ai fini dell'attribuzione delle spese di giudizio e in termini di responsabilità nel corso del successivo procedimento giudiziario.

Caivano (Na): Aperte le toto coalizioni Ecco la media dei sondaggi sui principali partiti

Caivano (Na): Aperte le toto coalizioni Ecco la media dei sondaggi sui principali partiti 



Sondaggio politici il Notiziario: chi sale chi scende su un campione di 50 persone


Nella selva di sondaggi politici che spesso dicono tutto e il contrario di tutto è abbastanza difficile districarsi e capire quali siano i più credibili. Una mano arriva da un collaboratore de il Notiziario, l'Avvocato penalista Francesco Caputo, che ha messo assieme le rivelazioni di 50 persone prese a caso per le vie di Caivano. Quello che sembra ormai abbastanza assodato è che il centrosinistra guidato dal Pd è in netto calo sul centrodestra. Il Pd viene bocciato dal 65% dei cittadini intervistati. Un calo significativo se lo aggiudica anche l'Udc, partito dell'ex Sindaco di Caivano, dimissionario per ben 3 volte in meno di 4 anni di mandato, appunto bocciato dal 90% degli intervistati. Sale vertiginosamente Forza Italia 78%, seguito da piccoli partiti come MPA 52%,  Fratelli d'Italia 52,5%, Sinistra Ecologia e Libertà/Idv 53%. 

Marcianise (Ce): Doccia gelata per l'Assessore Biagino Tartaglione, a favore della SLA / Video

Marcianise (Ce): Doccia gelata per l'Assessore Biagino Tartaglione, a favore della SLA

a cura di Gaetano Daniele 



L'Assessore Biagino Tartaglione coglie l'occasione per rispondere al Consigliere Pierluigi Salzillo, sull'operato portato avanti fino ad oggi sull'ampliamento e sulla convenzione dell'Outlet di Marcianise. 


Sondaggi, Renzi in caduta libera: ecco quanto ha perso in tre mesi

Matteo Renzi, cala la popolarità: perde 15 punti in tre mesi




Tutti a favore di Matteo Renzi e del suo governo? Un concetto che pare ridimensionato. Almeno stando al sondaggio sulla popolarità del premier pubblicato da Repubblica. Certo, Matteo resta trasversale e il suo Pd vicino al 40%, ma i pareri sulla sua persona sono cambiati. E' quanto emerge dal sondaggio di Demos per l'Atlante Politico secondo cui il Pdr (il Pd di Matteo Renzi) come scrive Ildo Diamanti appare normalizzato. Ha perso, sempre secondo il sopracitato sondaggio, quella caratterizzazione "di sinistra" che piaceva agli elettori dell'ala più radicale del partito, ma fa pure fatica ad attingere consensi in quella piccola fetta di centrodestra a cui da sempre strizza l'occhio: detta altrimenti, il premier non piace più come prima, nonostante il gradimento resti alto. Nel dettaglio, l'Uomo da Rignano sull'Arno è al 54%, primo posto nel paese, rispetto al 69% di giugno.

15 punti in meno - Quindici punti di differenza che pesano. Le ragioni di tale calo, anche qua, sono molteplici. In primis la crisi, che non riduce la pressione sul reddito personale. Ma a deludere una larga fetta di elettorato sta una questione molto più semplice, che va al di là dei numeri, dei decimali, che trascende i famosi zerovirgola, ed è una semplice quanto altrettanto allarmante delusione diffusa. La delusione dei cittadini che ancora una volta hanno visto svanire all'orizzonte le promesse di ripresa del premier e che finora hanno assistito solo a una lunga, combattiva e combattuta, corsa a ostacoli del presidente del Consiglio nella riforme Istituzionali. Come afferma Demos infatti, gli elettori tendono a interessarsi e ad appassionarsi maggiormente ad altro tipo di riforme: quelle del mercato del lavoro, l'occupazione, l'adeguamento delle pensioni più basse, la scuola, il fisco. Fanno sbadigliare, al contrario, le sopracitate riforme istituzionali (fine del bicameralismo perfetto, riforma del a giustizia, la legge elettorale). 

Credito - Il calo sta lì a ricordarci come il credito dei cittadini nei confronti di Matteo Renzi, non sia infinito. Nel frattempo, come accennato, gli orientamenti di voto restano quelli che poi sono emersi nell'ultima tornata elettorale, con alcune significative differenze, come ci ricorda il sondaggio: si individuano infatti una crescita sostanziale per Forza Italia, che risale abbondantemente oltre il 18%. Si allarga pure il consenso di Sel, che forse, però, può essere spiegato banalmente col suddetto calo del Partito Democratico. In questo senso, i prossimi mesi appaiono decisivi, importanti, critici, Renzi dovrà stare attento a non tralasciare gli umori della società civile senza "riassumere e sovrapporre, governo e comunicazione".