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martedì 9 settembre 2014

Giovanni Floris, flop la prima di "19e40": fa l'1,45% di share

Giovanni Floris, flop la prima di "19e40": fa l'1,45% di share




Un disastro totale. Male, malissimo la "prima" per Giovanni Floris su La7. E questa volta la bocciatura non riguarda né i contenuti, né gli ospiti, né la fotografia. La bocciatura sta tutta nei numeri, quelli definitivi, incontrovertibili e impietosi dello share: la prima puntata di 19e40 dell'ex mister Ballarò su La7 ha registrato un ascolto medio di 258mila telespettatori, per uno share pari all'1,45 per cento. Un risultato catastrofico, quasi infinitesimale, che indica a Floris la necessità di cambiare rotta, e subito. Un risultato ancor più magro se messo a confronto con lo share medio raggranellato dal TgLa7 di Enrico Mentana, al quale 19e40, trasmesso pochi minuti prima, dovrebbe fare da traino: Mitraglietta, infatti, quest'estate, pur in calo, ha fatto registrare uno share medio pari al 6,7 per cento. Infine, per Floris, duro anche il confronto con Otto e Mezzo di Lilli Gruber, che segue il Tg La7, e che nella serata di ieri, martedì 8 settembre, ha raccolto il 5,81% di share.

Napoli, Davide Bifolco: il fratello che inveisce è ai domiciliari

Napoli, Davide Bifolco: il fratello che inveisce è ai domiciliari

di Rita Cavallaro 


Napoli è nel caos in nome di Davide Bifolco, il 17enne ucciso da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere venerdì scorso, al culmine di un inseguimento. Un caos sociale, in cui può succedere che una persona sottoposta ad arresti domiciliari improvvisi una conferenza stampa per accusare le forze dell’ordine. Con altri addirittura a inneggiare alla camorra in favor di telecamera. Peraltro, è comprensibile che le forze dell’ordine non possano né vogliano gettare benzina sul fuoco. Anche se la ricostruzione dell’Arma è ferma: l’appuntato non ha premuto il grilletto volontariamente, né ha ignorato procedure che, di notte e in un quartiere difficile come il Traiano, prevedono in certe situazioni la pistola in pugno.

Sta di fatto che Davide è morto - l’autopsia è prevista domani - e una certa Napoli può esibire la sua tragedia. Come Tommaso Bifolco, il fratello della vittima. Ha 32 anni ed è agli arresti domiciliari perché a giugno del 2013, insieme ad altre 7 persone, è stato accusato di far parte di una banda che avrebbe messo a segno almeno 13 furti in appartamento, tra Napoli, Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Anche il fratello Alberto, 29 anni, era stato incastrato. Oggi Alberto ha l’obbligo di dimora notturna, così ha potuto partecipare al corteo in onore di Davide e scatenare la propria rabbia contro gli uomini in divisa. «Lo Stato non ci tutela, la camorra sì» ha detto in sostanza. Tommaso invece, a causa di quella condanna, dopo un periodo di carcere ora è sottoposto agli arresti domiciliari, e dunque al corteo non c’è andato. Eppure, nonostante la misura alternativa alla cella predisponga il divieto assoluto di lasciare l’appartamento e parlare con persone non residenti nell’abitazione, Tommaso è uscito all’aperto e si è presentato davanti telecamere e cronisti per ingiuriare le forze dell’ordine. Le immagini lo mostrano prima seduto su una sedia di plastica vicino a un muro, con una folla intorno, e poi in strada, con una macchina sullo sfondo. Difficile pensare a una specifica autorizzazione di un giudice: probabile che le forze dell’ordine non siano intervenute proprio per non accendere ulteriormente gli animi.

Intanto, mentre gli amici della vittima anche ieri hanno dato vita a un corteo, la famiglia di Davide tenta di smentire la versione dei carabinieri con foto e video. L’Arma mantiene il riserbo sulle indagini, ma tiene la linea dell’incidente avvenuto mentre i militari tentavano di catturare il latitante Arturo Equabile. L’appuntato ne è certo: sul motorino, tra il conducente Salvatore Triunfo e Davide, c’è proprio il ricercato. I militari intimano l’alt ai tre, sullo scooter senza casco né assicurazione. Ma i ragazzi non si fermano e la gazzella parte all’inseguimento. Un errore, secondo Enzo Ambrosino, il quale alle telecamere ha dichiarato di essere lui il terzo uomo sul motociclo, non l’evaso. E però il teste non si è ancora presentato agli inquirenti per confermare quanto detto ai tg.

L’avvocato Salvatore Pane, che difende il militare, ha spiegato che il colpo di pistola, partito accidentalmente, è stato esploso dal carabiniere con la mano destra mentre con la sinistra tentava di bloccare Triunfo, 18 anni e precedenti per furto. L’appuntato sarebbe poi inciampato e il colpo avrebbe raggiunto al petto Davide. Il fatto che impugnasse la pistola col colpo in canna e senza sicura è, comee detto, previsto dal regolamento per interventi difficili. Soprattutto quando si opera in contesti ad alta criminalità, dove fuggire a un posto di blocco e sparare contro gli agenti è prassi. L’ultimo caso è avvenuto il 7 gennaio scorso, sempre a Napoli: anche allora erano in tre, a volto scoperto e sullo scooter. In via Gianturco i poliziotti intimano l’alt, i malviventi esplodono sette proiettili contro gli agenti. Due feriti gravi, ivi per miracolo. Questa è Napoli.

Torna Porta a Porta, 20esimo anno di fila Indovina chi è il primo ospite di Vespa?

Riparte "Porta a Porta": Matteo Renzi primo ospite di Bruno Vespa




E chi poteva non esserci, se non Matteo Renzi, nella serata inaugurale della ventesima edizione di Porta a porta? Lontanissimi i tempi in cui la sinistra accusava Silvio Berlusconi di andare troppo in tv, non passa giorno senza che il premier appaia sul piccolo schermo. Un giorno è la Festa de L'Unità, l'altro una conferenza stampa a Palazzo Chigi, l'altro ancora un talk show. "È l’ospite più interessante in questo momento. Dopo la chiusura della campagna elettorale con la presenza di Renzi, Berlusconi e Grillo in diretta nella stessa settimana, ripartiamo dal presidente del consiglio" annuncia Vespa. Il programma andrà in onda con tre puntate settimanali, dal martedì al giovedì, sino al 13 novembre. Successivamente riprenderà la normale programmazione di 4 puntate, dal lunedì al giovedì. 

Diego Della Valle contro Marchionne, veleno e insulti: "Furbetto, vergognati. Ma tu dove le paghi le tasse?"

Diego Della Valle contro Sergio Marchionne: "Furbetto cosmopolita, dove le paghi le tasse?"

di Andrea Tempestini 


Un po' di Fiat, parecchio Luca Cordero di Montezemolo, molta Ferrari e molto, moltissimo Sergio Marchionne. Un mix perfetto di "italianità", un mix esplosivo che innesca il detonatore di Diego Della Valle, che quando ci sono questi ingredienti in ballo - e soprattutto l'"ingrediente" Marchionne - non riesce a sottrarsi alla polemica. Ed esplode.

"Solo annunci" - Il patron di Tod's, nel merito, replica alle affermazioni rilasciate dall'ad di Fiat-Chrysler Automobiles (Fca) al forum di Cernobbio, quelle frasi che nei fatti, tra l'altro, hanno sancito la fine dell'era-Montezemolo in Ferrari. "Sono dieci anni che Marchionne fa annunci e promesse a vuoto agli italiani e ai suoi dipendenti - attacca Della Valle -, facendo invece sempre e solo i fatti suoi e dei suoi compari". E ancora: "Di persone come Marchionne, gli italiani che vivono una crisi tremenda, ne fanno volentieri a meno. Speriamo che lo capisca anche lui e non salga più in cattedra per dare insegnamenti non richiesti".

Delocalizzazioni - Ripetendo un copione già recitato in passato, Della Valle insiste affermando che l'Italia "è piena di imprenditori seri, grandi e piccoli, che amano i loro prodotti e che sono veramente orgogliosi di essere italiani e lo dimostrano tutti i giorni con i fatti. Occupiamoci di loro che se lo meritano veramente". Parole, quelle di Della Valle, che strizzano inequivocabilmente l'occhio a quelle attribuite dal Corriere della Sera a Montezmolo (e non smentite), in cui il presidente Ferrari afferma che il Cavallino "è ormai americano", accusando neppur troppo velatamente la gestione dell'alto imposta da Marchionne. Così il patron di Tod's rincara: "Marchionne che vuole dare lezioni a noi italiani su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo orgoglio italiano. E' una cosa vergognosa ed offensiva". Così in una nota, in cui si fa chiaro riferimento - anche - alle passate polemiche per la delocalizzazione de facto della nuova Fiat, passata in parte negli States e in parte ad Amsterdam.

Cosa c'è dietro - Dopo le accuse, Della Valle sfida direttamente il numero uno di Fca: "Se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat. Noi italiani non dobbiamo permettere a questi furbetti cosmopoliti di prenderci in giro in questo modo, sicuri di farla sempre franca". Parole di fuoco, insomma, e quella definizione - "furbetto cosmopolita" - destinata a riempire pagine e pagine della personalissima storia (tutt'altro che d'amore) tra Della Valle e Marchionne. Una storia di rancori, accuse reciproche, sfottò e potere, dove sullo sfondo resta sempre il controllo di Rcs e quell'eterna guerra tra Fiat e Della Valle per il Corriere della Sera (ai tempi della tecnocrazia montiana, per intendersi, Della Valle si spinse ad invocare l'intervento del Professore e di Napolitano per "regolare" le vicende relative al quotidiano di via Solferino).

Twitter si butta nell'e-commerce ecco cosa si potrà pagare con un tweet

Twitter si butta nell'e-commerce




Lo vedo, lo compro. Il motto dei sogni dei malati di shopping e dei venditori di tutto il mondo troverà la sua realizzazione digitale anche su Twitter. Il social network ha infatti iniziato i test per il cosiddetto pulsante «buy now», ovvero «acquista ora», muovendo così ufficialmente i primi passi nell’ecommerce. Consentirà ai suoi utenti di comprare un prodotto cliccando direttamente sulla pubblicità che vedono sulla loro timeline, con l'obiettivo di convincere le aziende a investire di più in pubblicità. Per questo, Twitter sta lavorando con Stripe, la start up per i pagamenti che consente agli utenti di pagare con un tweet senza dover digitare ogni volta i dati della carta di credito sul cellulare. L’iniziativa di Twitter segue l’introduzione del pulsante «buy» da parte di Facebook all’inizio dell’estate. Il test  è effettuato inizialmente con un primo gruppo di marchi e biglietti per eventi. Tra i marchi più noti c’è quello di Burberry , mentre fra i cantanti il più celebre è Eminem.

Il minsitro Alfano: Napoli è una trincea

Alfano: Napoli è una trincea




Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervistato de La Stampa, interviene sul caso di Davide Bifolco ucciso da un carabiniere. "Occorre avere rispetto del dramma di una intera famiglia. Nulla può giustificare la morte di un diciassettenne. Allo stesso tempo sento il bisogno di esprimere pubblicamente la stima grande e meritata che l’Arma dei Carabinieri gode nel Paese e nelle Istituzioni. Napoli è una trincea difficilissima che noi guardiamo con molta attenzione. Siamo impegnati al massimo nell’attività di prevenzione e repressione, convinti che ben presto i risultati non mancheranno". Quando il giornalista gli chiede se pensa che con la repressione si risolve il problema di Napoli, lui risponde: "So bene che pensarlo sarebbe una illusione. Napoli, come intere zone del Sud, ha bisogno di un lavoro in profondità che parta dalle scuole e faccia avvicinare la gente allo Stato - che non può essere visto come un nemico - e alle sue regole". E poi tornando al caso del Rione Traiano: "Quei carabinieri, nonostante fosse da tre ore finito il turno di lavoro, erano impegnati nella ricerca di un latitante. Toccherà alla magistratura accertare la dinamica dei fatti. Mi fermo qui per il rispetto del dolore della famiglia del povero Davide»" 

Cottarelli da Renzi con le forbici in mano: "Caro Matteo, devi tagliare qui. Oppure..."

Spending review, Carlo Cottarelli da Matteo Renzi: "Ecco dove devi tagliare"




Dopo le voci su un possibile e prematuro addio, mister spending review, il commissario Carlo Cottarelli, compare a Palazzo Chigi per una riunione strategica con Matteo Renzi e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Oggi, martedì 9 settembre, seguiranno gli incontri con i singoli ministri, ai quali verranno indicate le voci di spesa che saranno tagliate dai bilanci dei vari dicasteri. Al vertice serale è stata segnalata la presenza anche di Yoram Gutgeld, consigliere economico di Renzi, del ministro Maria Elena Boschi e dei rispettivi staff.

Forbici in mano - Si tratta del primo - possibile - passo del piano di spending review che secondo il governo dovrebbe fornire la gran parte delle coperture per la miriade di riforme annunciate (compresi gli 80 euro per il 2015). Cottarelli, dunque, dopo essere stato ingabbiato fino ad oggi, prova a far valere la "sua legge" e mostra al premier delle ipotetiche forbici. Secondo quanto si è appreso, il piano di spending review procederà di pari passo con la legge di stabilità.

20 miliardi - Secondo Cottarelli - lo va ripetendo da tempo - sono possibili tagli per 20 miliardi di lire in mille giorni, partendo da una base di spesa primaria di 700 miliardi. Ma poi bisogna proseguire, e sul tema, da Cernobbio, il commissario si è mostrato ottimista, ricordando che "il processo di revisione della spesa pubblica sta riguardando più paesi perché la globalizzazione impone che la tassazione non possa essere più alta". Cottarelli ha concluso sottolineando che se si vogliono raggiungere gli obiettivi è necessario che nell'ultima fase di revisione della spesa "siano previsti controlli e sanzioni" per chi sofra i tempi rispetto ai provvedimenti di attuazione".