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giovedì 11 aprile 2013

Politica. PDL, Schifani: O Governo con noi o al voto

Politica. PDL, Schifani: O Governo con noi o al voto 


Renato Schifani
Presidente Senatori PDL

"Non è colpa del Popolo della Libertà se dopo un mese e mezzo l'Italia non ha ancora un governo". Cosi il presidente dei Senatori del Popolo della Libertà, Schifani , al Tg1. "Bersani insiste per un esecutivo di cambiamento - continua Schifani - ma anche noi siamo per cambiare il Paese e la vita dei cittadini italiani, che vedono aumentare la pressione fiscale e la disoccupazione mentre crolla la produzione industriale. Allora, facciamolo insieme. Se cosi non fosse, meglio tornare subito alle urne, senza perdere altro tempo"

Politica. Renzi: Spero al voto il prima possibile

Politica. Renzi: Spero al voto il prima possibile



"Spero si vada alle elezioni il prima possibile". Lo afferma Renzi aggiungendo: "Se Bersani e Berlusconi riterranno più opportuna qualche forma di accordo nell'interesse del Paese, spero facciano presto". L'attuale legge elettorale "è un problema ma non può essere un alibi per non fare niente". La mancata nomina tra i grandi elettori toscani per il nuovo presidente della Repubblica? "Mi avrebbe fatto piacere - continua Renzi - rappresentare la mia Regione". Qualcuno - conclude - "mi aveva detto vai avanti tranquillo, ti votiamo, ma poi è arrivata qualche telefonata da Roma". Incarico da Premier? "Sono fuori dai giochi della politica romana". Insomma, Renzi torna sulla mancata nomina a "grande elettore" da parte del Consiglio regionale toscano, rinfocolando la polemica con il segretario del Partito Democratico, Bersani.

Pronta la replica del segretario del Pd, Bersani: "Nella sequela di quotidiane molestie, mi vedo attribuiti non so quali giochini tesi ad impedire la nomina di Renzi a grande elettore per la Toscana". "Smentisco - ha proseguito Bersani - di aver deciso o anche solo suggerito o pensato alcunchè a proposito di una scelta che riguarda unicamente il Consiglio regionale della Toscana". 

mercoledì 10 aprile 2013

Tangenti. Sul caso Serravalle spunta il nome di Massimo D'alema

Tangenti. Sul caso Serravalle spunta il nome di Massimo D'alema

di P. M. Dubito


Spunta anche il nome di Massimo D'alema nel verbale sul caso Serravalle. Nel carcere di Monza, il 4 febbraio, a fare il suo nome è stato il 67enne Renato Sarno, cioè l'architetto già incriminato dai Pm monzesi come "collettore di tangenti e uomo di fiducia di Penati nella gestione di Milano-Serravalle". L'articolo del Corriere della Sera a firma di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella racconta che quando la Provincia di Milano, presieduta dal Ds Filippo Penati, comprò nel 2005 dal costruttore Marcellino Gavio un pacchetto d'azioni della società autostradale Milano-Serravalle, "le esatte parole di Penati furono: "Io ho dovuto comprare le azioni di Gavio. Non pensavo di spendere una cifra cosi consistente, ma non potevo sottrarmi perchè l'acquisto mi venne imposto dai vertici del Partito nella persona di Massimo D'alema".

Si legge sul Corriere della Sera

Sarno asserisce dunque che fu Penati a indicare nell'allora presidente dei Ds, ex premier e poi Ministro degli Esteri, colui che lo aveva politicamente spinto a un'operazione finanziaria controversa già da quel 29 luglio 2005: da quando cioè la Provincia di Milano con Penati comprò dal gruppo Gavio il 15% della Milano-Serravalle al prezzo di 8,9 milioni di euro per ciascuna di quelle azioni che Gavio aveva acquistato in precedenza a 2,9 milioni di euro. Gavio incassò 238 milioni, temporalmente in coincidenza con l'appoggio finanziario (50 milioni) fornito poi dal Gavio alla "scalata" che l'Unipol di Giovanni Consorte (Compagnia assicurativa nell'orbita della sinistra) stava dando alla Bnl prima di essere fermata per aggiotaggio dai Pm milanesi. 


Dubito

CSM: No a incarico in Sicilia per Ingroia

CSM: No a incarico in Sicilia per Antonio Ingroia


Antonio Ingroia

Antonio Ingroia non può presiedere la Riscossione Sicilia Spa. E' quanto ha deciso la terza Commissione del Consiglio superiore della Magistratura. Il Csm ha difatto negato l'autorizzazione all'ex Pm di Palermo a ricoprire l'incarico di presidente della società incaricata di riscuotere tasse e tributi per conto della Regione Sicilia, che gli era stato offerto dal Governatore Crocetta. "Non conosco le motivazioni del Csm e non commento", ha dichiarato Ingroia. Il magistrato si era mpresentato alle elezioni con la sua lista elettorale, Rivoluzione Civile, e non ha raggiunto il quorum per entrare in Parlamento, pur avendo unito le sue forze con l'ex leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. 

Caso Corona: Cassazione conferma condanna

Caso Corona: Cassazione conferma condanna

di Domenico Di Giovanni


Fabrizio Corona

La Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione per Fabrizio Corona per bancarotta e frode fiscale. I supremi giudizi hanno convalidato il giudizio della Corte d'appello di Milano del giugno scorso. Corona era accusato di aver evaso 3,8 milioni di euro; la sua agenzia fotografica era stata dichiarata fallita nel 2009. Corona è già in carcere per scontare la condanna a 5 anni per tentata estorsione nei confronti del calciatore David Trezeguet. 

Colle: Arbitrario riferimento al Movimento 5 Stelle. L'Ue: "Rischio contagio".

Colle: Arbitrario riferimento al Movimento 5 Stelle



Negli ambienti del Quirinale si rileva che sono del tutto impropri certi commenti all'intervento con cui il presidente della Repubblica Napolitano ha ricordato la nobile figura del senatore Chiaramonte al convegno dell'altro giorno al Senato. Si fa presente che sarebbe palesemente arbitrario e strumentale indicare il Movimento 5 Stelle come "bersaglio" delle parole del Capo dello Stato su certe campagne "negatrici e distruttive della politica". Intanto, Grillo interviene sull'attuale situazione politica di Stallo: Pdl e Pd, inciucio a porte chiuse. "Berlusconi e Bersani - continua Grillo - si sono incontrati in un luogo segreto, lontano dal web cam, telecamere e giornalisti e hanno deciso il loro candidato per la presidenza della Repubblica". Grillo, ha ringraziato ironicamente Napolitano per aver criticato "i troppi moralisti fanatici": "Grazie presidente le assicuro che non la deluderemo". Il Movimento 5 Stelle porterà all'eccesso la moralità in politica. Il lavoro che ci aspetta - conclude Grillo - è enorme, l'immoralità è ovunque. Moralizzeremo senza cedere a compromessi". Insomma, mentre le lancette dei secondi scorrono veloci, l'Unione Europea inizia a prendere gli antispaminici, onde evitare strani contagi, infatti, questa la strana ma giusta nota che si evince: "In Italia persistono squilibri macroeconomici che richiedono monitoraggio e azione decisiva". Per la Ue, l'Italia "è sempre vulnerabile ai repentini cambiamenti dei mercati e permane quindi il rischio di contagio al resto dell'eurozona se si dovesse intensificare nuovamente la pressione sul debito italiano". Esortazione sul fronte delle riforme e per un fisco "più amico della crescita". Si chiede anche di rafforzare la concorrenza e di migliorare il sistema scolastico. 

martedì 9 aprile 2013

Caivano (Na): Ennesima tegola per la giunta Falco, si dimette l'assessore dell'Udc, Di Michele

Caivano (Na): Ennesima tegola per la giunta Falco, si dimette l'assessore dell'Udc, Di Michele


Servizio a cura di Farcesco Celiento (Caivano Press)
Fonte: Dubito

Antonio Falco
Sindaco di Caivano

Stamane (8 aprile ndr) l'assessore comunale Luigi Di Michele (Udc) ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica con una missiva protocollata al Comune. Di Michele, che si occupava di lavori pubblici, patrimonio ed Edilizia scolastica, ha scritto che lascia la poltrona per motivi personali. Secondo i bene informati l'ormai ex assessore avrebbe abbandonato per motivi di stress, infatti, oltre a svolgere l'incarico nell'ente, svolge attività imprenditoriale. Esclusa, almeno per adesso, la motivazione politica del gesto, ma è l'ennesimo colpo di scena che vede protagonista l'amministrazione comunale, la cui giunta sembra un parcheggio dove si entra e si esce. Adesso si apre il toto-nomi per la successione. L'Udc di Caivano non avrebbe tanta scelta. Al posto di Di Michele, che adesso rimane fuori anche dal consiglio comunale, dove fù eletto e si dimise proprio per rivestire la carica di assessore, potrebbe ritornare Maria Consiglia Aquilone, cugina del Sindaco Falco, dimissionata tempo fa per fare la giunta tecnica d'alto profilo che poi non decollò mai. Ma è solo una delle ipotesi che iniziano a circolare.